giovedì 21 giugno 2012

RIFORMA DEGLI ORDINI PROFESSIONALI: ECCO LA BOZZA DI DECRETO PREDISPOSTA DAL MINISTERO.

BOZZA
Schema di Decreto del Presidente della Repubblica recante “Riforma degli ordinamenti professionali in attuazione dell’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011 n. 148”


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Visto l’articolo 87, comma quinto, della Costituzione;


Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;


Visto l’articolo dell’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011 n. 148;


Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri del …;


Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del …;


Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, resi rispettivamente in data ... ;


Vista la definitiva deliberazione del Consiglio dei Ministri del ... ;


Sulla proposta del Ministro della giustizia;


Emana il seguente regolamento:


CAPO I


DISPOSIZIONI GENERALI


Art. 1


(Definizione e ambito di applicazione)


1. Ai fini del presente decreto:
a) per «professione regolamentata» si intende l’attività, o l’insieme delle attività, riservate per espressa disposizione di legge o non riservate, il cui esercizio è consentito solo a seguito di iscrizione in ordini o collegi o in ogni caso in albi, registri ed elenchi tenuti da amministrazioni o enti pubblici, quando la iscrizione è subordinata al possesso di qualifiche professionali o all'accertamento delle specifiche professionalità, e, in ogni caso, l’attività esercitata con l'impiego di un titolo professionale il cui uso è riservato a chi possiede una qualifica professionale;
b) per «professionista» si intende l’esercente la professione regolamentata di cui alla lettera a).
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2. Il presente decreto si applica alle professioni regolamentate e ai relativi professionisti.
Art. 2
(Accesso ed esercizio dell’attività professionale)
1. Ferma la disciplina dell’esame di Stato e fermo quanto previsto dal presente articolo, l’accesso alle professioni regolamentate è libero. Sono vietate limitazioni alle iscrizioni agli albi professionali, quando esistenti, che non sono fondate su espresse previsioni inerenti al possesso o al riconoscimento dei titoli previsti dalla legge per la qualifica e l’esercizio professionale, ovvero alla mancanza di condanne penali o disciplinari irrevocabili o ad altri motivi imperativi di interesse generale.
2. L’esercizio della professione è libero e fondato sull’autonomia e indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnico. La formazione di albi speciali, legittimanti a specifici esercizi dell’attività professionale, fondati su specializzazioni ovvero titoli o esami ulteriori, è ammessa solo su previsione espressa di legge.
3. Non sono ammesse limitazioni, in qualsiasi forma, anche attraverso previsioni deontologiche, del numero di persone titolate a esercitare la professione, con attività anche abituale e prevalente, su tutto o parte del territorio dello Stato, salve deroghe espresse fondate su ragioni di pubblico interesse, quale la tutela della salute. Sono fatti salvi gli obblighi e i limiti di prestazione professionale in una determinata area geografica, parimenti fondati su ragioni di interesse pubblico, stabiliti per l’esercizio dell’attività notarile. Sono altresì fatte salve le limitazioni derivanti dall’attività assunta alle dipendenze di enti o di altri professionisti, funzionali alle finalità degli enti e al rapporto contrattuale con i professionisti.
4. Sono in ogni caso vietate limitazioni discriminatorie anche indirette, all’accesso e all’esercizio della professione, fondate sulla nazionalità del professionista o sulla sede legale dell’associazione professionale o della società tra professionisti.
Articolo 3
(Albo unico nazionale)
1. Gli albi territoriali relativi alle singole professioni regolamentate, tenuti dai rispettivi consigli dell’ordine o del collegio territoriale, sono pubblici e recano l’anagrafe di tutti iscritti, con l’annotazione dei provvedimenti disciplinari adottati nei loro confronti.
2. L’insieme degli albi territoriali di ogni professione costituisce l’albo unico nazionale degli iscritti, tenuto dal consiglio nazionale competente. I consigli territoriali forniscono senza indugio per via telematica ai consigli nazionali tutte le informazioni rilevanti ai fini dell’aggiornamento dell’albo unico nazionale.
Art. 4
(Libera concorrenza e pubblicità informativa)
1. E’ ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa avente ad oggetto l’attività delle professioni regolamentate, le specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla professione, la struttura dello studio professionale e i compensi richiesti per le prestazioni.
2. Le informazioni pubblicitarie di cui al comma 1 devono essere funzionali all’oggetto, veritiere e corrette, non devono violare l’obbligo del segreto professionale e non devono essere equivoche, ingannevoli o denigratorie.
3. La violazione della disposizione di cui al comma 2 costituisce illecito disciplinare.
Art. 5
(Obbligo di assicurazione)
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1. Il professionista è tenuto a stipulare, anche per il tramite di convenzioni collettive negoziate dai consigli nazionali degli ordini o collegi o da associazioni professionali o da casse o enti di previdenza, idonea assicurazione per i danni derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, comprese le attività di custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza professionale, il relativo massimale e ogni variazione successiva.
2. La violazione della disposizione di cui al comma 1 costituisce illecito disciplinare.
Art. 6
(Tirocinio per l’accesso)
1. Il tirocinio professionale, obbligatorio e della durata di diciotto mesi, consiste nell'addestramento, a contenuto teorico e pratico, del praticante, finalizzato a conseguire le capacità necessarie per l'esercizio e la gestione organizzativa della professione.
2. Presso il consiglio dell'ordine o del collegio territoriale è tenuto il registro dei praticanti, l'iscrizione al quale è condizione per lo svolgimento del tirocinio professionale. Ai fini dell'iscrizione nel registro dei praticanti è necessario aver conseguito la laurea o il diverso titolo di istruzione previsti dalla legge per l’accesso alla professione regolamentata, ferme restando le altre disposizioni previste dall’ordinamento universitario.
3. Il professionista affidatario deve avere almeno cinque anni di anzianità, è tenuto ad assicurare che il tirocinio si svolga in modo funzionale alla sua finalità e non può assumere la funzione per più di tre praticanti contemporaneamente, salva la motivata autorizzazione rilasciata dal competente consiglio territoriale previa valutazione dell'attività professionale del richiedente e dell'organizzazione del suo studio.
4. Il tirocinio può essere svolto, in misura non superiore a sei mesi, presso enti o professionisti di altri Paesi con titolo equivalente e abilitati all'esercizio della professione. Il tirocinio può essere altresì svolto per i primi sei mesi, in presenza di specifica convenzione quadro tra il consiglio nazionale, il ministro dell’istruzione, università e ricerca, e il ministro vigilante, in concomitanza con l’ultimo anno del corso di studio per il conseguimento della laurea necessaria. I consigli territoriali e le università pubbliche e private possono stipulare convenzioni, conformi a quella di cui al periodo precedente, per regolare i reciproci rapporti.
5. Lo svolgimento del tirocinio è incompatibile con qualunque rapporto di impiego pubblico. Il tirocinio può essere svolto contestualmente ad attività di lavoro subordinato privato, purché con modalità e orari idonei a consentirne l'effettivo svolgimento. Sul rispetto di tale disposizione vigila il locale consiglio dell’ordine o collegio.
6. Il tirocinio professionale non determina l'instaurazione di rapporto di lavoro subordinato anche occasionale, fermo quanto disposto dall’art. 9, comma 4, ultimo periodo, del decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012 n. 27.
7. L’interruzione del tirocinio per oltre sei mesi, senza giustificato motivo, comporta l’inefficacia, ai fini dell’accesso, di quello previamente svolto.
8. I praticanti osservano gli stessi doveri e norme deontologiche dei professionisti e sono soggetti al medesimo potere disciplinare.
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9. Il tirocinio, oltre che nella pratica svolta presso uno studio professionale, consiste altresì nella frequenza obbligatoria e con profitto, per un periodo non inferiore a sei mesi, di specifici corsi di formazione professionale organizzati da ordini o collegi o associazioni di iscritti agli albi, nonché dagli altri soggetti autorizzati dai ministri vigilanti.
10. Il ministro vigilante, sentito il consiglio nazionale dell’ordine o collegio, disciplina con regolamento, da emanarsi entro un anno dall’entrata in vigore del presente decreto:
a) le modalità e le condizioni per l'istituzione dei corsi di formazione di cui al comma 9, in modo da garantire la libertà e il pluralismo dell'offerta formativa e della relativa scelta individuale;
b) i contenuti formativi essenziali dei corsi di formazione;
c) la durata minima dei corsi di formazione, prevedendo un carico didattico non inferiore a duecento ore;
d) le modalità e le condizioni per la frequenza dei corsi di formazione da parte del praticante nonché quelle per le verifiche intermedie e finale del profitto, affidate a una commissione composta da professionisti e docenti universitari, in pari numero, e presieduta da un docente universitario, in modo da garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio nazionale. Ai componenti della commissione non sono riconosciuti compensi, indennità o gettoni di presenza.
11. Il ministro vigilante, previa verifica, su indicazione del consiglio nazionale dell’ordine o collegio, dell’idoneità dei corsi organizzati a norma del comma 9 sul territorio nazionale, dichiara la data a decorrere dalla quale la disposizione di cui al medesimo comma è applicabile al tirocinio.
12. Il consiglio dell'ordine o collegio presso il quale è compiuto il tirocinio rilascia il relativo certificato. Il certificato perde efficacia decorsi cinque anni senza che segua il superamento dell’esame di Stato quando previsto.
13. Le disposizioni del presente articolo si applicano ai tirocini iniziati dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Art. 7
(Formazione continua)
1. Al fine di garantire la qualità ed efficienza della prestazione professionale, nel migliore interesse dell’utente e della collettività, e per conseguire l’obiettivo dello sviluppo professionale, ogni professionista ha l'obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale. La violazione dell’obbligo di cui al periodo precedente costituisce illecito disciplinare.
2. Il ministro vigilante, sentito il consiglio nazionale dell’ordine o collegio, disciplina con regolamento, da emanarsi entro un anno dall’entrata in vigore del presente decreto:
a) le modalità e le condizioni per l'assolvimento dell'obbligo di aggiornamento da parte degli iscritti e per la gestione e l'organizzazione dell'attività di aggiornamento a cura degli ordini o collegi territoriali, delle associazioni professionali e di soggetti autorizzati dal ministro vigilante;
b) i requisiti minimi, uniformi su tutto il territorio nazionale, dei corsi di aggiornamento;
c) il valore del credito formativo professionale quale unità di misura della formazione continua.
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3. Con apposite convenzioni stipulate tra i consigli nazionali e le università possono essere stabilite regole comuni di riconoscimento reciproco dei crediti formativi professionali e universitari. Con appositi regolamenti comuni, da approvarsi previo parere favorevole dei ministri vigilanti, i consigli nazionali possono individuare crediti formativi professionali interdisciplinari e stabilire il loro valore.
4. L'attività di formazione è svolta dagli ordini e collegi anche in cooperazione o convenzione con altri soggetti.
5. Le regioni, nell'ambito delle potestà a esse attribuite dall'articolo 117 della Costituzione, possono disciplinare l'attribuzione di fondi per l'organizzazione di scuole, corsi ed eventi di formazione professionale.
6. Resta ferma la normativa vigente sull’educazione continua in medicina (ECM).
Art. 8
(Incompatibilità)
