TAVOLO TECNICO DI CONFRONTO PER LO SVILUPPO DI RELAZIONI CON LE CONSULTE REGIONALI DEGLI ORDINI PROFESSIONALI IN MATERIA DI GOVERNO DEL TERRITORIO
La Direzione Generale del Territorio e Urbanistica con decreto n. 5444 del 16 giugno ha istituito il Tavolo Tecnico di confronto per lo sviluppo di relazioni con le consulte regionali degli Ordini Professionali in materia di Governo del Territorio. Per il Consiglio Regionale Lombardo dei Periti Agrari è stato nominato con il sopra citato decreto il collega Mario Braga.
Il Tavolo è costituito da:
e Direttore e direzione dell’Assessorato al Territorio e Urbanistica;
e Consulta regionale degli Ordini degli Ingegneri
e Ordine dei Geollogi (regionale)
e Consulta Regionale Lombarda degli Ordini degli Architetti;
e Consulta Regionale dei Geometri e Geometri Laureati della Lombardia;
e Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali
e Il Consiglio Regionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati;
e La Consulta Regionale degli Agrotecnici e Agrotecnici Laureati della Lombardia.
Un bel risultato che pone la nostra categoria nel quadro delle relazioni con l’Assessorato preposto alla gestione dei Piani di Governo del Territorio, Piani Casa, Norma in materia edificatorie. Pareri su VAS e VIA.
La prima seduta è stata presieduta dal Direttore Vicario Arch. Bravo.
I temi che ha posto all’attenzione dei presenti sono stati:
La limitazione di consumo di suolo, attraverso l’aggiornamento annuale e la revisione generale del Piano Territoriale Regionale (PTR);
La revisione della l.r. 12/05, attraverso una prima verifica dei PGT (Piani di Governo del territorio Approvati). Il Direttore ha definitogli attuali PGT di “Prima Generazione”
Valutare gli strumenti di valutazione delle perequazioni urbanistiche e delle compensazioni urbanistiche, senza incorrere nel rischio delle diffuse confusioni sui due termini e sui due strumenti urbanistici;
Avviare un progetto formativo orientato al personale degli enti pubblici; soprattutto per le competenze in materia di “Rapporto Ambientale” e “Parere Motivato”.
Avviare una valutazione sul processo di Semplificazione delle procedure e delle pratiche: Si procederà se le condizioni lo permetteranno di coinvolgere ARPA e ASL;
Avviare una valutazione dei Piani Paesaggistici;
Infine il Direttore Arch. Bravo ha chiesto ai presenti un particolare impegno per valutare la proposta del nuovo Piano Casa, inserito nel Decreto Sviluppo. I tempi saranno brevissimi in quanto la Legge Regionale dovrà essere approvata entro sessanta giorni.
Numerosi e tutti di particolare rilevanza gli interventi.
Il Presidente Braga ha rimarcato che per la prima volta il sistema Ordinistico Lombardo, in modo unitario, viene coinvolto quale soggetto tecnico nel processo di SCRITTURA delle norme e alla elaborazione degli atti applicativi.
Inoltre la compartecipazione alla predisposizione degli atti, che saranno approvati dagli organi istituzionali, favorirà una diffusa, razionale e armonica applicazione delle norme.
In merito alla formazione, Braga ha evidenziato che l’Assessorato potrebbe predisporre un Piano Formativo con moduli orientati ai Professionisti e moduli specifici orientati al personale degli Enti Locali. Questo favorirebbe un processo di collaborazione osmotica di rilevante importanza.
Braga ha sollecitato anche l’istituzione di un Tavolo con l’ASL e l’ARPA al fine di addivenire alla riforma del Regolamento Locale d’Igiene Tipo. Questo favorirebbe l’armonizzazione delle norme e dei ruoli dei diversi Enti che operano in materia urbanistica e di pianificazione.
Ed infine Braga, rimarcando i contenuti di qualità espressi dai Presidenti Regionali degli Ordini, che erano intervenuti precedentemente, ha evidenziato che le norme di pianificazione dovranno preventivamente definire i contorni di termini che qualificano il valore urbanistico di un Opera e/o di un Servizio: “Esogeni – Endogeni”.
Il contributo di Braga è stato accolto unanimemente, considerato per i suoi spunti “generali” coerente al ruolo e alla funzione che l’Assessorato intende riconoscere al Tavolo.
Oltre agli interventi dei Rappresentanti degli Ingegneri, Geometri, Architetti e Geologi, una nota rilevante l’ha espressa il Presidente dell’Ordine degli Agronomi e Dottori Forestali (Buizza) che ponendo l’accento sulla “questione” agricola/ ambientale, vi sta la complessità e l’articolazione dei temi in discussione ha proposto la costituzione di Commissioni ad hoc.
L’Arch. Bravo e tutto il Tavolo ha accolto unanimemente la proposta.
Infine il Direttore si è impegnato a dettagliare le proposte presentate e ad inviarle agli Ordini e ai Collegi.
La Lombardia con questa iniziativa, ancora una volta si propone motore dello sviluppo del nostro Paese.
PeritiAgrariLiberi
Redazionale
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giovedì 30 giugno 2011
martedì 21 giugno 2011
LETTERA APERTA SUL RINNOVO DEL CONSIGLIO NAZIONALE di Mario Braga
Abbiamo ricevuto dal collega Mario Braga " la lettera aperta sul rinnovo del CNPA" che di seguito con piacere pubblichiamo.
Il collega Braga non è nuovo a queste inizitive propositive di confronto e di dibattito. Uno stimolo costante nel tempo nella ricerca di essere al passo con la modernità per una professione che è in un difficile momento.
Una iniziativa che può essere condivisa o no, ma che ha di positivo nuove idee e progetti sui quali fare delle riflessioni .......dopo un ventennio oscuro e agonizzante per il nostro domani professionale.
C'è il coraggio e la forza di guardare oltre, di dire quello che si vorrebbe fare, di mettere in discussione nuovi progetti che non sono ovviamente esaustivi ma momenti di avvio di un nuovo modo di porci in futuro. E' un invito ai giovani a non demordere, a essere artefici del loro domani senza deleghe in bianco.
Come collega e amico ringrazio Braga per il suo continuo, determinato e passionale impegno e auspico che soprattutto i giovani colleghi professionisti siano attivi nel contribuire a dare la svolta definitiva.
Piermaria Tiraboschi ( un ex giovane con la passione)
LETTERA APERTA
Per Agr Mario Braga
Largo Piamarta, 2/4
25025 MANERBIO (BS)
E-Mail studiodebra@hotmail.it
Cell. 335 5954187
Manerbio, 20/06/2011
Oggetto: lettera aperta sul rinnovo del CNPA.
Cari Colleghi
dopo un lungo silenzio, che mi ero imposto, subissato dalle numerose sollecitazioni in merito alla gestione della nostra categoria, torno ad esprimere alcune miei personali considerazioni.
Innanzitutto voglio precisare che, pur fra reiterati tentativi di trascinarmi sul terreno di una faziosa, quanto inopportuna ed inutile diatriba personale col Presidente Nazionale, le mie espressioni sono libere da qualsiasi condizionamento.
Ed è una libertà, la mia, che sgombra dalla tentazione di “ritornare” nel CNPA, riesce a meglio ordinare il pensiero che vado esprimendo. Pensiero che non ha la presunzione di essere assoluto o di voler impropriamente interpretare e sintetizzare quello degli altri.
Ma da iscritto all’Albo dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati mi sento il dovere di liberare le mie considerazioni e di renderle pubbliche.
Un dovere che dovrebbe essere radicato in ciascun iscritto. Che dovrebbe, cioè, appartenere al quel principio di “partecipazione” e di “corresponsabile gestione” che sono i pilastri della solidità di ogni categoria.
Ho deciso di scrivere questa mia, quando in seno al CRPA (Consiglio regionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati della Lombardia) mi sono sentito richiamare pasati atteggiamenti strumentali, personali, non lineari e incoerenti che avrei vissuto in seno al CNPA. Atteggiamenti talmente “amorfi” che dopo un decennio ancora evocano una qualche attenzione, anche se contrastata.
Un vero peccato che tali richiami non vengano proposti portando sottobraccio i verbali, gli interventi, i documenti, i testi pubblicati e non, e la memoria di tutti quei Consiglieri che con me hanno avuto l’avventura di rappresentare, forse indignitosamente, la nostra categoria.
Ho deciso così in quella memoria così artatamente e strumentalmente deformata di “alzare” la voce affinché questi sgangherati atteggiamenti non prevalgano sull’orizzonte che appartiene al nostra categoria.
Ed allora.
Quando si legge una storia … la storia più che ventennale della nostra categoria, occorre recuperare quello “stile”, quello spessore che i “vecchi” Periti Agrari hanno dimostrato nel rappresentare la nostra categoria. Ricordo Aluisetti, il suo vice l’indimenticabile Seclì e il Segretario Parpani, e tutto il CNPA, che di fronte al pulsare di voci intraprendenti, giovani hanno pensato di farsi da parte.
Ma penso in particolare al Presidente Benvenuti una delle poche “persone” che annovero fra i “gentiluomini” che ho incontrato. Dichiarò d’essere il Presidente di transizione e così fu. Dopo un solo mandato decise di tornare a svolgere il proprio qualificato e professionale ruolo di libero professionista.
E’ da lì che è incominciata l’era dell’assistente tecnico Perito Agrario Andrea Bottaro.
Un’era tanto lunga da appartenere alla cronaca e alla storia della nostra professione.
Un ventennio che si presta alla lettura chiara e incontestabile di vittorie e sconfitte subite. Scusate ho sbagliato l’ordine … delle sconfitte subite e delle marginalissime vittorie ottenute.
Un tempo, così ampio, che ci pone comodamente di fronte ad un grande schermo a vedere ciò che è avvenuto in questo passato remoto e recente.
E la prima immagine che mi compare davanti agli occhi è la condizione costante di regressione della nostra categoria nel contesto nazionale di dinamiche di evoluzione, cambiamento e riforme dei sistemi istituzionali, scolastici, professionali ed economico sociali.
La nostra categoria ha perso terreno, pur avendo a propria disposizione condizioni particolarmente favorevoli. E questo è, a mio parere, ancor più colpevole.
Sto pensando a tutti quegli eventi che richiamano, evocano, la centralità di “qualità” del vivere che non possono prescindere dall’ambiente, dall’agricoltura e dagli alimenti. Non possono, cioè, prescindere dalla nostra professione.
Dopo vent’anni siamo ancora qui ad inseguire progetti che senza testa ne coda propongono fusioni categoriali coinvolgendo eventualmente anche le rispettive casse, lasciando fuori dalla porta l’inrinviabile e urgente azione di legittimazione e affermazione del nostro ruolo sociale, professionale ed economico.
Siamo ancora qui, nel 2011, con le stesse norme del 1991.
