Ho ricevuto la nota del collega Mario Braga Presidente (autosospeso) del Consiglio Lombardo dei Periti Agrari, che di seguito pubblico, relativa a un dettagliato resoconto dell'incontro che c'è stato con il Presidente Bottaro. Ovviamente per essere un corretto confronto dovrebbere esserci anche una nota del Presidente Nazionale, che interpellato dal sottoscritto durante la riunione mi aveva promesso. Resto in attesa !!!!.
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi
CONSIDERAZIONI IN MERITO ALL’INCONTRO DEL 05-03-11 BRIGNANO GERA D’ADDA (BG)
INCONTRO CON IL PRESIDENTE NAZIONALE
Cari Colleghi
credo di non svelare segreti, affermando che il Presidente Nazionale ha informato i Consiglieri Nazionali sui risultati dell’incontro avuto con il CRPA.
Un giudizio a suo dire positivo in quanto “avrebbe” raggiunto l’obiettivo di spiegare, e quindi, persuadere i presenti sulla bontà delle iniziative intraprese dal CNPA in materia di
e Istituzione del COGEPAPI e nuovo Ordinamento;
e Bilanci del Consiglio Nazionale;
e Fusione della cassa dei Periti Agrari Con Geometri e Periti Industriali
e Azioni Giudiziarie intraprese nei confronti del Sig Braga Mario e suoi Concorrenti.
Mi duole contraddire radicalmente questa Sua personale e, oserei definirla, estemporanea interpretazione.
Forse ho partecipato ad un incontro diverso dal Suo, ma la lettura di quanto avvenuto mi fa esprimere le considerazioni di seguito elencate.
Sgradevole l’atteggiamento di attacco personale alla mia persona.
Sarei a suo dire geloso. Avrei i denti avvelenati.
Farei opposizione per un fattore di avversità personale.
Avrei un carattere e un atteggiamento presuntuoso che mi pone fuori dal contesto e che mi farebbe perdere ogni competizione. A supporto delle sue battute, avendo informatori di qualità, ha citato il Commissariamento di API (Alleanza per l’Italia di Brescia) di cui solo il giorno prima ero stato eletto Coordinatore).
Non è mancata la stoccata circa il mio attaccamento alla seggiola. Da Consigliere (prima consiglia tura) ero un oppositore determinato. Nella seconda, da Vicepresidente, sarei diventato un piatto e silenzioso compartecipe della sua gestione.
Peccato che continui a secretare tutti i documenti. Potremmo godere delle sue affermazioni e, quindi, di quanto a suo dire avvenuto proprio in quegli anni ripercorrendo i verbali.
Potremmo forse capire perché ci mise così alto, diretto impegno per farmi fuori (battute emerse in occasione del rinnovo del CNPA in cui ritirai la mia candidatura dopo delicato intervento di alcuni esponenti lombardi), coinvolgendo i suoi amici periferici lombardi.
Credo di non dover invidiare nulla a nessuno, potendo vantare un curriculum che mi permette, oggi, di dialogare con tutta la società e la politica Bresciana e Lombarda.
Rispetto e stima si conquistano con la correttezza degli atti e si consolidano se la coerenza si fa costante.
Certo, a chi nella cesta non trova risposte alle troppe lacune personali non gli rimane altro da fare che inventare ragioni di conflitto personale che si generano sul terreno di distorti sentimenti. Davvero un atteggiamento umanamente e professionalmente squallido.
A me importa un’unica cosa, risposte concrete alle troppe fuorvianti, strumentali, inutili e dannose iniziative che il CNPA a messo in atto negli ultimi 20 anni.
Blocco della categoria dovuto ad una gestione personale e appiattita, che ha di fatto ingessato l’affermarsi delle nostre qualità professionali. (L’ordinamento è fermo al 1991. La società è andata oltre).
La Sua questione personale.
Una Persona coinvolta da personale processo e condanna penale, in primo grado, rappresentante nazionale della nostra categoria, per dovere Etico e Deontologico, non avrebbe dovuto nemmeno farsi chiedere di farsi da parte.
Avrebbe dovuto dimettersi immediatamente per meglio difendere la propria onorabilità e decoro.
Lui, invece, ha preferito scagliarsi contro tutto e tutti, utilizzando gli strumenti del CNPA.
Le azioni giudiziarie minacciate verso il sottoscritto e i suoi concorrenti (Presidenti, Consigli e un’Assemblea di Collegio Provinciale) dimostrano quanto il Presidente Bottaro abbia a cuore la categoria.
Gli auguro di cuore, per lui e per la sua famiglia, che qualche giudice lo ritenga innocente, ma non posso non rimarcare la gravità delle azioni che coinvolgono i suoi Collegi.
Non gli serve a molto dichiarare che le responsabilità sono dei singoli anche se Presidenti, così come ha affermato a Brignano Gera D’Adda, perché le iniziative intraprese che hanno avuto attinenza al grave fatto che lo vede coinvolto, la condanna penale in primo grado, sono state deliberate dai Consigli dei Collegi Provinciali. Ed anche i documenti che cita impropriamente nei suoi interventi, altro non sono, come sapete, che bozze di un documento licenziato da alcuni Consigli dei Collegi Provinciali della regione Lombardia, del Piemonte e del Veneto.
Se la giustizia dovesse raggiungere il traguardo della prescrizione, in tutti i Periti Agrari e Periti Agrari Laureati Italiani rimarrebbe l’amaro di una scelta personale calata nel contesto categoriale.
In merito al COGEPAPI.
Quando le bugie si fanno pensanti rischiamo di affondare nello stesso fango in cui nuotano.
Il Presidente Nazionale richiama il 2004, la riforma della scuola Berlinguer, per arrivare ai giorni nostri per legittimare questa Fusione con i Geometri e i Periti Industriali, categorie amiche e collaborative (oggi mimetizzata da Federazione. La proposta di legge si esprime come istituzione di Albo Unico) come la soluzione delle nostre difficoltà.
Se avesse fatto un esame di coscienza, avrebbe visto nello specchio tutta l’inadeguatezza di tutela e promozione delle nostre prerogative emersa in questa Sua gestione.
Dal 2004 ad oggi si sono succedute ben quattro aggiustamenti, aggiornamenti, cambiamenti della Riforma Berlinguer (Berlinguer febbraio 2000, Riforma Moratti 2003, Riforma Fioroni definita silenziosa, 2007, Riforma Mussi 2008, Riforme Gelmini 2008-2010), oltre ad aver visto la luce la riforma universitaria.
Non mi risulta, perchè non è mai stato fatto, che il CNPA abbia coinvolto i Collegi Provinciali e gli iscritti tutti a valutare approfondire questi temi che attengono ad un cambiamento epocale della nostra categoria.
Il COGEPAPI, così come è stato proposto, è un progetto che lederebbe e intaccherebbe gravemente le nostre prospettive professionali.
Il fatto grave è che il CNPA impedisca ogni dibattito, confronto con chi la pensa diversamente.
Basti rileggere gli articoli del Perito Agrario e forse potremmo recuperare nel modello gestionale l’affinità con qualche ministro della propaganda divenuto famoso nel ventennio.
Se davvero è così convinto, il Presidente Nazionale, che la stragrande maggioranza di Periti Agrari condivida la Sua linea, convochi un’assemblea dove le diverse tesi si possano presentare, possano essere valutate e vengano, quindi, approvate.
Io continuo a ostinarmi a considerare il progetto COGEPAPI inutile e penalizzante la nostra categoria.
La riforma dell’Ordinamento.
Quando si prendono in giro i colleghi con elenchi rubacchiati da qualche Blog si corre il rischio di fare delle brutte figure.
Chi propone il COGEPAPI, non può proporre la riforma dell’Ordinamento, perchè le due normative sono concorrenziali.
Nessun progetto di legge di riforma del nostro Ordinamento è stata presetata negli ultimi due anni (attuale legislatura).
La Cassa
Ad aprire il cassetto delle affermazioni che hanno coinvolto la nostra Cassa si potrebbe scrivere un trattato.
La gestione Bottaro voleva la fusione della nostra Cassa con quella dei Geometri e dei Periti Industriali. Punto e capo.
Basti leggere il Suo intervento in sede di audizione delle Commissioni congiuntamente riunite (Commissioni II° Giustizia e X° Attività Produttive).
Basterebbe leggere i verbali del CNPA.
Basta recuperare il documento sottoscritto dal nostro rappresentante del Nord, Zanna, dopo la sua non riconferma nel Comitato Amministratore.
Posso assicurarvi che nessuno toccherà la nostra Cassa.
E’ un impegno che mi sono assunto e che confermo con grande determinazione.
I Motivi?
Siamo in una Casa Comune (ENPAIA). L’ambiente è qualitativamente e amichevolmente collaborativo. Abbiamo costi fra i più bassi di tutte le Casse. La nostra Gestione vanta rendimenti sani, solidi e con risultati che la pongono ai primi posti fra le Casse “private” nazionali.
Ogni scelta che preveda cambiamenti profondi deve prevedere il coinvolgimento concreto degli iscritti alla Cassa.
Il Bilancio.
Mancando i Colleghi Bertazzo e Orsini, all’incontro di Brigna Gera D’Adda, è stato facile, per il Presidente Nazionale, raccontare la solita favole del “I Consiglieri Nazionali sono tutti e anticipatamente informati”.
Noi lo vogliamo essere di più e con un dettaglio maggiore che permetta ad ogni singolo iscritto di poter verificare come e dove sono spesi i soldi delle loro quote di iscrizione.
Chi nasconde o chi occulta è perché qualche ossicino lo ha deposto nell’armadio ?.
Ricordo, proprio in quel periodo di mio appiattimento, a dire del Presidente Nazionale, le battaglie di Pericolo per recuperare gli inspiegabili ritardi di alcuni Collegi morosi.
Per qualcuno, Il nostro Presidente Nazionale, anziché seguire le procedure previste dalle normative vigenti (siamo Ente Pubblico) preferisce seguire altre strade.
I Bilanci possono essere strumentalizzati?
Se penso al ricorso del Collega di Napoli Cimmino, mi pare di cogliere il problema inverso. Meno chiarezza più dubbi.
Si danno i numeri, così come ha ricordato il Presidente Nazionale, riportando chiacchiere che non si sa bene dove le vada a raccogliere, quando i Bilanci sono assemblati in capitoli illeggibili. (Ovviamente, così come ha affermato il Ministro Brunetta, la difformità di elaborazione dei Bilanci è male che attanaglia anche gli Enti Locali). Come dire: “Mal comune tutto gaudio”.
La difesa della categoria?
Porti il Presidente Nazionale, se lo ritiene opportuno, il resoconto dei costi delle consulenze legali corredati degli elenchi delle stesse cause sostenute.
Scopriremo che il CNPA si è occupato di: competizione, concorrenza con le categorie affini (Agrotecnici, Agronomi). Nessuna resistenza, ovviamente significativa, è stata messo in atto contro Ministeri, Regioni, Organizzazioni Professionali per richiamare e tutelare le nostre prerogative professionali.
Mi si risponderà che per ottenere i grandi risultati è meglio relazionarsi con autorevolezza e qualità rappresentativa.
A leggere il come siamo andati avanti in questi vent’anni ho la sensazione che l’unica autorevolezza ottenuta è quella degli articoli sul Perito Agrario.
Il Modello gestionale della categoria.
In merito ad un cambiamento di architettura strutturale della nostra categoria e ad un radicale cambiamento di relazioni fra i diversi livelli rappresentativi ho sentito ancora una volta, a Brignano Gera d’Adda, la poesia del faremo, stiamo progettando, stiamo facendo, le leggi, stiamo parlando con il Ministro, ci riceverà il Capo Gabinetto del Ministro ecc. ecc.
Al Presidente Nazionale, che almeno in questa occasione ha accettato l’invito della “bocciofila” Il CRPA (Consiglio Regionale dei Periti Agrari e Periti Agrari della Lombardia. Purtroppo causa malattia non inventata ne strategica, erano assenti, Bertazzo Consigliere CNPA, Gariboldi Pavia, Gnocchi Milano, Alessi Sondrio, Pellegatta Como, Orsini forse all’estero), il termine in questa occasione gli è scappato una sola volta quando doveva qualificare il mio ruolo, che richiama sempre le leggi gli sfugge la circostanza che se ci fosse stata la volontà il 90 % delle scelte che riguardano:
e Il ruolo e la funzione dell’Assemblea Nazionale dei Presidente;
e Il ruolo e la funzione dei Coordinamenti (brutto termine) preferisco Consigli regionali;
e la riorganizzazione dei Collegi Provinciali;
e Il riconoscimento di nuove competenze professionali;
e l’integrazione del tariffario;
sarebbero state approvate e attuate.
Una volta le bugie facevano crescere il naso, adesso fanno calare il vigore (professionale).
Potrei dilungarmi ancora per molto e affrontare ogni singolo aspetto che attiene alla nostra categoria, nel prossimo futuro non ne mancherà l’occasione.
Chi crede nella categoria non l’abbandona mai, (ovviamente non è riferito alla Presidenza che come le categorie del DPR 169/05 dovrebbero avere un limite di mandato), anche se deve quotidianamente competere con chi la categoria la vuole occupare.
Con queste riflessioni o solo voluto ripristinare la verità. Tra le affermazioni del Presidente Nazionale e le nostre (Regione Lombardia) la distanza e polare.
Un cordiale saluto a tutti
Mario Braga
pt/2011/gmt/03
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giovedì 10 marzo 2011
martedì 8 marzo 2011
CONFRONTO FORTE A BERGAMO TRA IL PRESIDENTE BOTTARO E IL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DEI PERITI AGRARI: BRAGA SI AUTOSOSPENDE.
L'incontro finalmente c'è stato ed è stato vivace, spumeggiante e in alcuni momenti anche spigoloso e concitato.
Malgrado l'assensa giustificata di alcuni rappresentanti di Collegi Provinciali ( Pavia, Como e Milano che ha aderito con comunicazione scritta) il confronto si è articolato su tutti i temi di particolare interesse in questo momento per la Categoria ed è stato costruttivo per chiarire ulteriormente le diverse posizioni che ci sono tra il CNPA e il CRPA peraltro posizioni che erano gia note.
Puntiglioso, dettagliata l'eposizione del Presidente Nazionale Bottaro, precise e inequivocabili le precisazioni e le contestazioni dei rappresentanti del CRPA ( Braga, Rossi, Veneri, Caprioli, Cuter,Tiraboschi ecc) su:
1) Presentazione e pubblicazione del bilancio per gli iscritti;
2) Necessità di adeguare ordinamento e tariffe;
3) non condivisione del progetto Cogepapi, fusione con altri collegi;
4) autonomia della Cassa di previdenza;
5) maggiore collabarozione tra CNPA e il territorio;
6) maggiore informazione.
Nella prosecuzione del confronto forte tensione c'è stata quando il Presidente Braga ha chiesto precisazioni al Presidente Bottaro in merito all'esecutività del deliberato del CNPA comunicato con Circolare n.3/2010 relativamente all'azione nelle sedi competenti per la tutelare del Consiglio Nazionale nei confronti di Braga e accoliti. Il Presidente Bottaro ribadiva e precisava che quanto comunicato nella circolare è stato attivato con mandato ai legali. Il Presidente Braga preso atto della dichiarazione ha manifestato il suo dissenso verso l'ingiustificata iniziativa e al fine di poter tutelare la Categoria e le sue iniziative personali ha dichiarato la Sua " autosospensione dalla Presidenza del CRPA".
Nel pomeriggio dopo ancora qualche vivace scambio di opinione l'incontro si è chiuso.
Breve nota.
Quanto sopra è una sintesi dell'incontro che, forse non da la percezione della forte tensione che c'è stata e le profonde diversità di vedute che sono state ribadite tra CNPA e CRPA
Alla linea dura,ferma e verticistica del Presidente nazionale si è contrapposta la necessità di cambiare, di concertare nuove azioni da decidere collegialmente da parte del CRPA..cambiare per esistere.
Due scuole di pensiero in antitesi !
Cordilamente
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/03
Malgrado l'assensa giustificata di alcuni rappresentanti di Collegi Provinciali ( Pavia, Como e Milano che ha aderito con comunicazione scritta) il confronto si è articolato su tutti i temi di particolare interesse in questo momento per la Categoria ed è stato costruttivo per chiarire ulteriormente le diverse posizioni che ci sono tra il CNPA e il CRPA peraltro posizioni che erano gia note.
Puntiglioso, dettagliata l'eposizione del Presidente Nazionale Bottaro, precise e inequivocabili le precisazioni e le contestazioni dei rappresentanti del CRPA ( Braga, Rossi, Veneri, Caprioli, Cuter,Tiraboschi ecc) su:
1) Presentazione e pubblicazione del bilancio per gli iscritti;
2) Necessità di adeguare ordinamento e tariffe;
3) non condivisione del progetto Cogepapi, fusione con altri collegi;
4) autonomia della Cassa di previdenza;
5) maggiore collabarozione tra CNPA e il territorio;
6) maggiore informazione.
Nella prosecuzione del confronto forte tensione c'è stata quando il Presidente Braga ha chiesto precisazioni al Presidente Bottaro in merito all'esecutività del deliberato del CNPA comunicato con Circolare n.3/2010 relativamente all'azione nelle sedi competenti per la tutelare del Consiglio Nazionale nei confronti di Braga e accoliti. Il Presidente Bottaro ribadiva e precisava che quanto comunicato nella circolare è stato attivato con mandato ai legali. Il Presidente Braga preso atto della dichiarazione ha manifestato il suo dissenso verso l'ingiustificata iniziativa e al fine di poter tutelare la Categoria e le sue iniziative personali ha dichiarato la Sua " autosospensione dalla Presidenza del CRPA".
Nel pomeriggio dopo ancora qualche vivace scambio di opinione l'incontro si è chiuso.
Breve nota.
Quanto sopra è una sintesi dell'incontro che, forse non da la percezione della forte tensione che c'è stata e le profonde diversità di vedute che sono state ribadite tra CNPA e CRPA
Alla linea dura,ferma e verticistica del Presidente nazionale si è contrapposta la necessità di cambiare, di concertare nuove azioni da decidere collegialmente da parte del CRPA..cambiare per esistere.
Due scuole di pensiero in antitesi !
Cordilamente
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/03
giovedì 3 marzo 2011
STOP AUMENTO CONTRIBUTO INTEGRATIVO ALLE CASSE.
La Commissione Bilancio del Senato boccia l'aumento del contributo integrativo della parcella dei professionisti dal 2 al 5 %. Il ddl ritorna ora in commissione lavoro.
Le ragioni sono dovute al pericolo di un aumento delle tariffe professionali con effetti negativi sull'inflazione.
PeritiAgrariLiberi
pt/2011/gmt/03
Le ragioni sono dovute al pericolo di un aumento delle tariffe professionali con effetti negativi sull'inflazione.
PeritiAgrariLiberi
pt/2011/gmt/03
IO SONO UN ISCRITTO E VOGLIO SAPERE: COSTI E BENEFICI !!!!!
Oggi bisogna stare attenti a quanto e come si spendono i soldini. Le difficoltà economiche lo impongono e tutti i centri di costo dovrebbero farlo...anche il Consiglio Naziionale.
Ma, non avendo ufficialmente i conti a disposizione( Bilanci del CNPA con relative relazioni)
perchè " mai presentati agli iscritti cioè noi periti agrari che paghiamo"è difficile verificarne la virtuosità, ma nessuno ci impedisce di fare alcune semplicissime ipotesi che vorrei proporvi per una riflesione.
Se gli iscritti ai Collegi provinciali d'Italia sono 17.000 e versano € 40 c.u. al CNPA, il conto è presto fatto, l'incasso complessivo dovrebbe essere di circa € 680.000 ( che in lirette è circa 1.3 miliardi) salvo ovviamente i morosi, altro dato che non disponiamo e che mai è stato presentato ai soliti coglionazzi........si può presume quindi che di mal pagatori non ce ne siano. Ma non vi preoccupate è così che si amministra....... o no !!!!
In concreto il CNPA dispone di entrate di cassa, per adempiere ai suoi compiti istituzionali stabiliti per legge , non da paco ,che se ipotizziamo di girarla a copertura delle spese correnti dovrebbe portare il bilancio a pareggio: ZERO....almeno speriamo che non sia sotto-zero !!!
Insomma ne incassano € 680.000 e ne spendono € 680.000 e la frittata è fatta..tutto OK.
Questo è la prima parte del problema, la seconda è che con tutti questi denari spesi il Perito Agrario e tutta la Categoria è contenta " dei benefici che ne riceve in contropartita????
Il come è speso il 1,3 miliardo di lire ogni anno, che conoscono solo a Roma, soddisfa le nostre aspettative, cioè siamo contenti di quello che riceviamo per sostenere l'esercizio della nostra attività professionale oppure no????
Utlizzare le risorse per fantapolitici Congressi nazionali con tema: " la globalizzazione dei mercati 10 anni dopo", la realizzazione del giornale " Il Perito Agrario, i promessi e costosi servizi, l'oneroso progetto di fusione con geometri e periti industriuali e la rappresentanza ( che è onerosa) sono iniziative che posssiamo ritenere gratificanti rispetto ai costi sostenuti???.
Il bilancino che mi sono fatto e che tanti Colleghi possono tranquillamente fare, non trova una plausibile giustificazione del rapporto costi/benefici...lo squilibrio è da bancarotta......provate a rifletterci.
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/03
Ma, non avendo ufficialmente i conti a disposizione( Bilanci del CNPA con relative relazioni)
perchè " mai presentati agli iscritti cioè noi periti agrari che paghiamo"è difficile verificarne la virtuosità, ma nessuno ci impedisce di fare alcune semplicissime ipotesi che vorrei proporvi per una riflesione.
Se gli iscritti ai Collegi provinciali d'Italia sono 17.000 e versano € 40 c.u. al CNPA, il conto è presto fatto, l'incasso complessivo dovrebbe essere di circa € 680.000 ( che in lirette è circa 1.3 miliardi) salvo ovviamente i morosi, altro dato che non disponiamo e che mai è stato presentato ai soliti coglionazzi........si può presume quindi che di mal pagatori non ce ne siano. Ma non vi preoccupate è così che si amministra....... o no !!!!
In concreto il CNPA dispone di entrate di cassa, per adempiere ai suoi compiti istituzionali stabiliti per legge , non da paco ,che se ipotizziamo di girarla a copertura delle spese correnti dovrebbe portare il bilancio a pareggio: ZERO....almeno speriamo che non sia sotto-zero !!!
Insomma ne incassano € 680.000 e ne spendono € 680.000 e la frittata è fatta..tutto OK.
Questo è la prima parte del problema, la seconda è che con tutti questi denari spesi il Perito Agrario e tutta la Categoria è contenta " dei benefici che ne riceve in contropartita????
Il come è speso il 1,3 miliardo di lire ogni anno, che conoscono solo a Roma, soddisfa le nostre aspettative, cioè siamo contenti di quello che riceviamo per sostenere l'esercizio della nostra attività professionale oppure no????
Utlizzare le risorse per fantapolitici Congressi nazionali con tema: " la globalizzazione dei mercati 10 anni dopo", la realizzazione del giornale " Il Perito Agrario, i promessi e costosi servizi, l'oneroso progetto di fusione con geometri e periti industriuali e la rappresentanza ( che è onerosa) sono iniziative che posssiamo ritenere gratificanti rispetto ai costi sostenuti???.