1. L’esercizio dell’attività professionale è incompatibile esclusivamente con le attività che ne pregiudicano l’autonomia e indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnico.
2. Restano ferme le incompatibilità previste dalla disciplina del lavoro pubblico dipendente e quelle inerenti alla professione di notaio.
Art. 9
(Disposizioni sul procedimento disciplinare delle professioni regolamentate diverse da quelle sanitarie)
1. Presso i consigli dell’ordine o collegio territoriale delle professioni regolamentate diverse da quelle sanitarie, sono istituiti consigli di disciplina territoriali cui sono affidati i compiti di istruzione e decisione delle questioni disciplinari riguardanti gli iscritti all’albo.
2. I consigli di disciplina territoriali di cui al comma 1 sono composti da 3 consiglieri e 2 consiglieri supplenti. Nel caso di cui al comma 3, secondo periodo, i consigli di disciplina territoriali sono composti da 9 consiglieri e 3 supplenti ovvero, quando i componenti del consiglio dell’ordine o collegio competente sono in numero inferiore a 12, sono composti da 6 consiglieri e 3 supplenti. I collegi sono composti da 3 consiglieri e sono presieduti dal componente con maggiore anzianità di iscrizione all’albo.
3. I consigli di disciplina territoriali di cui al comma 1 sono composti dai componenti del consiglio dell’ordine o collegio territoriale viciniore diversi dal presidente, designati dal presidente stesso secondo l’anzianità di iscrizione all’ordine o collegio. Per i consigli dell’ordine o collegio situati nei comuni sedi di corti di appello, sono competenti i consigli dell’ordine o collegio che hanno sede nei comuni individuati secondo le corrispondenti competenze di cui all’articolo 11 del codice di procedura penale. Fuori dei casi di cui al periodo precedente, il consiglio dell’ordine o collegio viciniore di cui al primo periodo è individuato, tenuto anche conto della distribuzione territoriale degli iscritti all’albo, con regolamento deliberato dal consiglio nazionale dell’ordine o collegio, previo parere favorevole del ministro vigilante, entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente decreto. La nomina di cui al primo periodo avviene entro 30 giorni da quella a consigliere del relativo ordine o collegio territoriale. La carica di consigliere dell’ordine o collegio territoriale e la carica di consigliere del corrispondente consiglio di disciplina territoriale sono in ogni caso incompatibili. Gli ordinamenti professionali possono prevedere ulteriori incompatibilità dirette ad assicurare la terzietà del consiglio di disciplina.
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4. Le funzioni di presidente del consiglio di disciplina territoriale sono svolte dal componente con maggiore anzianità di iscrizione all’albo. Le funzioni di segretario sono svolte dal componente con minore anzianità di iscrizione all’albo.
5. Il presidente del consiglio dell’ordine o collegio di cui al comma 3, primo periodo, provvede alla immediata sostituzione dei componenti che siano venuti meno a causa di decesso, dimissioni o altra ragione.
6. I consigli di disciplina territoriale restano in carica per il medesimo periodo dei consigli dell’ordine o collegio territoriale.
7. Presso i consigli nazionali dell’ordine o collegio che decidono in via amministrativa sulle questioni disciplinari, sono istituiti consigli di disciplina nazionali cui sono affidati i compiti di istruzione e decisione delle questioni disciplinari precedentemente assegnate alla competenza dei medesimi consigli nazionali.
8. I consigli di disciplina nazionali di cui al comma 7 sono composti da 9 consiglieri e 3 consiglieri supplenti, e i collegi sono composti da 3 consiglieri presieduti dal componente con maggiore anzianità di iscrizione all’albo. La carica di consigliere nazionale dell’ordine o collegio e di consigliere del corrispondente consiglio di disciplina nazionale sono in ogni caso incompatibili. Gli ordinamenti professionali possono prevedere ulteriori incompatibilità dirette ad assicurare la terzietà del consiglio di disciplina.
9. Le funzioni di presidente del consiglio di disciplina nazionale sono svolte dal componente con maggiore anzianità di iscrizione all’albo. Le funzioni di segretario sono svolte dal componente con minore anzianità di iscrizione all’albo.
10. Sono nominati componenti dei consigli nazionali di disciplina di cui al comma 7, titolari e di seguito supplenti, i primi non eletti alla carica di consigliere nazionale dell’ordine o collegio che abbiano riportato il maggior numero di preferenze e, in caso di parità di voti, da quelli con maggiore anzianità di iscrizione all’albo. In caso di voti di lista non nominativi, sono nominati i primi non eletti all’interno della lista che ha riportato il maggior numero di voti. Resta salva la facoltà dei componenti eletti al consiglio nazionale dell’ordine o collegio di optare, entro 30 giorni dalla elezione, per la nomina a consigliere del consiglio nazionale di disciplina. Nel caso di cui al periodo precedente, per la nomina dei consiglieri del consiglio nazionale dell’ordine o collegio si applicano le vigenti disposizioni elettorali. La proclamazione della nomina dei componenti dei consigli nazionali di disciplina avviene da parte del ministro vigilante all’esito della comunicazione senza indugio della necessaria documentazione da parte dei rispettivi consigli nazionali che risolvono ogni contrasto anche sugli esiti delle elezioni ai fini delle nomine dei componenti dei consigli di disciplina. Si applicano le disposizioni vigenti in materia di controversie elettorali.
11. Alla sostituzione dei componenti che siano venuti meno a causa di decesso, dimissioni o altra ragione, provvede il ministro vigilante, su proposta formulata senza indugio dal consiglio nazionale dell’ordine o collegio.
12. Per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi precedenti i consigli nazionali dell’ordine o collegio emanano regolamenti attuativi, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento, previo parere favorevole del ministro vigilante.
13. I consigli di disciplina nazionali restano in carica per il medesimo periodo dei consigli nazionali dell’ordine o collegio.
14. Fino all’insediamento dei consigli di disciplina territoriali e nazionali di cui ai commi precedenti, le funzioni disciplinari restano regolate dalle disposizioni vigenti.
15. Restano ferme le altre disposizioni in materia di procedimento disciplinare delle professioni regolamentate, e i riferimenti ai consigli dell’ordine o collegio si intendono riferiti, in quanto applicabili, ai consigli di disciplina.
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16. Il ministro vigilante può procedere al commissariamento dei consigli di disciplina territoriali e nazionali per gravi e ripetuti atti di violazione della legge, ovvero in ogni caso in cui non sono in grado di funzionare regolarmente. Il commissario nominato provvede, su disposizioni del ministro vigilante, a quanto necessario ad assicurare lo svolgimento delle funzioni dell’organo fino al successivo mandato, con facoltà di nomina di componenti, tra gli iscritti all’albo, che lo coadiuvano nell’esercizio delle funzioni predette.
17. Alle professioni sanitarie continua ad applicarsi la disciplina vigente.
18. Restano altresì ferme le disposizioni vigenti in materia disciplinare concernenti la professione di notaio.
CAPO II
DISPOSIZIONI CONCERNENTI GLI AVVOCATI
Art. 10
(Domicilio professionale)
1. L’avvocato deve avere un domicilio professionale nell’ambito del circondario di competenza territoriale dell’ordine presso cui è iscritto, salva la facoltà di avere ulteriori sedi di attività in altri luoghi del territorio nazionale.
Art. 11
(Disposizioni speciali sul tirocinio forense per l’accesso)
1. Fermo in particolare quanto disposto dall’articolo 6, commi 3 e 4, il tirocinio può essere svolto presso l'Avvocatura dello Stato o presso l'ufficio legale di un ente pubblico o di ente privato autorizzato dal ministro della giustizia o presso un ufficio giudiziario, per non più di dodici mesi.
2. Il tirocinio deve in ogni caso essere svolto per almeno sei mesi presso un avvocato iscritto all’ordine o presso l’Avvocatura dello Stato o presso l’ufficio legale di un ente pubblico o di un ente privato autorizzato dal ministro della giustizia.
3. Fermo quanto previsto dal comma 2, il diploma conseguito presso le scuole di specializzazione per le professioni legali di cui all'articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398, e successive modificazioni, è valutato ai fini del compimento del tirocinio per l'accesso alla professione di avvocato per il periodo di un anno. In tal caso non si applica l’articolo 6 comma 9.
4. Il praticante può, per giustificato motivo, trasferire la propria iscrizione presso l'ordine del luogo ove intende proseguire il tirocinio. Il consiglio dell'ordine autorizza il trasferimento, valutati i motivi che lo giustificano, e rilascia al praticante un certificato attestante il periodo di tirocinio che risulta regolarmente compiuto.
5. L'attività di praticantato presso gli uffici giudiziari è disciplinata da specifico decreto, da emanare entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, dal ministro della giustizia, sentiti il consiglio superiore della magistratura e il consiglio nazionale forense. I praticanti presso gli uffici giudiziari assistono e coadiuvano i magistrati che ne fanno richiesta nel compimento delle loro ordinarie attività, anche con compiti di studio, e ad essi si applica l'articolo 15 del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3. Al termine del periodo di formazione il magistrato designato dal capo dell'ufficio giudiziario
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redige una relazione sull'attività e sulla formazione professionale acquisita, che viene trasmessa al consiglio dell’ordine competente. Ai soggetti previsti dal presente comma non compete alcuna forma di compenso, di indennità, di rimborso spese o di trattamento previdenziale da parte della pubblica amministrazione. Il rapporto non costituisce ad alcun titolo pubblico impiego. Fino all’emanazione del decreto di cui al primo periodo, continua ad applicarsi, al riguardo, la disciplina del praticantato vigente al momento di entrata in vigore del presente decreto.
6. Il praticante avvocato è ammesso a sostenere l'esame di Stato nella sede di corte di appello nel cui distretto ha svolto il maggior periodo di tirocinio. Quando il tirocinio è stato svolto per uguali periodi sotto la vigilanza di più consigli dell'ordine aventi sede in distretti diversi, la sede di esame è determinata in base al luogo di svolgimento del primo periodo di tirocinio.
CAPO III
DISPOSIZIONI CONCERNENTI I NOTAI
Art. 12
(Accesso alla professione notarile)
1. Possono ottenere la nomina a notaio tutti i cittadini italiani e i cittadini dell’Unione Europea che siano in possesso dei requisiti di cui all’articolo 5 della legge 16 febbraio 1913 n. 89, compreso il superamento del concorso notarile, fermo il diritto dei cittadini dell’Unione Europea che, in difetto del possesso dei requisiti di cui ai numeri 4 e 5 dell’articolo 5 della legge 16 febbraio 1913 n. 89, abbiano superato il concorso notarile al quale abbiano avuto accesso a seguito di riconoscimento del titolo professionale di notaio conseguito in altro Stato membro dell’Unione Europea.
2. Il diploma di specializzazione, conseguito presso le scuole di specializzazione per le professioni legali di cui all'articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398, e successive modificazioni, è valutato ai fini del compimento del periodo di pratica per l'accesso alla professione di notaio per il periodo di un anno. In tal caso non si applica l’articolo 6 comma 9.
CAPO IV
DISCIPLINA TRANSITORIA, ABROGAZIONI ED ENTRATA IN VIGORE
Art. 13
(Disposizione temporale)
1. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano dal giorno successivo alla data di entrata in vigore dello stesso.
2. Sono abrogate tutte le disposizioni regolamentari e legislative incompatibili con le previsioni di cui al presente decreto, fermo quanto previsto dall’articolo 3, comma 5-bis, del decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011 n. 148, e successive modificazioni.
Art. 14
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(Entrata in vigore)
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Il Presidente della Repubblica
Visto, il Guardasigilli

pt/2012/gmt/06

lunedì 18 giugno 2012

PERITI AGRARI OLTRE IL COGEPAPI.