Siamo ancora qui incolpando caso mai il Bersani di turno di irresponsabili “lenzuolate” scagliate contro il sistema ordinistico e tariffario italico.
Fatta salva la circostanza che percorrendo il lungo e in largo questo Paese, il nostro, non ho ancora trovato un solo professionista che mi abbia spiegato quanto ha perso in termini economici con le riforme bersaniane e formigoniane.
O se davvero nell’espletamento della professione, i nostri colleghi, applicavano con qualche coerenza il tariffario sia in diminuzione che, eventualmente, in aumento.
Non è, forse, che se le categorie intellettuali si ponessero un po’ meno sulla difensiva delle proprie prerogative “pubbliche” e si proponessero più sul piano del “progetto sistemico” di un nuovo modello professionale, forse, oggi, saremmo, sarebbero, un po’ più credibili e diverremmo, diverrebbero così co-pratogonisti delle dinamiche politico istituzionali italiane.
Un salto di qualità forse troppo alto per chi anziché alzare lo sguardo lo trascina su un terreno da troppo tempo melmoso.
Ancora siamo qui con un Ordinamento, il nostro, che potrebbe essere, oggi, proposto in qualche Paese in via di sviluppo. Ma ho la certezza che anche in questi contesti di mondi diversi verrebbe velocemente riformato.
Forse, al di la dei meeting, convegni (congressi) nazionali, per il nostro CNPA il pensiero “internazionale” che ha permeato e ibridato la cultura e la civiltà del nostro Paese altro non è che un parente emigrato cinquant’anni fa in cerca d’avventura.
Non so voi, ma osservando i “lavori” dei miei colleghi, non solo del Nord, ma anche del Sud, quelli che svolgo io e quelli delle altre categorie libero professionali e leggendo l’elenco delle nostre competenze mi sento oggi più figlio di una marginalità tecnica che non di una modernità intellettuale.
Così come scorrendo l’elenco degli articoli del tariffario avverto di avere qualità esplorative limitate. Le troppe funzioni e competenze nuove non trovano nel nostro tariffario traccia, lo ripeto traccia o definizione,.
In questi vent’anni abbiamo perso il rapporto con le istituzioni sia nazionali che regionali (fatto salvo qualche caso positivo). Del resto anche le “resistenze” romane nel riconoscere i momenti decisionali diffusi e partecipati sono un fastidioso quanto nauseate ritornello.
Le Assemblee Nazionali dei Presidenti non hanno mai deliberato niente.
I Bilanci sono poco più che la sintetica somma di rendiconti associativi.( n.d.r. mai resi pubblici!!!)
I Congressi, termine improprio, non possono avere tale definizione in quanto momento non deliberante, non coinvolgente tutti gli iscritti (fatta salva la forma la sostanza è sotto gli occhi di tutti). Non determina visibilità e coinvolgimenti Istituzionali tali da renderne necessaria l’organizzazione.
I livelli regionali, che per il CNPA sono bocciofile o associazioni ludiche, da vent’anni sono in attesa che “qualcuno” le riconosca. Altri, le Regioni il riconoscimento operativo degli Ordini e dei Collegi lo hanno già fatto da tempo.
Del resto, forse un occhio più attento si sarebbe accorto che molte delle scelte che attengono all’esercizio della nostra professione “escono” proprio dalle sedi regionali.
Possiamo affermare che siamo talmente attenti agli eventi che risultiamo essere distratti perfino di fronte a Riforme Costituzionali.
Ma si sa pensare ad una categoria che è rappresentata da espressioni regionali, di tutte le Regioni, potrebbe richiedere ben altri modelli gestionali.
Così come mantenere l’attuale organizzazione dei Collegi Provinciali, anche quando le oggettive condizioni gestionali lo rendono difficile, forse serve a mantenere un modello elettorale che agevola i professionisti, con poca professione.
Va da se che anche un’autoregolamentazione di mandato a termine per le cariche di Presidenza, può essere utile alla CISL, alla CGIL, alla Confindustria, alla Confartigianato, ai sindaci e ai Presidenti delle Province, ma non alla nostra categoria.
Amo ripetere che un Presidente, io lo sono stato, diventa dopo due mandati, schiavo e padrone della situazione. Diventa cioè difficilmente amovibile. Si eternizza, oltre le età pensionistiche.
Non voglio con questo mettere in discussione lo spirito di servizio di ogni nostro Presidente e/o Consigliere. Penso solo ad un modello di ricambio che mantenga la locomotiva accelerata nella sua corsa.
Spostandomi un poco, non intendo in questa mia richiamare quanto avvenuto in sedi giudiziarie, che hanno visto la nostra categoria e la nostra sede coinvolti.
Penso però ad un Codice Deontologico che dovrebbe essere demandato nella sua piena e coerente applicazione ad un arbitro esterno (tre avvocati indicati dal Ministero competente). Forse l’arbitrarietà di valutazione, nonché, la troppa prudenza o la preoccupazione di ledere qualche collega (fors’anche amico) rende difficile, inadeguata la gestione “interna” del Codice Deontologico.
Tutti noi sappiamo che chi intacca i PRINCIPI del Codice Deontologico mina alle fondamenta la nostra professione.
Ma guadare a processi evolutivi della categoria non può limitarsi alla sola lettura dei contesti e all’adeguamento dei nostri modelli gestionali e normativi.
Volgere lo sguardo al futuro significa, anche, attrezzare una categoria affinché, nella legittima rappresentanza e nel rispetto dei recinti normativi, riesca ad offrire a ciascun iscritto supporti e servizi che lo aiutino a penetrare il suo territorio. Che lo supportino nell’affermarsi in quel quotidiano intriso di complessità e di novità.
Se mi giro un poco indietro, anche su questo tema, ritrovo ampie discussione e fiumi di proposte che sono in gran parte naufragate nei meandri di un’assoluta e inadeguata regia nazionale.
Proposte impantanate in quelle proposte e costituzione di organismi fini a se stessi (Fondazione, l’altro CAA ....n.d.r. COGEPAPI ecc.).
Su questo tema non intendo espandere la mia riflessione essendo troppo vasto.
Posso solo portare il dato di iscrizione alla nostra Cassa che fotografa puntualmente la quantità e la qualità dell’esercizio della libera professione.
Sono certo che una diversa politica categoriale porterebbe ad un aumento di iscritti e ad un aumento di fatturato degli stessi.
A questo proposito è doverosa una sottolineatura. Una diversa e più concreta azione nazionale, raccordata alle realtà regionali, avrebbe favorito un processo di promozione propedeutico all’implementazione di servizi altamente qualificati.
E con questi servizi, la categoria avrebbe avuto strumenti per affermare in tutte le sedi pubbliche e private la propria credibilità diventando, anche, interlocutrice della politica regionale e delle scelte gestionali delle Province. (luoghi di riferimento principali all’esercizio della nostra professione)
Da molto, forse troppo, continuo a ripetere che il nuovo sistema ordinistico non può limitarsi alla mera “tutela” giuridica delle nostre prerogative professionali. Lo vado ripetendo da trent’anni, anche in quelle sedi in cui ho trovato una diffusa sordità.
Il mondo procede ad una velocità elevata e questo richiede che i Collegi diventino protagonisti dei tavoli istituzionali.
Si affermerebbe così il nostro “ruolo rappresentativo, propositivo e rivendicativo”.
Potremmo diventare interlocutori di quei luoghi decisori che ogni giorno approvano leggi, norme e regole che ci coinvolgono direttamente.
Queste azioni possiamo promuoverle da soli, oppure favorire una stagione di collaborazioni con quelle categorie a noi affini.
E se qualcuno mi spiega che le condizioni lo rendono improponibile o difficile, rispondo che basta regredire di qualche mese per ritrovare azioni concertate fra il nostro Collegio e l’Ordine degli Agronomi.
Un tempo, di recente passato, forse agevolato dalla comunanza di visione fra la nostra Presidenza e la loro (rimossa).
L’autorevolezza delle interlocuzioni si costruiscono con la pazienza delle qualità che sanno affermarsi in ogni luogo nei quali si esprime.
Ed allora io credo che questo è il tempo per chiudere una stagione vissuta col freno e avviarne una dinamica col piede e sull’acceleratore.
Il mio augurio che in queste elezioni si chiuda definitivamente una stagione e se avvii una nuova, promossa da professionisti che sanno assumersi le responsabilità e i pesi di un progetto condiviso e negoziato con tutti i colleghi Periti Agrari.
Libero da ogni tentazione di occupazione della sede nazionale.
Ecco! … Su queste premesse e su questi temi sono pronto a qualsiasi confronto.
Non mi interessano le questioni personali e personalistiche di chi la nostra categoria forse la usa per propri fini.
Mi interessa un dialogo e un confronto diffuso che possa addentrarsi anche in aspetti particolari, che si affondi nei temi di merito che avvolgono il nostro operare.
Una relazione con chiunque abbia a cuore il presente e il futuro della nostra straordinaria, inimitabile e irripetibile categoria.
So che in questo sforzo non sono solo e che molti con passione vogliono offrire la propria sensibilità e professionalità per cambiare una condizione ingessata.
So che diffusamente sul territorio, proprio in questo periodo, si susseguono dibattiti ed incontri che producono documenti dai contenuti di solida qualità.
Mi auguro che questi documenti diventino il programma di chi si candiderà al cambiamento del nostro CNPA.
Se queste voci, tutte queste voci, sapranno squarciare le nubi addensatesi da vent’anni sulla nostra categoria forse riusciremo a recuperare il sorriso illuminati da qualche raggio di luce.
Se queste voci, tutte queste voci, sapranno diventare armoniche la nostra categoria potrà riavviare un percorso di valorizzazione di una modernità che assume carattere di centralità nel contesto della nostra società, italiana ed europea.
Questo è il tempo di chiudere una stagione arrivata al suo capolinea e aprirne un’altra.
Spero di trovare tutti voi e ciascuno di voi, attrezzati di moderni strumenti, in quel campo (la nostra categoria) che insieme siamo chiamati a dissodare e riseminare.
Con vive cordialità
Mario Braga
Il collega Braga non è nuovo a queste inizitive propositive di confronto e di dibattito. Uno stimolo costante nel tempo nella ricerca di essere al passo con la modernità per una professione che è in un difficile momento.
Una iniziativa che può essere condivisa o no, ma che ha di positivo nuove idee e progetti sui quali fare delle riflessioni .......dopo un ventennio oscuro e agonizzante per il nostro domani professionale.
C'è il coraggio e la forza di guardare oltre, di dire quello che si vorrebbe fare, di mettere in discussione nuovi progetti che non sono ovviamente esaustivi ma momenti di avvio di un nuovo modo di porci in futuro. E' un invito ai giovani a non demordere, a essere artefici del loro domani senza deleghe in bianco.