Il bilancino che mi sono fatto e che tanti Colleghi possono tranquillamente fare, non trova una plausibile giustificazione del rapporto costi/benefici...lo squilibrio è da bancarotta......provate a rifletterci.
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/03
CONSULENZA DEL LAVORO: INPS REINSERIMENTO DEI PERITI AGRARI E AGROTECNICI
Meglio tardi che mai !
Grazie al tempestivo intervento del Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e di alcuni Presidenti dei Collegi Provinciali dei Periti Agrari è stata risolta positivamente con l'INPS la vicenda relativa all'assegnazione del " PIN intermediario abilitato" che nella modulistica dell'Ente in precedenza escludeva periti agrari e agrotecnici.
Tempismo concertato ( con l'esclusione del CNPA che arriva sempre dopo) ha permesso di risolvere il malinteso in brevissimo tempo. Una positiva prova che premia la collaborazione....quando c'è.
PeritiAgrariLiberi.
pt/2011/gmt/01
Grazie al tempestivo intervento del Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e di alcuni Presidenti dei Collegi Provinciali dei Periti Agrari è stata risolta positivamente con l'INPS la vicenda relativa all'assegnazione del " PIN intermediario abilitato" che nella modulistica dell'Ente in precedenza escludeva periti agrari e agrotecnici.
Tempismo concertato ( con l'esclusione del CNPA che arriva sempre dopo) ha permesso di risolvere il malinteso in brevissimo tempo. Una positiva prova che premia la collaborazione....quando c'è.
PeritiAgrariLiberi.
pt/2011/gmt/01
mercoledì 2 marzo 2011
SEMBREREBBE UNA COSA FATTA: BOTTARO VIENE IN LOMBARDIA !!!
Le ultime dicono che l'incontro del CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DEI PERITI AGRARI con il Presidente BOTTARO è stato fissato e confermato.
Cari Colleghi sarà una ghiotta occasione per confrontarci con il Consiglio Nazionale sui temi scottanti della nostra professione, quindi, se potete venite non perdete questa opportunità.
Dedicare un pò del vs. tempo a queste iniziative fa bene a Voi e a tutta la Categoria.
NON MANCATE !!!!!!
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/03
SABATO 05 MARZO 2011 - ALLE ORE 10,00
PRESSO: L'AGRITURISMO CAPETONE - VIA CASTELROZZONE N. 36 - NEL COMUNE DI BRINANO GERA D'ADDA (BG)
Dedicare un pò del vs. tempo a queste iniziative fa bene a Voi e a tutta la Categoria.
NON MANCATE !!!!!!
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/03
martedì 1 marzo 2011
ULTIMA EDIZIONE AGGIORNATA DELLE PROPOSTE DEI PERITI AGRARI " CAMBIARE PER ESISTERE"
Cari Colleghi abbiate pazienza, ma il documento, come giusto che sia, è stato ripetutamente integratro, chiarito e semplificato dal contributo di tanti colleghi di tutt'Italia con interventi on line.
E' stato fatto un lavoro di assemblamento ancora non esaustivo, ma che potrebbe essere una buona base per diventare il" NOSTRO MANIFESTO ELETTORALE " CAMBIARE PER ESISTERE", che tanti di noi auspicano per aggregare Collegi Provinciali ( i periti agrari iscritti ) interessati a dare una svolta " radicale" alla nostra Organizzazione Professionale che da decenni langue inattiva su temi che ci interessani direttamente per l'esercizio FUTURO della PROFESSIONE DI PERITO AGRARIO.
BASTA DELEGHE IN BIANCO, VOGLIAMO CHE CHI CI RAPPRESENTERA', A TUTTI I LIVELLI, SIA PROMOTORE E PORTATORE DELLE NOSTRE ISTANZE.
SIAMO FORTEMENTE SCHIERATI " CONTRO GESTIONI ARCAICHE, CHE NON HANNO SAPUTO COGLIERE I CAMBIAMENTI, LE PROFESSIONALITA' EMERGENTI E LE ASPETTATIVE " DI TANTISSIMI GIOVANI PERITI AGRARI".
Tiraboschi Piermaria
PeritiAgrariLiberi
PERITI AGRARI E PERITI AGRARI LAUREATI
“ CAMBIARE PER ESISTERE”
(E’ nostra responsabilità impegnarci per un progetto che guardi al domani della nostra categoria…E’ finito il tempo del trascinamento di certezze acquisite . Andiamo avanti)
1 - ORDINAMENTO DELLA CATEGORIA
COLLEGIO NAZIONALE
e ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE NAZIONALE E DEL CONSIGLIO NAZIONALE DA PARTE DELL’ASSEMBLEA DEI PRESIDENTI DEI COLLEGI PROVINCIALI.
e CHIUNQUE SIA CHIAMATO A RAPPRESENTARE LA CATEGORIA, A TUTTI I LIVELLI NAZIONALE, REGIONALE E PROVINCIALE ED ABBIA IN CORSO PROCEDIMENTI PENALI DOVRA’ IMMEDIATAMENTE DIMETTERSI, AL FINE DI GARANTIRE ALLA CATEGORIA L’INATTACABILITA’ DEONTOLOGICA, ETICA, MORALE E PROFESSIONALE.
e IL PRESIDENTE NAZIONALE E I COMPONENTI DEL CONSIGLIO NAZIONALE, PER ESSERE ELETTI, DOVRANNO ESSERE LIBERI PROFESSIONISTI A TEMPO PIENO E ISCRITTI ALLA CASSA DA ALMENO 5 ANNI.
e IL PRESIDENTE E I COMPONENTI IL CONSIGLIO NAZIONALE NON POTRANNO ASSUMERE ALTRE CARICHE O NOMINE IN ENTI E/O ORGANISMI ANCHE DI NATURA PREVIDENZIALE COLLEGATI DIRETTAMENTE E/O INDIRETTAMENTE ALLA CATEGORIA E ALLE ISTITUZIONI DELLA STESSA.
e VIENE FISSATO, CON DELIBERA DEL CNPA, IL LIMITE DI DUE MANDATI PER OGNI COMPONENTE E CARICA DEL CNPA. NON E’ CONSENTITO UN TERZO MANDATO CONSECUTIVO ANCHE SE UNO DEI DUE MANDATI PRECEDENTI HA AVUTO DURATA INFERIORE A DUE ANNI E SEI MESI.
e CON DELIBERA DEL CNPA VENGONO COSTITUITI I CONSIGLI O FEDERAZIONI REGIONALI CON AUTONOMIA GESTIONALE E COMPETENZE IN MATERIA RAPPRESENTATIVA REGIONALE.
e VIENE COSTITUITA CON DELIBERA DEL CNPA L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEI PRESIDENTI REGIONALI E PROVINCIALI. ALL’ASSEMBLEA VENGONO RICONOSCIUTI POTERI DELIBERATIVI IN MATERIA DI BILANCIO ANNUALE, PREVENTIVO E CONSUNTIVO E DI APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA ANNUALE. I CONSIGLI PROVINCIALI E REGIONALI DOVRANNO ESSERE IN GRADO DI VALUTARE I BILANCI ANNUALI PREVENTIVAMENTE.
e IL CNPA COSTITUISCE UN UFFICIO LEGALE A TUTELA E PROMOZIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI A TUTTI I LIVELLI TERRITORIALI.: REGIONALE, PROVINCIALE E NAZIONALE.
e ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE VENGONO ATTRIBUITE COMPETENZE IN MATERIA DI PROPOSTA DI RIFORMA DELL’ORDINAMENTO, DEL TARIFFARIO E DI OGNI INIZIATIVA REGOLAMENTARE O PROGRAMMATORIA DELLA CATEGORIA.
e IL CNPA COSTITUISCE UN TAVOLO PERMANENTE DEI PRESIDENTI DEI CONSIGLI E COORDINAMENTI REGIONALI.
e IL CNPA SI IMPEGNA A DOTARSI DI ORGANIZZAZIONE DELLA STRUTTURA ATTRAVERSO LA NOMINA DI UN SEGRETARIO GENERALE, CHE GARANTISCA LA CONTINUITA’ E LA LEGITTIMITA’ E LA REGOLARITA’ DEGLI ATTI.
e IL CNPA VALUTERA’ LA POSSIBILITA’ DI PROMUOVERE LA COSTITUZIONE DI COLLEGI REGIONALI E/O INTERREGIONALI, CHE POSSANO NOMINARE PROPRI RIFERIMENTI RAPPRESENTATIVI PROVINCIALI.
e I PRESIDENTI, I SEGRETARI E I VICEPRESIDENTI DEI COLLEGI PROVINCIALI, REGIONALI E/O INTERREGIONALI DEVONO SVOLGERE L’ATTIVITA’ LIBERO PROFESSIONALE A TEMPO PIENO ED ESSERE ISCRITTI ALLA CASSA PERITI AGRARI.
e I COLLEGI PROVINCIALI, REGIONALI E/O INTERREGIONALI POTRANNO FISSARE QUOTE D’ISCRIZIONE DIFFERENZIATE.
2 - RIFORMA PROFESSIONE
e I PERITI AGRARI E PERITI AGRARI LAUREATI (ESPERTI AGRARI) PERSEGUONO L’OBIETTIVO DI MASSIMA VALORIZZAZIONE DELLE PROPRIE COMPETENZE PROFESSIONALI.
e IL CNPA, QUALE PRIORITA’, PRESENTERA’ LA PROPOSTA DI AGGIORNAMENTO DELL’ORDINAMENTO PROFESSIONALE, IN PARTICOLARE PER GLI ASPETTI CHE ATTENGONO ALLE COMPETENEZE PROFESSIONALI.
e IL CNPA PROPORRA’ URGENTEMENTE LA RIFORMA DEL TARIFFARIO, ANCHE CON APPROVAZIONE DI UN PROPRIO DOCUMENTO CONSILIARE.
e ALLO STATO ATTUALE, VISTE: LA RIFORMA DEL SISTEMA SCOLASTICO E UNIVERSITARIO E LA RIFORMA DI UN MODERNO MODELLO DELLE PROFESSION I INTELLETTUALI TECNICHE, SI RITIENE NON PERCORRIBILE LA PROPOSTA DI COSTITUZIONE DI UN ALBO UNICO CON GEOMETRI E PERITI INDUSTRIALI. CATEGORIE CON LE QUALI E’ INDISPENSABILE INSTAURARE UNA PROFICUA E COSTANTE COLLABORAZIONE.
e SI RITIENE UTILE PROMUOVERE LA COSTITUZIONE DI UN TAVOLO NAZIONALE DELLE PROFESSIONI VERDI (PERITI AGRARI, PERITI AGRARI LAUREATI, DOTTORI AGRONOMI E FORESTALI, AGROTECNICI E AGROTECNICI LAUREATI, VETERINARI)
e IL CNPA, I CONSIGLI REGIONALI E/O INTERREGIONALI, PROVINCIALI POTRANNO PROMUOVERE LA COSTITUZIONE DI ORGANISMI ATTI A SUPPORTARE I SERVIZI AI PROFESSIONISTI ISCRITTI ALL’ALBO.
3 - CASSA DI PREVIDENZA
e LA CASSA DEI PERITI AGRARI E PERITI AGRARI LAUREATI DEVE RESTARE AUTONOMA E INDIPENDENTE. QUALORA NORMATIVE NAZIONALI PRESCRIVANO L’UNIONE DELLE CASSE “PRIVATE” SI VERIFICHERA’ E VALUTERA’ LA POSSIBILITA’ DI ACCORPAMENTO CON L’ENPAIA.
e SI PROPONE LA RIFORMA DEL SISTEMA ELETTORALE DEL COMITATO DI GESTIONE DELLA CASSA CHE DEVE ESSERE GESTITO DALLA CASSA STESSA
e IL SINDACO DELLA CASSA, DI COMPETENZA STATUTARIA DEL CNPA, DOVRA’ ESSERE SOSTITUITO CON UN REVISORE NOMINATO DAL COMITATO AMMINISTRATORE DELLA CASSA. NON E’ NOMINABILE CHI RICOPRE INCARICHI ISTITUZIONALI NELLA CATEGORIA (PRESIDENTE NAZIONALE E COMPONENTI DEL CONSIGLIO NAZIONALE, PRESIDENTI E COMPONENTI DEI COLLEGI PROVINCIALI, E QUANDO COSTITUITI PRESIDENTI E COMPONENTI CONSIGLI REGIONALI)
4 - STAMPA E INFORMAZIONE
e RIFORMARE RADICALMENTE IL “ PERITO AGRARIO”. LA RIVISTA DEVE ESSERE DEGLI ISCRITTI, QUINDI APERTO AL CONFRONTO E ALLA INFORMAZIONE.
e LA RIVISTA “IL PERITO AGRARIO” DEVE DIVENTARE LO STRUMENTO DI COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE FRA IL CNPA, I CONSIGLI REGIONALI E I CONSIGLI PROVINCIALI E GLI ISCRITTI.
e IL SITO DEL CNPA DEVE ESSERE STRUMENTO DI INFORMAZIONE ACCESSIBILE. CIRCOLARI E DOCUMENTI DEL CNPA E DEGLI ALTRI ORGANISMI DEVONO ESSERE TEMPESTIVAMENTE PUBBLICATI E MESSI A DISPOSIZIONI DELLE ISTITUZIONI TERRITORIALI E DEGLI ISCRITTI.
e SI PROPONE L’ISTITUZIONE DI UN COMITATO DI REDAZIONE DELLA RIVISTA “IL PERITO AGRARIO” COMPOSTA DA RAPPRESENTANTI: DEL CNPA, DEI CONSIGLI PROVINCIALI E DEI CONSIGLI REGIONALI.
pt/2011/gmt/03
E' stato fatto un lavoro di assemblamento ancora non esaustivo, ma che potrebbe essere una buona base per diventare il" NOSTRO MANIFESTO ELETTORALE " CAMBIARE PER ESISTERE", che tanti di noi auspicano per aggregare Collegi Provinciali ( i periti agrari iscritti ) interessati a dare una svolta " radicale" alla nostra Organizzazione Professionale che da decenni langue inattiva su temi che ci interessani direttamente per l'esercizio FUTURO della PROFESSIONE DI PERITO AGRARIO.
BASTA DELEGHE IN BIANCO, VOGLIAMO CHE CHI CI RAPPRESENTERA', A TUTTI I LIVELLI, SIA PROMOTORE E PORTATORE DELLE NOSTRE ISTANZE.
SIAMO FORTEMENTE SCHIERATI " CONTRO GESTIONI ARCAICHE, CHE NON HANNO SAPUTO COGLIERE I CAMBIAMENTI, LE PROFESSIONALITA' EMERGENTI E LE ASPETTATIVE " DI TANTISSIMI GIOVANI PERITI AGRARI".
Tiraboschi Piermaria
PeritiAgrariLiberi
PROPOSTE
PERITI AGRARI E PERITI AGRARI LAUREATI
“CAMBIARE PER ESISTERE”
TERZA EDIZIONE AGGIORNATA
MARZO 01/03/2011
PERITI AGRARI E PERITI AGRARI LAUREATI
“ CAMBIARE PER ESISTERE”
(E’ nostra responsabilità impegnarci per un progetto che guardi al domani della nostra categoria…E’ finito il tempo del trascinamento di certezze acquisite . Andiamo avanti)
1 - ORDINAMENTO DELLA CATEGORIA
COLLEGIO NAZIONALE
e ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE NAZIONALE E DEL CONSIGLIO NAZIONALE DA PARTE DELL’ASSEMBLEA DEI PRESIDENTI DEI COLLEGI PROVINCIALI.
e CHIUNQUE SIA CHIAMATO A RAPPRESENTARE LA CATEGORIA, A TUTTI I LIVELLI NAZIONALE, REGIONALE E PROVINCIALE ED ABBIA IN CORSO PROCEDIMENTI PENALI DOVRA’ IMMEDIATAMENTE DIMETTERSI, AL FINE DI GARANTIRE ALLA CATEGORIA L’INATTACABILITA’ DEONTOLOGICA, ETICA, MORALE E PROFESSIONALE.
e IL PRESIDENTE NAZIONALE E I COMPONENTI DEL CONSIGLIO NAZIONALE, PER ESSERE ELETTI, DOVRANNO ESSERE LIBERI PROFESSIONISTI A TEMPO PIENO E ISCRITTI ALLA CASSA DA ALMENO 5 ANNI.
e IL PRESIDENTE E I COMPONENTI IL CONSIGLIO NAZIONALE NON POTRANNO ASSUMERE ALTRE CARICHE O NOMINE IN ENTI E/O ORGANISMI ANCHE DI NATURA PREVIDENZIALE COLLEGATI DIRETTAMENTE E/O INDIRETTAMENTE ALLA CATEGORIA E ALLE ISTITUZIONI DELLA STESSA.
e VIENE FISSATO, CON DELIBERA DEL CNPA, IL LIMITE DI DUE MANDATI PER OGNI COMPONENTE E CARICA DEL CNPA. NON E’ CONSENTITO UN TERZO MANDATO CONSECUTIVO ANCHE SE UNO DEI DUE MANDATI PRECEDENTI HA AVUTO DURATA INFERIORE A DUE ANNI E SEI MESI.
e CON DELIBERA DEL CNPA VENGONO COSTITUITI I CONSIGLI O FEDERAZIONI REGIONALI CON AUTONOMIA GESTIONALE E COMPETENZE IN MATERIA RAPPRESENTATIVA REGIONALE.
e VIENE COSTITUITA CON DELIBERA DEL CNPA L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEI PRESIDENTI REGIONALI E PROVINCIALI. ALL’ASSEMBLEA VENGONO RICONOSCIUTI POTERI DELIBERATIVI IN MATERIA DI BILANCIO ANNUALE, PREVENTIVO E CONSUNTIVO E DI APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA ANNUALE. I CONSIGLI PROVINCIALI E REGIONALI DOVRANNO ESSERE IN GRADO DI VALUTARE I BILANCI ANNUALI PREVENTIVAMENTE.
e IL CNPA COSTITUISCE UN UFFICIO LEGALE A TUTELA E PROMOZIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI A TUTTI I LIVELLI TERRITORIALI.: REGIONALE, PROVINCIALE E NAZIONALE.
e ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE VENGONO ATTRIBUITE COMPETENZE IN MATERIA DI PROPOSTA DI RIFORMA DELL’ORDINAMENTO, DEL TARIFFARIO E DI OGNI INIZIATIVA REGOLAMENTARE O PROGRAMMATORIA DELLA CATEGORIA.
e IL CNPA COSTITUISCE UN TAVOLO PERMANENTE DEI PRESIDENTI DEI CONSIGLI E COORDINAMENTI REGIONALI.
e IL CNPA SI IMPEGNA A DOTARSI DI ORGANIZZAZIONE DELLA STRUTTURA ATTRAVERSO LA NOMINA DI UN SEGRETARIO GENERALE, CHE GARANTISCA LA CONTINUITA’ E LA LEGITTIMITA’ E LA REGOLARITA’ DEGLI ATTI.
e IL CNPA VALUTERA’ LA POSSIBILITA’ DI PROMUOVERE LA COSTITUZIONE DI COLLEGI REGIONALI E/O INTERREGIONALI, CHE POSSANO NOMINARE PROPRI RIFERIMENTI RAPPRESENTATIVI PROVINCIALI.
e I PRESIDENTI, I SEGRETARI E I VICEPRESIDENTI DEI COLLEGI PROVINCIALI, REGIONALI E/O INTERREGIONALI DEVONO SVOLGERE L’ATTIVITA’ LIBERO PROFESSIONALE A TEMPO PIENO ED ESSERE ISCRITTI ALLA CASSA PERITI AGRARI.
e I COLLEGI PROVINCIALI, REGIONALI E/O INTERREGIONALI POTRANNO FISSARE QUOTE D’ISCRIZIONE DIFFERENZIATE.
2 - RIFORMA PROFESSIONE
e I PERITI AGRARI E PERITI AGRARI LAUREATI (ESPERTI AGRARI) PERSEGUONO L’OBIETTIVO DI MASSIMA VALORIZZAZIONE DELLE PROPRIE COMPETENZE PROFESSIONALI.
e IL CNPA, QUALE PRIORITA’, PRESENTERA’ LA PROPOSTA DI AGGIORNAMENTO DELL’ORDINAMENTO PROFESSIONALE, IN PARTICOLARE PER GLI ASPETTI CHE ATTENGONO ALLE COMPETENEZE PROFESSIONALI.
e IL CNPA PROPORRA’ URGENTEMENTE LA RIFORMA DEL TARIFFARIO, ANCHE CON APPROVAZIONE DI UN PROPRIO DOCUMENTO CONSILIARE.
e ALLO STATO ATTUALE, VISTE: LA RIFORMA DEL SISTEMA SCOLASTICO E UNIVERSITARIO E LA RIFORMA DI UN MODERNO MODELLO DELLE PROFESSION I INTELLETTUALI TECNICHE, SI RITIENE NON PERCORRIBILE LA PROPOSTA DI COSTITUZIONE DI UN ALBO UNICO CON GEOMETRI E PERITI INDUSTRIALI. CATEGORIE CON LE QUALI E’ INDISPENSABILE INSTAURARE UNA PROFICUA E COSTANTE COLLABORAZIONE.
e SI RITIENE UTILE PROMUOVERE LA COSTITUZIONE DI UN TAVOLO NAZIONALE DELLE PROFESSIONI VERDI (PERITI AGRARI, PERITI AGRARI LAUREATI, DOTTORI AGRONOMI E FORESTALI, AGROTECNICI E AGROTECNICI LAUREATI, VETERINARI)
e IL CNPA, I CONSIGLI REGIONALI E/O INTERREGIONALI, PROVINCIALI POTRANNO PROMUOVERE LA COSTITUZIONE DI ORGANISMI ATTI A SUPPORTARE I SERVIZI AI PROFESSIONISTI ISCRITTI ALL’ALBO.