Non so se è sfuggito, ma nella Circolare n. 16/2012 il Consiglio Nazionale ha inviato in allegato a tutti i Collegi Provinciali d'Italia " la bozza n. 8 della proposta di riforma delle professioni da presentare al Governo"  avvallata da : agrotecnici, architetti, pianificatori paesaggistici, biologi, chimici,dottori agronomi e forestali, geologi, ingegneri, periti agrari, e tecnologi alimentari. Mancano due presenze importanti : geometri e periti industriali;  i partner forti del COGEPAPI. Di fatto le strade si sono divise; periti agrari da una parte ( con le professioni sopra richiamate) e geometri e periti industriali ( Cogepi) dall'altra con un autonomo documento proposto.
Come dobbiamo leggere questa posizione se non come una divisione ( prima di tutto politica) dei periti agrari dal COGEPAPI. Atto che è stato formalizzato da un documento presentato al Governo dove i periti agrari, guarda caso, sono in compagnia di agronomi e agrotecnci.( e di altri).
Il tutto non ci deve sorprendere perché non è una novità. Già in sede di Assemblea Generale dei Presidenti dei Collegi Provinciali tenutasi a Roma in aprile, la maggioranza relativa dei presenti si era pronunciata "non favorevole alla pseudo proposta unanimista bottariana"  filo COGEPAPI e una parte aveva assunto posizioni attendiste per meglio capire il da farsi.
Quindi, attenzione a dare il giusto peso alle scelte politiche del CNPA.
Questa distanza assunta dai periti agrari dal COGEPAPI ( ripeto in compagnia con agrotecnici e agronomi !!) è un segnale, a mio modesto parere, di " forte autonomia" come di forte disponibilità a ricercare e ridiscutere assetto e collocazione dei periti agrari nel mondo delle professioni. La Categoria con orgoglio vuole stigmatizzare la propria identità e continuità professionale, contro ogni inciucio fusionista-cogepapino;
guarda a possibili alternative da coltivare e costruire nel tempo ( per fare questo ci vuole molta pazienza e impegno anche perché sono relazioni mai coltivate dalla passata consigliatura nazionale  !!) per avviare processi di integrazione " verticali e orizzontali" che valorizzino competenze e professionalità.
In questo lavoro " politico" del Cnpa ( forse non colto  fino in fondo nella sua portata) c'è un contenuto forte di iniziativa che va oltre il Cogepapi ( proposta passiva) e che guarda ad un nuovo assetto ( proposta attiva) in una prospettiva nuova e moderna della collocazione del perito agrario e perito agrario laureato.
E' un salto di qualità enorme....si passerebbe dalla fusione-cancellazione della nostra figura professionale a consolidare autonomia e identità  della nostra storia professionale.in chiave moderna..........non è cosa da poco non credete !!!!.
Ciao a tutti.
Piermaria Tiraboschi
pt/2012/gmt/06

NUOVI STRUMENTI PER LA CRESCITA DEL SETTORE " agroalimentare"

Nei due decreti approvati, relativamente alla crescita e alla dismissione del patrimonio pubblico, sono contenute significative misure per il settore agroalimentare. “Nuovi strumenti per la crescita del settore” ha commentato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. “I provvedimenti per l’agroalimentare, approvati oggi dal Consiglio dei Ministri, costituiscono nuovi strumenti per la crescita del settore. Vista inoltre la situazione di grave crisi economica che stiamo affrontando e le sue conseguenze sulla parte più debole della società, abbiamo deciso di istituire un Fondo nazionale per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, ha commentato le misure per il comparto agroalimentare, approvate durante il Consiglio dei Ministri di oggi. Nei due decreti approvati, relativamente alla crescita e alla dismissione del patrimonio pubblico, sono contenute significative misure per il settore agroalimentare. Tra esse è opportuno sottolineare: -Il Fondo indigenti che consentirà, mediante le organizzazioni no profit, di assicurare gli aiuti grazie all’utilizzazione di risorse comunitarie e delle eccedenze alimentari rese disponibili dagli operatori della filiera; -Misure per agroenergie: con queste norme si intende in particolare incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili legate alla rete delle opere irrigue e di bonifica, in una prospettiva di tutela del giusto equilibrio sul territorio tra agricoltura e impianti agroenergetici; -Nuovo ICE: un rappresentante del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è stato inserito nella cabina di regia del nuovo ICE, a riprova dell’attenzione che il Governo ha nei confronti dell’export agroalimentare; -Origine del pescato: si introduce un sistema volontario di indicazione dell’origine per chi vende al dettaglio e chi somministra prodotti della pesca, così da poter segnalare al consumatore la dicitura ‘prodotto italiano’ o altra indicazione relativa all’origine italiana o alla zona di cattura, più precisa di quella obbligatoriamente prevista dalle disposizioni vigenti in materia; -Acquacoltura: le norme in questione facilitano l’apertura di nuovi impianti per l’acquacoltura marina; -Tutela e promozione: si definiscono interventi mirati a rafforzare l’azione di tutela e promozione dei Consorzi di tutela dei vini; -Soppressione di ASSI (ex UNIRE): è stata decisa ai fini di una razionalizzazione del sistema e comporta il trasferimento all’Agenzia delle Dogane delle funzioni relative alle norme concernenti le scommesse, mentre tutte le funzioni relative all’allevamento e allo spettacolo sportivo sono di competenza diretta del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
NEWS
pt/2011/gmt/10

GARA NAZIONALE ISTITUTI AGRARI A VILLA CORTESE - IN PROVINCIA DI MILANO

COMMUNITY NEWS - 08 giugno 2012 I risultati della Gara nazionale degli istituti agrari che si è svolta a Villa Cortese, in provincia di Milano all'inizio di maggio sono stati resi noti. E’ stato proclamato vincitore Michele Trevisan, alunno dell'istituto "Bocchialini" di Parma. Al secondo posto si è classificato Andrea Pilenga dell'Itas "Cantoni" di Treviglio (Bergamo) e al terzo Giacomo Rossi dell'istituto "Ciuffelli-Einaudi" di Todi (Perugia).
La Gara, che ha visto protagonisti i migliori alunni di quarta superiore degli istituti agrari, si è disputata a Villa Cortese ed è stata organizzata dall'istituto superiore "Mendel", in quanto scuola vincitrice, con la propria alunna Martina Colombo, dell'edizione 2011.
Il 3 e 4 maggio gli studenti, provenienti da 16 regioni diverse in rappresentanza di 42 scuole, hanno dovuto affrontare due prove. La prima prova scritta per accertare le conoscenze e le capacità di sintesi nelle discipline di Biologia applicata, Chimica agraria, Tecnica di produzione animale, Tecniche di produzione vegetale, Tecnica di gestione aziendale, Topografia ed elementi di costruzioni rurali. La prova pratica, invece, per misurare abilità tecniche e competenze nel campo della Chimica agraria, della Biologia applicata e della Tecnica di produzione vegetale.
I lavori sono stati esaminati da una commissione che, alla presenza del presidente del collegio dei Periti agrari della provincia di Milano, Valerio Russello, e del rappresentante del collegio interprovinciale di Milano degli Agrotecnici, Andrea Ambrosini, ha stilato la classifica finale.
La Gara nazionale è stata l'occasione per gli istituti agrari d'Italia di potersi incontrare e confrontare. Dalla Gara nazionale 2012 emerge quindi lo stimolo a un maggiore confronto tra scuole.
C.C.
Sul Canale COMMUNITY NEWS

pt/2012/gmt/06

NASCE IL MOVIMENTO: PROFESSIONI PER L'ITALIA

Nasce a Napoli il tentativo di organizzare " politicamente le professioni" e di dar vita a un movimento che tuteli il lavoro autonomo.
Gli obbiettivi: salvaguardare la identità del lavoro professionale, difendere le professioni, favorire la qualificata ed autonoma partecipazione " politica" dei professionisti, favorire l'adesione di altre associazioni di lavoro autonomo, partecipare alle consultazioni elettorali italiane affinchè vengano adeguatamente rappresentate le idee e gli interessi dei professionisti. Un vero programma politico.
Nota Redazionale
pt/2012/gmt/06

lunedì 11 giugno 2012

PERITI AGRARI IN AUTOCONVOCAZIONE A BOLOGNA: GIORNATA DI INTENSO LAVORO. BENANTI - UNITI PER LA CATEGORIA-

Dopo un momento di raccoglimento per gli amici dell'Emilia e di Mantova la giornata è stata di intenso lavoro e come ha sottolineato il collega Genovesi di Ravenna " si è cercato di volare alto".
In un clima non " istituzionale" che è la forza di questi incontri, i Periti Agrari presenti del Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Umbria , Toscana con l'adesione on line di amici del Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia si sono confrontati in un clima costruttivo  con approfondimento sull'attività programmata e in corso di attuazione post-rinnovo del CNPA.
Soddisfazione e impegno unitario dei presenti sull'operato illustrato dal Presidente Nazionale Benanti e dai consiglieri nazionali Salvan e Lombardelli.
Unanime è stata la presa di posizione dei presenti di andare oltre alle sterili polemiche disfattiste di qualche insignificante personaggio nostalgico del passato.
Attenzione e lavoro per riorganizzzare il CNPA e il territorio,ordinamento della professione e relazioni inter-professionali; questi gli obbiettivi prioritari sui quali sono intervenuti i presenti con nuove idee, suggerimenti e strategie per consolidare un quadro di riferimento in cui operare a tutti i livelli e con il contributo aperto e dinamico di chi vuole essere parte attiva di questo momento storico per i Periti Agrari. Nazionale e territorio uniti per costruire un'immagine nuova e moderna della Categoria; aperta e che non rincorre " fantasmi professionali".
A fine lavori, soddisfazione dei presenti e l'auspicio che questi incontri si ripetano " guardando al futuro e al nuovo che si prospetta" allargando sempre più la partecipazione.
LA CATEGORIA C'E'...........E  COME !!!!!
Cia a tutti
Piermaria Tiraboschi.

P.S. Dimenticavo:
Ai Colleghi Calcagnile,  Russo, Moncelli......."gli arrabbiati".....alla prossima, cercate di essere presenti ( l'Autoconvocazione è aperta a tutti i Periti Agrari) forse capireste......tante.....tante cose !!!!


pt/2012/gmt/05

giovedì 7 giugno 2012

RIFORMA PAC...RISVOLTI E ASPETTATIVE !!!

Di seguito pubblichiamo un interessante articolo del dott. Castellotti che traccia un quadro di riferimento per una valutazione riflessiva sulle prospettive future del settore primario e delle implicazioni che le stesse potranno avere nell'attività professioanle di imprenditori e tecnici.


Riforma Pac, converranno ancora gli aiuti?