Come collega e amico ringrazio Braga per il suo continuo, determinato e passionale impegno e auspico che soprattutto i giovani colleghi professionisti siano attivi nel contribuire a dare la svolta definitiva.
Piermaria Tiraboschi ( un ex giovane con la passione)
LETTERA APERTA
Per Agr Mario Braga
Largo Piamarta, 2/4
25025 MANERBIO (BS)
E-Mail studiodebra@hotmail.it
Cell. 335 5954187
Manerbio, 20/06/2011
Oggetto: lettera aperta sul rinnovo del CNPA.
Cari Colleghi
dopo un lungo silenzio, che mi ero imposto, subissato dalle numerose sollecitazioni in merito alla gestione della nostra categoria, torno ad esprimere alcune miei personali considerazioni.
Innanzitutto voglio precisare che, pur fra reiterati tentativi di trascinarmi sul terreno di una faziosa, quanto inopportuna ed inutile diatriba personale col Presidente Nazionale, le mie espressioni sono libere da qualsiasi condizionamento.
Ed è una libertà, la mia, che sgombra dalla tentazione di “ritornare” nel CNPA, riesce a meglio ordinare il pensiero che vado esprimendo. Pensiero che non ha la presunzione di essere assoluto o di voler impropriamente interpretare e sintetizzare quello degli altri.
Ma da iscritto all’Albo dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati mi sento il dovere di liberare le mie considerazioni e di renderle pubbliche.
Un dovere che dovrebbe essere radicato in ciascun iscritto. Che dovrebbe, cioè, appartenere al quel principio di “partecipazione” e di “corresponsabile gestione” che sono i pilastri della solidità di ogni categoria.
Ho deciso di scrivere questa mia, quando in seno al CRPA (Consiglio regionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati della Lombardia) mi sono sentito richiamare pasati atteggiamenti strumentali, personali, non lineari e incoerenti che avrei vissuto in seno al CNPA. Atteggiamenti talmente “amorfi” che dopo un decennio ancora evocano una qualche attenzione, anche se contrastata.
Un vero peccato che tali richiami non vengano proposti portando sottobraccio i verbali, gli interventi, i documenti, i testi pubblicati e non, e la memoria di tutti quei Consiglieri che con me hanno avuto l’avventura di rappresentare, forse indignitosamente, la nostra categoria.
Ho deciso così in quella memoria così artatamente e strumentalmente deformata di “alzare” la voce affinché questi sgangherati atteggiamenti non prevalgano sull’orizzonte che appartiene al nostra categoria.
Ed allora.
Quando si legge una storia … la storia più che ventennale della nostra categoria, occorre recuperare quello “stile”, quello spessore che i “vecchi” Periti Agrari hanno dimostrato nel rappresentare la nostra categoria. Ricordo Aluisetti, il suo vice l’indimenticabile Seclì e il Segretario Parpani, e tutto il CNPA, che di fronte al pulsare di voci intraprendenti, giovani hanno pensato di farsi da parte.
Ma penso in particolare al Presidente Benvenuti una delle poche “persone” che annovero fra i “gentiluomini” che ho incontrato. Dichiarò d’essere il Presidente di transizione e così fu. Dopo un solo mandato decise di tornare a svolgere il proprio qualificato e professionale ruolo di libero professionista.
E’ da lì che è incominciata l’era dell’assistente tecnico Perito Agrario Andrea Bottaro.
Un’era tanto lunga da appartenere alla cronaca e alla storia della nostra professione.
Un ventennio che si presta alla lettura chiara e incontestabile di vittorie e sconfitte subite. Scusate ho sbagliato l’ordine … delle sconfitte subite e delle marginalissime vittorie ottenute.
Un tempo, così ampio, che ci pone comodamente di fronte ad un grande schermo a vedere ciò che è avvenuto in questo passato remoto e recente.
E la prima immagine che mi compare davanti agli occhi è la condizione costante di regressione della nostra categoria nel contesto nazionale di dinamiche di evoluzione, cambiamento e riforme dei sistemi istituzionali, scolastici, professionali ed economico sociali.
La nostra categoria ha perso terreno, pur avendo a propria disposizione condizioni particolarmente favorevoli. E questo è, a mio parere, ancor più colpevole.
Sto pensando a tutti quegli eventi che richiamano, evocano, la centralità di “qualità” del vivere che non possono prescindere dall’ambiente, dall’agricoltura e dagli alimenti. Non possono, cioè, prescindere dalla nostra professione.
Dopo vent’anni siamo ancora qui ad inseguire progetti che senza testa ne coda propongono fusioni categoriali coinvolgendo eventualmente anche le rispettive casse, lasciando fuori dalla porta l’inrinviabile e urgente azione di legittimazione e affermazione del nostro ruolo sociale, professionale ed economico.
Siamo ancora qui, nel 2011, con le stesse norme del 1991.
Siamo ancora qui incolpando caso mai il Bersani di turno di irresponsabili “lenzuolate” scagliate contro il sistema ordinistico e tariffario italico.
Fatta salva la circostanza che percorrendo il lungo e in largo questo Paese, il nostro, non ho ancora trovato un solo professionista che mi abbia spiegato quanto ha perso in termini economici con le riforme bersaniane e formigoniane.
O se davvero nell’espletamento della professione, i nostri colleghi, applicavano con qualche coerenza il tariffario sia in diminuzione che, eventualmente, in aumento.
Non è, forse, che se le categorie intellettuali si ponessero un po’ meno sulla difensiva delle proprie prerogative “pubbliche” e si proponessero più sul piano del “progetto sistemico” di un nuovo modello professionale, forse, oggi, saremmo, sarebbero, un po’ più credibili e diverremmo, diverrebbero così co-pratogonisti delle dinamiche politico istituzionali italiane.
Un salto di qualità forse troppo alto per chi anziché alzare lo sguardo lo trascina su un terreno da troppo tempo melmoso.
Ancora siamo qui con un Ordinamento, il nostro, che potrebbe essere, oggi, proposto in qualche Paese in via di sviluppo. Ma ho la certezza che anche in questi contesti di mondi diversi verrebbe velocemente riformato.
Forse, al di la dei meeting, convegni (congressi) nazionali, per il nostro CNPA il pensiero “internazionale” che ha permeato e ibridato la cultura e la civiltà del nostro Paese altro non è che un parente emigrato cinquant’anni fa in cerca d’avventura.
Non so voi, ma osservando i “lavori” dei miei colleghi, non solo del Nord, ma anche del Sud, quelli che svolgo io e quelli delle altre categorie libero professionali e leggendo l’elenco delle nostre competenze mi sento oggi più figlio di una marginalità tecnica che non di una modernità intellettuale.
Così come scorrendo l’elenco degli articoli del tariffario avverto di avere qualità esplorative limitate. Le troppe funzioni e competenze nuove non trovano nel nostro tariffario traccia, lo ripeto traccia o definizione,.
In questi vent’anni abbiamo perso il rapporto con le istituzioni sia nazionali che regionali (fatto salvo qualche caso positivo). Del resto anche le “resistenze” romane nel riconoscere i momenti decisionali diffusi e partecipati sono un fastidioso quanto nauseate ritornello.
Le Assemblee Nazionali dei Presidenti non hanno mai deliberato niente.
I Bilanci sono poco più che la sintetica somma di rendiconti associativi.( n.d.r. mai resi pubblici!!!)
I Congressi, termine improprio, non possono avere tale definizione in quanto momento non deliberante, non coinvolgente tutti gli iscritti (fatta salva la forma la sostanza è sotto gli occhi di tutti). Non determina visibilità e coinvolgimenti Istituzionali tali da renderne necessaria l’organizzazione.
I livelli regionali, che per il CNPA sono bocciofile o associazioni ludiche, da vent’anni sono in attesa che “qualcuno” le riconosca. Altri, le Regioni il riconoscimento operativo degli Ordini e dei Collegi lo hanno già fatto da tempo.
Del resto, forse un occhio più attento si sarebbe accorto che molte delle scelte che attengono all’esercizio della nostra professione “escono” proprio dalle sedi regionali.
Possiamo affermare che siamo talmente attenti agli eventi che risultiamo essere distratti perfino di fronte a Riforme Costituzionali.
Ma si sa pensare ad una categoria che è rappresentata da espressioni regionali, di tutte le Regioni, potrebbe richiedere ben altri modelli gestionali.
Così come mantenere l’attuale organizzazione dei Collegi Provinciali, anche quando le oggettive condizioni gestionali lo rendono difficile, forse serve a mantenere un modello elettorale che agevola i professionisti, con poca professione.
Va da se che anche un’autoregolamentazione di mandato a termine per le cariche di Presidenza, può essere utile alla CISL, alla CGIL, alla Confindustria, alla Confartigianato, ai sindaci e ai Presidenti delle Province, ma non alla nostra categoria.
Amo ripetere che un Presidente, io lo sono stato, diventa dopo due mandati, schiavo e padrone della situazione. Diventa cioè difficilmente amovibile. Si eternizza, oltre le età pensionistiche.
Non voglio con questo mettere in discussione lo spirito di servizio di ogni nostro Presidente e/o Consigliere. Penso solo ad un modello di ricambio che mantenga la locomotiva accelerata nella sua corsa.
Spostandomi un poco, non intendo in questa mia richiamare quanto avvenuto in sedi giudiziarie, che hanno visto la nostra categoria e la nostra sede coinvolti.
Penso però ad un Codice Deontologico che dovrebbe essere demandato nella sua piena e coerente applicazione ad un arbitro esterno (tre avvocati indicati dal Ministero competente). Forse l’arbitrarietà di valutazione, nonché, la troppa prudenza o la preoccupazione di ledere qualche collega (fors’anche amico) rende difficile, inadeguata la gestione “interna” del Codice Deontologico.
Tutti noi sappiamo che chi intacca i PRINCIPI del Codice Deontologico mina alle fondamenta la nostra professione.
Ma guadare a processi evolutivi della categoria non può limitarsi alla sola lettura dei contesti e all’adeguamento dei nostri modelli gestionali e normativi.
Volgere lo sguardo al futuro significa, anche, attrezzare una categoria affinché, nella legittima rappresentanza e nel rispetto dei recinti normativi, riesca ad offrire a ciascun iscritto supporti e servizi che lo aiutino a penetrare il suo territorio. Che lo supportino nell’affermarsi in quel quotidiano intriso di complessità e di novità.
Se mi giro un poco indietro, anche su questo tema, ritrovo ampie discussione e fiumi di proposte che sono in gran parte naufragate nei meandri di un’assoluta e inadeguata regia nazionale.
Proposte impantanate in quelle proposte e costituzione di organismi fini a se stessi (Fondazione, l’altro CAA ....n.d.r. COGEPAPI ecc.).
Su questo tema non intendo espandere la mia riflessione essendo troppo vasto.