3 - CASSA DI PREVIDENZA
e LA CASSA DEI PERITI AGRARI E PERITI AGRARI LAUREATI DEVE RESTARE AUTONOMA E INDIPENDENTE. QUALORA NORMATIVE NAZIONALI PRESCRIVANO L’UNIONE DELLE CASSE “PRIVATE” SI VERIFICHERA’ E VALUTERA’ LA POSSIBILITA’ DI ACCORPAMENTO CON L’ENPAIA.
e SI PROPONE LA RIFORMA DEL SISTEMA ELETTORALE DEL COMITATO DI GESTIONE DELLA CASSA CHE DEVE ESSERE GESTITO DALLA CASSA STESSA
e IL SINDACO DELLA CASSA, DI COMPETENZA STATUTARIA DEL CNPA, DOVRA’ ESSERE SOSTITUITO CON UN REVISORE NOMINATO DAL COMITATO AMMINISTRATORE DELLA CASSA. NON E’ NOMINABILE CHI RICOPRE INCARICHI ISTITUZIONALI NELLA CATEGORIA (PRESIDENTE NAZIONALE E COMPONENTI DEL CONSIGLIO NAZIONALE, PRESIDENTI E COMPONENTI DEI COLLEGI PROVINCIALI, E QUANDO COSTITUITI PRESIDENTI E COMPONENTI CONSIGLI REGIONALI)
4 - STAMPA E INFORMAZIONE
e RIFORMARE RADICALMENTE IL “ PERITO AGRARIO”. LA RIVISTA DEVE ESSERE DEGLI ISCRITTI, QUINDI APERTO AL CONFRONTO E ALLA INFORMAZIONE.
e LA RIVISTA “IL PERITO AGRARIO” DEVE DIVENTARE LO STRUMENTO DI COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE FRA IL CNPA, I CONSIGLI REGIONALI E I CONSIGLI PROVINCIALI E GLI ISCRITTI.
e IL SITO DEL CNPA DEVE ESSERE STRUMENTO DI INFORMAZIONE ACCESSIBILE. CIRCOLARI E DOCUMENTI DEL CNPA E DEGLI ALTRI ORGANISMI DEVONO ESSERE TEMPESTIVAMENTE PUBBLICATI E MESSI A DISPOSIZIONI DELLE ISTITUZIONI TERRITORIALI E DEGLI ISCRITTI.
e SI PROPONE L’ISTITUZIONE DI UN COMITATO DI REDAZIONE DELLA RIVISTA “IL PERITO AGRARIO” COMPOSTA DA RAPPRESENTANTI: DEL CNPA, DEI CONSIGLI PROVINCIALI E DEI CONSIGLI REGIONALI.
pt/2011/gmt/03
CARTA ETICA DELLE PROFESSIONI INTELLETTUALI.......ANCHE I PERITI AGRARI CI STANNO !
Abbiamo ricevuto da un nostro collega ( Andrea Pelegatta - di Como) la segnalazione dell'esistenza del documento che di seguito pubblichiamo e vista l'importanza dei contenuti ho ritenuto utile darvi la notizia sia per diffonderla che per avere Vs. eventuali suggerimenti.
PeritiAgrariLiberi
CARTA ETICA DELLE PROFESSIONI INTELLETTUALI
PREMESSA
Dinanzi al sempre più alto grido d’allarme delle Istituzioni Locali e Nazionali sulle ramificazioni,
sulle infiltrazioni e sui radicamenti della mafia nella provincia di Modena, i professionisti uniti con
senso di responsabilità e con integrità morale, nell’intento di preservare ed accrescere la reputazione
dei professionisti, quale forza sociale autonoma, responsabile ed eticamente corretta, si pongono
l’obiettivo di contribuire a contrastare il processo di infiltrazione/radicamento della mafia per
continuare a contribuire alla crescita civile dell’intero Paese.
Il comitato delle professioni unite della provincia di Modena e i sottoscritti Ordini e Collegi
professionali, si impegnano ad attuare la presente Carta Etica con trasparenza e rispettare modelli di
comportamento ispirati all’autonomia, integrità, eticità e a sviluppare le azioni coerenti.
Tutto il sistema, dal singolo professionista ai massimi vertici ordinistici o collegiali, dovrà essere
compartecipe e coinvolto nel perseguimento degli obiettivi e nel rispetto delle relative modalità, in
quanto ogni singolo comportamento non eticamente corretto non solo provoca conseguenze
negative in ambito ordinistico o collegiale ma danneggia l’immagine dell’intera categoria
professionale presso la pubblica opinione, presso il Legislatore e la Pubblica Amministrazione.
La eticità dei comportamenti non è valutabile solo nei termini di stretta osservanza delle norme e
della Carta Etica. Essa si fonda sulla convinta adesione a porsi, nelle diverse situazioni, ai più
elevati standard di comportamento.
La presente Carta Etica trae ispirazione da principi basati su valori comuni nell’interesse del singolo
cittadino e nel pubblico interesse e integra, dove possibile, le norme deontologiche proprie di ogni
professione intellettuale.
Gli Ordini o Collegi, si impegnano a prevedere strumenti e forme di comunicazione interna per
rendere edotte i professionisti iscritti dei contenuti della presente Carta Etica.
ART. 1
Il professionista, gli Ordini e Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti riconoscono
fra i valori fondanti della professione intellettuale il rifiuto di ogni rapporto con organizzazioni
criminali, mafiose e con soggetti che fanno ricorso a comportamenti contrari alle norme di legge e
alle norme etiche per sviluppare qualsiasi forma di controllo e vessazione.
Il professionista adotta quale modello comportamentale la non sottomissione a qualunque forma di
estorsione, usura o ad altre tipologie di reato poste in essere da organizzazioni criminali e/o
mafiose.
La verifica dell’uniformità a tali comportamenti che integrano il codice deontologico di ogni Ordine
o Collegio professionale, è demandata ai Consigli degli Ordini o dei Collegi che determineranno
l’applicazione delle sanzioni previste.
ART. 2
Gli Ordini o Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano a costituire una
commissione permanente ed indipendente al fine di costruire un’alleanza globale e di solidarietà
contro tutte le mafie, nazionali e transnazionali, e contro ogni forma di corruzione.
ART. 3
Il professionista, gli Ordini e Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano
a promuovere e partecipare a iniziative, progetti e attività necessarie a contrastare le mafie,
nazionali e transnazionali, e contro ogni forma di corruzione.
ART. 4
Gli Ordini o Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano a promuovere
in tutti gli enti, le amministrazioni locali e i privati cittadini strumenti legislativi e amministrativi
che garantiscano la massima trasparenza negli appalti e nella gestione dei servizi.
ART. 5
Gli Ordini o Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano ad affermare la
centralità della scuola, dell’università e delle altre agenzie formative, nella definizione di nuove
politiche sociali e di interventi legislativi rispetto a temi fondamentali come la lotta alla criminalità
organizzata, l’immigrazione, i diritti umani, il lavoro.
ART. 6
Gli Ordini o Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano a diffondere un
sapere di cittadinanza che valorizzi i giovani professionisti come protagonisti di un processo di
educazione permanente alla legalità, alla partecipazione e alla responsabilità.
ART. 7
Il professionista, gli Ordini e Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano
a promuovere la crescita professionale salvaguardando i principi di sicurezza sul lavoro e
contrastando il lavoro nero.
ART. 8
Il professionista, gli Ordini e Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano
a considerare la tutela dell’ambiente e la prevenzione di ogni forma di inquinamento un impegno
costante.
ART. 9
Il professionista, gli Ordini e Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti sono
fortemente impegnati a chiedere la collaborazione delle Forze dell’Ordine e delle Istituzioni
preposte, denunciando direttamente all’Autorità Giudiziaria o con l’assistenza del sistema
ordinistico o collegiale, ogni episodio di attività direttamente o indirettamente illegale di cui sono
soggetti passivi.
Eventuali condotte omissive saranno considerate non in linea con i principi della presente Carta
Etica.
ART. 10
I consigli degli Ordini o Collegi, in applicazione del rispettivo Codice Deontologico, sono chiamati
a svolgere una continua attività di controllo sulla condotta dei professionisti iscritti e possono
proporre, in casi specifici:
A. l’espulsione del professionista nel caso di:
1. condanna del professionista, con sentenza passata in giudicato, per reato di cui all’articolo
416 bis (associazioni di tipo mafioso anche straniere) o delitti commessi avvalendosi delle
condizioni previste dall’articolo 416 bis del codice penale ovvero al fine di agevolare
l’attività delle dette associazioni (art. 7 della legge 12 luglio 1991, n. 203)
2. confisca, con provvedimento definitivo, dei beni di proprietà del professionista.
B. La sospensione del professionista nel caso di:
1. emissione di sentenze di condanna non ancora passate in giudicato per i delitti sopra indicati
2. avvio di procedimenti penali a carico del professionista concernenti la commissione di uno
dei sopra citati delitti o applicazione di misura cautelari personali per tali ipotesi di reato,
laddove gli interessati non abbiano volontariamente comunicato all’Ordine o Collegio la
propria autosospensione.
ART. 11
Gli Ordini o Collegi possono costituirsi parte civile nei processi che vedano i professionisti iscritti
parte lesa o imputata.
FONTE: http//emiliaromagna.magna-carta.it
pt/2011/gmt/03
PeritiAgrariLiberi
CARTA ETICA DELLE PROFESSIONI INTELLETTUALI
PREMESSA
Dinanzi al sempre più alto grido d’allarme delle Istituzioni Locali e Nazionali sulle ramificazioni,
sulle infiltrazioni e sui radicamenti della mafia nella provincia di Modena, i professionisti uniti con
senso di responsabilità e con integrità morale, nell’intento di preservare ed accrescere la reputazione
dei professionisti, quale forza sociale autonoma, responsabile ed eticamente corretta, si pongono
l’obiettivo di contribuire a contrastare il processo di infiltrazione/radicamento della mafia per
continuare a contribuire alla crescita civile dell’intero Paese.
Il comitato delle professioni unite della provincia di Modena e i sottoscritti Ordini e Collegi
professionali, si impegnano ad attuare la presente Carta Etica con trasparenza e rispettare modelli di
comportamento ispirati all’autonomia, integrità, eticità e a sviluppare le azioni coerenti.
Tutto il sistema, dal singolo professionista ai massimi vertici ordinistici o collegiali, dovrà essere
compartecipe e coinvolto nel perseguimento degli obiettivi e nel rispetto delle relative modalità, in
quanto ogni singolo comportamento non eticamente corretto non solo provoca conseguenze
negative in ambito ordinistico o collegiale ma danneggia l’immagine dell’intera categoria
professionale presso la pubblica opinione, presso il Legislatore e la Pubblica Amministrazione.
La eticità dei comportamenti non è valutabile solo nei termini di stretta osservanza delle norme e
della Carta Etica. Essa si fonda sulla convinta adesione a porsi, nelle diverse situazioni, ai più
elevati standard di comportamento.
La presente Carta Etica trae ispirazione da principi basati su valori comuni nell’interesse del singolo
cittadino e nel pubblico interesse e integra, dove possibile, le norme deontologiche proprie di ogni
professione intellettuale.
Gli Ordini o Collegi, si impegnano a prevedere strumenti e forme di comunicazione interna per
rendere edotte i professionisti iscritti dei contenuti della presente Carta Etica.
ART. 1
Il professionista, gli Ordini e Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti riconoscono
fra i valori fondanti della professione intellettuale il rifiuto di ogni rapporto con organizzazioni
criminali, mafiose e con soggetti che fanno ricorso a comportamenti contrari alle norme di legge e
alle norme etiche per sviluppare qualsiasi forma di controllo e vessazione.
Il professionista adotta quale modello comportamentale la non sottomissione a qualunque forma di
estorsione, usura o ad altre tipologie di reato poste in essere da organizzazioni criminali e/o
mafiose.
La verifica dell’uniformità a tali comportamenti che integrano il codice deontologico di ogni Ordine
o Collegio professionale, è demandata ai Consigli degli Ordini o dei Collegi che determineranno
l’applicazione delle sanzioni previste.
ART. 2
Gli Ordini o Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano a costituire una
commissione permanente ed indipendente al fine di costruire un’alleanza globale e di solidarietà
contro tutte le mafie, nazionali e transnazionali, e contro ogni forma di corruzione.
ART. 3
Il professionista, gli Ordini e Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano
a promuovere e partecipare a iniziative, progetti e attività necessarie a contrastare le mafie,
nazionali e transnazionali, e contro ogni forma di corruzione.
ART. 4
Gli Ordini o Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano a promuovere
in tutti gli enti, le amministrazioni locali e i privati cittadini strumenti legislativi e amministrativi
che garantiscano la massima trasparenza negli appalti e nella gestione dei servizi.
ART. 5
Gli Ordini o Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano ad affermare la
centralità della scuola, dell’università e delle altre agenzie formative, nella definizione di nuove
politiche sociali e di interventi legislativi rispetto a temi fondamentali come la lotta alla criminalità
organizzata, l’immigrazione, i diritti umani, il lavoro.
ART. 6
Gli Ordini o Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano a diffondere un
sapere di cittadinanza che valorizzi i giovani professionisti come protagonisti di un processo di
educazione permanente alla legalità, alla partecipazione e alla responsabilità.
ART. 7
Il professionista, gli Ordini e Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano
a promuovere la crescita professionale salvaguardando i principi di sicurezza sul lavoro e
contrastando il lavoro nero.
ART. 8
Il professionista, gli Ordini e Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti si impegnano
a considerare la tutela dell’ambiente e la prevenzione di ogni forma di inquinamento un impegno
costante.
ART. 9
Il professionista, gli Ordini e Collegi della provincia di Modena e i loro rappresentanti sono
fortemente impegnati a chiedere la collaborazione delle Forze dell’Ordine e delle Istituzioni
preposte, denunciando direttamente all’Autorità Giudiziaria o con l’assistenza del sistema
ordinistico o collegiale, ogni episodio di attività direttamente o indirettamente illegale di cui sono
soggetti passivi.
Eventuali condotte omissive saranno considerate non in linea con i principi della presente Carta
Etica.
ART. 10
I consigli degli Ordini o Collegi, in applicazione del rispettivo Codice Deontologico, sono chiamati
a svolgere una continua attività di controllo sulla condotta dei professionisti iscritti e possono
proporre, in casi specifici:
A. l’espulsione del professionista nel caso di:
1. condanna del professionista, con sentenza passata in giudicato, per reato di cui all’articolo
416 bis (associazioni di tipo mafioso anche straniere) o delitti commessi avvalendosi delle
condizioni previste dall’articolo 416 bis del codice penale ovvero al fine di agevolare
l’attività delle dette associazioni (art. 7 della legge 12 luglio 1991, n. 203)
2. confisca, con provvedimento definitivo, dei beni di proprietà del professionista.
B. La sospensione del professionista nel caso di:
1. emissione di sentenze di condanna non ancora passate in giudicato per i delitti sopra indicati
2. avvio di procedimenti penali a carico del professionista concernenti la commissione di uno
dei sopra citati delitti o applicazione di misura cautelari personali per tali ipotesi di reato,
laddove gli interessati non abbiano volontariamente comunicato all’Ordine o Collegio la
propria autosospensione.
ART. 11
Gli Ordini o Collegi possono costituirsi parte civile nei processi che vedano i professionisti iscritti
parte lesa o imputata.
FONTE: http//emiliaromagna.magna-carta.it
pt/2011/gmt/03
BRAGA: LA NOSTRA CASSA E' IN UNA CASA SOLIDA - PRESSO " L'ENPAIA".
TRACCIA - INTERVENTO CONVEGNO MANTOVA
26 FEBBRAIO 2011
Cari colleghi
alcuni di noi ci hanno raggiunto in ritardo per aver accompagnato all’ultima dimora il Presidente Tabacchi.
Noi oggi, non possiamo non ricordarne le sue virtù, il suo spessore, la sua statura umana e professionale.
Inviando un messaggio alla Sua famiglia e al Collegio di Modena ho voluto esprimere i miei sentimenti di profonda gratitudine per quel molto che ci ha lasciato in memoria e in eredità.
Uomo di statura etica e morale cristallina viveva i rapporti con gli altri con la signorilità di chi sa che il Valore dei valori è l’ascolto generante.
Non è mai stato sfiorato dalla giustizia o da iniziative giudiziarie. La Giustizia la serviva da protagonista assertore della tutela delle regole, dell’etica e della deontologia. Apprezzatissimo e ammirato da tutti gli Enti pubblici e privati di Modena e di tutta l’Emilia Romagna sapeva con la gentilezza di un suo inimitabile stile trascinare con l’esempio.
Da professionista l’ho incontrato in quel periodo in cui la nostra categoria viveva il momento più intenso d profonde riforme:
e L’approvazione della legge 54/91;
e La costituzione della nostra cassa di previdenza.
Insieme a quella vecchia guardia che ci ha lasciato una grande eredità è sempre stato protagonista della modernizzazione della nostra categoria. Credeva, profondamente credeva nella qualità e nel valore umano e professionale dei Periti Agrari.
Lo è stato nel suo Collegio. Lo è stato in Italia unitamente a Aluisetti e tutti gli altri Consiglieri del nostro CNPA.
Lo è stato credendo nel ricambio generazionale.
Lo è stato apprezzando e sostenendo le iniziative che promuovessero la nostra categoria in ogni luogo.
Amava la scuola e la riteneva la fucina degli uomini e dei professionisti.
Quante belle iniziative ha promosso e organizzato, anche col suo amico Cerroni di Piacenza e molti altri colleghi. Sono state voci spesso cadute nel vuoto.
E’ stato un vivace promotore del rinnovamento della nostra categoria, anche attraverso la costituzione dei primi Coordinamenti Regionali.
Da quel tempo sono già passati più di vent’anni.
E’ stato un Presidente di categoria ammirato.
Credo che lo potrete sentire dall’attuale presidente quanto ancora di Lui si possa respirare nella nostra categoria.
LA CASSA.
Si, proprio la cassa. La nostra Cassa. Ne fu un assertore e rpomotore convinto. Vi sono innumerevoli suoi interventi e documenti a favore e a sostegno della costituzione della cassa dei Periti Agrari.
Condivise convintamente che la nostra cassa si ponesse fra le “braccia” di ENPAIA.
In quell’ENPAIA che era, è cassa degli Impiegati Agricoli. Una Cassa solida.
L’ENPAIA, una Cassa che considerava affine. Un fratello maggiore.
Quanti impiegati agricoli sono iscritti al nostro Albo? Una Cassa, la nostra, posta in una Casa parentale stretta. Inserita, cioè, in un contesto agricolo che tutti ci accumuna (una casa comune previdenziale).
L’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli impiegati dell’Agricoltura e dei Contrati Collettivi, Il Fondo di accantonamento del trattamento di quiescenza dei dipendenti consorziali dei Consorzi di Bonifica, la nostra Cassa Gestione Separata Periti Agrari e la cassa Gestione Separata degli Agrotecnici, rappresentano la massima garanzia che la scelta allora promossa fu lungimirante.
Oggi possiamo vantare una gestione solida, in un contesto di collaborazione proficua e cordiale, a costi contenuti, fattori che ci permettono di impegnarci per approntare alcune valutazioni in merito a servizi da offrire agli iscritti.
Quest’anno la nostra Cassa compie quindici anni dalla fondazione, possiamo affermare che stiamo superando l’adolescenza per avviarci sul terreno della piena maturità.
E’ vero siamo ancora pochi, ma le nostre iniziative di coinvolgimento, soprattutto di quei segmenti di sommerso e di part time che non hanno ancora ben compreso il valore di appartenenza (d’iscrizione) alla nostra cassa, nonché l’evoluzione della domanda di moderni servizi e prestazioni professionali che affiora dall’agricoltura e dai settori connessi, collocati nel contesto del superamento delle storiche cristallizzazioni monopolistiche, ci fanno affermare che la nostra è una categoria che ha un futuro.
Ci fa affermare che la strada intrapresa fa rafforzata e consolidata senza inseguire fantasiose e non ancora approfondite iniziative evasive.
Attilio (Tabacchi) ci ha creduto, noi ci crediamo.
Concludo qui il mio intervento lasciando al Collega Moretti il compito di relazionare nel dettaglio le iniziative che la Cassa ha in corso.
Il mio augurio che l’appuntamento di Mantova rappresenti uno dei primi momenti di serio approfondimento dei temi che in questo tempo ci interrogano. Il domani della nostra categoria lo si potrà affrontare se sapremo affermare e modernizzare la nostra credibilità professionale.
Mario Braga
pt/2011/gmt/03
26 FEBBRAIO 2011
Cari colleghi
alcuni di noi ci hanno raggiunto in ritardo per aver accompagnato all’ultima dimora il Presidente Tabacchi.
Noi oggi, non possiamo non ricordarne le sue virtù, il suo spessore, la sua statura umana e professionale.
Inviando un messaggio alla Sua famiglia e al Collegio di Modena ho voluto esprimere i miei sentimenti di profonda gratitudine per quel molto che ci ha lasciato in memoria e in eredità.
Uomo di statura etica e morale cristallina viveva i rapporti con gli altri con la signorilità di chi sa che il Valore dei valori è l’ascolto generante.
Non è mai stato sfiorato dalla giustizia o da iniziative giudiziarie. La Giustizia la serviva da protagonista assertore della tutela delle regole, dell’etica e della deontologia. Apprezzatissimo e ammirato da tutti gli Enti pubblici e privati di Modena e di tutta l’Emilia Romagna sapeva con la gentilezza di un suo inimitabile stile trascinare con l’esempio.
Da professionista l’ho incontrato in quel periodo in cui la nostra categoria viveva il momento più intenso d profonde riforme:
e L’approvazione della legge 54/91;
e La costituzione della nostra cassa di previdenza.
Insieme a quella vecchia guardia che ci ha lasciato una grande eredità è sempre stato protagonista della modernizzazione della nostra categoria. Credeva, profondamente credeva nella qualità e nel valore umano e professionale dei Periti Agrari.
Lo è stato nel suo Collegio. Lo è stato in Italia unitamente a Aluisetti e tutti gli altri Consiglieri del nostro CNPA.
Lo è stato credendo nel ricambio generazionale.
Lo è stato apprezzando e sostenendo le iniziative che promuovessero la nostra categoria in ogni luogo.
Amava la scuola e la riteneva la fucina degli uomini e dei professionisti.
Quante belle iniziative ha promosso e organizzato, anche col suo amico Cerroni di Piacenza e molti altri colleghi. Sono state voci spesso cadute nel vuoto.
E’ stato un vivace promotore del rinnovamento della nostra categoria, anche attraverso la costituzione dei primi Coordinamenti Regionali.
Da quel tempo sono già passati più di vent’anni.
E’ stato un Presidente di categoria ammirato.
Credo che lo potrete sentire dall’attuale presidente quanto ancora di Lui si possa respirare nella nostra categoria.
LA CASSA.
Si, proprio la cassa. La nostra Cassa. Ne fu un assertore e rpomotore convinto. Vi sono innumerevoli suoi interventi e documenti a favore e a sostegno della costituzione della cassa dei Periti Agrari.
Condivise convintamente che la nostra cassa si ponesse fra le “braccia” di ENPAIA.
In quell’ENPAIA che era, è cassa degli Impiegati Agricoli. Una Cassa solida.
L’ENPAIA, una Cassa che considerava affine. Un fratello maggiore.
Quanti impiegati agricoli sono iscritti al nostro Albo? Una Cassa, la nostra, posta in una Casa parentale stretta. Inserita, cioè, in un contesto agricolo che tutti ci accumuna (una casa comune previdenziale).
L’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli impiegati dell’Agricoltura e dei Contrati Collettivi, Il Fondo di accantonamento del trattamento di quiescenza dei dipendenti consorziali dei Consorzi di Bonifica, la nostra Cassa Gestione Separata Periti Agrari e la cassa Gestione Separata degli Agrotecnici, rappresentano la massima garanzia che la scelta allora promossa fu lungimirante.
Oggi possiamo vantare una gestione solida, in un contesto di collaborazione proficua e cordiale, a costi contenuti, fattori che ci permettono di impegnarci per approntare alcune valutazioni in merito a servizi da offrire agli iscritti.
Quest’anno la nostra Cassa compie quindici anni dalla fondazione, possiamo affermare che stiamo superando l’adolescenza per avviarci sul terreno della piena maturità.