Categoria Notizie Data: 07-06-2012
Converrà ancora per gli agricoltori prendere i fondi della Pac? La risposta non è così scontata. Anzi, la tesi di Confai, la Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani, potrebbe sorprendere perché emette un giudizio non proprio morbido sulla proposta di riforma della Pac post 2013, alla luce di un’analisi economica del professor Ermanno Comegna, economista agrario, esperto di Politica agricola comune e direttore della rivista “Latte d’Italia”.
“Se la futura Pac dovesse rimanere così come è stata formulata dalla Commissione Agricoltura presieduta da Dacian Cioloş – sostiene il presidente di Confai, Leonardo Bolis - riteniamo più conveniente affacciarsi sul mercato senza protezioni, almeno in alcuni bacini agricoli europei. Si risparmierebbe tempo per gli adempimenti burocratici e le imprese agricole non sarebbero soggette a gioghi come il greening o l’alternanza produttiva”.
Addio Pac? La posizione della Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani si è formata, come detto, sulle lucide elaborazioni del professor Comegna. “Una recente ricerca sul campo che ho personalmente condotto, realizzando interviste dirette presso gli imprenditori agricoli di diversi settori produttivi – dichiara infatti Comegna - ha chiaramente evidenziato che risulterebbe particolarmente concreto il rischio di sganciarsi dalla Pac per l’eccessiva burocrazia e per gli elevati oneri di varia natura che comporta. D’altronde, la proposta di riforma della Pac prevede ad oggi aiuti in molti casi sensibilmente più bassi rispetto a quelli incassati attualmente”.
Agricoltura specializzata e allevamenti intensivi. Con una messa a fuoco migliore, potrebbero non presentare la domanda di pagamenti diretti gli agricoltori specializzati, con aziende localizzate in aree ad alta vocazione nei confronti di una determinata coltura. “Si pensi al mais in certi bacini della Pianura padana, dal Piemonte al Friuli-Venezia Giulia, passando per Lombardia e Veneto – afferma Comegna. “Ma lo stesso potrebbe accadere per certi allevamenti intensivi e specializzati che hanno necessità di produrre in casa determinati tipi di alimenti zootecnici”.
D’altronde, osserva Comegna, “rinunciare alla Pac significa spendere meno in pratiche amministrative, avere meno controlli in azienda, guadagnare tempo da dedicare alla gestione, all’innovazione ed alla ricerca di nuovi mercati, avere più libertà di scelta e non essere costretti a sottostare a vincoli e condizionamenti che incidono sui risultati economici e che in certi casi sono ridondanti, ingiustificati e incomprensibili”.
Due conti sul greening. “Accettare il greening significa introdurre una seconda ed un terza coltivazione sui terreni a seminativi e mettere fuori produzione il 7% della superficie - sintetizza Comegna.
Secondo Confai, tutto ciò penalizza indubbiamente la produzione principale, verso la quale l’azienda è specializzata e dove riesce ad ottenere la maggiore produttività e un livello di reddito che le coltivazioni alternative non riuscirebbero ad assicurare. “E tutto questo per un compenso che dovrebbe attestarsi, secondo i calcoli, attorno a 70-80 euro per ettaro”.
Due categorie di agricoltori? Il rischio implicito nelle attuali proposte della riforma Pac è quello di creare una duplice categoria di agricoltori. “Quelli che rimangono nel sistema della Pac, così come hanno fatto da quando è entrato in vigore il regime dei pagamenti diretti, vent’anni fa – dice Comegna - e quelli che si liberano le mani e rinunciano al sostegno pubblico, perché ritengono che tale strada sia la migliore e la più conveniente”.
Col greening congelati 3,8 milioni di ettari. Dai risultati di una recente simulazione eseguita su dati Eurostat e Commissione europea, anticipa Comegna, “per effetto della regola relativa al 7% di aree ecologiche, dovrebbero essere messi fuori produzione a livello europeo 3,8 milioni di ettari, con una riduzione equivalente in termini di produzioni di cereali parti a 20,4 milioni di tonnellate. Questo significa che l’Unione europea diventerà dipendente dalle importazioni e non più esportatrice come è oggi”.
Per gli agricoltori una perdita di 4,8 miliardi di euro. Nel complesso “gli agricoltori europei subiranno una perdita economica di 3,7 miliardi di euro, equivalente ad una riduzione del 6% del margine lordo per ettaro”, calcola la ricerca.
Ma non è tutto, incalza Comegna, “perché con la regola della diversificazione colturale (3 colture arabili presenti nello stesso anno), ciò implicherebbe la conversione di 1,4 milioni di ettari di cereali verso altre produzioni, essenzialmente oleaginose e proteiche, con una ulteriore riduzione di 6,3 milioni di tonnellate di cereali ed una perdita economica di 1,1 miliardi di euro”. Quindi, calcolatrice alla mano, la perdita complessiva toccherebbe i 4,8 miliardi di euro.
Per l’Italia una perdita economica di mezzo miliardo di euro. Calato sull’Italia, l’effetto dovrebbe essere di un congelamento dalla produzione di 254.000 ettari per effetto della regola sulle aree a valenza ecologica e una diminuzione della superficie a cereali di 302.000 ettari a seguito della diversificazione. Tradotto in termini economici, Confai stima che la contrazione potrebbe aggirarsi (a valori di mercato attuali) intorno a 500 milioni di euro.
Le conseguenze sulle imprese di meccanizzazione agricola. “La sottrazione del 7% della superficie coltivata – sottolinea Bolis - si tradurrà automaticamente in minor lavoro per i contoterzisti agrari. Inoltre, l’obbligo di introdurre almeno tre diverse colture per ogni azienda agricola costringerà gli agromeccanici ad operare su appezzamenti sempre più piccoli e parcellizzati, senza riuscire più a cogliere i benefici delle economie di scala e ad effettuare ammortamenti delle macchine in tempi ragionevoli”.
Tra le altre conseguenze che le politiche di inverdimento potrebbero causare alla categoria dei contoterzisti Confai annovera l’impossibilità di effettuare una razionale programmazione dei lavori: tutto ciò a causa di scelte colturali delle aziende agricole, guidate più dal greening che da effettive esigenze produttive o dalle richieste dei mercati.
Più CO2 e maggior consumo di carburanti. “Peraltro – osserva Bolis – a fronte di tutti questi sacrifici per le imprese agricole e agromeccaniche non ci sarebbero neppure reali benefici per l’ambiente. Al contrario, l’innaturale diversificazione colturale su poderi medio-piccoli porterebbe ad un’eccessiva movimentazione di mezzi sullo stesso podere con aumento dell’inquinamento da CO2 e spreco di carburanti”.
Autore : Giampiero Castellotti

©All rights reserved UCI Unione Coltivatori Italiani - Indirizzo : Via in Lucina,10 00186 ROMA P.iva : 05630521002

mercoledì 6 giugno 2012

BASTA ALLE COMPETENZE ESCLUSIVE !!!

L'attività professionale nel campo della forestazione non è una competenza esclusiva degli agronomi.
Alcune regioni in materia hanno assunto provvedimenti illegittimi.
Si rispettino le competenze professionali dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati.
News Redazionale
pt/2015/gmt/05

PeritiAgrariLiberi su " TWITTER" PER PIU' INFORMAZIONE.

INFORMARE - INFORMARE.......PALTWITTER

Sperando di far cosa gradita a tanti nostri amici-colleghi Vi segnaliamo che " PeritiAgrariLiberi" è da qualche giorno su " TWITTER"  e  potete accederVi con:

- PeritiAgrari ( spazio) Liberi  O  PALTWITTER.

Vi troverete Tweet ( es. Agricoltura24, Agraria.org. ItaliaOggi ecc) per una tempestiva informazione che potrebbe interessare la nostra attività professionale.
Restiamo a Vs. disposizione per tutti i consigli che vorrete darci per migliorare il servizio.
Ciao a tutti
Piermaria Tiraboschi
PALTWITTER

pt/2012/gmt/05

martedì 5 giugno 2012

CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DEI PERITI AGRARI: VICINO AGLI AMICI DI MANTOVA E EMILIA.

Prot. 08/12 Milano, 05/06/2012

Gent.mi
MEMBRI CRPA
Consiglio Regionale dei
Periti Agrari e Periti Agrari Laureati
della Lombardia


Oggetto: Terremoto


Carissimi Colleghi
Trema la terra, tremano le case, tremano gli uffici e le aziende agrarie, tremano i cuori e le menti.
In luoghi martoriati da sciami di scosse ogni giorno e ogni notte si scatenano incubi e paure in chi drammaticamente ne è coinvolto.
Nelle zone colpite di Mantova, abitano e lavorano molti nostri colleghi, fra gli altri il Presidente del Collegio, il nostro amico Isaia.
Gli ho telefonato per sentire dalla sua viva voce cosa sta, cosa stanno provando.
Il suo racconto, la sua attenzione non si è fermata solo al dramma e alle difficoltà che è, sono chiamati ad affrontare tutti gli abitanti delle zone colpite, e anche numerosi nostri colleghi. Dormire in tende o container. Osservare le crepe, le ferite delle costruzioni e della terra con impotenza, in attesa che il “mostro” scarichi la sua immane potenza.
Isaia ha avuto parole per il dramma della nostra Scuola Agraria di Palidano. Villa Strozzi è inagibile. Mi ha rappresentato la possibilità che venga chiusa e trasferita a Mantova.
Per quella cerniera agricola fra Lombardia e Emilia Romagna sarebbe un colpo grave. Sarebbe una grave perdita per la storia della tecnica agricola mantovana e lombarda.
Forse il nostro parere non varrà molto, ma ci faremo carico di una sollecitazione alla Regione Lombardia e alla Provincia di Mantova perché si facciano capofila di un progetto coinvolgimento di soggetti pubblici e privati per promuovere il recupero e la riapertura dell’importante, insostituibile Istituto Agrario.
Una scuola nata anche dalla solidarietà e dal contributo di istituto di credito, enti pubblici e realtà private. Fu così quando partì nel 1953 sotto la spinta dei Piamartini. Ci auguriamo che la storia si ripeta con un maggior impegno degli enti pubblici.
Ed ancora. Non volendo fermarmi alle pur importanti espressioni di vicinanza, di solidarietà .. di amicizia con i nostri colleghi, mantovani e Romagnolo-emiliani, e ritenendo che anche i “piccoli gesti” aiutino a credere nella ripresa, Vi propongo di sospendere il versamento della quota del Collegio di Mantova dovuta per l’anno 2012 al CRPA.
Il Collegio di Mantova saprà utilizzare queste risorse a favore degli iscritti colpiti dal terremoto.
Sono certo che se anche i Collegi delle province colpite dal sisma (Mantova e Emilia Romagna) e il CNPA deliberassero di sospendere le quote di iscrizione per il 2012, garantendo ai Collegi Provinciali la possibilità di gestione attraverso il versamento di una minima quota di solidarietà da raccogliere fra i Collegi Provinciali d’Italia, avremmo dato un bel segnale a Colleghi che vivono un dramma immenso.
Colgo anche l’occasione per informarvi che il Presidente della Commissione Lavoro della Nostra Cassa, Mimmo Giannotta, mi ha rassicurato che nella prima seduta utile metterà all’Ordine del Giorno la valutazione di iniziativa/e da mettere in atto per sostenere i nostri Colleghi terremotati.
Ringraziandovi per la disponibilità offerta, vi porgo
cordiali saluti
Il Presidente
Per Agr Braga Mario
pt/2012/gmt/05

giovedì 24 maggio 2012

PERITI AGRARI LOMBARDI - INCONTRANO ASSOENOLOGI.