Posso solo portare il dato di iscrizione alla nostra Cassa che fotografa puntualmente la quantità e la qualità dell’esercizio della libera professione.
Sono certo che una diversa politica categoriale porterebbe ad un aumento di iscritti e ad un aumento di fatturato degli stessi.
A questo proposito è doverosa una sottolineatura. Una diversa e più concreta azione nazionale, raccordata alle realtà regionali, avrebbe favorito un processo di promozione propedeutico all’implementazione di servizi altamente qualificati.
E con questi servizi, la categoria avrebbe avuto strumenti per affermare in tutte le sedi pubbliche e private la propria credibilità diventando, anche, interlocutrice della politica regionale e delle scelte gestionali delle Province. (luoghi di riferimento principali all’esercizio della nostra professione)
Da molto, forse troppo, continuo a ripetere che il nuovo sistema ordinistico non può limitarsi alla mera “tutela” giuridica delle nostre prerogative professionali. Lo vado ripetendo da trent’anni, anche in quelle sedi in cui ho trovato una diffusa sordità.
Il mondo procede ad una velocità elevata e questo richiede che i Collegi diventino protagonisti dei tavoli istituzionali.
Si affermerebbe così il nostro “ruolo rappresentativo, propositivo e rivendicativo”.
Potremmo diventare interlocutori di quei luoghi decisori che ogni giorno approvano leggi, norme e regole che ci coinvolgono direttamente.
Queste azioni possiamo promuoverle da soli, oppure favorire una stagione di collaborazioni con quelle categorie a noi affini.
E se qualcuno mi spiega che le condizioni lo rendono improponibile o difficile, rispondo che basta regredire di qualche mese per ritrovare azioni concertate fra il nostro Collegio e l’Ordine degli Agronomi.
Un tempo, di recente passato, forse agevolato dalla comunanza di visione fra la nostra Presidenza e la loro (rimossa).
L’autorevolezza delle interlocuzioni si costruiscono con la pazienza delle qualità che sanno affermarsi in ogni luogo nei quali si esprime.
Ed allora io credo che questo è il tempo per chiudere una stagione vissuta col freno e avviarne una dinamica col piede e sull’acceleratore.
Il mio augurio che in queste elezioni si chiuda definitivamente una stagione e se avvii una nuova, promossa da professionisti che sanno assumersi le responsabilità e i pesi di un progetto condiviso e negoziato con tutti i colleghi Periti Agrari.
Libero da ogni tentazione di occupazione della sede nazionale.
Ecco! … Su queste premesse e su questi temi sono pronto a qualsiasi confronto.
Non mi interessano le questioni personali e personalistiche di chi la nostra categoria forse la usa per propri fini.
Mi interessa un dialogo e un confronto diffuso che possa addentrarsi anche in aspetti particolari, che si affondi nei temi di merito che avvolgono il nostro operare.
Una relazione con chiunque abbia a cuore il presente e il futuro della nostra straordinaria, inimitabile e irripetibile categoria.
So che in questo sforzo non sono solo e che molti con passione vogliono offrire la propria sensibilità e professionalità per cambiare una condizione ingessata.
So che diffusamente sul territorio, proprio in questo periodo, si susseguono dibattiti ed incontri che producono documenti dai contenuti di solida qualità.
Mi auguro che questi documenti diventino il programma di chi si candiderà al cambiamento del nostro CNPA.
Se queste voci, tutte queste voci, sapranno squarciare le nubi addensatesi da vent’anni sulla nostra categoria forse riusciremo a recuperare il sorriso illuminati da qualche raggio di luce.
Se queste voci, tutte queste voci, sapranno diventare armoniche la nostra categoria potrà riavviare un percorso di valorizzazione di una modernità che assume carattere di centralità nel contesto della nostra società, italiana ed europea.
Questo è il tempo di chiudere una stagione arrivata al suo capolinea e aprirne un’altra.
Spero di trovare tutti voi e ciascuno di voi, attrezzati di moderni strumenti, in quel campo (la nostra categoria) che insieme siamo chiamati a dissodare e riseminare.
Con vive cordialità
Mario Braga
venerdì 17 giugno 2011
SEMINARIO DI STUDIO: NUOVA PAC - UN ' OCCASIONE PER LE AZIENDE AGRICOLE
CAA liberi professionisti srl
CENTRO AUTORIZZATO ASSISTENZA AGRICOLA
Lo scrivente Centro di Assistenza Agricola, nell’ambito delle attività di informazione, aggiornamento e divulgazione rivolte agli attori del mondo agricolo, organizza per il giorno
24 giugno 2011
presso la cantina Solive Loc. Bellavista di Erbusco (BS)
un Seminario dal titolo
NUOVA PAC – Un’occasione per le aziende agricole
Programma dei lavori
10,00 Apertura Lavori
Pietro Paolo Gay (CAA Liberi Professionisti)
10,15 Saluti autorità presenti
10,30 La Nuova PAC – Dopo il 2014
Giuseppe Di Rubbo (MIPAAF – Coordinamento OCM Unica e Produzioni Vegetali);
12,00 La Nuova PAC – I possibili scenari italiani.
Lorenzo Benanti (CAA Liberi Professionisti)
12,20 Le Filiere – Occasioni ed opportunità;
12,40 OCM vino – La promozione della filiera vino a livello internazionale;
Piergiorgio Berto (CAA Liberi Professionisti).
13,00 Chiusura dei lavori.
Ezio Maiolini
Vicepresidente ERSAF LOmbardia
Con il patrocinio di:
e CRPA – Consiglio Regionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati della Lombardia
e Coordinamento Regionale Collegi Provinciali Agrotecnici e Agrotecnici Laureati della Lombardia
L’incontro è riconosciuto quale attività di formazione permanente dei professionisti tecnici agricoli (Crediti Formativi)
pt/2011/gmt/06
V.A.M. ( VALORE AGRICOLO MEDIO PER GLI ESPROPRI) DICHIARATO INCOSTITUZIONALE.
Importante sentenza della CORTE COSTITUZIONALE, LA N. 181 DEL 10 GIUGNO 2011, PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE 1° S.S. N. 26 DEL 15/06/2011.
Il VAM, valore agricolo medio, criterio indennitario per le aree non edificabili in materia di esproprio per pubblica utilità - è stato dichiarato incostituzionale.
Si trattadi una sentenza " storica", destinata a mutare in profondità la procedura espropriativa e a incidere immediatamente nella progettazione e realizzazione delle opere pubbliche.
PeritiAgariLiberi
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/06
Il VAM, valore agricolo medio, criterio indennitario per le aree non edificabili in materia di esproprio per pubblica utilità - è stato dichiarato incostituzionale.
Si trattadi una sentenza " storica", destinata a mutare in profondità la procedura espropriativa e a incidere immediatamente nella progettazione e realizzazione delle opere pubbliche.
PeritiAgariLiberi
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/06
lunedì 13 giugno 2011
SEMINARIO " LA BIOLOGIA DEGLI ALBERI"
Di seguito diamo spazio ad una importante iniziativa promossa dal nostro collega del Consiglio Regionale dei Periti Agrari Andrea Pelegatta di Como.
Locandina del Seminario " La biologia degli alberi" che si terrà ad Inverigo (CO), il 9 Luglio 2011 presso Villa la Rotonda.
Il seminario, condotto da Marcello Parisini e Mario Carminati, agronomi ed esperti di arboricoltura, farà il punto sugli studi più recentisulla biologia degli alberi e sull’implicazione negli interventi di cura
e manutenzione.
TEMI TRATTATI
- biologia degli alberi ed implicazioni sulle tecniche di manutenzione
- gli alberi e i fulmini (danni, possibili interventi)
- principi sui sistemi di difesa degli alberi (modello CODIT)
- apparati radicali: valutazione, salvaguardia e cura
E’ previsto un workshop su tecniche e nuove attrezzature per il tree climbing condotto da Gabriele Dovier, istruttore di formazione 3t.
Dimostrazione sull’utilizzo di Airspade per la valutazione e trattamento degli apparati radicali (Mario Carminati e Cooperativa della Comunità, Bergamo).
Per l’iscrizione inviare una mail a info@formazione3t.it entro il 4 luglio 2011 richiedendo il modulo d’iscrizione e le modalità di pagamento.
Per una migliore comprensione degli argomenti trattati e una migliore gestione del tempo, il seminario è ristretto ad un massimo di 80 persone
Andrea Pellegatta Perito Agrario
Studio Tecnico di Arboricoltura Ornamentale e Gestione del Verde
Via Alfieri, 78 - 20833 Giussano (MB)
tel. +39 348 3392895 - fax +39 0362 310487
Email: studio@arboricoltura.info - Web: www.arboricoltura.info - Posta elettronica certificata: studio@pec.arboricoltura.info
pt/2011/gmt/06
Locandina del Seminario " La biologia degli alberi" che si terrà ad Inverigo (CO), il 9 Luglio 2011 presso Villa la Rotonda.
Il seminario, condotto da Marcello Parisini e Mario Carminati, agronomi ed esperti di arboricoltura, farà il punto sugli studi più recentisulla biologia degli alberi e sull’implicazione negli interventi di cura
e manutenzione.
TEMI TRATTATI
- biologia degli alberi ed implicazioni sulle tecniche di manutenzione
- gli alberi e i fulmini (danni, possibili interventi)
- principi sui sistemi di difesa degli alberi (modello CODIT)
- apparati radicali: valutazione, salvaguardia e cura
E’ previsto un workshop su tecniche e nuove attrezzature per il tree climbing condotto da Gabriele Dovier, istruttore di formazione 3t.
Dimostrazione sull’utilizzo di Airspade per la valutazione e trattamento degli apparati radicali (Mario Carminati e Cooperativa della Comunità, Bergamo).
Per l’iscrizione inviare una mail a info@formazione3t.it entro il 4 luglio 2011 richiedendo il modulo d’iscrizione e le modalità di pagamento.
Per una migliore comprensione degli argomenti trattati e una migliore gestione del tempo, il seminario è ristretto ad un massimo di 80 persone
Andrea Pellegatta Perito Agrario
Studio Tecnico di Arboricoltura Ornamentale e Gestione del Verde
Via Alfieri, 78 - 20833 Giussano (MB)
tel. +39 348 3392895 - fax +39 0362 310487
Email: studio@arboricoltura.info - Web: www.arboricoltura.info - Posta elettronica certificata: studio@pec.arboricoltura.info
pt/2011/gmt/06
mercoledì 8 giugno 2011
IL PRESIDENTE NAZIONALE POLEMICO CON IL COMITATO GESTORE DELLA CASSA ??????
Da il " Perito Agrario n. 2/2011" : Voci dal Congresso, edidoriale del Presidente Nazionale, mi sembra che ci sia una dura polemica nei confronti del Comitato Gestore della Cassa.