E’ vero siamo ancora pochi, ma le nostre iniziative di coinvolgimento, soprattutto di quei segmenti di sommerso e di part time che non hanno ancora ben compreso il valore di appartenenza (d’iscrizione) alla nostra cassa, nonché l’evoluzione della domanda di moderni servizi e prestazioni professionali che affiora dall’agricoltura e dai settori connessi, collocati nel contesto del superamento delle storiche cristallizzazioni monopolistiche, ci fanno affermare che la nostra è una categoria che ha un futuro.
Ci fa affermare che la strada intrapresa fa rafforzata e consolidata senza inseguire fantasiose e non ancora approfondite iniziative evasive.
Attilio (Tabacchi) ci ha creduto, noi ci crediamo.
Concludo qui il mio intervento lasciando al Collega Moretti il compito di relazionare nel dettaglio le iniziative che la Cassa ha in corso.
Il mio augurio che l’appuntamento di Mantova rappresenti uno dei primi momenti di serio approfondimento dei temi che in questo tempo ci interrogano. Il domani della nostra categoria lo si potrà affrontare se sapremo affermare e modernizzare la nostra credibilità professionale.
Mario Braga
pt/2011/gmt/03
IL RICORDO DEL COLLEGA TABACCHI
Per Agr Braga Mario
Manerbio, 24/02/2011
Alla Famiglia Tabacchi
Al Collegio dei Periti Agrari e Periti Agrari
Laureati di Modena
Cari familiari e colleghi
ricevo la notizia che l’Amico Tabacchi “è andato avanti”.
Credo che le parole fatichino a descriverlo e a incorniciare tutti i profondi … profondi, profondi … sentimenti di gratitudine, di ammirazione di affetto che ci hanno legato indissolubilmente a quest’Uomo Buono, Dolce, Esperto e Amico.
Una di quelle figure che si possono collocare fra la grandezza di una sensibilità, disponibilità e responsabilità difficilmente eguagliabili, altrettanto difficilmente imitabili.
Ma, proprio per questo, da annoverare fra gli esempi che la vita ci offre per essere seguiti.
Mi limito così a rivolgere alla Sua straordinaria Famiglia, al Suo Collegio un sincero, profondo ringraziamento per quello che Attilio ci ha lasciato quale eredità più grande “la Sua umanità”.
Non posso nascondervi che la notizia del suo passaggio all’Eterna Esperienza mi ha commosso, ma senza permettermi di lasciare sgorgare inutili lacrime.
Chi come Lui lascia una testimonianza, una eredità di umanità così vera, non abbandona mai i suoi affetti e le sue amicizie. Io, noi lo porteremo con noi.
Come sempre accade nella vita porto con me il rammarico di un impegno inevaso quello che un giorno ci saremmo incontrati per vivere una giornata fra le Sue acetaie. Uno dei più alti momenti economici e sociali di sintesi fra i doni del Creato, la tradizione e l’immenso dono sapienziale dell’uomo.
Vorrei descrivere di Attilio tutti, proprio tutti i momenti di “grandi” e autorevoli atteggiamenti che ci ha donato. Mi dilungherei in una storia vissuta per il “bene” degli altri. Quell’attenzione che da sola descrive la statura di un uomo. Così come fecero Pravettoni a Milano, Vezzoni a Cremona, Covini a Pavia e molti altri che non ho avuto l’avventura d’incontrare. Che belle vite, le loro vite.
Mi limito, così, ad esprimere alla Sua famiglia e al Collegio di Modena i miei profondi sentimenti di gratitudine.
Io lo porterò con me. Siate orgogliosi d’avere vissuto accanto a lui.
Vive condoglianze
Mario Braga
pt/2011/gmt/03
Manerbio, 24/02/2011
Alla Famiglia Tabacchi
Al Collegio dei Periti Agrari e Periti Agrari
Laureati di Modena
Cari familiari e colleghi
ricevo la notizia che l’Amico Tabacchi “è andato avanti”.
Credo che le parole fatichino a descriverlo e a incorniciare tutti i profondi … profondi, profondi … sentimenti di gratitudine, di ammirazione di affetto che ci hanno legato indissolubilmente a quest’Uomo Buono, Dolce, Esperto e Amico.
Una di quelle figure che si possono collocare fra la grandezza di una sensibilità, disponibilità e responsabilità difficilmente eguagliabili, altrettanto difficilmente imitabili.
Ma, proprio per questo, da annoverare fra gli esempi che la vita ci offre per essere seguiti.
Mi limito così a rivolgere alla Sua straordinaria Famiglia, al Suo Collegio un sincero, profondo ringraziamento per quello che Attilio ci ha lasciato quale eredità più grande “la Sua umanità”.
Non posso nascondervi che la notizia del suo passaggio all’Eterna Esperienza mi ha commosso, ma senza permettermi di lasciare sgorgare inutili lacrime.
Chi come Lui lascia una testimonianza, una eredità di umanità così vera, non abbandona mai i suoi affetti e le sue amicizie. Io, noi lo porteremo con noi.
Come sempre accade nella vita porto con me il rammarico di un impegno inevaso quello che un giorno ci saremmo incontrati per vivere una giornata fra le Sue acetaie. Uno dei più alti momenti economici e sociali di sintesi fra i doni del Creato, la tradizione e l’immenso dono sapienziale dell’uomo.
Vorrei descrivere di Attilio tutti, proprio tutti i momenti di “grandi” e autorevoli atteggiamenti che ci ha donato. Mi dilungherei in una storia vissuta per il “bene” degli altri. Quell’attenzione che da sola descrive la statura di un uomo. Così come fecero Pravettoni a Milano, Vezzoni a Cremona, Covini a Pavia e molti altri che non ho avuto l’avventura d’incontrare. Che belle vite, le loro vite.
Mi limito, così, ad esprimere alla Sua famiglia e al Collegio di Modena i miei profondi sentimenti di gratitudine.
Io lo porterò con me. Siate orgogliosi d’avere vissuto accanto a lui.
Vive condoglianze
Mario Braga
pt/2011/gmt/03
lunedì 28 febbraio 2011
IL BLOG.......VA AVANTI.
TROPPI SONO STATI AMICI E COLLEGHI DI TUTT' ITALIA CON POST , E.MAIL CHE MI HANNO TIRATO LE ORECCHIE..........E NON SOLO.
ALLORA ANDIAMO AVANTI.
DICO " ANDIAMO " PERCHE' CONTO SUL VOSTRO SOSTEGNO E COLLABORAZIONE...
VI ASPETTO.......
CIAO E GRAZIE A TUTTI.
PeritiAgrariLiberi
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/02
ALLORA ANDIAMO AVANTI.
DICO " ANDIAMO " PERCHE' CONTO SUL VOSTRO SOSTEGNO E COLLABORAZIONE...
VI ASPETTO.......
CIAO E GRAZIE A TUTTI.
PeritiAgrariLiberi
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/02
sabato 26 febbraio 2011
SUCCESSONE DI PARTECIPANTI E DI CONFRONTI ALL'INCONTRO DI MANTOVA DEI COLLEGI DEL NORD ITALIA
Oggi in Provincia di Mantova c'è stato l'incontro dei Collegi Provinciali, Coordinamenti e/o Consigli Regionali, Consiglieri Nazionali e Consiglieri del Comitato gestore della Cassa del Nord Italia.
Folta la partercipazioni di rappresentati della Categoria ( quattro Consiglieri Nazionali erano presenti) e altresì qualificati gli interventi dei relatori che hanno affrontato i temi di maggior interesse in questo momento per la professione del perito agrario.
Ottima iniziativa del Collegio di Mantova componente di primo piano del Consiglio Regionale Lombardo e positivo il confronto fatto con i rappresentati del territorio ha detto Paolo Bertazzo Consigliere Nazionale. Questo è il lavoro che dobbiamo fare per construire il nostro domani " confrontarci e dialogare sui temi scottanti della Categoria" ha ribadito Mario Braga Presidente del CRPA e componente del Comitato gestore della Cassa.
Il Consiglire Nazionale Salvan ha invitato tutti i presenti ( e gli assenti) nella prima decade di Aprile c.a. a Rovigo per continuare il lavoro avviato
Complimentissimi al Presidente Isaia Rossi promotore e organizzatore dell'iniziativa.
PeritIAgrariiLiberi
pt/2011/gmt/02
Folta la partercipazioni di rappresentati della Categoria ( quattro Consiglieri Nazionali erano presenti) e altresì qualificati gli interventi dei relatori che hanno affrontato i temi di maggior interesse in questo momento per la professione del perito agrario.
Ottima iniziativa del Collegio di Mantova componente di primo piano del Consiglio Regionale Lombardo e positivo il confronto fatto con i rappresentati del territorio ha detto Paolo Bertazzo Consigliere Nazionale. Questo è il lavoro che dobbiamo fare per construire il nostro domani " confrontarci e dialogare sui temi scottanti della Categoria" ha ribadito Mario Braga Presidente del CRPA e componente del Comitato gestore della Cassa.
Il Consiglire Nazionale Salvan ha invitato tutti i presenti ( e gli assenti) nella prima decade di Aprile c.a. a Rovigo per continuare il lavoro avviato
Complimentissimi al Presidente Isaia Rossi promotore e organizzatore dell'iniziativa.
PeritIAgrariiLiberi
pt/2011/gmt/02
venerdì 25 febbraio 2011
AGROTECNICI...SEMPRE PIU' SVELTI ! PERITI AGRARI SEMPRE MENO SVELTI ?
Abbiamo ricevuto il Comunicato stampa del Consiglio Nazionale degli Agrotecnici sull'autoriforma organizzativa sul territorio con la costituzione delle Federazioni Regionali.
Noi Periti Agrari ( un'autoriforma formale) è vent'anni che la chiediamo e che l'aspettiamo...e bravo il nostro CNPA...sempre " meno svelto....." complimenti.
L’ALBO DEGLI AGROTECNICI SI “AUTORIFORMA”: NASCONO
LE FEDERAZIONI REGIONALI
In attesa di una più generale riforma delle professioni il Collegio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati si “autoriforma” utilizzando i poteri che la legge già gli conferisce.
A scegliere questa strada, visti i ritardi della politica, è il Consiglio Nazionale dell’Albo che ha provveduto a ridisegnare la struttura ordinistica territoriale, istituendo le nuove “Federazioni degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati” che, una per Regione, saranno tutte insediate entro il 31 marzo prossimo.
Ad anticipare questo processo è stata l’Emilia-Romagna, dove la Federazione è stata costituita il 22 gennaio scorso a Bologna, eleggendo a Presidente l’Agr. Stefano Bernardi; ad essa aderiscono tutti i Collegi degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati con sede nel territorio regionale oltreché le strutture di riferimento ordinistiche.
Le prossime “Federazioni” in lista di attesa per essere costituite sono quelle del Piemonte e della Calabria.
Le Federazioni regionali degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati hanno i seguenti compiti:
- promuovere e valorizzare i tecnici liberi professionisti nei territori di competenza;
- coordinare l’attività dei Collegi locali (anche promuovendo esperienze innovative di gestione collettiva delle attività) rappresentandoli nei rapporti con gli organi politici ed amministrativi delle Regioni, sia per i problemi generali della categoria, che per le questioni relative all’esercizio della professione;
- svolgere attività di raccordo fra i Collegi locali e le altre strutture che operano in collegamento con la categoria rappresentata, assumere iniziative su questioni che interessano l’esercizio della professione sia in forma autonoma che con rapporto di impiego;
- raccogliere informazioni, notizie e dati di interesse regionale sulla categoria;
- promuovere e coordinare in ambito regionale le attività di aggiornamento e di formazione tra gli iscritti nell’Albo;
- compiere studi, indagini ed altre attività anche su incarico della pubblica amministrazione.
Le Federazioni risultano quindi dotate di ampia autonomia, ancorché inserite stabilmente nell’ambito ordinistico, e sono finanziate da un contributo che i Collegi provinciali degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati verseranno proporzionalmente al numero dei loro iscritti.
Il Presidente ed i restanti organi durano in carica 3 anni e sono rieleggibili.
Roma, 18 febbraio 2011
Per informazioni su questo comunicato stampa rivolgersi al n. 340/184.99.40
pt/2011/gmt/01
Noi Periti Agrari ( un'autoriforma formale) è vent'anni che la chiediamo e che l'aspettiamo...e bravo il nostro CNPA...sempre " meno svelto....." complimenti.
L’ALBO DEGLI AGROTECNICI SI “AUTORIFORMA”: NASCONO
LE FEDERAZIONI REGIONALI
In attesa di una più generale riforma delle professioni il Collegio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati si “autoriforma” utilizzando i poteri che la legge già gli conferisce.
A scegliere questa strada, visti i ritardi della politica, è il Consiglio Nazionale dell’Albo che ha provveduto a ridisegnare la struttura ordinistica territoriale, istituendo le nuove “Federazioni degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati” che, una per Regione, saranno tutte insediate entro il 31 marzo prossimo.
Ad anticipare questo processo è stata l’Emilia-Romagna, dove la Federazione è stata costituita il 22 gennaio scorso a Bologna, eleggendo a Presidente l’Agr. Stefano Bernardi; ad essa aderiscono tutti i Collegi degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati con sede nel territorio regionale oltreché le strutture di riferimento ordinistiche.
Le prossime “Federazioni” in lista di attesa per essere costituite sono quelle del Piemonte e della Calabria.
Le Federazioni regionali degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati hanno i seguenti compiti:
- promuovere e valorizzare i tecnici liberi professionisti nei territori di competenza;
- coordinare l’attività dei Collegi locali (anche promuovendo esperienze innovative di gestione collettiva delle attività) rappresentandoli nei rapporti con gli organi politici ed amministrativi delle Regioni, sia per i problemi generali della categoria, che per le questioni relative all’esercizio della professione;
- svolgere attività di raccordo fra i Collegi locali e le altre strutture che operano in collegamento con la categoria rappresentata, assumere iniziative su questioni che interessano l’esercizio della professione sia in forma autonoma che con rapporto di impiego;
- raccogliere informazioni, notizie e dati di interesse regionale sulla categoria;
- promuovere e coordinare in ambito regionale le attività di aggiornamento e di formazione tra gli iscritti nell’Albo;
- compiere studi, indagini ed altre attività anche su incarico della pubblica amministrazione.
Le Federazioni risultano quindi dotate di ampia autonomia, ancorché inserite stabilmente nell’ambito ordinistico, e sono finanziate da un contributo che i Collegi provinciali degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati verseranno proporzionalmente al numero dei loro iscritti.
Il Presidente ed i restanti organi durano in carica 3 anni e sono rieleggibili.
Roma, 18 febbraio 2011
Per informazioni su questo comunicato stampa rivolgersi al n. 340/184.99.40
pt/2011/gmt/01
martedì 22 febbraio 2011
IL BLOG CESSA LA SUA ATTIVITA' IL 27/02/2011
CON IL PRESENTE POST INFORMO TUTTI GLI AMICI CHE
IL GIORNO 27 FEBBRAIO 2011
" IL BLOG PeritiAgrariLiberi CESSA LA SUA ATTIVITA' "
Nel ringraziare quanti hanno visitato e collaborato alla positiva esperienza, faccio i migliori auguri di buon lavoro.
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/02
venerdì 18 febbraio 2011
PERITI AGRARI E AGROTECNICI: I PERSONALISMI NON CI INTERESSANO, PROVATE A COLLABORARE PER IL BENE COMUNE????
Periti Agrari e Agrotecnici: prove di una ipotetica collaborazione?
NON SE NE PARLA !
Sono i fatti a dirlo. Ultimo caso.
L'INPS omette nella circolare n. 8 di segnalare periti agrari e agrotecnici per alcune procedure tecniche.
Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici tempestivamente interviene con propria comunicazione presso la Presidenza e direzione dell'ente per sanare il disguigo. Tale comunicazione per conoscienza viene trasmessa anche ai Collegi provinciali dei periti agrari di tutt'Italia: non al CNPA.
" Solerzia collaborativa o provocazione"?
Personalemente mi intressa che i problemi vengano affrontati e risolti.
A ragion del vero che ci sia stata una immediata azione da parte degli Agrotecnici nel richiedere una correzione della circolare non lo si può negare anche perchè da parte del CNPA non abbiamo notizie in merito salvo la recente comunicazione ( Circolare n. 5 del 16.02.c.a.) dove viene precisato l'interessamento diretto presso L'INPS.
Ma indipendentemente da quanto sopra, mi chiedo e chiedo: e se i due Collegi nazionali dovessero " concertare azioni comuni di tutela delle rispettive categorie" non sarebbe meglio ??
A noi interessa che i problemi vengano risolti con tempestività il resto è compito della dirigenza pianificare come ( e il come forse potrebbe essere....COLLABORANDO!!!!).
Su....... fate uno sforso e lanciate il Vs. sguardo oltre............
Cordilamente
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/01
NON SE NE PARLA !
Sono i fatti a dirlo. Ultimo caso.
L'INPS omette nella circolare n. 8 di segnalare periti agrari e agrotecnici per alcune procedure tecniche.
Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici tempestivamente interviene con propria comunicazione presso la Presidenza e direzione dell'ente per sanare il disguigo. Tale comunicazione per conoscienza viene trasmessa anche ai Collegi provinciali dei periti agrari di tutt'Italia: non al CNPA.
" Solerzia collaborativa o provocazione"?
Personalemente mi intressa che i problemi vengano affrontati e risolti.
A ragion del vero che ci sia stata una immediata azione da parte degli Agrotecnici nel richiedere una correzione della circolare non lo si può negare anche perchè da parte del CNPA non abbiamo notizie in merito salvo la recente comunicazione ( Circolare n. 5 del 16.02.c.a.) dove viene precisato l'interessamento diretto presso L'INPS.
Ma indipendentemente da quanto sopra, mi chiedo e chiedo: e se i due Collegi nazionali dovessero " concertare azioni comuni di tutela delle rispettive categorie" non sarebbe meglio ??
A noi interessa che i problemi vengano risolti con tempestività il resto è compito della dirigenza pianificare come ( e il come forse potrebbe essere....COLLABORANDO!!!!).
Su....... fate uno sforso e lanciate il Vs. sguardo oltre............
Cordilamente
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/01
giovedì 17 febbraio 2011
CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA DEI PERITI AGRARI: LINEE DI PROGRAMMA - DIALOGO FRA LE CATEGORIE
Abbiamo ricevuto il documento presentato e discusso alla riunione generale del Consiglio Lombardo dei Periti Agrari tenutasi a Cremona il 22 Gennaio c.a.
Lo pubblichiamo con soddisfazione convinti che sia un positivo contributo alla dialettica e ad una riflessione sulle prospettive che la Categoria dovrà affrontare nell'immediato futuro.
E' un documento aperto e ricco di alternative sulle quali confrontarci per costruire il nostro domani professionale ed è in particolare un invito alle giovani e ai giovani colleghi ad essere protagonisti del loro futuro.
PeritiAgrariLiberi
Piermaria Tiraboschi
Il documento è aperto a tutti contributi, interni ed esterni al CRPA, sempreché vengano espressi nel pieno rispetto dei colleghi e abbiano la finalità di un impegno orientato alla crescita della nostra categoria.
Il documento è stato votato dal CRPA, con il voto contrario del Presidente di Bergamo e con l’astensione dei rappresentanti del Collegio di Cremona. Quest’ultima motivata dal fatto che nella stessa seduta si è sancita l’ufficiale partecipazione del Collegio di Cremona al CRPA.
IL CRPA riunitosi in data 22 gennaio 2011 a Cremona, con voto favorevole delle Province di Brescia, Mantova, Pavia, Como, Milano; voto contrario del Collegio di Bergamo e astensione motivata del Collegio di Cremona. (Astensione dovuta alla richiesta di approfondimento della materia vista il rientro ufficializzato in data odierna nel CRPA), ha approvato il Documento di seguito riportato. Il Documento rappresenta la linea programmatica del CRPA Lombardia ed è aperto ai contributi di Collegi Provinciali della Lombardia, dei colleghi iscritti agli Albi della Lombardia e di tutti i Collegi e Colleghi italiani.
Il CRPA visto il dibattito in essere sulla riforma delle Professioni Intellettuali e del dibattito interno alla nostra categoria, ritiene che:
Qualsiasi, dibattito, confronto, riflessione fra il CNPA, i Consigli Provinciali, i Coordinamenti e i Consigli regionali e gli Iscritti alla categoria debbano svolgersi in un contesto di correttezza garantendo pari opportunità di espressione di pensiero. Ciascuno deve essere in grado di esprimere e comunicare il suo contributo di pensiero attraverso gli organi d’informazione della categoria.
Purtroppo, da lungo tempo, lamentiamo che la gestione nazionale abbia impedito il dibattito interno alla categoria, determinando proposte unilaterali.
Si propone che la categoria faccia un salto di qualità nella fase di dialogo e confronto interno organizzando e promuovendo momenti paritari di confronto sui temi che la coinvolgono. Momenti anche dialettici sempre orientati ad affrontarne e sviscerarne i contenuti. Si dipanerebbero così interventi estemporanei di colleghi che esprimono giudizi fondati su pregiudizi e non sulla valutazione del portato e del valore delle rispettive proposte.
Fra i temi più rilevanti che da tempo coinvolgono la nostra categoria vi è il progetto CoGePaPi. Così come è stata proposta e promossa la proposta CoGePaPi appare forzata e senza elementi di merito sufficienti a valutarne la portata storica. Una riforma che, se approvata, inciderebbe profondamente non solo sui nostri modelli organizzatici ma anche e soprattutto sulle prospettive delle nostre specifiche competenze.
Credere in un processo, in un’idea non è di per se sbagliato, lo è quando questa idea intende affermarsi non con strumenti persuasori, ma con metodi di carsica strumentalità.
Il CRPA e ogni suo componente, anche in termini dialettici, non si è mai sottratto al dibattito sui temi della riforma delle professioni intellettuali.
Non condividiamo, pertanto, il metodo adottato dal CNPA di proseguire sulla presentazione di posizioni unilaterali, marginalizzando, in termini informativi e divulgativi gli altri contributi. (vedi incontri di Lonato e Brescia).
Riteniamo che le affermazioni, spesso riportate sul “Perito Agrario” non corrispondano realmente a quanto viene espresso dai colleghi nelle sedi pubbliche e, pertanto, respingiamo la considerazione che solo una piccola minoranza abbia un pensiero e una linea diversa da quella della maggioranza dei membri del CNPA.
La diversità di pensiero e di proposte assumono valore positivo e propositivo se tutti le considerano un contributo alla crescita e allo sviluppo della categoria. Idee, progetti e proposte devono avere analoga cittadinanza.
Respingiamo con forza l’affermazione e la demonizzazione, divenuta un rituale, del pensiero altrui. Ogni posizione anche contraria al pensiero centrale non può essere licenziata quale demonizzazione di quanti parlano a vanvera (citazione del Perito Agrario). La democrazia è il dovere di chi governa di garantire la voce a chi la voce non può farla sentire. La reciprocità diventa pertanto non solo un principio biblico ma anche e soprattutto etico categoriale.