Manerbio, 21-05-2012
A Membri CRPA
Consiglio Regionale Periti Agrari e
Periti Agrari Laureati
Regione Lombardia

Presidente Nazionale CNPA
Per Agr Benanti Lorenzo

Presidente Commissione Lavoro
Cassa Periti Agrari
Per Agr Giannotta Cosimo Damiano

Oggetto: incontro Dott Martelli, direttore di Assoenologi

Carissimi colleghi
oggi, lunedì 21 maggio 2012, ho avuto l’onore e il piacere di incontrare il Direttore di asso enologici, il Dott. Martelli.
Ho ritenuto, innanzitutto, di porgergli a nome del CRPA le felicitazioni per l’elezione a Presidente del Comitato Nazionale per la Tutela e la Valorizzazione delle Denominazioni di Origine e delle indicazioni Geografiche Tipiche dei Vini – Comitato Nazionale Vini, presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Il colloquio è stato particolarmente cordiale e certamente, interessanti spiragli di possibile collaborazione potranno dischiudersi nel prossimo futuro.
I motivi del colloquio sono stati tre:
1. ERSAF - Proposta di convenzione fra Ordini, Collegi e Associazioni delle professioni intellettuali e l’ERSAF sui temi della vitivinicoltura (sede di Riccagioia), della zootecnia (sede di Carpaneta), della montagna sedi varie di malghe e sedi di attività didattiche, fitoiatriche ecc.
2. In veste di Presidente Regionale ho ritenuto di abbozzare i numerosi temi che da vent’anni accompagnano le nostre rispettive realtà rappresentative , il nostro Collegio, la loro Associazione professionale. Ho colto, da parte del Dott. Martelli una disponibilità ad affrontare insieme alcune riflessioni, per questo mi sono permesso di proporre un incontro con il nostro Presidente Nazionale. Proposta accettata con grande disponibilità. Ovviamente, visti i numerosi impegni del Direttore e la prossima celebrazione del loro Congresso, le date dovranno essere concordate dopo il 10/15 giugno.
3. Considerato che alcuni enologi sono iscritti alla nostra Cassa di previdenza, in quanto esercenti la libera professione , ho ritenuto di affrontare alcune riflessioni in merito ad eventuali collaborazioni fra la nostra Commissione Lavoro e l’Associazione degli Enologi. Sarà mia cura relazionare in sede di Commissione Lavoro della nostra Cassa su quanto emerso nella comune riflessione.
A conclusione di queste brevi note mi preme sottolineare una sola personale considerazione.
Il clima di cordiale riflessione; i temi affrontati un poco alla rinfusa, ma che certamente assumono carattere di priorità nella nostra agenda categoriale (riforma del sistema ordinistico, la relazione fra Associazione rappresentativa di specificità professionali e il nostro Collegio rappresentativo e tutelante la nostra prerogativa libero professionale, la formazione permanente, i servizi agli iscritti, la previdenza ecc.); la pronta disponibilità ad instaurare relazioni di colloquio fecondo e costruttivo, nonché di potenziali e possibili collaborazioni, mi fanno affermare che forse dovremmo attrezzarci per accelerare il recupero di una diversa, positiva e costruttiva modalità relazionale.
Posso assicurarvi che il CRPA continuerà la paziente e costante azione di rafforzamento di relazione con tutti coloro che sono nostri diretti interlocutori sia istituzionali, che rappresentativi di interessi particolari.
Lasciatemi infine esternare la mia personale soddisfazione su quanto emerso nel colloquio col Dott. Martelli. Gli spiragli di speranza nel futuro della nostra categoria affiorano ogni giorno sempre più chiari.
Un cordiale saluto a tutti
Il Presidente CRPA
Per Agr Braga Mario

pt/2012/gmt/05

AUTOCONVOCAZIONE DEI PERITI AGRARI: GIORNATA DI CONFRONTO E RIFLESSIONE SULLA PROFESSIONE.

Per tutti gli iscritti di tutt’Italia

AUTOCONVOCAZIONE


PERITI AGRARI E PERITI AGRARI LAUREATI

Sono invitati a partecipare:


- tutti i membri del CNPA,


- Presidenti dei Coordinamenti Regionali,


- tutti i rappresentanti dei Consigli Provinciali,


- tutti gli iscritti d’Italia.




Sabato 9 giugno 2012 alle ore 9.30


AGRITURISMO “LE RONDINI”

Via delle Serre, 2

BOLOGNA

Tel. 051.641.55.85 - Mob. 335.658.17.01

(http://www.agrilerondini.it/index.asp)

E-mail: info@agrilerondini.it - agrilerondini@tiscali.it


TEMA DELL’INCONTRO


"Dibattito e confronto aperto sulle problematiche professionali della categoria"

Si raccomanda di informare//divulgare con la massima sollecitudine l’incontro.


Confidiamo nella partecipazione numerosa di Colleghe e Colleghi.


Un cordiale saluto.

 Movimento dei Rinnovatori
Piermaria Tiraboschi



N.B.  Alle ore 13.30 seguirà colazione  e dalle ore 14.30 riprenderanno i lavori fino alle ore 17.00.

giovedì 17 maggio 2012

I SILENZI....SMENTITI. BRAVI !

Ho ricevuto con piacere la newsletter del 17/05  del CNPA che fa il punto sull'attività dello stesso.
Ci voleva tanto ?????????
Redazionale PeritiAgrariLiberi

CONSIGLIO NAZIONALE DEI PERITI AGRARI E DEI PERITI AGRARI LAUREATI

NEWSLETTER  DEL 17 MAGGIO 2012

Dopo l'importante appuntamento dell'Assemblea Annuale il Consiglio si è messo al lavoro per dar seguito alle indicazioni emerse nelle Commissioni e della riunione plenaria.
Parallelamente sono proseguite le attività legate alla gestione ordinaria del Consiglio Nazionale. In particolare grande lavoro di partecipazione ai tavoli di preparazione (PAT)al progetto di riforma che riguarda gli ordinamenti professionali ed i parametri che andranno a sostituire le tariffe in caso di contenzioso.
Costituita ed avviata la Commissione mista CNPA/ENPAIA che affronterà le problematiche di interesse comune e che ha già predisposto un calendario per i prossimi incontri.
Inoltre:
In via di conclusione la predisposizione del bilancio per l'anno 2011 che sarà a breve presentato al Consiglio per l'approvazione con la successiva divulgazione agli iscritti.
Avviata la fase di preparazione agli esami di stato per la libera professione di Perito Agrario che si terranno in Ottobre.
Iniziati i lavori di rinnovamento della rivista e del sito istituzionale che presto sarà presentato nella sua nuova veste.
Iniziata la consultazione del mercato assicurativo in merito alle possibili proposte di convenzione per l'assicurazione di responsabilità civile divenuta ormai obbligatoria per tutti i professionisti.
Riorganizzazione dell'ufficio di segreteria Nazionale.
Predisposizione della modulistica di comune interesse (iscrizioni, cancellazioni, praticantato, formazione continua, etc.).
Predisposizione dei nuovi regolamenti di esecuzione che accompagnano il progetto di riforma delle professioni.
Ufficio Stampa CNPA
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Consiglio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati
Via Principe Amedeo, 23 - 00185 Roma - Tel. 06 48906713 - Fax. 06 4882150

comunicazione@peritiagrari.it web: www.peritiagrari.it
N.B. Lei riceve questa e-mail perché il suo indirizzo di posta elettronica è presente nei nostri database. Se Lei non ha mai fornito il Suo consenso all'invio della presente comunicazione o se questa e-mail Le è pervenuta per errore, Le porgiamo le nostre più sentite scuse per il disagio arrecatoLe e La invitiamo a segnalarcelo rispondendo a questa mail con oggetto "cancellami" oppure seguendo questo link.

pt/2012/gmt/05

martedì 15 maggio 2012

TROPPI SILENZI.....INGIUSTIFICATI !! COME PRIMA PIU' DI PRIMA ????

Non me ne vogliano gli amici, ma in tanti concorrono a essere preoccupati di fronte ai " troppi e lunghi silenzi del nuovo Consiglio nazionale", Malessere e insofferenza si stanno  diffondendo !
Peccato, perchè dopo il recente successo dell'Assemblea nazionale dei rappresentanti dei Collegi Provinciali ,avremmo voluto vedere qualche segnale " concreto in più" sulle iniziative messe in cantiere dal CNPA, ma i silenzi delle " pause di riflessione" continuano e questo non si spiega o se si spiega battete un colpo così ci si capisce.
Se ci sono problemi organizzativi, di rapporti, di scelte o quanto altro, ditelo, se ne parli, si cerchino le soluzioni, Se invece questi silenzi " sono il male della tradizione" che si protrae quale metodo gestionale del CNPA tanto caro in passato, allora non ci stiamo e vi mandiamo a quel paese. Non sperate di assopire la nostra attenzione nei silenzi...fareste un gravissimo errore.
Adesso è ora che veniate fuori dal letargo e vi assumiate le vs. resposnsabilità; di rappresentanti nazionali della Categoria e portatori ( la maggioranza) di un preciso " programma elettorale" che ha raccolto credibilità e consenso per il nostro futuro.
Gli iscritti vogliono sapere e capire e le loro aspettative non devono essere deluse...sarebbe la fine di quello spirito di rinnovamento che è stato avviato con l'impegno di tutti.
Ci vogliono decisioni, forse anche impopolari, ma ci vogliono  e soprattutto fateci sapere.....dateci informazioni....informazioniiiii !!!!!
Agli amici un invito; forse un'Autoconvocazione" per fare il punto della situazione non farebbe male. Cosa ne pensate ????
Ciao a tutti.
Piermaria Tiraboschi
pt/2012/gmt/05

giovedì 10 maggio 2012

COGEPAPI: I GEOMETRI SONO GIA' OLTRE ?

Sul " Sole 24 Ore" di mercoledì 8 maggio c.a. c'è un resoconto delle prospettive analizzate al convegno F.i.g dal tema: GEOMETRI, FUTURO DA " CUSTODI DEL TERRITORIO".
Nulla da eccepire sull'interessante iniziativa che rientra a pieno titolo nel loro " progetto profesionale", ma è scontato che qualche dubbio e/o preoccupaziione sorge visto lo specifico contesto del tema trattato " il territorio" dove anche i PERITI AGRARI, credo ,siano strettamente legati per cultura, formazione e professione... o no !
L'azione propagandistica è molto soft, ma con un fine ben preciso quello ( legittimo) di rafforzare visibilità e posizione professionale - competenze in senso lato su ciò che il territorio può rappresentare per consolidare spazzi professionali quasi fosse una loro esclusività ....e/o preda ( lotta per il lavoro)
Non ci vuole molto per capire che l'iniziativa ben si colloca in quella strategia ( quasi sempre nascosta......) che trova la sua formale legalizzazione nel famigerato ( per noi periti agrari) progetto CO:GE:PA:PI ( geometri + periti agrari + periti industriali con relative casse) tanto agognato dalla passata gestione bottariana del CNPA.
Ora, se mi permettete, i " custodi del territorio"  sono molti ( come perito agrario non rivendico la esclusività)  ma non possiamo non rivendicare il primario ruolo dell'Agricoltura ( in prima linea sul territorio...prima che diventi edificabile e/o destinato ad altre attività) con tutte le " figure professionali" che in essa operano, dove i PERITI AGRARI  hanno rappresentato e rappresentno da ottant'anni un ruolo chiave determinante con l professionalità e esperienza.
Il territorio prima di tutto è ambiente e agricoltura e il perito agrario è nel suo abitat naturale e più che mai legittimato ( per cultura e formazione) a gestirne i processi  di tutela e salvaguardia.
La conclusione è che non ci sono dubbi sul fine ultimo dell'operazione COGEPAPI, che da adesso in poi chiamerò per scaramanzia COGEPI ( geometri + periti industriali) l' acquisizione di " spazzi di competenze professionali" per via breve, cioè attraverso improprie operazioni di fusione dove gli azionisti di maggioranza ( geometri e periti industriali sono in 140.000 contro 16.000 periti agrari !!) diventeranno gli esclusivi detertori di tutto: potere, gestione e competenze del " nuovo ordine".
A questo punto e senza perdere tempo credo valga la pena ( peraltro indicato dall'assemblea nazionale dei presidenti dei p.a.) che si vaglino concretamente altre  vie alternative dove la nostra  " identità professionale" ben si integri e soprattutto sia garantita.Si apra un dialogo con agronomi, agrotecnici e altre professioni a noi vicine per ricercare "comuni interessi che uniscano più di dividerci.....le potenzialità non mancano".
Caro Consiglio Nazionale ( mi riferisco ai consiglieri che lavorano per la categoria non a quelli che remano conto- ex bottariani) dovreste dare segnali trasparenti, precisi e tempestivi ( la scadenza del 18 agosto è vicina !!). Mi rendo conto, ci rendiamo conto, che i temi sono delicati e di difficile composizione, ma sul territorio e  anche verso il mondo del lavoro ( immagine) devono essere date precise e inequivocabili linee strategiche per sgombrare il campo da furbizie, strumentali interpretazioni e fuorvianti malintesi costruiti ad arte... dai saliti detrattori che ben conosciamo al fine di dare certezze professionali per il nostro futuro  ( i giovani sono preoccupati.!!).
Ciao a tutti.
Piermaria Tiraboschi
pt/2012/gmt/05

mercoledì 9 maggio 2012

CASSA PERITI AGRARI: PRESENTE ALLA " GIORNATA NAZIONALE DELLA PREVIDENZA" A MILANO

Commissione Lavoro
Comitato Amministratore dell’ENPAIA -
Gestione Separata Periti Agrari
Viale Beethoven, 48
00144 ROMA