Infatti sono rimasto sorpreso nel leggere l'editoriale perchè dei temi trattati al Congresso Nazionale tenutosi nella bellissima Sicilia, il Presidente si sofferma particolarmente sulla " previdenza dei Periti Agrari - pensione" e non ci sarebbe nulla di male, se non trasparissero dal testo attribuzioni di mancanze operative nei confronti del Comitato Gestore dei rappresentanti dei Periti Agrari della Cassa.
Una critica aperta e pubblica ( a corollario di un Congresso Nazionale ???') che, se mi permettete non condivido e ritengo ingenerosa verso un gruppo di Colleghi che in questi due anni hanno cercato, anche se tra tante difficoltà, di dare una svolta nell' informazione e nella trasparenza dell'operatività stessa del comitato di gestione della cassa.
Che i temi " previdenziali della categoria" siano migliorabili e debbano essere aggiustati alcuni aspetti tecnico-finanziari non è una novità di oggi, sono problemi di ieri, ma ieri non furono mai affrontati e guarda caso emergono in un momento pre-elettorale del Consiglio Nazionanale.
Un caso...o una mera manovra strumentale di depistaggio finalizzato allo scredito al fine di spostare l'attenzione dai veri problemi che oggi abbiamo nell'inefficienza del CNPA, che in cinque anni ha fatto tanto per affossare la nostra professione??????
Della previdenza dei periti agrari, il CNPA non ha mai parlato recentemente, se non nella proposta " suicida" del COGEPAPI di " fusione...poi corretta..poi ricorretta....poi smentita ma sempre portata avanti ufficialmente.
Ma a questo punto mi sorge un dubbio....come mai i signori di " parte del CNPA" erano pronti a svenderci per una pipa di tabacco ( e questo blog ha sempre denunciato la situazione) oggi si ergono a censori esperti di Colleghi che hanno dimostrato capacità e impegno nel loro operare con positivi risultati di gestione della Cassa.????
Qui c'è qualcosa che non quadra !!!! e che non convince o no ???
Per cortesia, qualcuno mi aiuti a capire !!!
Grazie e un cordiale saluto.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/06
Infatti sono rimasto sorpreso nel leggere l'editoriale perchè dei temi trattati al Congresso Nazionale tenutosi nella bellissima Sicilia, il Presidente si sofferma particolarmente sulla " previdenza dei Periti Agrari - pensione" e non ci sarebbe nulla di male, se non trasparissero dal testo attribuzioni di mancanze operative nei confronti del Comitato Gestore dei rappresentanti dei Periti Agrari della Cassa.
Una critica aperta e pubblica ( a corollario di un Congresso Nazionale ???') che, se mi permettete non condivido e ritengo ingenerosa verso un gruppo di Colleghi che in questi due anni hanno cercato, anche se tra tante difficoltà, di dare una svolta nell' informazione e nella trasparenza dell'operatività stessa del comitato di gestione della cassa.
Che i temi " previdenziali della categoria" siano migliorabili e debbano essere aggiustati alcuni aspetti tecnico-finanziari non è una novità di oggi, sono problemi di ieri, ma ieri non furono mai affrontati e guarda caso emergono in un momento pre-elettorale del Consiglio Nazionanale.
Un caso...o una mera manovra strumentale di depistaggio finalizzato allo scredito al fine di spostare l'attenzione dai veri problemi che oggi abbiamo nell'inefficienza del CNPA, che in cinque anni ha fatto tanto per affossare la nostra professione??????
Della previdenza dei periti agrari, il CNPA non ha mai parlato recentemente, se non nella proposta " suicida" del COGEPAPI di " fusione...poi corretta..poi ricorretta....poi smentita ma sempre portata avanti ufficialmente.
Ma a questo punto mi sorge un dubbio....come mai i signori di " parte del CNPA" erano pronti a svenderci per una pipa di tabacco ( e questo blog ha sempre denunciato la situazione) oggi si ergono a censori esperti di Colleghi che hanno dimostrato capacità e impegno nel loro operare con positivi risultati di gestione della Cassa.????
Qui c'è qualcosa che non quadra !!!! e che non convince o no ???
Per cortesia, qualcuno mi aiuti a capire !!!
Grazie e un cordiale saluto.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/06
mercoledì 1 giugno 2011
IL " PERITO AGRARIO 2/2011...." CI RISIAMO ....." DI ANDREA TADDEI.
Mi scuso con i Colleghi, ma non avendo accesso alla nostra pubblicazione il " Perito Agrario" in quanto soggetto non gradito e al bando ( non sono parte della rosa zerbinata) e conoscendo la linea editoriale bulgara non aperta al dialogo, al confronto e al contradditorio, mi limito a intervenire dal mio piccolo ma seguito Blog ( come è mia consuetudine) per fare alcune precisazioni sull'intervento del collega Taddei sul " Perito Agrario" che mi sembra pecchi di male - informazione su un tema di primo piano e delicatissimo quale: " l'ipotesi di fusione delle casse nel progetto COGEPAPI" di cui il CNPA ne è parte sostanziale.
Non entro nel merito delle contumelie con gli agrotecnici perchè non vedo il problema....anzi è un falso problema confezionato ad arte per creare contrapposizioni che sono più personali ( tra i presidenti e qualche consigliere nazionale) che categoriale.
Ma a parte questa opinione personale mi interessa smentire le affermazioni aggiustate del Taddei quando dice che "non è vero" che il COGEPAPI non ha mai avuto interesse a portare alla fusione la Cassa dei Periti Agrari con quella dei Geometri ( che se non sbaglio mi sembra un pò bolsa) e quella dei Periti Industriali.
Ora, lei sig. Taddei sa benissimo e se non lo sa è meglio che si informi ( se vuole Le mando il documento) che ben quattro componenti del vecchio comitato gestore della cassa ( poi rinnovato ) firmò un atto proposto dalla troica del COGEPAPI ( di cui il CNPA ne fa parte.....ricordiamolo ogni tanto !!!!) che fu presentato nelle sedi istituzionali competenti dove si ribadiva la conferma e il pieno assenso al processo di fusione sia dei Collegi che delle rispettive Casse. Un atto formale di precisa volontà politica sul quale il collega Moretti componente del nord del comitato si dissociò, non firmò e polemizzò.
Questo per precisare che se non ci fosse stato il rinnovò del comitato di gestione della Cassa presso l'Enpaia ( entrò Braga e fu riconfermato con un voto plebiscitario Moretti per il Nord Italia) che ribadì fermamente l'autonomia della stessa dal sodalizio CNPA/COGEPAPI e la non percorribilità del processo di fusione preconizzato con l'accordo-impegno sottoscritto, ci sarebbe gia stato il via con il placet del CNPA ( ovviamente il tutto nella massima discrezione) al " processo politico" della fusione.
Oggi convengo con il sig. Taddei che il vento è cambiato ( ma che fatica !!!!!) e che non ci sono pecoroni al seguito del COGEPAPI. Infatti i periti agrari iscritti alla cassa rifuggono dalla proposta " suicida" del COGEPAPI e chi ha avuto quella malaugurata idea dovrebbe avere l'onesta intellettuale di mettersi da parte, mentre ai nostri rappresentanti ( Braga e Moretti) , che hanno portato trasparenza e informazione va il nostro plauso per l'ottimo lavoro che poi ha coinvolto tutto il comitato di gestione in scelte univoche.
Debbo dire che sono altresì soddisfatto, che il CNPA abbia capito (??) e fatto marcia indietro ( almeno ufficialmente) ricollocandosi nela sua funzione istituzionale di promotore di iniziative per la Categoria rinunciando all'ambito ruolo , peraltro non corretto, di decidere scelte che non gli competono. ( SONO GLI ISCRITTI ALLA CASSA CHE DEVONO DECIDERE...I SOLDI SONO I LORO.......CAPITO!!!!).
Un buon avvio a quello che dovrebbe essere quel rinnovamento e quella trasparenza che da un ventennio auspichiamo.
Purtroppo non è così per quanto riguarda " la pubblicità del bilancio del CNPA".
Ricordo al Consiglio Nazionale e a tutti i colleghi, è una mia consuetudine che ripeto da anni" che siamo sempre in attesa dell'invio o della pubblicazione sul Perito Agrario del bilancio del Collegio Nazionale.
Sono anni che aspettiamo, fate meno dietrologia e oscurantismo nelle riunioni e decidetevi a dare il via alla " pubblicità di sto famigerato bilancio del CNPA.
Diamine....cosa ci sarà di tanto occulto da non renderlo di dominio pubblico ?????. Non credete che l'interrogativo sia lecito carissimi colleghi ?????
Concludo rivolgendomi al Presidente Bottaro correggendo alcune sue informazioni errate date in sede di riunione del Consiglio Nazionale:
- il sottoscritto ( nell'incontro di Bergamo) non ha mai detto che il " Perito Agrario" costa 200.000 Euro, ma che era il costo del consiglio nazionale ( per gettoni e rimborsi);
- le illazioni e le cattive fantasie sul bilancio nascono dalla segretazione dello stesso. Se fossimo informati potremmo essere d'accordo o criticarlo ma difficilmente potremmo fare della dietrologia;
- nella riunione di Bergamo Lei ha accusato i consiglieri nazionali di scarso impegno nel non aver informato il territorio sul bilancio essendone autorizzati. Ma se gli stessi hanno detto che non sono autorizzati e il bilancio è segretato e logica conseguenza la notizia non deve essere portata all'esterno.......
A questo punto chì è che la conta giusta....???????????????
Chiariteci il dilemma...... della balla.....????
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/06
Non entro nel merito delle contumelie con gli agrotecnici perchè non vedo il problema....anzi è un falso problema confezionato ad arte per creare contrapposizioni che sono più personali ( tra i presidenti e qualche consigliere nazionale) che categoriale.
Ma a parte questa opinione personale mi interessa smentire le affermazioni aggiustate del Taddei quando dice che "non è vero" che il COGEPAPI non ha mai avuto interesse a portare alla fusione la Cassa dei Periti Agrari con quella dei Geometri ( che se non sbaglio mi sembra un pò bolsa) e quella dei Periti Industriali.
Ora, lei sig. Taddei sa benissimo e se non lo sa è meglio che si informi ( se vuole Le mando il documento) che ben quattro componenti del vecchio comitato gestore della cassa ( poi rinnovato ) firmò un atto proposto dalla troica del COGEPAPI ( di cui il CNPA ne fa parte.....ricordiamolo ogni tanto !!!!) che fu presentato nelle sedi istituzionali competenti dove si ribadiva la conferma e il pieno assenso al processo di fusione sia dei Collegi che delle rispettive Casse. Un atto formale di precisa volontà politica sul quale il collega Moretti componente del nord del comitato si dissociò, non firmò e polemizzò.