Respingiamo, altresì la convinzione che le ventilate e mai accertate “minoranze” debbano essere messe in condizioni di convincersi della bontà della fondazione della nuova triplice (CoGePaPi). Il CRPA non capisce perché non si debba valutare una proposta alternativa altrettanto qualitativamente degna d’interesse. Non si capisce, perché, le informazioni sbagliate siano sempre da addossare agli altri e non forse, almeno in parte, in chi ha inteso proporre la costituzione del CoGePaPi.
Se ci fermassimo qui, potremmo considerare queste premesse come il solito elenco di scontati principi generali. Per questo il CRPA intende proporre alcuni schematici punti di riflessione, certo che i colleghi del CNPA e tutti i colleghi italiani possano esprimersi nel merito delle stesse tematiche.
1) Una prima affermazione. Una categoria è forte quando il territorio ne riconosce le qualità. Non sono solo i titoli di studio e/o i percorsi professionalizzanti che rendono il professionista figura riconoscibile dalla società e dalle economie. Basti frequentare, uffici, imprese, realtà organizzate, istituzioni, cioè, basta addentrarsi in realtà operative, BASTA INCONTRARE I NOSTRI COLLEGHI SUL TERRITORIO, per capire che i percorsi professionalizzanti portano molte volte in direzione diverse da quelle intraprese con la scelta scolastica e universitaria o ne vengo ampliati, migliorati. Ne discende e consegue una prima domanda: “A che punto siamo in Italia nella piena e diffusa affermazione della nostra categoria? Cosa è stato fatto in questi ultimi vent’anni per riconoscere giuridicamente e territorialmente le nostre nuove e consolidate qualità professionali?
2) La difesa delle prerogative corporative è ancora valida, così come l’abbiamo vissuta dal dopoguerra ad oggi e in una società che ha attraversato trasformazioni profonde, collocata in un contesto europeo e internazionale? Forse andrebbe recuperato, almeno come contributo al dibattito, quel lavoro promosso dal Collegio di Brescia e sostenuto dalla Fondazione CAB nel 1989. (I° congresso europeo dei tecnici agricoli). Un’amara considerazione: “purtroppo i cestini della nostra categoria sono pieni di buoni pensieri”. Pensare che ancora la nostra sede sia collocata nell’ambito del Ministero di Giustizia ci appare incomprensibile. E se la domanda ha un qualche fondamento: “Quali sono le iniziative che il CNPA ha messo in atto per promuovere la modernizzazione della categoria? Basterà il progetto CoGePaPi, cioè l’unione fra Noi, Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, i Geometri e i Periti Industriali per affermare le funzioni agricole, territoriali e agroindustriali, nostre specifiche?”
3) La nostra identità categoriale può contribuire a costruire in Italia un nuovo modello delle agricolture, dei territori, dell’ambiente e delle agro-industrie? Su questi temi abbiamo letto in questo periodo interessantissimi articoli e prese di posizione di autorevoli esponenti del mondo accademico, economico produttivo, politico nazionale ed europeo. Questi “Osservatori Privilegiati” manifestano la convinzione, che certamente avete visto, che la nostra è una delle rare categorie che ha FUTURO. Se, queste riflessioni, sono già state oggetto di valutazione nel CNPA, allora, insieme, dovremmo spostare l’asse del nostro obiettivo principale, volgendolo verso quelle rivendicazioni che devono riconoscerci pari dignità agli altri attori rappresentativi e di servizi alle imprese e al territorio. Un riconoscimento che dovrebbe aprire spiragli professionali vasti e qualitativamente interessanti. Una categoria moderna, la nostra, che diversamente da altre può e deve crescere. Purtroppo, registriamo che da vent’anni le azioni di tutela e promozione delle nostre prerogative professionali non hanno trovato nel CNPA pieno e convinta condivisione e sostegno. Le azioni del CNPA, anche giudiziarie, sono state in larga parte orientate verso i nostri colleghi.
4) La riforma del sistema scolastico e universitario italiano ha visto una nostra inadeguata e poco considerata partecipazione. Tema questo, che per ragioni professionali dovrebbe stare a cuore al Presidente Nazionale.
Sulle riforme e sulla riforma potremmo dilungarci a lungo, certo è che le lodevoli iniziative locali (convegni, dibattiti, confronti, meeting, riflessioni, tavoli concertativi) sono rimaste nell’ambito dei contributi marginali e non è affiorato, invece, un nuovo modello relazionale tra la nostra categoria e le nostre scuole e le nostre università (fatte salve alcune circoscritte realtà territoriali). Dobbiamo chiederci: “le nostre Scuole possono essere, unitamente alle nostre università i luoghi privilegiati e principali per affermare la nuova professione di Esperto Agricolo? Le riforme si trasformano da opportunità a problemi se le categorie non ne sanno accompagnare la stesura e l’applicazione.
5) Parallelamente alla riforma del sistema scolastico e universitario, in Italia e solo in Italia, stiamo discutendo da almeno vent’anni (insediamento dell’attuale governo della nostra categoria) delle riforme del sistema delle professioni intellettuali. Una sorte di danza sudamericana interminabile. La nostra categoria, in questo ventennio, ha applicato una sola scuola di pensiero: “quella della difesa delle prerogative di funzione pubblica del nostro Collegio”. Marginale e insufficiente è stata l’azione intrapresa per riconoscere i nuovi livelli professionalizzanti da noi raggiunti. Quanto è legato il nostro pensiero ad un modello corporativo ormai relegato fuori dal contesto delle dinamiche sociali? Non ci siamo accorti che una riforma Costituzionale e qualche centinaio di nuove leggi nazionali e regionali hanno, nel frattempo, cambiato lo scenario nel quale operiamo? Oggi siamo ancora lì, nella nostra trincea, a difendere ciò che ormai è superato dall’evidenza del nostro quotidiano esercizio prestativo. L’unica novità legislativa di rilievo di quest’ultimo periodo è stato il riconoscimento di n. 6 Associazioni Intellettuali. Il CRPA ritiene che la nostra categoria debba accasarsi presso il Ministero dell’Agricoltura, in Regione presso l’Assessorato regionale all’Agricoltura e nelle province presso le CCIAA.
6) Nel ritardo delle riforme annunciate, abbiamo messo in atto un sistema di riconoscimento delle prerogative professionali che definirlo una presa in giro è dir poco. I nostri Esami d’abilitazione vanno profondamente rivisti, anche per contribuire ad un significativo risparmio di risorse pubbliche. Questi esami costano e costano cari allo Stato. Forse andrebbe recuperato il lavoro fatto dalla Commissione ad hoc istituita (Lo Murno, Marsura, Braga, Di Biase). Proposta che è stata cestinata dal CNPA. Se siamo fermi a poco più di tremila iscritti alla Cassa forse dovremo aprire una approfondita riflessione rispetto alle nostre politiche categoriali.
7) Vi è poi, una questione strutturale, organizzativa. Conosciamo le obiezioni che scaricano sui territori la debolezze organizzative della categoria. I nostri Collegi sono quello che sono. Con cinquanta, cento iscritti e con bilanci limitati le prospettive sono certamente indebolite, rallentate. Anche a questa obiezione rispondiamo con determinazione che avremmo potuto intraprendere altri modelli organizzativi, anche “pensando” a Collegi Regionali, o comunque alla legittimazione valorizzazioni del Livello Rappresentativo Regionale. (Coordinamenti, Consigli Regionali). Una azione che abbisogna di particolari atti Parlamentari, ma solo di deliberati del CNPA. Da più di vent’anni parliamo di Coordinamenti Provinciali. Vi è pure stata una riforma Costituzionale che ha trasferito le competenze agricole alle Regioni e quelle professionali vengono considerate materie di legislazione concorrente (Art 117 Costituzione Italiana). Il CNPA non ha mai fatto un atto ufficiale per sancirne il riconoscimento. C’è da chiedersi il perché di questo ritardo Costituzionale.
8) E non meno rilevante, crediamo sia il ricambio rappresentativo della categoria. Non servono leggi e norme. Basterebbe, anche in questo caso, un deliberato del Consiglio Nazionale a cui tutti si attengono. Tutte le categorie importanti italiane hanno limite di mandato, così come è stato fissato per i Presidenti delle Province e per i Sindaci dei Comuni.(due mandati consecutivi).
Nella nostra categoria il mandato è a vita.
Un pò di ricambio favorirebbe il risanamento dello spirito conservativo e gestionale della nostra categoria. Ad un inamovibile gestione Nazionale, al contrario abbiamo assistito al periodico ricambio del personale della sede nazionale, di tutto il personale. Nessun Perito Agrario o laureato ricorda una qualsiasi relazione con il nostro personale. (eppure già vent’anni fa venne presentata dal Consigliere Rabbi la proposta d’istituire la Direzione Nazionale). Le risposte del CNPA da te a domande dei Collegi o dei Colleghi devono essere date solo dal Presidente Nazionale. Il CRPA ritiene che il CNPA debba individuare in tempi brevi la figura del Segretario Nazionale che favorisca la continuità gestionale della categoria.
9) E veniamo alla Cassa. Il CRPA ritiene che troppe informazione deformate, sbagliate vengano artatamente diffuse, anche da organismi nazionali. Per questo si ritiene di fare chiarezza.
Noi siamo una Cassa che opera all’interno di altra cassa. (Fondazione E.N.P.A.I.A.) Una Cassa storicamente Madre e Cugina.
Vorremmo ricordare che molti impiegati agricoli, iscritti all’ENPAIA, sono iscritti anche al nostro Albo.
Una Cassa che funziona bene, da tutti riconosciuta, anche dal Ministero del Lavoro e della Corte dei Conti.
Pur in un limitato tempo (quattordici anni dalla sua costituzione), la nostra Cassa, ha dato prova di buoni risultati, superiori a quelli di molte altre;
è ben più sana di molte altre;
meno costosa;
più garantista delle nostre condizioni professionali.
Collocata in un contesto di Casse Amiche. La Casa della Cassa è certamente accogliente e il personale molto gentile, disponibile, qualificato e professionale. Inseguire fantasiose iniziative con Casse che hanno organizzazione, costi e modelli gestionali diversi dai nostri, è ritenuto incomprensibile, fuorviante, sbagliato. Se poi qualcuno pensa che andando con altre casse (in modo federativo ovviamente) dovessimo guadagnare sulla redditività del nostro Montante, ci limitiamo solo a consigliar loro di approfondire la materia previdenziale, soprattutto dei modelli contributivi. E se proprio dovessimo ricercare un diverso accasamento, costretti da qualche malsana e demenziale proposta parlamentare proposta da chissà chi, crediamo che sarebbe naturale chiedere ad ENPAIA la loro eventuale disponibilità ad “accasarci”.
Nella nostra Cassa ci sono i nostri soldi e quelli dei nostri Colleghi e compito della categoria è concorrere a far si che possa operare al meglio, anche perseguendo l’esercizio abusivo della categoria.
Noi siamo chiamati a difendere i risparmi previdenziali di tutti i nostri Colleghi.
Abbiamo un dovere etico e morale: restituire, con qualche rendimento certo, i risparmi che ci sono stati consegnati in gestione e noi siamo chiamati a farlo cercando di operare al meglio, anche attraverso dirette sollecitazioni e collaborazioni.
10) Ed infine vogliamo sottolineare che la collaborazione, il dialogo, il confronto, i tavoli concertativi con altre categorie non sono fattori negativi, anzi.Noi crediamo, perchè ne siamo stati convinti protagonisti anche istituzionali, che la collaborazione con le professioni e fra le professioni intellettuali sia uno dei fattori, forse il principale, caratterizzante una moderna società. Una collaborazione che per il carattere interdisciplinare, che va assumendo la nuova domanda di servizi e prestazioni professionali, dovrà costituirsi e costruirsi con molte, forse tutte le categorie intellettuali, organizzate e no, operanti sul territorio nazionale ed europeo.
Il CRPA ritiene che, in questo contesto, ogni occasione di collaborazione con questa o quella categoria è un fattore positivo e che tale collaborazione vada estesa a tutte le categorie e non debba limitarsi a qualcuna.
Il CRPA ritiene che il CNPA debba riconoscere il ruolo dell’Assemblea Nazionale dei Presidenti, demandando a questa la facoltà di voto deliberativo del Bilancio Preventivo e Consuntivo della categoria. Sarebbe il momento partecipativo e coinvolgente pù rilevante della categoria.
Ritiene altresì che i congressi sono sì importanti, ma se sono organizzati su tesi e assumono carattere deliberante.
Il CRPA è disponibile a confrontarsi con i Colleghi italiani e con il CNPA in ogni occasione in cui venga richiesto.
Conclusioni.
In troppi continuano ad insistere sulla “guerra” che esisterebbe fra alcuni Collegi, qualche suo rappresentante e il livello di rappresentanza nazionale.
Il CRPA Lombardia ritiene che queste siano forme strumentali utilizzate per deviare e forviare un franco, serio e approfondito dibattito sulle prospettive della nostra categoria.
Il CRPA Lombardia ritiene che ciascuno di noi dovrebbe impegnarsi a far sì che, affrontando i problemi, 17.000 colleghi trovino le stesse opportunità di: Di Biase, Braga, Bertazzo, Vigato, Benanti, Lombardelli, Tiraboschi, Sandrini, Moretti, Taddei, Giannotta, Toscano, Zingarelli, Finiguerra, Orsini. Noi crediamo in una categoria che persegue unita l’unico orizzonte che le appartiene,
valorizzare le competenze dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati.
CRPA Lombardia.
pt/2011/gmt/02
Lo pubblichiamo con soddisfazione convinti che sia un positivo contributo alla dialettica e ad una riflessione sulle prospettive che la Categoria dovrà affrontare nell'immediato futuro.
E' un documento aperto e ricco di alternative sulle quali confrontarci per costruire il nostro domani professionale ed è in particolare un invito alle giovani e ai giovani colleghi ad essere protagonisti del loro futuro.
PeritiAgrariLiberi
Piermaria Tiraboschi
DOCUMENTO DEL CRPA
( CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO PERITI AGRARI)
INCONTRO CREMONA 22 GENNAIO 2011
Linee programmatiche CRPA - DIALOGO FRA LE CATEGORIE
Il documento è stato votato dal CRPA, con il voto contrario del Presidente di Bergamo e con l’astensione dei rappresentanti del Collegio di Cremona. Quest’ultima motivata dal fatto che nella stessa seduta si è sancita l’ufficiale partecipazione del Collegio di Cremona al CRPA.
IL CRPA riunitosi in data 22 gennaio 2011 a Cremona, con voto favorevole delle Province di Brescia, Mantova, Pavia, Como, Milano; voto contrario del Collegio di Bergamo e astensione motivata del Collegio di Cremona. (Astensione dovuta alla richiesta di approfondimento della materia vista il rientro ufficializzato in data odierna nel CRPA), ha approvato il Documento di seguito riportato. Il Documento rappresenta la linea programmatica del CRPA Lombardia ed è aperto ai contributi di Collegi Provinciali della Lombardia, dei colleghi iscritti agli Albi della Lombardia e di tutti i Collegi e Colleghi italiani.
Il CRPA visto il dibattito in essere sulla riforma delle Professioni Intellettuali e del dibattito interno alla nostra categoria, ritiene che:
Qualsiasi, dibattito, confronto, riflessione fra il CNPA, i Consigli Provinciali, i Coordinamenti e i Consigli regionali e gli Iscritti alla categoria debbano svolgersi in un contesto di correttezza garantendo pari opportunità di espressione di pensiero. Ciascuno deve essere in grado di esprimere e comunicare il suo contributo di pensiero attraverso gli organi d’informazione della categoria.
Purtroppo, da lungo tempo, lamentiamo che la gestione nazionale abbia impedito il dibattito interno alla categoria, determinando proposte unilaterali.
Si propone che la categoria faccia un salto di qualità nella fase di dialogo e confronto interno organizzando e promuovendo momenti paritari di confronto sui temi che la coinvolgono. Momenti anche dialettici sempre orientati ad affrontarne e sviscerarne i contenuti. Si dipanerebbero così interventi estemporanei di colleghi che esprimono giudizi fondati su pregiudizi e non sulla valutazione del portato e del valore delle rispettive proposte.
Fra i temi più rilevanti che da tempo coinvolgono la nostra categoria vi è il progetto CoGePaPi. Così come è stata proposta e promossa la proposta CoGePaPi appare forzata e senza elementi di merito sufficienti a valutarne la portata storica. Una riforma che, se approvata, inciderebbe profondamente non solo sui nostri modelli organizzatici ma anche e soprattutto sulle prospettive delle nostre specifiche competenze.
Credere in un processo, in un’idea non è di per se sbagliato, lo è quando questa idea intende affermarsi non con strumenti persuasori, ma con metodi di carsica strumentalità.
Il CRPA e ogni suo componente, anche in termini dialettici, non si è mai sottratto al dibattito sui temi della riforma delle professioni intellettuali.
Non condividiamo, pertanto, il metodo adottato dal CNPA di proseguire sulla presentazione di posizioni unilaterali, marginalizzando, in termini informativi e divulgativi gli altri contributi. (vedi incontri di Lonato e Brescia).
Riteniamo che le affermazioni, spesso riportate sul “Perito Agrario” non corrispondano realmente a quanto viene espresso dai colleghi nelle sedi pubbliche e, pertanto, respingiamo la considerazione che solo una piccola minoranza abbia un pensiero e una linea diversa da quella della maggioranza dei membri del CNPA.
La diversità di pensiero e di proposte assumono valore positivo e propositivo se tutti le considerano un contributo alla crescita e allo sviluppo della categoria. Idee, progetti e proposte devono avere analoga cittadinanza.
Respingiamo con forza l’affermazione e la demonizzazione, divenuta un rituale, del pensiero altrui. Ogni posizione anche contraria al pensiero centrale non può essere licenziata quale demonizzazione di quanti parlano a vanvera (citazione del Perito Agrario). La democrazia è il dovere di chi governa di garantire la voce a chi la voce non può farla sentire. La reciprocità diventa pertanto non solo un principio biblico ma anche e soprattutto etico categoriale.
Respingiamo, altresì la convinzione che le ventilate e mai accertate “minoranze” debbano essere messe in condizioni di convincersi della bontà della fondazione della nuova triplice (CoGePaPi). Il CRPA non capisce perché non si debba valutare una proposta alternativa altrettanto qualitativamente degna d’interesse. Non si capisce, perché, le informazioni sbagliate siano sempre da addossare agli altri e non forse, almeno in parte, in chi ha inteso proporre la costituzione del CoGePaPi.
Se ci fermassimo qui, potremmo considerare queste premesse come il solito elenco di scontati principi generali. Per questo il CRPA intende proporre alcuni schematici punti di riflessione, certo che i colleghi del CNPA e tutti i colleghi italiani possano esprimersi nel merito delle stesse tematiche.
1) Una prima affermazione. Una categoria è forte quando il territorio ne riconosce le qualità. Non sono solo i titoli di studio e/o i percorsi professionalizzanti che rendono il professionista figura riconoscibile dalla società e dalle economie. Basti frequentare, uffici, imprese, realtà organizzate, istituzioni, cioè, basta addentrarsi in realtà operative, BASTA INCONTRARE I NOSTRI COLLEGHI SUL TERRITORIO, per capire che i percorsi professionalizzanti portano molte volte in direzione diverse da quelle intraprese con la scelta scolastica e universitaria o ne vengo ampliati, migliorati. Ne discende e consegue una prima domanda: “A che punto siamo in Italia nella piena e diffusa affermazione della nostra categoria? Cosa è stato fatto in questi ultimi vent’anni per riconoscere giuridicamente e territorialmente le nostre nuove e consolidate qualità professionali?
2) La difesa delle prerogative corporative è ancora valida, così come l’abbiamo vissuta dal dopoguerra ad oggi e in una società che ha attraversato trasformazioni profonde, collocata in un contesto europeo e internazionale? Forse andrebbe recuperato, almeno come contributo al dibattito, quel lavoro promosso dal Collegio di Brescia e sostenuto dalla Fondazione CAB nel 1989. (I° congresso europeo dei tecnici agricoli). Un’amara considerazione: “purtroppo i cestini della nostra categoria sono pieni di buoni pensieri”. Pensare che ancora la nostra sede sia collocata nell’ambito del Ministero di Giustizia ci appare incomprensibile. E se la domanda ha un qualche fondamento: “Quali sono le iniziative che il CNPA ha messo in atto per promuovere la modernizzazione della categoria? Basterà il progetto CoGePaPi, cioè l’unione fra Noi, Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, i Geometri e i Periti Industriali per affermare le funzioni agricole, territoriali e agroindustriali, nostre specifiche?”
3) La nostra identità categoriale può contribuire a costruire in Italia un nuovo modello delle agricolture, dei territori, dell’ambiente e delle agro-industrie? Su questi temi abbiamo letto in questo periodo interessantissimi articoli e prese di posizione di autorevoli esponenti del mondo accademico, economico produttivo, politico nazionale ed europeo. Questi “Osservatori Privilegiati” manifestano la convinzione, che certamente avete visto, che la nostra è una delle rare categorie che ha FUTURO. Se, queste riflessioni, sono già state oggetto di valutazione nel CNPA, allora, insieme, dovremmo spostare l’asse del nostro obiettivo principale, volgendolo verso quelle rivendicazioni che devono riconoscerci pari dignità agli altri attori rappresentativi e di servizi alle imprese e al territorio. Un riconoscimento che dovrebbe aprire spiragli professionali vasti e qualitativamente interessanti. Una categoria moderna, la nostra, che diversamente da altre può e deve crescere. Purtroppo, registriamo che da vent’anni le azioni di tutela e promozione delle nostre prerogative professionali non hanno trovato nel CNPA pieno e convinta condivisione e sostegno. Le azioni del CNPA, anche giudiziarie, sono state in larga parte orientate verso i nostri colleghi.
4) La riforma del sistema scolastico e universitario italiano ha visto una nostra inadeguata e poco considerata partecipazione. Tema questo, che per ragioni professionali dovrebbe stare a cuore al Presidente Nazionale.
Sulle riforme e sulla riforma potremmo dilungarci a lungo, certo è che le lodevoli iniziative locali (convegni, dibattiti, confronti, meeting, riflessioni, tavoli concertativi) sono rimaste nell’ambito dei contributi marginali e non è affiorato, invece, un nuovo modello relazionale tra la nostra categoria e le nostre scuole e le nostre università (fatte salve alcune circoscritte realtà territoriali). Dobbiamo chiederci: “le nostre Scuole possono essere, unitamente alle nostre università i luoghi privilegiati e principali per affermare la nuova professione di Esperto Agricolo? Le riforme si trasformano da opportunità a problemi se le categorie non ne sanno accompagnare la stesura e l’applicazione.
5) Parallelamente alla riforma del sistema scolastico e universitario, in Italia e solo in Italia, stiamo discutendo da almeno vent’anni (insediamento dell’attuale governo della nostra categoria) delle riforme del sistema delle professioni intellettuali. Una sorte di danza sudamericana interminabile. La nostra categoria, in questo ventennio, ha applicato una sola scuola di pensiero: “quella della difesa delle prerogative di funzione pubblica del nostro Collegio”. Marginale e insufficiente è stata l’azione intrapresa per riconoscere i nuovi livelli professionalizzanti da noi raggiunti. Quanto è legato il nostro pensiero ad un modello corporativo ormai relegato fuori dal contesto delle dinamiche sociali? Non ci siamo accorti che una riforma Costituzionale e qualche centinaio di nuove leggi nazionali e regionali hanno, nel frattempo, cambiato lo scenario nel quale operiamo? Oggi siamo ancora lì, nella nostra trincea, a difendere ciò che ormai è superato dall’evidenza del nostro quotidiano esercizio prestativo. L’unica novità legislativa di rilievo di quest’ultimo periodo è stato il riconoscimento di n. 6 Associazioni Intellettuali. Il CRPA ritiene che la nostra categoria debba accasarsi presso il Ministero dell’Agricoltura, in Regione presso l’Assessorato regionale all’Agricoltura e nelle province presso le CCIAA.