Roma, 03-05-2012

COMUNICATO STAMPA
La Cassa dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, partecipa all’evento “Giornata Nazionale
della Previdenza” che si terrà a Milano, presso la Borsa Italiana in Piazza Affari.
Vi parteciperà con un proprio spazio espositivo presso lo Stend ENPAIA n. U25.
Mai come in questo periodo la presenza della Cassa dei Periti Agrari e Periti Agrari
Laureati assume un significato rilevante.
Forte della sua solidità di bilancio che le garantisce la sostenibilità a 50 anni, così come
previsto dalle nuove normative del Governo, e della stretta collaborazione con la
Fondazione ENPAIA, la Cassa dei Periti Agrari intende partecipare da protagonista al
dibattito sulla riforma previdenziale, ripetutamente annunciata dal Governo.
Un dibattito che senza scorciatoie, negative imposizioni o arroccamenti su posizioni
preconcette e precostituite, nella proiezione di un futuro non breve, deve garantire a chi
“versa” e chi “verserà” la certezza di una serena anzianità.
Ma i motivi della partecipazione della cassa dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati si
espandono al coinvolgimento di tutti gli iscritti e di tutti coloro che nella prospettiva di una
professione qualificante e gratificante intendono approcciarsi e iniziare la libera
professione.
Approvato il bilancio consuntivo il 2011, i Periti Agrari potranno verificare i positivi risultati
della gestione che ha visto riconoscere una consistente quota delle somme destinate alla
riserva, più del 50 %, ai montanti dei singoli iscritti, oltre ad un incremento delle entrate
contributive del 9,46 % rispetto al 2010.
I Periti Agrari, in un contesto congiunturale e strutturale difficile, possono con
soddisfazione vedere la propria Cassa contrastare l’inflazione con una rendita netta dei
montanti superiore al 3 %. Rendita che la pone fra le più virtuose d’Italia.
Un risultato ottenuto, non inseguendo primati ma, perseguendo azioni responsabili a
garanzia del denaro versato dai professionisti.
La delibera approvata dal Comitato Amministratore richiederà l’assenso del Ministero
competente che certamente avrà motivi ostativi per condividerla.
All’evento saranno presenti anche Dirigenti e Funzionari dell’ENPAIA, Dott. Bassani, che
potranno rispondere, in diretta, a richieste d’informazione e approfondimento delle norme
che regolano il funzionamento la Cassa e delle casistiche gestionali dei singoli iscritti quali:
calcolo del montante, quote contributo soggettivo obbligatorio, integrativo e di maternità,
modalità di riscatto periodi, versamenti dei contributi anche arretrati, con il calcolo delle
sanzioni e l’illustrazione del regolamento approvato dal Comitato Amministratore,
decorrenza e calcolo delle pensioni ecc.
Per dialogare e confrontarsi con i rappresentanti delle altre casse e con i visitatori ed
iscritti, nello stand della Cassa, il giorno 11 maggio, saranno presenti il Presidente della
Commissione Lavoro Cosimo Damiano Giannotta e i Consiglieri Mario Braga e Enore
Venir
.pt/2012/gmt/04

lunedì 7 maggio 2012

COSIMO GIANNOTTA - PRESIDENTE COMMISSIONE LAVORO - CASSA PERITI AGRARI: INOPPORTUNE LE ESTERNAZIONI DEL CONSIGLIERE NAZIONALE CALCAGNILE.

Abbiamo ricevuto la comunicazione del Presidente -Commissione Lavoro - della Gestione della Cassa dei Periti Agrari - Cosimo Gianntotta che giudica, argomentadole, inopportune le " leggere" esternazioni del Consigliere Nazionale Calcagnile.
Magra figura del Consigliere Nazionale che, forse, meriterebbe l'avvio di un procedimento disciplinare sia ai sensi della L. 434/1968  art. 37 e 41 e per il mancato rispetto del Codice Deontologico.
Esprimo stima e solidarietà ai colleghi della Cassa.
Pm. Tiraboschi


COMMISSIONE di LAVORO
Costituita in seno al Comitato Amministratore
dell’ENPAIA-Gestione Separata Periti Agrari
Viale Beethoven, 48 - Roma -

Il Presidente


Ill.mo
Consigliere Nazionale del Collegio dei
Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati
Per. Agr. Mario Calcagnile

E p.c.
Ill.Presidente e Consiglieri Nazionale del
Collegio dei Periti Agrari e dei Periti
Agrari Laureati

E p.c.
Ill.mi
Presidenti dei Collegi Provinciali dei
Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati
- Loro sedi -

Caro Consigliere Nazionale,
ho avuto modo di leggere la sua nota del 03 u.s., in quanto da Lei inviatami.
Non è mio costume, per il ruolo che ricopro, intervenire in queste sue “esternazioni” che in
momento tragico per la Nazione, ma specie per la nostra Categoria, le giudico inopportune.
Ma devo necessariamente, per onore mio personale e dei componenti tutti della Commissio-
ne di Lavoro in seno all’Enpaia che presiedo, fare alcune doverose precisazioni.
I risultati straordinari che ogni anno si evincono dalla pubblicazione dei nostri Bilanci (vada
a vedere il nostro sito Enpaia) la dicono lunga su come si opera in Enpaia.
Fanno parte di un lavoro costante, continuo, finanche ossessivo, togliendo tempo alla nostra
professione ed alle nostre Famiglie.
Noi componenti eletti in Enpaia, abbiamo quotidianamente comunicazioni e ci interfac-
ciamo tra di noi e con la Struttura più volte al giorno, per cercare sempre ed al meglio di portare
avanti i risultati della Cassa e di ogni singolo iscritto.
Per questo, caro Calcagnile non percepiamo nulla. Ripeto nulla !
Statutariamente abbiamo diritto unicamente al rimborso spese ed al gettone di presenza solo
quando siamo in riunione ufficiale.
Quella dell’Assemblea Nazionale era ed è stata una riunione ufficiale ed aperta.
Si Calcagnile, aperta, significa che la mia relazione è stata elaborata, concordata, condivisa
in ogni punto da tutti i componenti.
Significa che ogni proposta da noi fatta all’Assemblea, è stata valutata e concertata “al mo-
mento”, confrontandoci e valutando “al momento” ogni interlocuzione.
Le necessita di interloquire con il Nazionale, che ringraziamo per averci dato la possibilità di
essere “uditori” in quell’assise, è stato un evento che giudichiamo epocale.
Dialogare col Nazionale - per la propria Cassa - è indispensabile.
La concertazione, caro Calcagnile, è l’anima della democrazia.
Democrazia significa anche ascoltare tutte le esigenze, da profondo Sud all’estremo Nord.
La nostra Cassa ha un rendimento superiore che la colloca in termini percentuali tra le più
alte di Italia.
L’utile netto di gestione, (significa dopo la rivalutazione dei fondi individuali ed al netto dei
costi) è stato per il 2011 di € 1.361.586, ironia della sorte, maggiore finanche rispetto alla nostra
Casa Madre.
Abbiamo un incremento delle entrate contributive del 9.46% in più rispetto al 2010. Siamo
in contro tendenza) rispetto ad un momento di recessione vera e pura.
I proventi finanziari sono stati pari ad € 3.118.193 (in aumento del 3.38% rispetto al 2010).
Questi sono i dati che Lei non ha recepito dalla mia relazione e che volgarmente e be-
ceramente vorrebbe annullare con un passaggio della sua nota, che spero almeno oggi, riflet-
tendo, possa avere un serio e concreto ravvedimento.
Doverosamente questa mia che Le invio, anche per conoscenza all’intero Consiglio Nazio-
nale ed a tutti i Presidenti Provinciali di Italia, è stata concordata (si anche questa) con in compo-
nenti della Commissione, nonché membri eletti in seno al Comitato.
Lasci stare l’Enpaia, non insinui veleni, perché a difendere l’istituzione che rappresentiamo
ed il nostro Onore, troverà sempre sei baluardi che hanno la coscienza pulita convinti di adempiere
al meglio, con sacrificio, con abnegazione al proprio ruolo.
E non consentiremo mai, né a Lei né a nessuno di scalfire la nostra moralità.
Le chiedo di approcciarsi alle emergenze che viviamo come categoria in modo propositivo,
costruttivo, e mai polemico.
Capisca il momento difficile che stiamo vivendo e dia il meglio di se stesso.
Cordialmente,



Roma - Massafra (Ta), 04 maggio 2012        Per. Agr.Cosimo Damiano Giannotta

pt/2012/gmt/05

venerdì 4 maggio 2012

MONTA LA PROTESTA DELLA CATEGORIA: CALCAGNILE OFFENDE L'ASSEMBLEA E TUTTA LA CATEGORIA......SI DIMETTA !!!

Dura presa di posizione di Carlo Zoppi: segretario della 2° Commissione dell'Assemblea Nazionale del 20-21 aprile.
Ho ricevuto la nota del Collega Zoppi, che condivido nella forma e nella sostanza, al quale esprimo tutta la mia stima e apprezzamento per l'ottimo lavoro fatto nella Commissione 2° ( di cui ho fatto parte).
Pm Tiraboschi