Questo per precisare che se non ci fosse stato il rinnovò del comitato di gestione della Cassa presso l'Enpaia ( entrò Braga e fu riconfermato con un voto plebiscitario Moretti per il Nord Italia) che ribadì fermamente l'autonomia della stessa dal sodalizio CNPA/COGEPAPI e la non percorribilità del processo di fusione preconizzato con l'accordo-impegno sottoscritto, ci sarebbe gia stato il via con il placet del CNPA ( ovviamente il tutto nella massima discrezione) al " processo politico" della fusione.
Oggi convengo con il sig. Taddei che il vento è cambiato ( ma che fatica !!!!!) e che non ci sono pecoroni al seguito del COGEPAPI. Infatti i periti agrari iscritti alla cassa rifuggono dalla proposta " suicida" del COGEPAPI e chi ha avuto quella malaugurata idea dovrebbe avere l'onesta intellettuale di mettersi da parte, mentre ai nostri rappresentanti ( Braga e Moretti) , che hanno portato trasparenza e informazione va il nostro plauso per l'ottimo lavoro che poi ha coinvolto tutto il comitato di gestione in scelte univoche.
Debbo dire che sono altresì soddisfatto, che il CNPA abbia capito (??) e fatto marcia indietro ( almeno ufficialmente) ricollocandosi nela sua funzione istituzionale di promotore di iniziative per la Categoria rinunciando all'ambito ruolo , peraltro non corretto, di decidere scelte che non gli competono. ( SONO GLI ISCRITTI ALLA CASSA CHE DEVONO DECIDERE...I SOLDI SONO I LORO.......CAPITO!!!!).
Un buon avvio a quello che dovrebbe essere quel rinnovamento e quella trasparenza che da un ventennio auspichiamo.
Purtroppo non è così per quanto riguarda " la pubblicità del bilancio del CNPA".
Ricordo al Consiglio Nazionale e a tutti i colleghi, è una mia consuetudine che ripeto da anni" che siamo sempre in attesa dell'invio o della pubblicazione sul Perito Agrario del bilancio del Collegio Nazionale.
Sono anni che aspettiamo, fate meno dietrologia e oscurantismo nelle riunioni e decidetevi a dare il via alla " pubblicità di sto famigerato bilancio del CNPA.
Diamine....cosa ci sarà di tanto occulto da non renderlo di dominio pubblico ?????. Non credete che l'interrogativo sia lecito carissimi colleghi ?????
Concludo rivolgendomi al Presidente Bottaro correggendo alcune sue informazioni errate date in sede di riunione del Consiglio Nazionale:
- il sottoscritto ( nell'incontro di Bergamo) non ha mai detto che il " Perito Agrario" costa 200.000 Euro, ma che era il costo del consiglio nazionale ( per gettoni e rimborsi);
- le illazioni e le cattive fantasie sul bilancio nascono dalla segretazione dello stesso. Se fossimo informati potremmo essere d'accordo o criticarlo ma difficilmente potremmo fare della dietrologia;
- nella riunione di Bergamo Lei ha accusato i consiglieri nazionali di scarso impegno nel non aver informato il territorio sul bilancio essendone autorizzati. Ma se gli stessi hanno detto che non sono autorizzati e il bilancio è segretato e logica conseguenza la notizia non deve essere portata all'esterno.......
A questo punto chì è che la conta giusta....???????????????
Chiariteci il dilemma...... della balla.....????
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/06
mercoledì 25 maggio 2011
CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO: OTTIMO LOVARO......FATTI NON PAROLE!
Sabato 21 maggio c.a. si è tenuta la riunione del Consiglio Regionale Lombardo dei Periti Agrari in provincia di Lodi con un nutrito ordine del giorno.
Dopo l'introduzione del Vice-Presidnete Veneri ha preso la parola il Presidente Braga che ha spiegato ai presenti le ragioni della sua autosospensione, dopo le dichiarazioni del Presidente Nazionale Bottaro in quel di Bergamo, che è stata respinta all'unanimità con la non accettazione da parte dei presenti che hanno ribadito stima e fiducia all'operato del Presidente Braga e alle altre cariche istituzionali che sono state riconfermate.
Il Vice-Presidente Veneri è entrato nel merito dei lavori sollecitando una maggiore partecipazione della categoria auspicando una struttura organizzativa snella è presente nelle varie istituzioni sul territorio in particolare a livello Regionale.
Braga, Rossi, Bertazzo, Possenti, Tiraboschi sono stati promotori dell'organizzazione di Commissioni/Dipartimenti di PeritiAgrari specializzati nei vari settori di intervento:
Agrcioltura
Sistemi verdi e paesaggio
Territorio e urbanistica
Semplificazione e modernizzazione della burocrazia
Sanità - Alimenti e Allevamenti
Ambiente e ernergia da fonti rinnovabili
Formazione e istruzione.
Le Commissioni/Dipartimento sono in fase di completamento e i Collegi Provinciali sono pregati di segnalare Colleghi professionalmente specializzati disponibili a partecipare ai lavori formativi e di incontro ai tavoli regionali.
Il Presidente Braga ha illustrato ai presenti i lavori attivati ai tavoli tecnici presso la Regione Lombardia dove la presenza dei periti agrari è un ricoscimento del sapiente lavoro fatto in questo ultimo anno di relazioni e partecipazione.
Possenti e il Consigliere Nazionale Bertazzo hanno proposto di attivare un corso formativo per conciliatori in Lombardia. Unanime è stata l'approvazione del Consiglio Regionale che si farà promotore di segnalare l'iniziativa ai Collegi Provinciali per raccoglire le adesioni ( minimo trenta) per organizzare il Corso.
E' stato altresì affrontato il tema dei rapporti con il CNPA che dopo l'incontro di Bergamo e il Congresso Nazionale non ha raccolto molti consensi anzi critiche e in alcuni casi forti dissensi salvo la posizione filo.bottariana del collega Possenti di Bergamo che non ha escluso la possibilità di candidarsi a Consigliere Nazionale e ha auspicato di costruire posive relazioni con il CNPA.
Unanime è stato invece l'apprezzamento per l'operato del Consigliere Nazionale Paolo Bertazzo che aveva ufficializzato la sua candidatura al Consiglio Nazionale nella riunione interegionale di Rovigo.
A chiusura dei lavori il Presidente Regionale, Braga il Vice.Presidente Veneri e i consiglieri Rossi, Rancati, Baronchelli hanno aupicato che la Lombardia trovi attraverso il confronto le ragioni dii essere unità sui programmi e sulle condidature.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/05
Dopo l'introduzione del Vice-Presidnete Veneri ha preso la parola il Presidente Braga che ha spiegato ai presenti le ragioni della sua autosospensione, dopo le dichiarazioni del Presidente Nazionale Bottaro in quel di Bergamo, che è stata respinta all'unanimità con la non accettazione da parte dei presenti che hanno ribadito stima e fiducia all'operato del Presidente Braga e alle altre cariche istituzionali che sono state riconfermate.
Il Vice-Presidente Veneri è entrato nel merito dei lavori sollecitando una maggiore partecipazione della categoria auspicando una struttura organizzativa snella è presente nelle varie istituzioni sul territorio in particolare a livello Regionale.
Braga, Rossi, Bertazzo, Possenti, Tiraboschi sono stati promotori dell'organizzazione di Commissioni/Dipartimenti di PeritiAgrari specializzati nei vari settori di intervento:
Agrcioltura
Sistemi verdi e paesaggio
Territorio e urbanistica
Semplificazione e modernizzazione della burocrazia
Sanità - Alimenti e Allevamenti
Ambiente e ernergia da fonti rinnovabili
Formazione e istruzione.
Le Commissioni/Dipartimento sono in fase di completamento e i Collegi Provinciali sono pregati di segnalare Colleghi professionalmente specializzati disponibili a partecipare ai lavori formativi e di incontro ai tavoli regionali.
Il Presidente Braga ha illustrato ai presenti i lavori attivati ai tavoli tecnici presso la Regione Lombardia dove la presenza dei periti agrari è un ricoscimento del sapiente lavoro fatto in questo ultimo anno di relazioni e partecipazione.
Possenti e il Consigliere Nazionale Bertazzo hanno proposto di attivare un corso formativo per conciliatori in Lombardia. Unanime è stata l'approvazione del Consiglio Regionale che si farà promotore di segnalare l'iniziativa ai Collegi Provinciali per raccoglire le adesioni ( minimo trenta) per organizzare il Corso.
E' stato altresì affrontato il tema dei rapporti con il CNPA che dopo l'incontro di Bergamo e il Congresso Nazionale non ha raccolto molti consensi anzi critiche e in alcuni casi forti dissensi salvo la posizione filo.bottariana del collega Possenti di Bergamo che non ha escluso la possibilità di candidarsi a Consigliere Nazionale e ha auspicato di costruire posive relazioni con il CNPA.
Unanime è stato invece l'apprezzamento per l'operato del Consigliere Nazionale Paolo Bertazzo che aveva ufficializzato la sua candidatura al Consiglio Nazionale nella riunione interegionale di Rovigo.
A chiusura dei lavori il Presidente Regionale, Braga il Vice.Presidente Veneri e i consiglieri Rossi, Rancati, Baronchelli hanno aupicato che la Lombardia trovi attraverso il confronto le ragioni dii essere unità sui programmi e sulle condidature.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/05
venerdì 20 maggio 2011
CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA DEI PERITI AGRARI: IN RIUNIONE SABATO 21 MAGGIO 2011 A S. ANGELO LODIGIANO (LO)
Con un nutrito ordine del giorno sabato 21 maggio c.a. alle ore dieci si riunisce il Consiglio Regionale dei Periti Agrari della Lombardia.
Tema centrale dell'incontro la pianificazione e l'organizzazione delle attività relazionali e operative dell'Associazione per migliorare l'attività e la presenza della professione sul territorio.
Nello spirito della riforma del Federalismo con il decentramento delle competenze in capo alle Regioni il Consiglio Lombardo si farà promotore ( come peraltro sta' gia facendo in questi ultimi tempi con ottimi risultati raggiunti) di concretizzare una maggiore presenza negli organismi Regionali attraverso accordi di programma e convenzioni collaborative in sintonia con il Centro di Assitenza Agricola recentemente attivato anche in Lombardia.
Ovviamente l'iniziativa avrà successo nella misura in cui ci sarà partecipazione e assunzione di responsabilità operative di Colleghi disponibili soprattutto, e questo è un sollecito ,di giovani Periti Agrari.
Alle inconcludenti e onerose iniziative del CNPA che sono sotto gli occhi di tutti ( non ultimo il Congresso Nazionale) la Lombardia punta a costruire una propria autonomia professionale e territoriale che sia sempre più aperta a relazioni interprofessionali e in linea con le moderne dinamiche dello sviluppo delle professioni stesse.
All'autanasia della professione proposta dal COGEPAPI si contrappone identità professionale e autonomia intellettuale ma soprattutto " cambiare per esistere".