6) Nel ritardo delle riforme annunciate, abbiamo messo in atto un sistema di riconoscimento delle prerogative professionali che definirlo una presa in giro è dir poco. I nostri Esami d’abilitazione vanno profondamente rivisti, anche per contribuire ad un significativo risparmio di risorse pubbliche. Questi esami costano e costano cari allo Stato. Forse andrebbe recuperato il lavoro fatto dalla Commissione ad hoc istituita (Lo Murno, Marsura, Braga, Di Biase). Proposta che è stata cestinata dal CNPA. Se siamo fermi a poco più di tremila iscritti alla Cassa forse dovremo aprire una approfondita riflessione rispetto alle nostre politiche categoriali.
7) Vi è poi, una questione strutturale, organizzativa. Conosciamo le obiezioni che scaricano sui territori la debolezze organizzative della categoria. I nostri Collegi sono quello che sono. Con cinquanta, cento iscritti e con bilanci limitati le prospettive sono certamente indebolite, rallentate. Anche a questa obiezione rispondiamo con determinazione che avremmo potuto intraprendere altri modelli organizzativi, anche “pensando” a Collegi Regionali, o comunque alla legittimazione valorizzazioni del Livello Rappresentativo Regionale. (Coordinamenti, Consigli Regionali). Una azione che abbisogna di particolari atti Parlamentari, ma solo di deliberati del CNPA. Da più di vent’anni parliamo di Coordinamenti Provinciali. Vi è pure stata una riforma Costituzionale che ha trasferito le competenze agricole alle Regioni e quelle professionali vengono considerate materie di legislazione concorrente (Art 117 Costituzione Italiana). Il CNPA non ha mai fatto un atto ufficiale per sancirne il riconoscimento. C’è da chiedersi il perché di questo ritardo Costituzionale.
8) E non meno rilevante, crediamo sia il ricambio rappresentativo della categoria. Non servono leggi e norme. Basterebbe, anche in questo caso, un deliberato del Consiglio Nazionale a cui tutti si attengono. Tutte le categorie importanti italiane hanno limite di mandato, così come è stato fissato per i Presidenti delle Province e per i Sindaci dei Comuni.(due mandati consecutivi).
Nella nostra categoria il mandato è a vita.
Un pò di ricambio favorirebbe il risanamento dello spirito conservativo e gestionale della nostra categoria. Ad un inamovibile gestione Nazionale, al contrario abbiamo assistito al periodico ricambio del personale della sede nazionale, di tutto il personale. Nessun Perito Agrario o laureato ricorda una qualsiasi relazione con il nostro personale. (eppure già vent’anni fa venne presentata dal Consigliere Rabbi la proposta d’istituire la Direzione Nazionale). Le risposte del CNPA da te a domande dei Collegi o dei Colleghi devono essere date solo dal Presidente Nazionale. Il CRPA ritiene che il CNPA debba individuare in tempi brevi la figura del Segretario Nazionale che favorisca la continuità gestionale della categoria.
9) E veniamo alla Cassa. Il CRPA ritiene che troppe informazione deformate, sbagliate vengano artatamente diffuse, anche da organismi nazionali. Per questo si ritiene di fare chiarezza.
Noi siamo una Cassa che opera all’interno di altra cassa. (Fondazione E.N.P.A.I.A.) Una Cassa storicamente Madre e Cugina.
Vorremmo ricordare che molti impiegati agricoli, iscritti all’ENPAIA, sono iscritti anche al nostro Albo.
Una Cassa che funziona bene, da tutti riconosciuta, anche dal Ministero del Lavoro e della Corte dei Conti.
Pur in un limitato tempo (quattordici anni dalla sua costituzione), la nostra Cassa, ha dato prova di buoni risultati, superiori a quelli di molte altre;
è ben più sana di molte altre;
meno costosa;
più garantista delle nostre condizioni professionali.
Collocata in un contesto di Casse Amiche. La Casa della Cassa è certamente accogliente e il personale molto gentile, disponibile, qualificato e professionale. Inseguire fantasiose iniziative con Casse che hanno organizzazione, costi e modelli gestionali diversi dai nostri, è ritenuto incomprensibile, fuorviante, sbagliato. Se poi qualcuno pensa che andando con altre casse (in modo federativo ovviamente) dovessimo guadagnare sulla redditività del nostro Montante, ci limitiamo solo a consigliar loro di approfondire la materia previdenziale, soprattutto dei modelli contributivi. E se proprio dovessimo ricercare un diverso accasamento, costretti da qualche malsana e demenziale proposta parlamentare proposta da chissà chi, crediamo che sarebbe naturale chiedere ad ENPAIA la loro eventuale disponibilità ad “accasarci”.
Nella nostra Cassa ci sono i nostri soldi e quelli dei nostri Colleghi e compito della categoria è concorrere a far si che possa operare al meglio, anche perseguendo l’esercizio abusivo della categoria.
Noi siamo chiamati a difendere i risparmi previdenziali di tutti i nostri Colleghi.
Abbiamo un dovere etico e morale: restituire, con qualche rendimento certo, i risparmi che ci sono stati consegnati in gestione e noi siamo chiamati a farlo cercando di operare al meglio, anche attraverso dirette sollecitazioni e collaborazioni.
10) Ed infine vogliamo sottolineare che la collaborazione, il dialogo, il confronto, i tavoli concertativi con altre categorie non sono fattori negativi, anzi.Noi crediamo, perchè ne siamo stati convinti protagonisti anche istituzionali, che la collaborazione con le professioni e fra le professioni intellettuali sia uno dei fattori, forse il principale, caratterizzante una moderna società. Una collaborazione che per il carattere interdisciplinare, che va assumendo la nuova domanda di servizi e prestazioni professionali, dovrà costituirsi e costruirsi con molte, forse tutte le categorie intellettuali, organizzate e no, operanti sul territorio nazionale ed europeo.
Il CRPA ritiene che, in questo contesto, ogni occasione di collaborazione con questa o quella categoria è un fattore positivo e che tale collaborazione vada estesa a tutte le categorie e non debba limitarsi a qualcuna.
Il CRPA ritiene che il CNPA debba riconoscere il ruolo dell’Assemblea Nazionale dei Presidenti, demandando a questa la facoltà di voto deliberativo del Bilancio Preventivo e Consuntivo della categoria. Sarebbe il momento partecipativo e coinvolgente pù rilevante della categoria.
Ritiene altresì che i congressi sono sì importanti, ma se sono organizzati su tesi e assumono carattere deliberante.
Il CRPA è disponibile a confrontarsi con i Colleghi italiani e con il CNPA in ogni occasione in cui venga richiesto.
Conclusioni.
In troppi continuano ad insistere sulla “guerra” che esisterebbe fra alcuni Collegi, qualche suo rappresentante e il livello di rappresentanza nazionale.
Il CRPA Lombardia ritiene che queste siano forme strumentali utilizzate per deviare e forviare un franco, serio e approfondito dibattito sulle prospettive della nostra categoria.
Il CRPA Lombardia ritiene che ciascuno di noi dovrebbe impegnarsi a far sì che, affrontando i problemi, 17.000 colleghi trovino le stesse opportunità di: Di Biase, Braga, Bertazzo, Vigato, Benanti, Lombardelli, Tiraboschi, Sandrini, Moretti, Taddei, Giannotta, Toscano, Zingarelli, Finiguerra, Orsini. Noi crediamo in una categoria che persegue unita l’unico orizzonte che le appartiene,
valorizzare le competenze dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati.
CRPA Lombardia.
pt/2011/gmt/02
mercoledì 16 febbraio 2011
RINVIATO L'INCONTRO IN LOMBARDIA CON IL PRESIDENTE NAZIONALE.
Come anticipatovi su questo Blog, il giorno 19/02 c.a.era in programma l'incontro del Presidente Nazionale con il Consiglio Regionale dei Periti Agrari della Lombardia.
Vi informiamo che lo stesso "non è stato confermato".
PeritiAgrariLiberi
pt/2011/gmt/01
Vi informiamo che lo stesso "non è stato confermato".
PeritiAgrariLiberi
pt/2011/gmt/01
lunedì 14 febbraio 2011
UN GIOVANE COLLEGA DI ROMA RACCONTA LA SUA ESPERIANZA PROFESSIONALE........E LE SUE DIFFICOLTA'.
Da un pò di tempo riceviamo e.mail e/o commenti di colleghi da tutt'Italia che ci raccontano le loro esperienze lavorative/professionali evidenziando le criticità del loro impegno quotidiano.
Ovviamente, non abbiamo la presunzione di risolvere i problemi, ma abbiamo la convinzione che bisogna parlarne e confrontarci per aprire un circuito informativo che potrebbe portare a sensibilizzare "chi di dovere "a essere più attento alla realtà della categoria e altri colleghi interessati a collaborare nel ricercare eventuali risposte.
Gentilissimo Piermaria
t’invio questa mail che spero possa mettere in luce le difficoltà di un Perito Agrario che ogni giorno si occupa del settore industria,igienico-sanitario e sicurezza nei luoghi di lavoro.Tra le tante competenze professionali e i tanti settori di attività come Periti Agrari da qualche anno ormai sono entrate a far parte della quotidianità del nostro lavoro nuovi settori tra i quali l’igienico-sanitario applicato tramite il Sistema HACCP Reg.CE 852/04 e la sicurezza nei luoghi di lavoro Testo Unico 81/2008.
Il Sistema HACCP per l’industria Alimentare e Agroalimentare,quindi dalla produzione primaria al consumatore finale,non rappresenta solo un sistema di controllo dei punti critici nella produzione, ma è soprattutto uno strumento dinamico per il miglioramento dell'azienda e per una maggiore sicurezza e garanzia della elevata qualità dei prodotti aziendali. Ciò si traduce nella massima difesa del consumatore e nella massima tutela del produttore. L’applicazione del Sistema H.A.C.C.P nell’industria alimentare ha sostanzialmente un obiettivo igienico-sanitario che deve essere conseguito e mantenuto in ogni fase del processo e della filiera: dal conferimento delle materie prime allo stabilimento fino alla commercializzazione finale, il processo deve essere esente da qualsiasi rischio di contaminazione. La garanzia per il conseguimento di tale obiettivo è appunto il Sistema H.A.C.C.P. Con questa procedura vengono valutati i punti critici di controllo che possono compromettere la qualità igienico-sanitaria degli alimenti. Una volta individuati questi punti critici, si deve stabilire una priorità di soluzione e successivamente pianificare gli interventi atti a ridurre il rischio di contaminazione nelle varie fasi del processo. La frequenza delle verifiche dipende della probabilità di rischio; tanto questo è maggiore, più assidui dovranno essere i controlli.Il miglioramento aziendale è un processo in continua evoluzione e mira al raggiungimento della massima qualità a garanzia del consumatore e nel contempo a tutela del produttore.Il punto di forza del sistema H.A.C.C.P. è la dinamicità: il sistema si aggiorna continuamente sia sulle nuove scoperte scientifiche che portano ad un miglioramento della tecnica di produzione,sia attraverso la stesura di nuovi regolamenti comunitari sia attraverso un miglioramento comportamentale del personale che acquisisce e fa propri i principi del sistema stesso.La stessa documentazione che viene prodotta è una garanzia delle procedure adottate e dell’attenzione rivolta in primo luogo alla qualità. Progetto manuali di sicurezza alimentare,quelli di sicurezza nei luoghi di lavoro e mi occupo anche di campionare alimenti,terreni,acque ecc.Ultimamente seguo anche il settore ambientale molto interessante e di nuova introduzione specialmente in alcuni settori. Il mio settore mi porta a collaborare con gli organi ufficiali di competenza come le ASL,Servizi Veterinari, NAS,Tecnici ambientali,Agronomi ecc.Per migliorarmi e per offrire un miglior servizio ai miei clienti sono abbonato alle migliori riviste di settore e a i siti di aggiornamento per le nuove legislazioni in materia di sicurezza alimentare e non.Per il trasporto di campioni e per i prelievi sono dotato di strumenti di precisione alcuni anche tarati presso centri SIT. Collaboro con i migliori laboratori di analisi chimiche,microbiologiche ed agrarie della mia zona accreditati SINAL-ACCREDIA UNI EN ISO 17025:2005,certificazione obbligatoria dei laboratori per le analisi in regime di autocontrollo alimentare.Un problema che a volte mi si pone specialmente con gli organi ufficiali e…CHI SONO I PERITI AGRARI E COSA FANNO ?…AVETE LE COMPETENZE? Ormai penso di aver scordato a quanti ho dovuto dare una risposta nel mio primo anno di lavoro come professionista.
Il settore HACCP come quello della sicurezza rientrano nelle nostre competenze,il tutto è anche stabilito nella formazione continua che cita:
1. Teorie e sistemi di qualità, Haccp
2. Standardizzazione dei sistemi qualità per gli studi professionali e attività di consulenza
3. Certificazione dei sistemi di qualità.
4. Organizzazione del sistema di qualità: teoria e pratica dei sistemi di qualità aziendale
5. Norme in materia di sicurezza e salute dei lavoratori
Legge 28 Marzo 1968 n°434 – Ordinamento della professione di Perito Agrario
a) la consulenza, le stime di consegna e riconsegna, i controlli analitici per i settori di specializzazione (enotecnica,caseari, elaiotecnici, ecc);
Dal Manuale di Agricoltura nello specifico:
Dai Decreti Ministeriali 10.06.1972 – 4.9.1975 e 23.5.1981, si evince inoltre:
1. la determinazione di componenti del terreno, di prodotti agricoli, zootecnici e loro derivati;
2. la consulenza nel settore zootecnico e lattiero caseario con relativi controlli analitici e tecnico-commerciali. I controlli analitici (ben 25) consistono nel prelievo del campione, nel controllo fisico-chimico, zimoscopico e d’alimentazione;
3. la consulenza nel settore vitivinicolo-enologico con relativi controlli analitici (ben 42);
4. la consulenza nel settore olivicolo ed elaiotecnico con relativi controlli organolettici ed analitici;
Ora il dubbio sulle competenze nasce dalla recente e ormai risaputa equipollenza con l’albo degli Agrotecnici:
1. l’art. 3 della legge 27 ottobre 1969, n. 754;
2. dall’art. 197, comma 3, del D. Lgs. 16 aprile 1994, n. 297;
3. "Il diploma rilasciato in esito all'esame di Stato negli istituti professionali, è equipollente a quello che si ottiene presso gli istituti tecnici di analogo indirizzo."
Ti cito ora le loro competenze professionali (quelle degli Agrotecnici) in materia di autocontrollo alimentare e sicurezza nei luoghi di lavoro:
- La predisposizione dei piani di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 integrato e corretto dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106).
- La predisposizione dei piani di autocontrollo alimentare (HACCP-Hazard Analysis Critical Control Point) - Regolamento CE n. 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari.
L'iscrizione all'Albo consente inoltre l'automatica acquisizione della qualifica di "alimentarista" e l'esenzione dai corsi regionali di formazione.
- La predisposizione dei piani di sicurezza nei cantieri mobili di lavoro nel settore edilizio (D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 integrato e corretto dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106).
- Ricoprire il ruolo di RSPP (Responsabile dei Servizi di Prevenzione e Protezione dei Lavoratori) e gli ASPP (Addetti ai Servizi di Prevenzione e Protezione dei Lavoratori) e svolgere le relative funzioni.
- Le attività di protezione dell'ambiente (quali, ad esempio, i piani di smaltimento dei fanghi di depurazione,ecc.).
Penso che dovremmo rivedere un po’ la nostra situazione…!!!– Cosa ne pensi e cosa ne pensate cari colleghi…???
Ti voglio sottoporre anche il problema che riguarda i corsi di formazione per alimentaristi:
Regione Toscana: DELIBERAZIONE 21 luglio 2008, n. 559
Indirizzi in materia di formazione degli alimentaristi - Revoca della DGR 1388/2004.
30.7.2008 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 31 – ALLEGATO A
LA FORMAZIONE DEGLI ALIMENTARISTI IN REGIONE TOSCANA
(in attuazione della L.R. n. 24/2003, art. 2 e dei Regolamenti (CE) N. 852/2004 e 853/2004) – PAG.97
Possono essere docenti dei corsi i soggetti qui di seguito elencati purché in possesso di specifica
esperienza professionale documentata di almeno un anno presso strutture pubbliche e/o private:
- i laureati di 1° o 2° livello in medicina e chirurgia, medicina veterinaria, scienze delle
produzioni animali, scienze agrarie, scienze forestali e ambientali, farmacia, chimica, scienze
biologiche, biotecnologie, scienze e tecnologie alimentari, dietistica, tecniche della prevenzione
nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, tecniche erboristiche, economia e ingegneria della qualità; - i periti agrari e gli agrotecnici relativamente ai corsi riservati agli operatori del settore agricolo.
________________________________________________________________________________________________
Regione Umbria: DELIBERAZIONE REGIONE UMBRIA
N. 1849 DEL 22/12/2008 – Pag.3
Integrazioni e modifiche alla D.G.R. 93/2008 - Linee Guida per la formazione del personale addetto alle imprese alimentari ai sensi dei Regolamenti CE n. 852 e 853/2004. Revisione D.G.R. 246/2001 e D.D. 1915/2003
d) i nominativi dei docenti e degli eventuali tutors: loro qualificazione, con relativo curriculum professionale (i docenti devono essere qualificati in materia di igiene degli alimenti - laureati in materie scientifiche o con diplomi attinenti al settore o con specifiche esperienze professionali);
________________________________________________________________________________________________
Regione Lazio: DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 8 marzo 2002, n. 282. Allegato B
Modalità di vigilanza in caso di autocontrollo. Formazione del personale alimentarista. Valutazione delle cariche microbiche di cui alla D.G.R.L. n. 5575/1998.
1) I corsi di formazione potranno essere svolti dalle Associazioni di categoria o Enti da esse costituiti, da società o studi professionali specializzati in materia, dagli ordini professionali ad indirizzo scientifico-sanitario.
2) I docenti, compresi quelli di cui ai corsi regionali istituiti ai sensi della legge n. 287/1991 e del decreto legislativo n.114/1998, dovranno essere laureati in discipline di tecniche scientifiche, con documentate competenze ed esperienze nel settore;
___________________________________________________________________________________________________________
potrei sicuramente citarti altre gazzette o bollettini ufficiali che ci permettano di essere docenti ma ritengo che queste siano più che sufficienti,non parlando poi del Testo Unico 81/2008 e il dramma per ricevere l’accreditamento per le PMI 818/84.
Per affrontare questo problema ho dovuto ennesivamente rimettere mani al mio portafoglio già disastrato e iscrivermi all’Università Marconi di Roma per poter acquisire nel più breve tempo possibile una Laurea L-25 in Scienze e Tecnologie Agrarie che mi consenta di poter far docenza,nel mentre per tamponare e per offrire un servizio ai miei clienti pago un Biologo professionista per farmi le docenze nei corsi…ora forse incominci a comprendere le mie reali difficoltà.
Ritengo ormai che il settore sia uno di quelli portanti per i tecnici libero-professionisti laddove l’agricoltura produttiva degli anni 70 è ormai definitivamente tramontata,nel settore alimentare si stanno riciclando molte altre figure professionali nonché strutture imprenditoriali,mentre si evidenzia la debolezza dei tecnici liberi professionisti.Molti nostri colleghi lavorano nel mio settore e in tutti riscontro le mie difficoltà e la grande confusione. Nel ringraziarti per avermi messo a disposizione un po’ del tuo tempo e il Blog rimango a disposizione di tutti i colleghi per collaborare e per rendere migliore il nostro settore di competenza ma in particolare la nostra professione…quella del Perito Agrario.
Distinti saluti.
Per.Agr. Albanesi Elvezio
pt/2011/gmt/02
Ovviamente, non abbiamo la presunzione di risolvere i problemi, ma abbiamo la convinzione che bisogna parlarne e confrontarci per aprire un circuito informativo che potrebbe portare a sensibilizzare "chi di dovere "a essere più attento alla realtà della categoria e altri colleghi interessati a collaborare nel ricercare eventuali risposte.
Di seguito pubblichiamo la lettera del collega Per. Agr. Albanesi Elvezio di Roma.
Gentilissimo Piermaria
t’invio questa mail che spero possa mettere in luce le difficoltà di un Perito Agrario che ogni giorno si occupa del settore industria,igienico-sanitario e sicurezza nei luoghi di lavoro.Tra le tante competenze professionali e i tanti settori di attività come Periti Agrari da qualche anno ormai sono entrate a far parte della quotidianità del nostro lavoro nuovi settori tra i quali l’igienico-sanitario applicato tramite il Sistema HACCP Reg.CE 852/04 e la sicurezza nei luoghi di lavoro Testo Unico 81/2008.
Il Sistema HACCP per l’industria Alimentare e Agroalimentare,quindi dalla produzione primaria al consumatore finale,non rappresenta solo un sistema di controllo dei punti critici nella produzione, ma è soprattutto uno strumento dinamico per il miglioramento dell'azienda e per una maggiore sicurezza e garanzia della elevata qualità dei prodotti aziendali. Ciò si traduce nella massima difesa del consumatore e nella massima tutela del produttore. L’applicazione del Sistema H.A.C.C.P nell’industria alimentare ha sostanzialmente un obiettivo igienico-sanitario che deve essere conseguito e mantenuto in ogni fase del processo e della filiera: dal conferimento delle materie prime allo stabilimento fino alla commercializzazione finale, il processo deve essere esente da qualsiasi rischio di contaminazione. La garanzia per il conseguimento di tale obiettivo è appunto il Sistema H.A.C.C.P. Con questa procedura vengono valutati i punti critici di controllo che possono compromettere la qualità igienico-sanitaria degli alimenti. Una volta individuati questi punti critici, si deve stabilire una priorità di soluzione e successivamente pianificare gli interventi atti a ridurre il rischio di contaminazione nelle varie fasi del processo. La frequenza delle verifiche dipende della probabilità di rischio; tanto questo è maggiore, più assidui dovranno essere i controlli.Il miglioramento aziendale è un processo in continua evoluzione e mira al raggiungimento della massima qualità a garanzia del consumatore e nel contempo a tutela del produttore.Il punto di forza del sistema H.A.C.C.P. è la dinamicità: il sistema si aggiorna continuamente sia sulle nuove scoperte scientifiche che portano ad un miglioramento della tecnica di produzione,sia attraverso la stesura di nuovi regolamenti comunitari sia attraverso un miglioramento comportamentale del personale che acquisisce e fa propri i principi del sistema stesso.La stessa documentazione che viene prodotta è una garanzia delle procedure adottate e dell’attenzione rivolta in primo luogo alla qualità. Progetto manuali di sicurezza alimentare,quelli di sicurezza nei luoghi di lavoro e mi occupo anche di campionare alimenti,terreni,acque ecc.Ultimamente seguo anche il settore ambientale molto interessante e di nuova introduzione specialmente in alcuni settori. Il mio settore mi porta a collaborare con gli organi ufficiali di competenza come le ASL,Servizi Veterinari, NAS,Tecnici ambientali,Agronomi ecc.Per migliorarmi e per offrire un miglior servizio ai miei clienti sono abbonato alle migliori riviste di settore e a i siti di aggiornamento per le nuove legislazioni in materia di sicurezza alimentare e non.Per il trasporto di campioni e per i prelievi sono dotato di strumenti di precisione alcuni anche tarati presso centri SIT. Collaboro con i migliori laboratori di analisi chimiche,microbiologiche ed agrarie della mia zona accreditati SINAL-ACCREDIA UNI EN ISO 17025:2005,certificazione obbligatoria dei laboratori per le analisi in regime di autocontrollo alimentare.Un problema che a volte mi si pone specialmente con gli organi ufficiali e…CHI SONO I PERITI AGRARI E COSA FANNO ?…AVETE LE COMPETENZE? Ormai penso di aver scordato a quanti ho dovuto dare una risposta nel mio primo anno di lavoro come professionista.