Da: Carlo Zoppi
Inviato: venerdì 4 maggio 2012 14.41

Oggetto: Assemblea dei Presidenti

Gentili Colleghe e Colleghi,
io non amo le polemiche, tantomeno se occorre avviarle con gente che non apprezzo e portavoce di altri che non vogliono apparire, ma quanto trascritto (il “tra” non è un refuso) dal nuovo paladino della verità Calcagnile, mi ha fatto arrabbiare per l’ennesima volta.
Io non mi arrabbio facilmente, ma questo avviene specialmente di fronte all’evidenza della stupidità umana, oppure quando c’è la mancanza del rispetto basilare degli altri, ma anche quando è evidente che si cerca di strumentalizzare questioni per interessi personali e/o per destabilizzare o denigrare persone e/o enti che svolgono correttamente le proprie funzioni (a voi cercare di capire in quale caso/i ricade questa situazione).
In termini generali, la critica all’organizzazione va rispedita al mittente senza tanti commenti se non la considerazione che per fare inutili e dispendiosi viaggi per discutere del nulla in fantomatici congressi c’è stata mediamente la partecipazione degli stessi collegi che erano presenti a Roma il 20 ed il 21 aprile scorsi e che, quindi chi non c’era forse fa parte di quelli che se ne fregano comunque. In qualsiasi caso la democrazia si esercita con la partecipazione attiva.
Per quanto riguarda i soggetti invitati, non possiamo sovrapporre le formalità istituzionali e generali alle questioni personali e/o specifiche. (l’imbarazzo in certe situazioni ce lo ha solo chi presume di essere in torto e non può camminare a testa alta).
Se non avessimo invitato tutti quelli che sono stati invitati avremmo sbagliato nella forma e nella sostanza: per ogni problematica c’è una sua sede di discussione e non possiamo permetterci di continuare a fare muro contro muro con chicchessia.
Circa almeno una delle conclusioni (non decisioni) a cui è arrivata l’assemblea, mi sembra che tutti abbiano avuto la possibilità di fare i conti: secondo me non c’è stata una posizione nettamente favorevole a nessuna proposta di eventuale fusione, ma è stata certamente e finalmente smentita la “diceria” che quasi tutti i Collegi provinciali appoggiavano il progetto COGEPAPI.
È invece emersa una volontà di dialogo con tutte le parti ed il desiderio di approfondire i contatti per un accorpamento dell’area verde: ma questo non significa doversi per forza unire a tutte le componenti, non è obbligatorio che gli Agronomi siano subito della partita. Questo ci permetterebbe di giocare meglio anche una prima fase con gli Agrotecnici….poi magari anche il CONAF si potrebbe rendere conto che è meglio unirsi che restare isolati.
O noi potremmo restare soli e morire “per consunzione” (come ebbe a dire Bottaro quando a Roma presentò il progetto COGEPAPI)
Per quanto riguarda i lavori delle commissioni posso fare riflessioni solo per quanto riguarda la seconda alla quale ho partecipato.
Chi era presente alla seconda commissione di lavoro, sa che io ho verbalizzato tutti gli interventi e poi fatto una sintesi approvata da tutti nei punti fondamentali (degli interventi ho conservato il brogliaccio!).
Quindi, il documento presentato in assemblea ha riportato in forma corretta solo e puntualmente i concetti liberamente espressi da 25 (se non ricordo male) rappresentanti provinciali.
Proprio il fatto che l’approvazione sia stata unanime evidenzia la condivisione totale ai temi trattati.
Il tentativo di ipotizzare interessi personali rispetto alle proposte presentate (è stata inserita la richiesta di cambiare la sede del Collegio Provinciale. Forse per favorire qualcuno che ha affittato una stanza del proprio studio al Collegio?) è un meschino ennesimo tentativo di screditare qualcuno, credo me nello specifico, ma è peregrino, in quanto il Collegio di Ancona (chi è interessato si documenti sulla reale situazione) è uno dei pochi ad aver formalizzato – al CNPA, al Ministero di Giustizia ed al Tribunale - la disponibilità di due sedi: un recapito presso il capoluogo di provincia ed un ufficio di presidenza e segretaria in altra località, proprio per rispettare le previsioni dell’art. 8 del ns. Ordinamento. (certi riferimenti danno l’evidenza che in certi casi ci sono burattini e burattinai)
In effetti il problema è sentito da tanti Presidenti provinciali, come è emerso dagli interventi in commissione.
La tesi che il documento fosse precostituito e non in linea con i temi proposti e che la commissione sia stata presa in giro (molte delle proposte avanzate dalla Commissione Ordinamento erano già state presentate nei disegni di legge che si sono succeduti dal 1996 al 2008. Testi scopiazzati e spacciati per originali;…il documento presentato dalla 2^ commissione contiene proposte diverse da quelle che il Consiglio Nazionale ha discusso e modificato il giorno prima dell’Assemblea apportando alcune modifiche e integrazioni come l'inserimento della verifica poteri che è stata disattesa. La Commissione è stata presa in giro con un documento già preconfezionato) è un’offesa gratuita e grave all’intelligenza ed all’integrità morale di tutti i partecipanti alla stessa commissione (in primis al Consigliere Lombardelli che era il relatore ufficiale) e sembra smentita anche dagli applausi di condivisione al documento ricevuti al termine della lettura in Assemblea la mattina del 21. Ma è anche un’offesa a me in quanto mero verbalizzatore degli interventi. (la presa in giro sarebbe stata presentare il fac-simile dell’ordine del giorno già predisposto negli atti a nostra disposizione!)
Vi invito a riflettere sui seguenti punti:
1. se abbiamo invitato il CNPA ad apportare delle modifiche ordinamentali ed organizzative significa che il lavoro svolto dai predecessori rispetto all’approvazione dei disegni di legge è stato inconcludente e che alcuni passaggi di quei disegni di legge sono per noi ancora importanti.

2. se abbiamo trattato argomenti parzialmente diversi da quelli proposti è perché nel dibattito sono emerse problematiche per tutti noi più importanti, visto che viviamo giornalmente la vita dei Collegi provinciali e non dobbiamo solo pensare a come spendere le quote che arrivano al nazionale (almeno questo era forse l problema principale di Calcagnile & C.).

3. in commissione sono state espresse delle posizioni e delle richieste che dimostrano chiaramente come i Collegi provinciali siano sempre stati lasciati allo sbando (quote di iscrizione, timbri, formazione, modulistica, ecc.). Senza voler peccare di presunzione io mi sono permesso di fornire interpretazioni e risposte su tanti problemi che ho affrontato personalmente in tanti anni di servizio alla categoria, grazie alle esperienze maturate, certamente non con l’appoggio del vecchio CNPA.

4. se la commissione fosse stata presa in giro, allora perché nessun componente ha sollevato il problema in assemblea? (l’epoca dei pecoroni e degli yes-man è finita!!!)

5. se gli argomenti trattati in commissione sono stati riportati puntualmente nel documento, si dovrebbe ipotizzare che i lavori siano stati pilotati ed è evidente che ciò non è vero, vista la dialettica estremamente costruttiva emersa durante il pomeriggio del 20 (e la trascrizione degli interventi lo comprova).

6. il voler dare per precostituito il documento può anche essere frutto della presa di coscienza della purtroppo comune incapacità di troppi periti agrari nel saper dare una forma letteralmente corretta alle frasi senza dover ricorrere alla consulenza di legali, letterati o chissà chi altro e la necessità (per gli stessi) di dover correggere decine di bozze prima di arrivare alla stesura definitiva. Io ho scritto il verbale di getto durante la notte e l’ho ricopiato al pc la mattina seguente: se fosse stato precostituito avrei avuto il tempo di dormire e nessun bisogno di un pc (prestato da Salvan alle 8.30 del 21/04/2012).

È ora che alcuni soggetti (e la manciata di accoliti che ancora li avalla) comprendano che i tempi sono cambiati, che siamo in democrazia e che se i precedenti Consigli nazionali non hanno avuto la voglia/forza/capacità di gestire concretamente il cambiamento (che forse avrebbe ridotto i loro “poteri”) adesso si deve andare avanti per la Categoria e non per meri eventuali interessi di bottega!
Spero che nessuno si offenda, perché non è mia intenzione offendere nessuno, ma ognuno faccia le riflessione del caso.
Cordialmente
Carlo Zoppi

LA CATEGORIA DENIGRATA E OFFESA DA UN CONSIGLIERE NAZIONALE !! VERGOGNA....VERGOGNA.

Abbiamo ricevuto " il  tradizionale notiziario Calcagnile" che viene trasmesso ai collegi provinciali e al consiglio nazionale,  come al solito ricco delle solite notizie manipolate e denigranti la categoria,  che per vent'anni sono state il biglietto da visita della passata gestione del Cnpa di cui era esponente gregario " dell'area silente di maggioranza" ( cioè quella che non parlava....ma ubbidiva??????)
Non è mancata la pronta e intelligente risposta del collega Mario Braga, che ancora una volta, con sottile ironia sbugiarda le scalcagnate picciolate del consigliere nazionale, ormai poetica macchietta, che ci delizia dopo l'ispirazione avuta dal mento re, con scapigliati deliri filosofici.
Parlando seriamente, dispiace solo una cosa.......che questo signore e il suo mento re non hanno ancora capito, che non sono più credibili.....e pubblicamente l'Assemblea dei Presdienti ha condannato la loro disennata politica: il bottarismo è finito.!!!!!!

LETTERA DI CALCAGNILE

03-05-2012


Ai Collegi Provinciali

Ai Consiglieri Nazionali

Care colleghe e colleghi,

dopo l’Assemblea dei Presidenti e quanto apparso sul nostro sito ufficiale mi sono reso conto di come qualcuno ha voluto dare una propria interpretazione sullo svolgimento e sui contenuti che, agli occhi di coloro che sono intervenuti per la prima volta o per coloro che si sono dimenticati del passato, può sembrare vera. A questo punto, da osservatore e da ascoltatore dell’Assemblea (E’ BENE FAR PRESENTE CHE TUTTI I CONSIGLIERI C’ERAVAMO IMPEGNATI A NON INTERVENIRE DURANTE LA FASE DEI LAVORI PERCHE’ BENANTI AVREBBE ASSUNTO IL RUOLO DI GARANTE E ABBIAMO MANTENUTO LA PAROLA DATA) mi viene spontaneo fare le seguenti considerazioni:

ORGANIZZAZIONE:

. lo svolgimento dell’incontro su due giorni ha limitato la presenza di molti Presidenti di Collegi che, come già previsto, a causa degli alti costi non si sono potuti permettere di partecipare;

. è stato invitato un personaggio che deve rispondere (il 22 novembre 2012) nel processo avviato per diffamazione nei confronti del CNPA …ciò ha provocato grande imbarazzo in molti dei presenti….;

ARGOMENTI DELLE COMMISSIONI

1^ COMMISSIONE:

. ha lavorato fuori tema; la presentazione dei lavori non è stata chiara e pochi hanno capito quanto è stato svolto;

. il moderatore ha consentito, interventi di oltre 20 minuti (più del tempo concordato), anche a chi non aveva diritto di parola in quanto ospite o nella veste di osservatore togliendo tempo prezioso agli interventi dei Presidenti o ai loro Delegati.

2^ COMMISSIONE:

. molte delle proposte avanzate dalla Commissione Ordinamento erano già state presentate nei disegni di legge che si sono succeduti dal 1996 al 2008. Testi scopiazzati e spacciati per originali;

. il documento presentato dalla 2^ commissione contiene proposte diverse da quelle che il Consiglio Nazionale ha discusso e modificato il giorno prima dell’Assemblea apportando alcune modifiche e integrazioni come l'inserimento della verifica poteri che è stata disattesa. La Commissione è stata presa in giro con un documento già preconfezionato;

. è stata inserita la richiesta di cambiare la sede del Collegio Provinciale. Forse per favorire qualcuno che ha affittato una stanza del proprio studio al Collegio?

. l'adozione del timbro uguale per tutti, ma come, è da tempo che è così, perché spacciare per novità tante cose già risapute? Perché cercare di prendere in giro la Categoria?.

3^ COMMISSIONE:

. Nessuna novità se non una volontà di cambiare una rivista che ha sempre risposto alle richieste della categoria con articoli politici e tecnici. E' facile stare in finestra e criticare. Vedremo i miglioramenti e la soluzione al tanto criticato ritardo nella spedizione.

VOTAZIONE O CONSULTAZIONE?

. peccato che ad inizio dei lavori non sia stata resa nota la dichiarazione del Presidente del CONAF – Dr. SISTI – riportata sul sole 24 Ore, forse perché avrebbe reso inutile la perdita di tempo di considerare l'opzione verticale verde? (vedi allegato)

. perché per ciò che riguardava la “votazione/consultazione” in virtù del fatto che al tavolo di presidenza mancava il segretario, non è stato nominato un Comitato di Garanzia che ne attestasse l’esito? Oggi, dunque, visto che non sono stati resi noti i risultati si conoscono diverse posizioni, 23 NO e 29 SI, 25 NO e 27 SI, 26 NO e 25 SI..... Assemblea fai da te.....