Cordiali saluti.
Piermaria Tiraboschi.
pt/2011/gmt/05
Tema centrale dell'incontro la pianificazione e l'organizzazione delle attività relazionali e operative dell'Associazione per migliorare l'attività e la presenza della professione sul territorio.
Nello spirito della riforma del Federalismo con il decentramento delle competenze in capo alle Regioni il Consiglio Lombardo si farà promotore ( come peraltro sta' gia facendo in questi ultimi tempi con ottimi risultati raggiunti) di concretizzare una maggiore presenza negli organismi Regionali attraverso accordi di programma e convenzioni collaborative in sintonia con il Centro di Assitenza Agricola recentemente attivato anche in Lombardia.
Ovviamente l'iniziativa avrà successo nella misura in cui ci sarà partecipazione e assunzione di responsabilità operative di Colleghi disponibili soprattutto, e questo è un sollecito ,di giovani Periti Agrari.
Alle inconcludenti e onerose iniziative del CNPA che sono sotto gli occhi di tutti ( non ultimo il Congresso Nazionale) la Lombardia punta a costruire una propria autonomia professionale e territoriale che sia sempre più aperta a relazioni interprofessionali e in linea con le moderne dinamiche dello sviluppo delle professioni stesse.
All'autanasia della professione proposta dal COGEPAPI si contrappone identità professionale e autonomia intellettuale ma soprattutto " cambiare per esistere".
Cordiali saluti.
Piermaria Tiraboschi.
pt/2011/gmt/05
lunedì 16 maggio 2011
CAMPAGNA ELEZIONI CONSIGLIO NAZIONALE: NEI CORRIDOI SI DICE.............E NON SI DICE !!!!!
Le notizie, le non notizie, le bufale viaggiano velocissime e anche noi siamo stati coinvolti e curiosi come siamo stiamo al gioco con ironia e senza prendere tutto per oro colato, ma se le campane suonano, suoneran ben per qualcosa....o nooooo!!!!
E allora diciamo queste bricconate; chi sa che non ci facciano un pò sorridere.....che fa sembre bene.
Si dice.......si dice...... che il Presidente Nazionale non si ricandiderà ( calma) alla Presdienza anche se ovviamente è scontata la sua corsa per essere consigliere nazionale. Pazienza che vi spiego il perchè....curiosoniiiii.
Ora se è vero ( ne dubito!!!) che rinuncia alla presidenza ma resta consigliere nazionale cosa cambia???
Chi sarà il futuro Presidente, Vice Presidente, Segretario, Tesoriere.?
Ecco a voi ( si dice) il giro di giostra e tutto è fatto....come prima.
Il nostro Presidentone tirerà la campagna elettorale al fedelissimo numero due Vice-Presidente Nazionale, potentissimo uomo del Veneto e poi ecco la chicca assumerà la carica di Eminentissimo Segretario Nazionale con ampi e variegati poteri......e il giochino è fatto ( quello delle tre carte). Contenti pecoroni ??????
E le altre cariche ?
Gia tutto fatto, le spartizioni di rito si stanno concludendo in quello spirito democratico di costruttiva collaborazione che è il sale dell'attività della Categoria.
Come vedete la storiella è nuova ma non è cambiato niente questa è la furbata.
Una rimescolatina alla ribollita e tutto è..........come primaaaaaa....e più di prima.!
Un pecoronissimo...cordiale saluto.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/05
E allora diciamo queste bricconate; chi sa che non ci facciano un pò sorridere.....che fa sembre bene.
Si dice.......si dice...... che il Presidente Nazionale non si ricandiderà ( calma) alla Presdienza anche se ovviamente è scontata la sua corsa per essere consigliere nazionale. Pazienza che vi spiego il perchè....curiosoniiiii.
Ora se è vero ( ne dubito!!!) che rinuncia alla presidenza ma resta consigliere nazionale cosa cambia???
Chi sarà il futuro Presidente, Vice Presidente, Segretario, Tesoriere.?
Ecco a voi ( si dice) il giro di giostra e tutto è fatto....come prima.
Il nostro Presidentone tirerà la campagna elettorale al fedelissimo numero due Vice-Presidente Nazionale, potentissimo uomo del Veneto e poi ecco la chicca assumerà la carica di Eminentissimo Segretario Nazionale con ampi e variegati poteri......e il giochino è fatto ( quello delle tre carte). Contenti pecoroni ??????
E le altre cariche ?
Gia tutto fatto, le spartizioni di rito si stanno concludendo in quello spirito democratico di costruttiva collaborazione che è il sale dell'attività della Categoria.
Come vedete la storiella è nuova ma non è cambiato niente questa è la furbata.
Una rimescolatina alla ribollita e tutto è..........come primaaaaaa....e più di prima.!
Un pecoronissimo...cordiale saluto.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/05
martedì 3 maggio 2011
ORDINE DEL GIORNO DEL CONGRESSO NAZIONALE:non vi sembra un deliberato di una Organizzazione Professionale Agricola.....e la PROFESSIONE DI PERITO AGRARIO !!!!!!
Di seguito per correttezza di informazione pubblichiamo parte della circolare del CNPA in merito al Congresso Nazionale tenutosi a Marsala il 27 - 28 Aprile c.a.
Alcune nostre opinioni sono state espresse con la massima trasparenza e crediamo sia legittimo aprire un confronto e un dibattito in vista della prossima scadenza elettorale di ottobre per il rinnovo del Consiglio nazionale perchè così è impensabile andare avanti........se ci interessa la professione altrimenti..........a voi la conclusione..
CIRCOLARE DEL COLLEGIO NAZIONALEOGGETTO :circ. 13/2011
Si porta a conoscenza dei Collegi in indirizzo che in merito a:
1. Celebrazione del XVII Congresso Nazionale della Categoria – Marsala (Tp) – 27-
28 aprile 2011 : si è concluso il Congresso che, a detta dei partecipanti Congressisti,
Relatori ed Ospiti è stato di grande importanza sia per la tematica discussa che per lo
spessore delle relazioni ufficiali e degli interventi programmati.
In attesa di poter utilizzare il materiale a disposizione, dopo aver ringraziato coloro che
hanno reso possibile la celebrazione congressuale – e primo tra questi il Consiglio del
Collegio di Trapani, in allegato trasmettiamo l’Ordine del Giorno approvato dalla Assemblea
Congressuale.
2. omissis
Cordiali saluti
Il Segretario Il Presidente
(D.Di Biase) (A. Bottaro)
I Periti Agrari e i Periti Agrari Laureati d’Italia continuando nell’azione tecnico culturale già da
decenni intrapresa hanno celebrato il loro 17° congresso nazionale di categoria nei giorni 27 e 28
aprile 2011 nella bella e accogliente città di Marsala ricca di storia e di tradizioni agricole e là ove
150 anni fa partì l’azione che ha portato a l’Unità d’Italia.
Il tema “la globalizzazione dei mercati dieci anni dopo” per la sua attualità, importanza e valenza è
stato affrontato nella trattazione con argomentazioni tali da sviscerarlo in maniera approfondita al di
là di ogni aspettativa.
Dopo la ricca e interessante relazione del Presidente nazionale Andrea Bottaro si sono alternati
valenti relatori che con argomentazioni nutrite e dati hanno valorizzato il dibattito congressuale,
arricchito successivamente da relazioni specifiche esposte con competenza da illustri relatori e da
esperti colleghi su tematiche specifiche che hanno incrementato i contenuti congressuali.
Quanto emerso nel corso del ricco dibattito congressuale ed in specie su quanto argomentato in
merito allo stato di sofferenza come l’agricoltura italiana allo stato vive ha illustrato le
problematiche che generano la crisi che sono chiaramente emerse in una diagnosi acuta rilevatasi
esaustiva ed inopinabile.
E’ stato preso atto che la globalizzazione è ormai vissuta ovunque, e che questa ha prodotto nei suoi
vari, vasti ed interdipendenti aspetti, che non solo hanno investito il settore produttivo agricolo ma
l’intera società ne è rimasta coinvolta.
Si è considerato che il fenomeno globalizzazione, accelerandosi in questi ultimi anni nel settore
agroalimentare, ha aumentato il divario sui problemi inerenti la fame nel mondo esistente tra i PVS
e quelli industrializzati.
Si è visto che la delocalizzazione dei centri di produzione agro-zootecnica in altri paesi ove i salari
sono più bassi, ha determinato costi di produzione inferiori a quelli delle nostre imprese con la
conseguenza di destare maggiore interesse dell’industria di trasformazione e del commercio interno,
mettendo così fuori mercato l’impresa agricola italiana costringendola in molti casi a cessare
l’attività.
A fronte di questi effetti negativi subiti nel settore agricolo si è pervenuti nella dissertazione
congressuale a ricercare terapie che di seguito indichiamo:
A) tutti i Paesi che producono devono vendere. Ciò evidenzia che certe barriere esistenti nella
PAC attuale devono cadere e quindi diventa necessaria l’esigenza di una riforma. La nuova
PAC dovrà cambiare le regole che tengano conto che la competizione con i PVS non è
affrontabile in un mercato aperto e globalizzato. Sarà quindi necessario utilizzare al meglio
il fondo in dotazione trasferendo a tutti i comparti agricoli, non escludendo l’ambiente, gli
stessi aiuti adottando particolari criteri per evitare storture.
B) nel Paese preso atto che le aziende agricole sono stabili o in decrescenza è emerso con la
stessa inconfutabile chiarezza la necessità di una profonda ristrutturazione e
riorganizzazione delle aziende agricole italiane non trascurando le dimensioni di queste in
modo da renderle idonee a competere sul mercato globale.
Formare aziende agricole che immettano sul mercato prodotti diversi sotto il profilo della
qualità e della salubrità e quindi più appetibili sui mercati internazionali. Preso atto di
un’agricoltura vulnerabile contrassegnata da debolezze strutturali e dall’aumento della
volatilità dei prezzi si è evidenziata la necessità di un’evoluzione culturale dell’agricoltore.
Questi deve essere pronto e preparato al confronto globale e idoneo a introdurre sui mercati
le peculiarità dei propri prodotti. Che sia in grado, inoltre, di sapere interpretare normative e
direttive in modo da prevenire situazioni difficili o di emergenza.
Il congresso non ha trascurato l’esame di attuali e importanti tematiche interessanti ed apprezzabili
nella loro valenza tecnica ed informativa quali: la formazione dei professionisti; la professione del
Perito Agrario al servizio dell’energie alternative rinnovabili; la fiscalità in agricoltura; gli effetti
della globalizzazione nel settore viti-vinicolo; le principali sfide dell’agricoltura e
dell’alimentazione globalizzata; sostenibilità e multifunzionalità dell’agricoltura; il lavoro, dialogo
sociale nella filiera agro alimentare.