Il settore HACCP come quello della sicurezza rientrano nelle nostre competenze,il tutto è anche stabilito nella formazione continua che cita:
1. Teorie e sistemi di qualità, Haccp
2. Standardizzazione dei sistemi qualità per gli studi professionali e attività di consulenza
3. Certificazione dei sistemi di qualità.
4. Organizzazione del sistema di qualità: teoria e pratica dei sistemi di qualità aziendale
5. Norme in materia di sicurezza e salute dei lavoratori
Legge 28 Marzo 1968 n°434 – Ordinamento della professione di Perito Agrario
a) la consulenza, le stime di consegna e riconsegna, i controlli analitici per i settori di specializzazione (enotecnica,caseari, elaiotecnici, ecc);
Dal Manuale di Agricoltura nello specifico:
Dai Decreti Ministeriali 10.06.1972 – 4.9.1975 e 23.5.1981, si evince inoltre:
1. la determinazione di componenti del terreno, di prodotti agricoli, zootecnici e loro derivati;
2. la consulenza nel settore zootecnico e lattiero caseario con relativi controlli analitici e tecnico-commerciali. I controlli analitici (ben 25) consistono nel prelievo del campione, nel controllo fisico-chimico, zimoscopico e d’alimentazione;
3. la consulenza nel settore vitivinicolo-enologico con relativi controlli analitici (ben 42);
4. la consulenza nel settore olivicolo ed elaiotecnico con relativi controlli organolettici ed analitici;
Ora il dubbio sulle competenze nasce dalla recente e ormai risaputa equipollenza con l’albo degli Agrotecnici:
1. l’art. 3 della legge 27 ottobre 1969, n. 754;
2. dall’art. 197, comma 3, del D. Lgs. 16 aprile 1994, n. 297;
3. "Il diploma rilasciato in esito all'esame di Stato negli istituti professionali, è equipollente a quello che si ottiene presso gli istituti tecnici di analogo indirizzo."
Ti cito ora le loro competenze professionali (quelle degli Agrotecnici) in materia di autocontrollo alimentare e sicurezza nei luoghi di lavoro:
- La predisposizione dei piani di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 integrato e corretto dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106).
- La predisposizione dei piani di autocontrollo alimentare (HACCP-Hazard Analysis Critical Control Point) - Regolamento CE n. 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari.
L'iscrizione all'Albo consente inoltre l'automatica acquisizione della qualifica di "alimentarista" e l'esenzione dai corsi regionali di formazione.
- La predisposizione dei piani di sicurezza nei cantieri mobili di lavoro nel settore edilizio (D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 integrato e corretto dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106).
- Ricoprire il ruolo di RSPP (Responsabile dei Servizi di Prevenzione e Protezione dei Lavoratori) e gli ASPP (Addetti ai Servizi di Prevenzione e Protezione dei Lavoratori) e svolgere le relative funzioni.
- Le attività di protezione dell'ambiente (quali, ad esempio, i piani di smaltimento dei fanghi di depurazione,ecc.).
Penso che dovremmo rivedere un po’ la nostra situazione…!!!– Cosa ne pensi e cosa ne pensate cari colleghi…???
Ti voglio sottoporre anche il problema che riguarda i corsi di formazione per alimentaristi:
Regione Toscana: DELIBERAZIONE 21 luglio 2008, n. 559
Indirizzi in materia di formazione degli alimentaristi - Revoca della DGR 1388/2004.
30.7.2008 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 31 – ALLEGATO A
LA FORMAZIONE DEGLI ALIMENTARISTI IN REGIONE TOSCANA
(in attuazione della L.R. n. 24/2003, art. 2 e dei Regolamenti (CE) N. 852/2004 e 853/2004) – PAG.97
Possono essere docenti dei corsi i soggetti qui di seguito elencati purché in possesso di specifica
esperienza professionale documentata di almeno un anno presso strutture pubbliche e/o private:
- i laureati di 1° o 2° livello in medicina e chirurgia, medicina veterinaria, scienze delle
produzioni animali, scienze agrarie, scienze forestali e ambientali, farmacia, chimica, scienze
biologiche, biotecnologie, scienze e tecnologie alimentari, dietistica, tecniche della prevenzione
nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, tecniche erboristiche, economia e ingegneria della qualità; - i periti agrari e gli agrotecnici relativamente ai corsi riservati agli operatori del settore agricolo.
________________________________________________________________________________________________
Regione Umbria: DELIBERAZIONE REGIONE UMBRIA
N. 1849 DEL 22/12/2008 – Pag.3
Integrazioni e modifiche alla D.G.R. 93/2008 - Linee Guida per la formazione del personale addetto alle imprese alimentari ai sensi dei Regolamenti CE n. 852 e 853/2004. Revisione D.G.R. 246/2001 e D.D. 1915/2003
d) i nominativi dei docenti e degli eventuali tutors: loro qualificazione, con relativo curriculum professionale (i docenti devono essere qualificati in materia di igiene degli alimenti - laureati in materie scientifiche o con diplomi attinenti al settore o con specifiche esperienze professionali);
________________________________________________________________________________________________
Regione Lazio: DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 8 marzo 2002, n. 282. Allegato B
Modalità di vigilanza in caso di autocontrollo. Formazione del personale alimentarista. Valutazione delle cariche microbiche di cui alla D.G.R.L. n. 5575/1998.
1) I corsi di formazione potranno essere svolti dalle Associazioni di categoria o Enti da esse costituiti, da società o studi professionali specializzati in materia, dagli ordini professionali ad indirizzo scientifico-sanitario.
2) I docenti, compresi quelli di cui ai corsi regionali istituiti ai sensi della legge n. 287/1991 e del decreto legislativo n.114/1998, dovranno essere laureati in discipline di tecniche scientifiche, con documentate competenze ed esperienze nel settore;
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potrei sicuramente citarti altre gazzette o bollettini ufficiali che ci permettano di essere docenti ma ritengo che queste siano più che sufficienti,non parlando poi del Testo Unico 81/2008 e il dramma per ricevere l’accreditamento per le PMI 818/84.
Per affrontare questo problema ho dovuto ennesivamente rimettere mani al mio portafoglio già disastrato e iscrivermi all’Università Marconi di Roma per poter acquisire nel più breve tempo possibile una Laurea L-25 in Scienze e Tecnologie Agrarie che mi consenta di poter far docenza,nel mentre per tamponare e per offrire un servizio ai miei clienti pago un Biologo professionista per farmi le docenze nei corsi…ora forse incominci a comprendere le mie reali difficoltà.
Ritengo ormai che il settore sia uno di quelli portanti per i tecnici libero-professionisti laddove l’agricoltura produttiva degli anni 70 è ormai definitivamente tramontata,nel settore alimentare si stanno riciclando molte altre figure professionali nonché strutture imprenditoriali,mentre si evidenzia la debolezza dei tecnici liberi professionisti.Molti nostri colleghi lavorano nel mio settore e in tutti riscontro le mie difficoltà e la grande confusione. Nel ringraziarti per avermi messo a disposizione un po’ del tuo tempo e il Blog rimango a disposizione di tutti i colleghi per collaborare e per rendere migliore il nostro settore di competenza ma in particolare la nostra professione…quella del Perito Agrario.
Distinti saluti.
Per.Agr. Albanesi Elvezio
pt/2011/gmt/02
Aginews.info - La Community Agraria ItalianaSupplemento di Tecnici.it - Quotidiano scientifico di informazione tecnica - Anno 4 n° 31 del 14/02/2011
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La Misura 114 recepita nei PSR-Piani di Sviluppo Rurale 2007-2013 prevede l’erogazione di un contributo a favore delle imprese agricole che utilizzano servizi di consulenza aziendale, erogati da appositi Organismi accreditati dalle Regioni, per ottemperare a una serie di norme obbligatorie in materia di eco-sostenibilità dell’attività agricola e di sicurezza sul lavoro.
Purtroppo, il proliferare delle variegate e complicate procedure di attivazione del SCA-Sistema di Consulenza Aziendale approvate autonomamente dalle Regioni ed il rilevante contenzioso sorto tra le Regioni e gli Ordini professionali dei Dottori Agronomi e Forestali, degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e dei Medici Veterinari hanno di fatto impedito il decollo della Misura 114, privando gli operatori del mondo agricolo di importanti risorse finanziarie.
Registrando il sostanziale fallimento della Misura 114, a causa della difformità e contraddittorietà delle procedure burocratiche previste nei vari bandi regionali, con un’interrogazione parlamentare rivolta all’attuale Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Giancarlo Galan, l’On. Gianni Mancuso ha richiesto l’adozione di un “unico Regolamento per il riconoscimento degli organismi di consulenza aziendale” e di adeguate procedure atte a “sviluppare anche in Italia un moderno servizio di consulenza aziendale, nel rispetto delle prerogative professionali servite dalle leggi relative agli Albi dei Dottori Agronomi, degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e dei Medici Veterinari”.
( Sarà un caso ma i Periti Agrari mancano sempre!!!!!!!!)
fonte: http://www.agrotecnici.it/
pt/2011/gmt/02
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E' necessario uniformare la normativa sulla consulenza aziendale
Misura 114 PSR 2007-2013
La Misura 114 recepita nei PSR-Piani di Sviluppo Rurale 2007-2013 prevede l’erogazione di un contributo a favore delle imprese agricole che utilizzano servizi di consulenza aziendale, erogati da appositi Organismi accreditati dalle Regioni, per ottemperare a una serie di norme obbligatorie in materia di eco-sostenibilità dell’attività agricola e di sicurezza sul lavoro.
Purtroppo, il proliferare delle variegate e complicate procedure di attivazione del SCA-Sistema di Consulenza Aziendale approvate autonomamente dalle Regioni ed il rilevante contenzioso sorto tra le Regioni e gli Ordini professionali dei Dottori Agronomi e Forestali, degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e dei Medici Veterinari hanno di fatto impedito il decollo della Misura 114, privando gli operatori del mondo agricolo di importanti risorse finanziarie.
Registrando il sostanziale fallimento della Misura 114, a causa della difformità e contraddittorietà delle procedure burocratiche previste nei vari bandi regionali, con un’interrogazione parlamentare rivolta all’attuale Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Giancarlo Galan, l’On. Gianni Mancuso ha richiesto l’adozione di un “unico Regolamento per il riconoscimento degli organismi di consulenza aziendale” e di adeguate procedure atte a “sviluppare anche in Italia un moderno servizio di consulenza aziendale, nel rispetto delle prerogative professionali servite dalle leggi relative agli Albi dei Dottori Agronomi, degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e dei Medici Veterinari”.
( Sarà un caso ma i Periti Agrari mancano sempre!!!!!!!!)
fonte: http://www.agrotecnici.it/
pt/2011/gmt/02
Aginews.info - La Community Agraria ItalianaSupplemento di Tecnici.it - Quotidiano scientifico di informazione tecnica - Anno 4 n° 31 del 14/02/2011
LIBERALIZZAZIONI - Professioni, le proposte PD
Portare a compimento la riforma organica del sistema delle professioni dopo quindici anni di sterile dibattito parlamentare
Proposte:
1. Modernizzare il ruolo e l’assetto degli Ordini professionali
La modernizzazione è necessaria per qualificare l’esercizio delle professioni, assicurare gli obblighi di corretta e trasparente informazione agli utenti, la concorrenza e la credibilità della professione nonché per tutelare l’interesse pubblico risolvendo situazioni di conflitto. Non meno importante è ridurre in maniera incisiva i costi, a carico degli iscritti, per il funzionamento degli organi e delle strutture amministrative degli Ordini.
2. Garantire pari opportunità alle giovani generazioni
Accorciare la distanza tra le fasi di studio e accesso all’esercizio effettivo della professione, eliminare qualunque requisito di età o anzianità di esercizio nell’accesso alle cariche elettive degli organi nazionali e territoriali degli Ordini e infine prevedere sostegni e borse di studio per giovani professionisti in situazioni di disagio economico.
3. Riformare il tirocinio, prevedendo una durata limitata ed un equo compenso
4. Equiparare le professioni intellettuali al settore dei servizi
L’equiparazione è necessaria ai fini del riconoscimento delle misure (comunitarie e nazionali) di sostegno economico per lo sviluppo dell’occupazione e degli investimenti, con particolare riferimento ai giovani.
5. Riconoscere le professioni non regolamentate
Vanno regolate le libere associazioni costituite su base volontaria e senza diritto di esclusiva tra professionisti (sono circa 3 milioni) che svolgono attività non regolamentate in Ordini, attribuendo ad esse anche compiti di qualificazione professionale.
(Su tutte queste proposte il PD ha già presentato ddl in Parlamento)
Fonte: Sito partito democratico 10 Febbraio 2011
pt/2011/gmt/01
LIBERALIZZAZIONI - Professioni, le proposte PD
Portare a compimento la riforma organica del sistema delle professioni dopo quindici anni di sterile dibattito parlamentare
Proposte:
1. Modernizzare il ruolo e l’assetto degli Ordini professionali
La modernizzazione è necessaria per qualificare l’esercizio delle professioni, assicurare gli obblighi di corretta e trasparente informazione agli utenti, la concorrenza e la credibilità della professione nonché per tutelare l’interesse pubblico risolvendo situazioni di conflitto. Non meno importante è ridurre in maniera incisiva i costi, a carico degli iscritti, per il funzionamento degli organi e delle strutture amministrative degli Ordini.
2. Garantire pari opportunità alle giovani generazioni
Accorciare la distanza tra le fasi di studio e accesso all’esercizio effettivo della professione, eliminare qualunque requisito di età o anzianità di esercizio nell’accesso alle cariche elettive degli organi nazionali e territoriali degli Ordini e infine prevedere sostegni e borse di studio per giovani professionisti in situazioni di disagio economico.
3. Riformare il tirocinio, prevedendo una durata limitata ed un equo compenso
4. Equiparare le professioni intellettuali al settore dei servizi
L’equiparazione è necessaria ai fini del riconoscimento delle misure (comunitarie e nazionali) di sostegno economico per lo sviluppo dell’occupazione e degli investimenti, con particolare riferimento ai giovani.
5. Riconoscere le professioni non regolamentate
Vanno regolate le libere associazioni costituite su base volontaria e senza diritto di esclusiva tra professionisti (sono circa 3 milioni) che svolgono attività non regolamentate in Ordini, attribuendo ad esse anche compiti di qualificazione professionale.
(Su tutte queste proposte il PD ha già presentato ddl in Parlamento)
Fonte: Sito partito democratico 10 Febbraio 2011
pt/2011/gmt/01
IL NUOVO CHE CRESCE.......VUOLE UN PROGRAMMA.
L'impressione che si può congliere in questi ultimi tempi ( i segnali non mancano) è un forte desiderio di cambiamento, di girare pagina e dare imput nuovi a chi verrà chiamato nel prossimo fututo a gestire la categoria.
Chi in maniera velata e altri colleghi più decisi e determinati rivendicano a livello territoriale e non solo, che ci sia meno scollamento e più partecipazione tra quanto vine deciso a livello nazionale e le concrete aspettative, soprattutto dei giovani che legittimamente rivendicano.
I " temi/proposte sui quali lavorare e confrontarci ( in on line) non mancano e martedì scorso 1° Febbraio c.a. sono stati pubblicati su questo Blog:
Periti AgrariLiberi
PeritiAgrariLiberi - http://peragra.blogspot.com/
BOZZA
PROPOSTE –
PERITI AGRARI –
“CAMBIARE PER ESISTERE”
SECONDA STESUSA al 14/02/2011
BOZZA PROPOSTA- PERITI AGRARI “ CAMBIARE PER ESISTERE”
(E’ nostro obbligo predisporre un progetto che guardi al domani della nostra categoria…E’ finito il tempo del trascinamento di certezze acquisite. Andiamo avanti)
COLLEGIO NAZIONALE
e ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE NAZIONALE E DEL CONSIGLIO NAZIONALE DA PARTE DELL’ASSEMBLEA DEI PRESIDENTI DEI COLLEGI PROVINCIALI.
e IL PRESIDENTE NAZIONALE E I COMPONENTI DEL CONSIGLIO NAZIONALE PER ESSERE ELETTI DOVRANNO ESSERE LIBERI PROFESSIONISTI A TEMPO PIENO E ISCRITTI ALLA CASSA DA ALMENO 5 ANNI. NON POTRANNO ASSUMERE ALTRE CARICHE IN ENTI E/O ORGANISMI ANCHE DI NATURA PREVIDENZIALE COLLEGATI DIRETTAMENTE E/O INDIRETTAMENTE ALLA CATEGORIA E ALLE ISTITUZIONI DELLA STESSA.
e VIENE FISSATO, CON DELIBERA DEL CNPA, IL LIMITE DI DUE MANDATI PER OGNI COMPONENTE E CARICA DEL CNPA. NON E’ CONSENTITO UN TERZO MANDATO CONSECUTIVO ANCHE SE UNO DEI DUE MANDATI PRECEDENTI HA AVUTO DURATA INFERIORE A DUE ANNI E SEI MESI.
VIENE COSTITUITA CON DELIBERA DEL CNPA L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEI PRESIDENTI REGIONALI E PROVINCIALI. ALL’ASSEMBLEA VENGONO RICONOSCIUTI POTERI DELIBERATIVI IN MATERIA DI BILANCIO ANNUALE, PREVENTIVO E CONSUNTIVO E DI APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA ANNUALE. I CONSIGLI PROVINCIALI E REGIONALI DOVRANNO ESSERE IN GRADO DI VALUTARE I BILANCI ANNUALI PREVENTIVAMENTE.
Il CNPA CONTITUISCE UN " UFFICIO LEGALE" A TUTELA E PROMOZIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI A TUTTI I LIVELLI TERRITORIALI: REGIONALE, PROVINCIALE E NAZIONALE ( nota inserita il 16/02/11)
ALL’ASSEMBLEA VENGONO ATTRIBUITE COMPETENZE IN MATERIA DI PROPOSTA DI RIFORMA DELL’ORDINAMENTO, DEL TARIFFARIO E DI OGNI INIZIATIVA REGOLAMENTARE O PROGRAMMATORIA DELLA CATEGORIA.
e IL CNPA COSTITUISCE UN TAVOLO PERMANENTE DEI PRESIDENTI DEI CONSIGLI E COORDINAMENTI REGIONALI.
e IL CNPA SI IMPEGNA A DOTARSI DI ORGANIZZAZIONE DELLA STRUTTURA ATTRAVERSO LA NOMINA DI UN SEGRETARIO GENERALE, CHE GARANTISCA LA CONTINUITA’ E LA LEGITTIMITA’ E LA REGOLARITA’ DEGLI ATTI.
e IL CNPA VALUTERA’ LA POSSIBILITA’ DI PROMUOVERE LA COSTITUZIONE DI COLLEGI REGIONALI E/O INTERREGIONALI, CHE POSSANO NOMINARE PROPRI RIFERIMENTI RAPPRESENTATIVI PROVINCIALI.
e I PRESIDENTI, I SEGRETARI E I VICEPRESIDENTI DEI COLLEGI PROVINCIALI, REGIONALI E/O INTERREGIONALI DEVONO SVOLGERE L’ATTIVITA’ LIBERO PROFESSIONALE A TEMPO PIENO ED ESSERE ISCRITTI ALLA CASSA PERITI AGRARI.
e I COLLEGI PROVINCIALI, REGIONALI E/O INTERREGIONALI POTRANNO FISSARE QUOTE D’ISCRIZIONE DIFFERENZIATE.
RIFORMA PROFESSIONE
e I PERITI AGRARI E PERITI AGRARI LAUREATI (ESPERTI AGRARI) PERSEGUONO L’OBIETTIVO DI MASSIMA VALORIZZAZIONE DELLE PROPRIE COMPETENZE PROFESSIONALI.
e IL CNPA, QUALE PRIORITA’, PRESENTERA’ LA PROPOSTA DI AGGIORNAMENTO DELL’ORDINAMENTO PROFESSIONALE, IN PARTICOLARE PER GLI ASPETTI CHE ATTENGONO ALLE COMPETENEZE PROFESSIONALI.
e IL CNPA PROPORRA’ URGENTEMENTE L’AGGIORNAMENTO DEL TARIFFARIO, ANCHE CON APPROVAZIONE DI UN PROPRIO DOCUMENTO CONSILIARE.
e ALLO STATO ATTUALE E VISTE LA RIFORMA DEL SISTEMA SCOLASTICO E UNIVERSITARIO E LA RIFORMA DI UN MODERNO MODELLO DELLE PROFESSION I INTELLETTUALI TECNICHE, SI RITIENE NON PERCORRIBILE LA PROPOSTA DI COSTITUZIONE DI UN ALBO UNICO CON GEOMETRI E PERITI INDUSTRIALI.
e SI RITIENE UTILE PROMUOVERE LA COSTITUZIONE DI UN TAVOLO NAZIONALE DELLE PROFESSIONI VERDI (PERITI AGRARI, PERITI AGRARI LAUREATI, DOTTORI AGRONOMI E FORESTALI, AGROTECNICI E AGROTECNICI LAUREATI)
e IL CNPA, I CONSIGLI REGIONALI E/O INTERREGIONALI, PROVINCIALI POTRANNO PROMUOVERE LA COSTITUZIONE DI ORGANISMI ATTI A SUPPORTARE I SERVIZI AI PROFESSIONISTI ISCRITTI ALL’ALBO.