IN GENERALE:

. non si è voluto parlare ed eventualmente porre in discussione il programma di questo quinquennio, letto e non discusso nella riunione di Consiglio del 16 marzo scorso, come mai?.... Se se ne fosse parlato certamente ci sarebbero stati consigli che avrebbero arricchito il prosieguo dei lavori;

. alla presentazione del bilancio preventivo alla voce “rivista del Perito Agrario” non è stato detto che il preventivo è stato predisposto per 7 uscite e non per 6, buonafede?

. la bozza di regolamentazione dei coordinamenti regionali è stata fornita dal CNPA in occasione della riunione dei Presidenti del 1995;

. molti interventi di coloro che, a loro dire, “hanno potuto parlare per la prima volta”, lo hanno sempre fatto in tutte le riunioni del passato, addirittura dimenticando quello che hanno detto in precedenza e quindi in contrapposizione di pensiero;

. hanno presenziato tutti i consiglieri dell' ENPAIA, non bastava una qualificata rappresentanza visto che la parola è stata presa solo dal collega Mimmo Giannotta? Quanto sono costati alla Cassa, e quindi a noi?

. il “nuovo” è rappresentato anche da chi è stato presente nel CNPA sin da 1990 e poi riciclato …. un nuovo vecchio attaccato alla poltrona?

. in riferimento a quanto riportato nel nostro sito: “Ogni rappresentante che è intervenuto ha espresso, tra l'altro un parere sulla opportunità di proseguire o meno la strada di unione degli Albi con Geometri e Periti Industriali (CO.GE.PA.PI). La maggioranza dei presenti ha espresso parere negativo al proseguimento del progetto così come è stato presentato. Molte le indicazioni sulla necessità di trovare un possibile percorso di aggregazione con le professioni dell'area agro-ambientale.” Mi sembra che così non è in quanto, se è vero che tanti Collegi si sono espressi per il verticale verde, altrettanti si sono espressi a favore del CO.GE.PA.PI. E’ vero anche che, diversi Collegi che in passato si erano espressi per il CO.GE.PA.PI., ora, prima di comunicare il loro pensiero avevano chiesto una pausa di riflessione. In merito a questo aspetto mi risulta, anche, che alcuni Collegi, impossibilitati a partecipare, avevano inviato, in tempo utile, messaggi scritti che non sono stati presi in considerazione. E il parere di coloro che hanno partecipato solo il giorno 20, chi lo conosce? Il tutto sempre alla faccia del nuovo, della trasparenza e del coinvolgimento…..

Per quanto innanzi espresso, credo che sia opportuno, per il bene della Categoria, liberarsi da qualsiasi condizionamento, fare una seria riflessione analizzando la realtà dei fatti e insieme prendere le decisioni più giuste per il futuro di tutti quanti.

Per. Agr Mario Calcagnile



LETTERA DI MARIO BRAGA

Per Agr Braga Mario

Manerbio, 03-05-2012

Care Colleghe e Colleghi
come tacere di fronte all’incedere ispirato del nostro buon Calcagnile.
Mio nonno amava ripetere che le qualità prima o poi affiorano, come l’olio, e leggendo attentamente quanto scritto dal nostro “Mario”, (si chiama come me e spero conosca la vita San Mario che insieme celebriamo il 19 gennaio di ogni anno. Ne trarrebbe giovamento) devo confessarvi che aveva proprio ragione.
Mio nonno, però, amava dire, che la parola “qualità” può essere accompagnata da aggettivi che ne modificano il significato in positivo o in negativo.
Incomincio ad addentrarmi nella selva delle s ……….. del nostro interlocutore.
Incomincio dalla durata. Incomincio dai due giorni dell’Assemblea. Così lunga e così costosa da dissuadere alcuni Presidenti a partecipavi.
Sentendo queste … queste …. aiutatemi a trovare il termine giusto, ... qualche volta penso che certi Consiglieri Nazionali di categoria farebbero meglio ad esprimere le loro qualità in qualche altro ambiente. Penso ai molti luoghi del volontariato religioso o alle vere “bocciofile” di paese.
Questi signori potrebbero investire il loro tempo per quella disponibilità “limitata” che intendono donare e, fors’anche, divertirsi. Il tempo passa, lasciandoci passare, ma non va mai preso in giro. Si rischia di diventarne succubi incoscienti.
Vado a memoria. I nostri Congressi durano anche tre giorni, col giorno d’arrivo e/o di partenza anche quattro, e lì le risorse si trovano. Sarà!
Forse i raccolti in certe stagioni sono diversi e migliori.
Forse … il caro collega, consigliere nazionale, da qualche tempo così spontaneo nel fare delle considerazioni, si dimentica che questo è il tempo delle riforme.
Del lavoro del passato, svolto anche da lui, a me non è mai pervenuto nulla…
Negli incontri di Lonato ho sentito relazioni da venditori ambulanti e non certo da CNPA.
In quel periodo il CNPA, lui compreso, ha ritenuto bene di appellarmi per lettera, forse dopo consultazione con avvocato esperto, quale presidente di una “bocciofila”.
E’ così che avevate deliberato nel 1995 di riconoscere i Coordinamenti, Consigli Regionali?
Dimenticavo, mi dicono che Lei è stato un attivista, promotore instancabile del Coordinamento pugliese. Sarà vero?
Non capisco, tra l’altro, perché si ostini a farsi suggerire d’inviare le sue missive solo ai presidenti provinciali e ai consiglieri nazionali?
I regionali non si sono ancora ben accasati nell’archivio del suo articolato pensiero?
In merito al mio intervento, che lei osserva essere stato fatto da ospite e che abbia avuto durata estenuante…
Abbia almeno la decenza di fare i nomi, se non vuol pronunciare i cognomi.
Intanto che recupera la memoria del logorroico pensiero asettico, a suo dire, le ricordo che il sottoscritto ha partecipato ai lavori della Commissione in duplice veste di Presidente del CRPA (lei ha avuto notizia di questo evento? In Lombardia esiste un CRPA ed è costituito ufficialmente, con proprio statuto) e, pensi lei, persino come DELEGATO DEL COLLEGIO DI BRESCIA.
Sì … avevo diritto di parola, ma non di voto. Io non ho mai votato.
E comunque, evidenziare chi poteva parlava la pone nel novero dei camerieri che portano a cena degli amici gli avanzi della settimana prima, lasciati fuori dal frigorifero.
Sulla durata dell’intervento ha certamente ragione, ma signore qual è, avrebbe dovuto rilevare che in sala non si sono sentiti fischi, stati di insofferenza e quando il collega Consigliere Nazionale Moretti mi ha invitato a chiudere l’ho fatto.
Forse i nostri colleghi, sia che abbiamo condiviso il mio intervento, sia che avessero una idea diversa, hanno dimostrato un atteggiamento molto più istituzionale del Suo.
Nel merito di quanto detto le sarei grato se un bel giorno, in quello straordinario territorio pugliese, potessi ufficialmente confrontarmi con lei sul merito di troppe affermazioni che non trovano riscontro nella mia, nostra attività. O forse lei è iscritto a Collegio diverso dal mio.
A questo punto mi sovviene un dubbio.
Ma lei ha partecipato ai lavori dell’Assemblea Nazionale? L’ho solo intravista in apertura e poi … si è eclissato.
Non ricordo il suo volto fra la folta, attenta, responsabile e vivace rappresentanza provinciale.
In merito ai risultati dell’Assemblea Nazionale ho già scritto nella precedente, sin troppo lunga, comunicazione, che Lei certamente ha già attentamente letto.
Una sola precisazione.
Commissione seconda e Commissione prima…
Mi pare di aver udito un elenco di punti talmente qualificanti che non scovo in nessun documento del passato o, che se riportati in qualche inerme documento, non sono mai stati attuati, nemmeno con azioni proprie del CNPA.
Sui testi scopiazzati le posso assicurare che, per quanto ho sentito leggere dai presidenti delle commissioni, se frequentasse un po’ di più le Chiese saprebbe che “sotto il sole non c’è niente di nuovo”.
Quel “già detto, già visto va solo razionalizzato e “realizzato”, “attuato”, “concretizzato”. Quello che non ha fatto lei.
Se ci sono proposte che celebrano il compleanno dei 15/20 anni si chieda il perché erano ancora al palo.
Proposte organizzative che sarebbero state attuate senza bisogno di spinte politiche.
Mi permetta di suggerle, sul funzionamento dell’Assemblea stenda un qualche velo pietoso. Avendone frequentate molte più di lei, le posso assicurare che gli errori li compiono tutti, le prese in giro le abbiamo subite per un lungo ventennio.
Sulla rivista mi stupisco della sua affermazione.
Forse ancora una volta non ho ben capito cosa ha letto il presidente della terza commissione, ma a me pare che parlasse di una nuova e diversa azione della comunicazione della nostra categoria, che dovrà anche riformare la nostra rivista.
Certo, anch’io, come lei, attendo i fatti.
Ma, io, diversamente da lei, lascio che le nuove idee possano comporsi in un tempo ragionevole.
Non credo ai miracoli delle professioni. Credo a chi lavora e non a chi come lei non ha ancora espresso uno straccio di pensiero positivo.
Sul presidente Sisti e Ordine degli Agronomi è strano che io legga cose diverse da lei.
Chi è abbagliato fatica a vedere la strada.
Ed ancora. Non so chi le abbia dato i dati riportati come i mugnai alla rinfusa, o dove era appisolato, ma per me che c’ero e che con attenzione ho seguito i lavori conclusivi le posso assicurare che risultati sono talmente evidenti che non serve vengano starnazzati come fa lei, perché se 23 presidenti votano SI al COGEPAPI, 8 chiedono tempo per approfondire la complessità della materia e 28 votano ALTRO, io, rilevo che per la prima volta ha dibattuto, si è confrontata e si è espressa su un tema complesso e delicato. Non certo semplificabile o da schematizzare.
Emergere una categoria diversa da quella che lei, e qualcuno che le è simbioticamente vicino, forse non siete più riusciti a sentirne il respiro.
Le grandi riforme le fanno le menti lucide che sanno coinvolgere, ascoltare … ascoltare … ascoltare tutti.
In merito alla Cassa, non rispondo lasciando alla Commissione il compito di farlo. Le sue affermazioni hanno un sapore sgradevole, soprattutto se penso che nei due anni precedenti non ho mai avuto il piacere di’incontrarla.
Concludo, così, con il punto che ancora trasuda di sapore nauseabondo.
A me la presenza del Presidente Orlandi e di tutti, lo ripeto tutti, gli altri rappresentanti delle categorie tecnico professionali (amici, avversari, concorrenti che siano) non mi ha turbato.
Avendo avuto l’opportunità di accompagnare il progetto “carceri”, e continuando una bella collaborazione con Organi rappresentativi della Polizia di Stato, ho imparato a non infastidirmi nemmeno della presenza di condannati … immagini lei.
I pesi e le misure devono essere uguali per tutti se si vuole avere risposte certe e condivise.
Se le altre categorie avessero applicato nei confronti del nostro ex presidente la sua affermazione a quanti incontri avrebbe potuto partecipare?
Mi limito a questa domanda, lasciando anche alla sgradevolezza della delibera da lei sottoscritta nei miei confronti (riportata nella ormai famosa circolare n. 3) il modo di operare che l’ha caratterizzata.
Certo chi di stile ferisce … di stile rischia di perire.
…E se le rimane una qualche briciola di lucido e “libero” pensiero lo utilizzi per il bene della categoria.
Buona giornata
Mario Braga

pt/2012/gmt/05