CASSA DI PREVIDENZA
e DEVE RESTARE AUTONOMA E INDIPENDENTE. QUALORA NORMATIVE NAZIONALI PRESCRIVANO L’UNIONE DELLE CASSE “PRIVATE” SI VERIFICHERA’ LA POSSIBILITA’ DI ACCORPAMENTO CON L’ENPAIA.
e SI PROPONE LA RIFORMA DEL SISTEMA ELETTORALE DEL COMITATO DI GESTIONE DELLA CASSA CHE DEVE ESSERE GESTITO DALLA CASSA STESSA
e IL SINDACO DELLA CASSA DI COMPETENZA DEL CNPA DOVRA’ ESSERE SOSTITUITO CON UN REVISORE NOMINATO DAGLI ISCRITTI ALLA CASSA CHE NON ABBIA ALTRI INCARICHI ISTITUZIONALI NELLA CATEGORIA (PRESIDENTE NAZIONALE, PRESIDENTI E COMPONENTI DEI COLLEGI PROVINCIALI)
A E INFORMAZIONE
e RIFORMARE RADICALMENTE IL “ PERITO AGRARIO”. LA RIVISTA DEVE ESSERE DEGLI ISCRITTI, QUINDI APERTO AL CONFRONTO E ALLA INFORMAZIONE.
e IL SITO DEL CNPA DEVE ESSERE STRUMENTO DI INFORMAZIONE ACCESSIBILE. CIRCOLARI E DOCUMENTI DEL CNPA E DEGLI ALTRI ORGANISMI DEVONO ESSERE TEMPESTIVAMENTE PUBBLICATI E MESSI A DISPOSIZIONI DELLE ISTITUZIONI TERRITORIALI E DEGLI ISCRITTI.
e SI PROPONE LA NOMINA DI UN COMITATO DI REDAZIONE DELLA RIISTA “IL PERITO AGRARIO” MISTO CNPA – E PRESIDENTI CONSIGLI REGIONALI.
pt/2011/gmt/02
Chi in maniera velata e altri colleghi più decisi e determinati rivendicano a livello territoriale e non solo, che ci sia meno scollamento e più partecipazione tra quanto vine deciso a livello nazionale e le concrete aspettative, soprattutto dei giovani che legittimamente rivendicano.
I " temi/proposte sui quali lavorare e confrontarci ( in on line) non mancano e martedì scorso 1° Febbraio c.a. sono stati pubblicati su questo Blog:
" BOZZA PROPOSTA PERITIAGRARI - CAMBIARE PER ESISTERE".
Proposta che ripresentiamo con alcuni suggerimenti e aggiustamenti introdotti da alcuni nostri colleghi ( che ringrazio della collaborazione) per cercare di armonizzare al meglio l'iniziativa sia nella sostanza che nella forma.
Il documento proposto resta comunque " aperto" e tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo: ci contiamo.Periti AgrariLiberi
PeritiAgrariLiberi - http://peragra.blogspot.com/
BOZZA
PROPOSTE –
PERITI AGRARI –
“CAMBIARE PER ESISTERE”
SECONDA STESUSA al 14/02/2011
BOZZA PROPOSTA- PERITI AGRARI “ CAMBIARE PER ESISTERE”
(E’ nostro obbligo predisporre un progetto che guardi al domani della nostra categoria…E’ finito il tempo del trascinamento di certezze acquisite. Andiamo avanti)
COLLEGIO NAZIONALE
e ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE NAZIONALE E DEL CONSIGLIO NAZIONALE DA PARTE DELL’ASSEMBLEA DEI PRESIDENTI DEI COLLEGI PROVINCIALI.
e IL PRESIDENTE NAZIONALE E I COMPONENTI DEL CONSIGLIO NAZIONALE PER ESSERE ELETTI DOVRANNO ESSERE LIBERI PROFESSIONISTI A TEMPO PIENO E ISCRITTI ALLA CASSA DA ALMENO 5 ANNI. NON POTRANNO ASSUMERE ALTRE CARICHE IN ENTI E/O ORGANISMI ANCHE DI NATURA PREVIDENZIALE COLLEGATI DIRETTAMENTE E/O INDIRETTAMENTE ALLA CATEGORIA E ALLE ISTITUZIONI DELLA STESSA.
e VIENE FISSATO, CON DELIBERA DEL CNPA, IL LIMITE DI DUE MANDATI PER OGNI COMPONENTE E CARICA DEL CNPA. NON E’ CONSENTITO UN TERZO MANDATO CONSECUTIVO ANCHE SE UNO DEI DUE MANDATI PRECEDENTI HA AVUTO DURATA INFERIORE A DUE ANNI E SEI MESI.
VIENE COSTITUITA CON DELIBERA DEL CNPA L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEI PRESIDENTI REGIONALI E PROVINCIALI. ALL’ASSEMBLEA VENGONO RICONOSCIUTI POTERI DELIBERATIVI IN MATERIA DI BILANCIO ANNUALE, PREVENTIVO E CONSUNTIVO E DI APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA ANNUALE. I CONSIGLI PROVINCIALI E REGIONALI DOVRANNO ESSERE IN GRADO DI VALUTARE I BILANCI ANNUALI PREVENTIVAMENTE.
Il CNPA CONTITUISCE UN " UFFICIO LEGALE" A TUTELA E PROMOZIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI A TUTTI I LIVELLI TERRITORIALI: REGIONALE, PROVINCIALE E NAZIONALE ( nota inserita il 16/02/11)
ALL’ASSEMBLEA VENGONO ATTRIBUITE COMPETENZE IN MATERIA DI PROPOSTA DI RIFORMA DELL’ORDINAMENTO, DEL TARIFFARIO E DI OGNI INIZIATIVA REGOLAMENTARE O PROGRAMMATORIA DELLA CATEGORIA.
e IL CNPA COSTITUISCE UN TAVOLO PERMANENTE DEI PRESIDENTI DEI CONSIGLI E COORDINAMENTI REGIONALI.
e IL CNPA SI IMPEGNA A DOTARSI DI ORGANIZZAZIONE DELLA STRUTTURA ATTRAVERSO LA NOMINA DI UN SEGRETARIO GENERALE, CHE GARANTISCA LA CONTINUITA’ E LA LEGITTIMITA’ E LA REGOLARITA’ DEGLI ATTI.
e IL CNPA VALUTERA’ LA POSSIBILITA’ DI PROMUOVERE LA COSTITUZIONE DI COLLEGI REGIONALI E/O INTERREGIONALI, CHE POSSANO NOMINARE PROPRI RIFERIMENTI RAPPRESENTATIVI PROVINCIALI.
e I PRESIDENTI, I SEGRETARI E I VICEPRESIDENTI DEI COLLEGI PROVINCIALI, REGIONALI E/O INTERREGIONALI DEVONO SVOLGERE L’ATTIVITA’ LIBERO PROFESSIONALE A TEMPO PIENO ED ESSERE ISCRITTI ALLA CASSA PERITI AGRARI.
e I COLLEGI PROVINCIALI, REGIONALI E/O INTERREGIONALI POTRANNO FISSARE QUOTE D’ISCRIZIONE DIFFERENZIATE.
RIFORMA PROFESSIONE
e I PERITI AGRARI E PERITI AGRARI LAUREATI (ESPERTI AGRARI) PERSEGUONO L’OBIETTIVO DI MASSIMA VALORIZZAZIONE DELLE PROPRIE COMPETENZE PROFESSIONALI.
e IL CNPA, QUALE PRIORITA’, PRESENTERA’ LA PROPOSTA DI AGGIORNAMENTO DELL’ORDINAMENTO PROFESSIONALE, IN PARTICOLARE PER GLI ASPETTI CHE ATTENGONO ALLE COMPETENEZE PROFESSIONALI.
e IL CNPA PROPORRA’ URGENTEMENTE L’AGGIORNAMENTO DEL TARIFFARIO, ANCHE CON APPROVAZIONE DI UN PROPRIO DOCUMENTO CONSILIARE.
e ALLO STATO ATTUALE E VISTE LA RIFORMA DEL SISTEMA SCOLASTICO E UNIVERSITARIO E LA RIFORMA DI UN MODERNO MODELLO DELLE PROFESSION I INTELLETTUALI TECNICHE, SI RITIENE NON PERCORRIBILE LA PROPOSTA DI COSTITUZIONE DI UN ALBO UNICO CON GEOMETRI E PERITI INDUSTRIALI.
e SI RITIENE UTILE PROMUOVERE LA COSTITUZIONE DI UN TAVOLO NAZIONALE DELLE PROFESSIONI VERDI (PERITI AGRARI, PERITI AGRARI LAUREATI, DOTTORI AGRONOMI E FORESTALI, AGROTECNICI E AGROTECNICI LAUREATI)
e IL CNPA, I CONSIGLI REGIONALI E/O INTERREGIONALI, PROVINCIALI POTRANNO PROMUOVERE LA COSTITUZIONE DI ORGANISMI ATTI A SUPPORTARE I SERVIZI AI PROFESSIONISTI ISCRITTI ALL’ALBO.
CASSA DI PREVIDENZA
e DEVE RESTARE AUTONOMA E INDIPENDENTE. QUALORA NORMATIVE NAZIONALI PRESCRIVANO L’UNIONE DELLE CASSE “PRIVATE” SI VERIFICHERA’ LA POSSIBILITA’ DI ACCORPAMENTO CON L’ENPAIA.
e SI PROPONE LA RIFORMA DEL SISTEMA ELETTORALE DEL COMITATO DI GESTIONE DELLA CASSA CHE DEVE ESSERE GESTITO DALLA CASSA STESSA
e IL SINDACO DELLA CASSA DI COMPETENZA DEL CNPA DOVRA’ ESSERE SOSTITUITO CON UN REVISORE NOMINATO DAGLI ISCRITTI ALLA CASSA CHE NON ABBIA ALTRI INCARICHI ISTITUZIONALI NELLA CATEGORIA (PRESIDENTE NAZIONALE, PRESIDENTI E COMPONENTI DEI COLLEGI PROVINCIALI)
A E INFORMAZIONE
e RIFORMARE RADICALMENTE IL “ PERITO AGRARIO”. LA RIVISTA DEVE ESSERE DEGLI ISCRITTI, QUINDI APERTO AL CONFRONTO E ALLA INFORMAZIONE.
e IL SITO DEL CNPA DEVE ESSERE STRUMENTO DI INFORMAZIONE ACCESSIBILE. CIRCOLARI E DOCUMENTI DEL CNPA E DEGLI ALTRI ORGANISMI DEVONO ESSERE TEMPESTIVAMENTE PUBBLICATI E MESSI A DISPOSIZIONI DELLE ISTITUZIONI TERRITORIALI E DEGLI ISCRITTI.
e SI PROPONE LA NOMINA DI UN COMITATO DI REDAZIONE DELLA RIISTA “IL PERITO AGRARIO” MISTO CNPA – E PRESIDENTI CONSIGLI REGIONALI.
pt/2011/gmt/02
sabato 12 febbraio 2011
PERITI AGRARI, CRESCE L'ALTERNATIVA A BOTTARO. ( ARTICOLO SU " IL MONDO")
Di seguito pubblichiamo un sunto dell'articolo apparso sul Il Mondo:
ARTICOLO TRATTO DA " Il MONDO - CORRIERE DELLA SERA - DEL 04.02.2011
PROFESSIONISTI - "ORDINE DEL GIORNO"
" PERITI AGRARI, CRESCE L'ALTERNATIVA A BOTTARO"
" Una cordata si prepara alle elezioni del Consiglio Nazionale dei Periti Agrari, in calendario nel settembre 2011, e alla sfida ad Andrea Bottaro, presidente in carica.
Ispirato dal bresciano Mario Braga, al vertice del Consiglio Regionale della Lombardia dei periti agrari, un gruppo di professionisti ha intenzione di raccogliere consensi sulla scorta del malcontento generale maturato nei confronti di Bottaro, originario di Padova.
Prosegue l'articolo dicendo che il fronte alternativo a Bottaro sarrebbe guidato al nord dal torinese Lorenzo Benanti, al centro dal forlivese Gianluca Bagnara ( assessore provinciale all'Agricoltura e a capo del collegio locale della categoria) mentre nel Mezzogiorno ancora mancherebbe un leader.
Secondo Braga, che punta a chiedere l'ineleggibilità di Bottaro " c'è una reazione diffusa e la voglia di sanare una situazione insostenibile".
Ma il perito Agrario veneto non ha nessuna intenzione di abbandonare lo scranno ed è deciso a ricandidarsi. Bottaro può contare su oltre 20 anni di relazioni e alleanze politiche e elettorali.( ndr. " un pò troppi anni !!!!!)
Il Presidente Nazionale sembra che possa contare sulle realtà locali della Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Sardegna, parte del Veneto e larghe componenti del sud. Un sostegno ci sarebbe anche da parte dei Consiglieri Nazionali Angelo Orsini ( di Bergamo) e Paolo Vigato ( vice-presidente nazionale di Padova) .
P.S. Intanto sabato 26 Febbrario, a Mantova è indetto un incontro dei Presidenti dei Consigli Regionali, dei Collegi Provinciali , dei Consiglieri Nazionali , dei Consiglieri Enpaia del NORD ITALIA..........vorrà dire qualcosa??????
Alla prossima puntata del " toto elezioni"
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/01
ARTICOLO TRATTO DA " Il MONDO - CORRIERE DELLA SERA - DEL 04.02.2011
PROFESSIONISTI - "ORDINE DEL GIORNO"
" PERITI AGRARI, CRESCE L'ALTERNATIVA A BOTTARO"
" Una cordata si prepara alle elezioni del Consiglio Nazionale dei Periti Agrari, in calendario nel settembre 2011, e alla sfida ad Andrea Bottaro, presidente in carica.
Ispirato dal bresciano Mario Braga, al vertice del Consiglio Regionale della Lombardia dei periti agrari, un gruppo di professionisti ha intenzione di raccogliere consensi sulla scorta del malcontento generale maturato nei confronti di Bottaro, originario di Padova.
Prosegue l'articolo dicendo che il fronte alternativo a Bottaro sarrebbe guidato al nord dal torinese Lorenzo Benanti, al centro dal forlivese Gianluca Bagnara ( assessore provinciale all'Agricoltura e a capo del collegio locale della categoria) mentre nel Mezzogiorno ancora mancherebbe un leader.
Secondo Braga, che punta a chiedere l'ineleggibilità di Bottaro " c'è una reazione diffusa e la voglia di sanare una situazione insostenibile".
Ma il perito Agrario veneto non ha nessuna intenzione di abbandonare lo scranno ed è deciso a ricandidarsi. Bottaro può contare su oltre 20 anni di relazioni e alleanze politiche e elettorali.( ndr. " un pò troppi anni !!!!!)
Il Presidente Nazionale sembra che possa contare sulle realtà locali della Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Sardegna, parte del Veneto e larghe componenti del sud. Un sostegno ci sarebbe anche da parte dei Consiglieri Nazionali Angelo Orsini ( di Bergamo) e Paolo Vigato ( vice-presidente nazionale di Padova) .
P.S. Intanto sabato 26 Febbrario, a Mantova è indetto un incontro dei Presidenti dei Consigli Regionali, dei Collegi Provinciali , dei Consiglieri Nazionali , dei Consiglieri Enpaia del NORD ITALIA..........vorrà dire qualcosa??????
Alla prossima puntata del " toto elezioni"
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/01
venerdì 11 febbraio 2011
LA GIUNGLA DI CEMENTO DIVENTA GREEN ?????
L'urbanizzazione è la strada per combattere l'inquinamento: i cittadini pesano sull'ambiente molto meno della popolazione diffusa in fattorie e villaggi
Vivere in città aiuta l’ambiente? Secondo recenti ricerche, sembrerebbe di sì. Anzi, l’idea sta rapidamente prendendo terreno: un'ondata di recenti ricerche mostra come le città possano essere il luogo ideale per affrontare la crisi ambientale incombente. Il vecchio stereotipo che descrive la città nemica dell’ambiente, sporca e piena di smog, capace soltanto di produrre enormi quantità di rifiuti e inquinamento, infatti, alla luce delle nuove considerazioni, sta tramontando.
Come spiega Gordon McGranahan, esperto di economia urbanistica presso l'Istituto internazionale per l'ambiente e lo sviluppo (IIED) di Londra, ci sono molte ragioni per aspettarsi che le città possano effettivamente ridurre le emissioni procapite, ognuna delle quali ruota intorno al fatto che le città concentrano le persone vicine tra loro.
Raggruppare case, attività commerciali e industrie presso le città significa che è più facile per le autorità locali implementare quelle infrastrutture che vanno dalla produzione sostenibile di energia, agli impianti per la conduzione di acqua potabile ai trasporti. “E’ molto più semplice ed economico costruire una rete fognaria per un centro abitato che per una realtà rurale dove le case sono molto lontane l’una dall’altra” sostiene David Satterthwaite, che studia i cambiamenti climatici a IIED.
L'urbanizzazione riduce anche l'uso dell'auto: le persone che vivono in città non hanno in genere bisogno di viaggiare come gli abitanti delle campagne, ed hanno possibilità più concrete di prendere autobus e treni. “Maggiore è la densità abitativa e minore sarà l’uso dell’auto”riferisce Jeff Kenworthy, esperto di mobilità sostenibile alla Curtin University di Perth, in Australia.
Partendo da questi presupposti, Satterthwaite ha deciso di riesaminare le stime delle emissioni di gas serra dei più grossi centri urbani. Nel 2008 ha pubblicato uno studio che mostra come le città producono solo dal 30 al 40 per cento di emissioni, cifre che non giustificano la loro brutta fama di produttori di inquinamento.
Nello stesso anno, la Brookings Institution di Washington DC ha dimostrato che una città media degli Stati Uniti produce una quantità di CO2 pro-capite che è il 14 per cento inferiore da quella prodotta dagli abitanti delle campagne.
A ruota nel 2009, David Dodman dal IIED ha pubblicato uno studio che ha esaminato le emissioni di gas serra delle singole città in tutto il mondo. Un londinese, produce circa la metà delle emissioni del cittadino medio britannico, mentre ogni “New Yorker” produce solo il 30 per cento delle emissioni degli altri residenti negli Stati Uniti. I cittadini di San Paolo, in Brasile, sono responsabili di appena il 18 per cento della media per il loro paese.
Queste cifre mostrano come le città possano rappresentare il trampolino di lancio ideale per un futuro più verde. Seattle, per esempio, ha già cominciato a utilizzare il metano prodotto dalla decomposizione dei rifiuti come combustibile. Queste iniziative non sarebbero realizzabili per una popolazione diffuse in fattorie e villaggi. La produzione di anidride carbonica procapite è, ovviamente, solo un aspetto della imminente crisi ambientale.
Un altro problema che affliggerà nell’immediato futuro la popolazione mondiale è la sovrappopolazione. Ogni anno nel mondo nascono 75 milioni di bambini. Sembra che l'urbanizzazione possa contribuire a disinnescare questa bomba a orologeria. In media, le donne in città hanno meno figli rispetto alle loro controparti rurali. Questo perché nelle aziende agricole, i bambini sono una fonte di manodopera a basso costo. Ma in città ci si aspetta di andare a scuola piuttosto che lavorare. Inoltre le donne “cittadine” hanno anche un migliore accesso alla pianificazione familiare e controllo delle nascite, e spesso hanno migliore opportunità di occupazione.
E non solo. Brand ritiene che la città potrebbe anche essere il modo migliore per affrontare la povertà. Per prima cosa, le città offrono migliori posti di lavoro: nel 2003 un rapporto Onu ha concluso che “l'unica strategia realistica in materia di riduzione della povertà è quello di ottenere che quante più persone possibili passino dalle campagne alla città”.
Fonte: Tecnici.it
pt/2011/gmt/01
Vivere in città aiuta l’ambiente? Secondo recenti ricerche, sembrerebbe di sì. Anzi, l’idea sta rapidamente prendendo terreno: un'ondata di recenti ricerche mostra come le città possano essere il luogo ideale per affrontare la crisi ambientale incombente. Il vecchio stereotipo che descrive la città nemica dell’ambiente, sporca e piena di smog, capace soltanto di produrre enormi quantità di rifiuti e inquinamento, infatti, alla luce delle nuove considerazioni, sta tramontando.
Come spiega Gordon McGranahan, esperto di economia urbanistica presso l'Istituto internazionale per l'ambiente e lo sviluppo (IIED) di Londra, ci sono molte ragioni per aspettarsi che le città possano effettivamente ridurre le emissioni procapite, ognuna delle quali ruota intorno al fatto che le città concentrano le persone vicine tra loro.
Raggruppare case, attività commerciali e industrie presso le città significa che è più facile per le autorità locali implementare quelle infrastrutture che vanno dalla produzione sostenibile di energia, agli impianti per la conduzione di acqua potabile ai trasporti. “E’ molto più semplice ed economico costruire una rete fognaria per un centro abitato che per una realtà rurale dove le case sono molto lontane l’una dall’altra” sostiene David Satterthwaite, che studia i cambiamenti climatici a IIED.
L'urbanizzazione riduce anche l'uso dell'auto: le persone che vivono in città non hanno in genere bisogno di viaggiare come gli abitanti delle campagne, ed hanno possibilità più concrete di prendere autobus e treni. “Maggiore è la densità abitativa e minore sarà l’uso dell’auto”riferisce Jeff Kenworthy, esperto di mobilità sostenibile alla Curtin University di Perth, in Australia.
Partendo da questi presupposti, Satterthwaite ha deciso di riesaminare le stime delle emissioni di gas serra dei più grossi centri urbani. Nel 2008 ha pubblicato uno studio che mostra come le città producono solo dal 30 al 40 per cento di emissioni, cifre che non giustificano la loro brutta fama di produttori di inquinamento.
Nello stesso anno, la Brookings Institution di Washington DC ha dimostrato che una città media degli Stati Uniti produce una quantità di CO2 pro-capite che è il 14 per cento inferiore da quella prodotta dagli abitanti delle campagne.
A ruota nel 2009, David Dodman dal IIED ha pubblicato uno studio che ha esaminato le emissioni di gas serra delle singole città in tutto il mondo. Un londinese, produce circa la metà delle emissioni del cittadino medio britannico, mentre ogni “New Yorker” produce solo il 30 per cento delle emissioni degli altri residenti negli Stati Uniti. I cittadini di San Paolo, in Brasile, sono responsabili di appena il 18 per cento della media per il loro paese.
Queste cifre mostrano come le città possano rappresentare il trampolino di lancio ideale per un futuro più verde. Seattle, per esempio, ha già cominciato a utilizzare il metano prodotto dalla decomposizione dei rifiuti come combustibile. Queste iniziative non sarebbero realizzabili per una popolazione diffuse in fattorie e villaggi. La produzione di anidride carbonica procapite è, ovviamente, solo un aspetto della imminente crisi ambientale.
Un altro problema che affliggerà nell’immediato futuro la popolazione mondiale è la sovrappopolazione. Ogni anno nel mondo nascono 75 milioni di bambini. Sembra che l'urbanizzazione possa contribuire a disinnescare questa bomba a orologeria. In media, le donne in città hanno meno figli rispetto alle loro controparti rurali. Questo perché nelle aziende agricole, i bambini sono una fonte di manodopera a basso costo. Ma in città ci si aspetta di andare a scuola piuttosto che lavorare. Inoltre le donne “cittadine” hanno anche un migliore accesso alla pianificazione familiare e controllo delle nascite, e spesso hanno migliore opportunità di occupazione.
E non solo. Brand ritiene che la città potrebbe anche essere il modo migliore per affrontare la povertà. Per prima cosa, le città offrono migliori posti di lavoro: nel 2003 un rapporto Onu ha concluso che “l'unica strategia realistica in materia di riduzione della povertà è quello di ottenere che quante più persone possibili passino dalle campagne alla città”.
Fonte: Tecnici.it
pt/2011/gmt/01
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