A fronte delle considerevoli e complesse problematiche emerse dalle esposizioni congressuali i
Periti Agrari e i Periti Agrari Laureati si propongono di:
a) impegnarsi a mantenere quel doveroso aggiornamento che li caratterizza
professionalmente conferendogli le competenze per la consulenza all’agricoltore con il
ruolo di accompagnatore per la nuova formazione culturale dello stesso non escludendo
iniziative progettuali in rapporto a nuove esigenze e all’innovazione tecnologica;
b) fare da tramite tra mondo politico, enti, organizzazioni di settore al fine di operare
congiuntamente per una più evoluta e moderna imprenditorialità agricola;
c) promuovere con una azione professionale di eccellenza il coinvolgimento delle nuove
generazioni dei tecnici affinché questi si affaccino sul mercato del lavoro con
un’adeguata preparazione e il necessario impegno ad affrontare con competenza i
problemi del settore che si presentano con l’evolversi dei tempi.
Concludendo, i Periti Agrari e i Periti Agrari Laureati ritengono di avere contribuito con questo loro
messaggio espresso ad alta voce in questa sede congressuale a fornire elementi tali da far auspicare
che questi debbano essere presi in seria considerazione nelle opportune sedi politiche e da enti e
organizzazioni del settore e da questi sviluppati nell’imminente futuro nei modi più consoni per il
progredire dell’agricoltura e della società.
Marsala, 28 aprile 2011
pt/2011/gmt/04
Alcune nostre opinioni sono state espresse con la massima trasparenza e crediamo sia legittimo aprire un confronto e un dibattito in vista della prossima scadenza elettorale di ottobre per il rinnovo del Consiglio nazionale perchè così è impensabile andare avanti........se ci interessa la professione altrimenti..........a voi la conclusione..
CIRCOLARE DEL COLLEGIO NAZIONALEOGGETTO :circ. 13/2011
Si porta a conoscenza dei Collegi in indirizzo che in merito a:
1. Celebrazione del XVII Congresso Nazionale della Categoria – Marsala (Tp) – 27-
28 aprile 2011 : si è concluso il Congresso che, a detta dei partecipanti Congressisti,
Relatori ed Ospiti è stato di grande importanza sia per la tematica discussa che per lo
spessore delle relazioni ufficiali e degli interventi programmati.
In attesa di poter utilizzare il materiale a disposizione, dopo aver ringraziato coloro che
hanno reso possibile la celebrazione congressuale – e primo tra questi il Consiglio del
Collegio di Trapani, in allegato trasmettiamo l’Ordine del Giorno approvato dalla Assemblea
Congressuale.
2. omissis
Cordiali saluti
Il Segretario Il Presidente
(D.Di Biase) (A. Bottaro)
Collegio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati
presso il Ministero della Giustizia
LA GLOBALIZZAZIONE 10 ANNI DOPO
Il contributo dei Periti Agrari
Ordine del giorno
I Periti Agrari e i Periti Agrari Laureati d’Italia continuando nell’azione tecnico culturale già da
decenni intrapresa hanno celebrato il loro 17° congresso nazionale di categoria nei giorni 27 e 28
aprile 2011 nella bella e accogliente città di Marsala ricca di storia e di tradizioni agricole e là ove
150 anni fa partì l’azione che ha portato a l’Unità d’Italia.
Il tema “la globalizzazione dei mercati dieci anni dopo” per la sua attualità, importanza e valenza è
stato affrontato nella trattazione con argomentazioni tali da sviscerarlo in maniera approfondita al di
là di ogni aspettativa.
Dopo la ricca e interessante relazione del Presidente nazionale Andrea Bottaro si sono alternati
valenti relatori che con argomentazioni nutrite e dati hanno valorizzato il dibattito congressuale,
arricchito successivamente da relazioni specifiche esposte con competenza da illustri relatori e da
esperti colleghi su tematiche specifiche che hanno incrementato i contenuti congressuali.
Quanto emerso nel corso del ricco dibattito congressuale ed in specie su quanto argomentato in
merito allo stato di sofferenza come l’agricoltura italiana allo stato vive ha illustrato le
problematiche che generano la crisi che sono chiaramente emerse in una diagnosi acuta rilevatasi
esaustiva ed inopinabile.
E’ stato preso atto che la globalizzazione è ormai vissuta ovunque, e che questa ha prodotto nei suoi
vari, vasti ed interdipendenti aspetti, che non solo hanno investito il settore produttivo agricolo ma
l’intera società ne è rimasta coinvolta.
Si è considerato che il fenomeno globalizzazione, accelerandosi in questi ultimi anni nel settore
agroalimentare, ha aumentato il divario sui problemi inerenti la fame nel mondo esistente tra i PVS
e quelli industrializzati.
Si è visto che la delocalizzazione dei centri di produzione agro-zootecnica in altri paesi ove i salari
sono più bassi, ha determinato costi di produzione inferiori a quelli delle nostre imprese con la
conseguenza di destare maggiore interesse dell’industria di trasformazione e del commercio interno,
mettendo così fuori mercato l’impresa agricola italiana costringendola in molti casi a cessare
l’attività.
A fronte di questi effetti negativi subiti nel settore agricolo si è pervenuti nella dissertazione
congressuale a ricercare terapie che di seguito indichiamo:
A) tutti i Paesi che producono devono vendere. Ciò evidenzia che certe barriere esistenti nella
PAC attuale devono cadere e quindi diventa necessaria l’esigenza di una riforma. La nuova
PAC dovrà cambiare le regole che tengano conto che la competizione con i PVS non è
affrontabile in un mercato aperto e globalizzato. Sarà quindi necessario utilizzare al meglio
il fondo in dotazione trasferendo a tutti i comparti agricoli, non escludendo l’ambiente, gli
stessi aiuti adottando particolari criteri per evitare storture.
B) nel Paese preso atto che le aziende agricole sono stabili o in decrescenza è emerso con la
stessa inconfutabile chiarezza la necessità di una profonda ristrutturazione e
riorganizzazione delle aziende agricole italiane non trascurando le dimensioni di queste in
modo da renderle idonee a competere sul mercato globale.
Formare aziende agricole che immettano sul mercato prodotti diversi sotto il profilo della
qualità e della salubrità e quindi più appetibili sui mercati internazionali. Preso atto di
un’agricoltura vulnerabile contrassegnata da debolezze strutturali e dall’aumento della
volatilità dei prezzi si è evidenziata la necessità di un’evoluzione culturale dell’agricoltore.
Questi deve essere pronto e preparato al confronto globale e idoneo a introdurre sui mercati
le peculiarità dei propri prodotti. Che sia in grado, inoltre, di sapere interpretare normative e
direttive in modo da prevenire situazioni difficili o di emergenza.
Il congresso non ha trascurato l’esame di attuali e importanti tematiche interessanti ed apprezzabili
nella loro valenza tecnica ed informativa quali: la formazione dei professionisti; la professione del
Perito Agrario al servizio dell’energie alternative rinnovabili; la fiscalità in agricoltura; gli effetti
della globalizzazione nel settore viti-vinicolo; le principali sfide dell’agricoltura e
dell’alimentazione globalizzata; sostenibilità e multifunzionalità dell’agricoltura; il lavoro, dialogo
sociale nella filiera agro alimentare.
A fronte delle considerevoli e complesse problematiche emerse dalle esposizioni congressuali i
Periti Agrari e i Periti Agrari Laureati si propongono di:
a) impegnarsi a mantenere quel doveroso aggiornamento che li caratterizza
professionalmente conferendogli le competenze per la consulenza all’agricoltore con il
ruolo di accompagnatore per la nuova formazione culturale dello stesso non escludendo
iniziative progettuali in rapporto a nuove esigenze e all’innovazione tecnologica;
b) fare da tramite tra mondo politico, enti, organizzazioni di settore al fine di operare
congiuntamente per una più evoluta e moderna imprenditorialità agricola;
c) promuovere con una azione professionale di eccellenza il coinvolgimento delle nuove
generazioni dei tecnici affinché questi si affaccino sul mercato del lavoro con
un’adeguata preparazione e il necessario impegno ad affrontare con competenza i
problemi del settore che si presentano con l’evolversi dei tempi.
Concludendo, i Periti Agrari e i Periti Agrari Laureati ritengono di avere contribuito con questo loro
messaggio espresso ad alta voce in questa sede congressuale a fornire elementi tali da far auspicare
che questi debbano essere presi in seria considerazione nelle opportune sedi politiche e da enti e
organizzazioni del settore e da questi sviluppati nell’imminente futuro nei modi più consoni per il
progredire dell’agricoltura e della società.
Marsala, 28 aprile 2011
pt/2011/gmt/04
lunedì 2 maggio 2011
CONGRESSO NAZIONALE: UN FLOP... che disastro!!!!!
Purtroppo come avevamo previsto sulle pagine di questo blog il Congresso Nazionale è stato un flop.
Si sentiva nell'aria, nel tema affrontato lontano dai veri problemi della categoria, nei silenzi di tanti che poi non hanno partecipato, nel distacco che sempre di più c'è tra gli iscritti e il CNPA. Si sono spesi soldi e tempo senza un concreto riscontro per la categoria che resta comunque al palo con tutti i problemi di ieri. e di oggi.
Che amarezza !!!!
Un risultato annunciato di scelte avventate prive di un disegno strategico per il nostro domani avulse dalla realtà che una professione moderna e attenta dovrebbe avere soprattutto per i giovani.
Un segnale chiaro che un'era è finita e con essa spero non finisca anche la nostra storia professionale.
Che tristezza !!!!
Giriamo pagina, se ce ne sono ancora, e MANDIAMO A CASA QUESTA INUTILE CLASSE DIRIGENTE.
Collegi Provinciali con relativi Consigli adesso tocca a voi decidere...la realtà del dissatro è sotto gli occchi di tutti altre scappatoie non ci sono ...la responsabilità è nelle vostre mani ........ognuno assuma la propria.
SVEGLIA...SVEGLIA....... UNITI FORSE POSSIAMO FARCELA!!!!!!
I COLLEGI PROVINCIALI DELIBERINO E TRASMETTANO PER ISCRITTO LA RICHIESTA DI DIMISSIONI DEL CONSIGLIO NAZIONALE E OGNI COLLEGIO INFORMI DEL SUO OPERATO TUTTI I COLLEGI D'ITALIA.
SE CI SIETE...BATTETE UN COLPO..........AVANTI O PRODI O SI FA IL NUOVO CNPA O SI E' DI CUL........
Cordialmente
Periti AgrariLiberi
pt/2011/gmt/05
Si sentiva nell'aria, nel tema affrontato lontano dai veri problemi della categoria, nei silenzi di tanti che poi non hanno partecipato, nel distacco che sempre di più c'è tra gli iscritti e il CNPA. Si sono spesi soldi e tempo senza un concreto riscontro per la categoria che resta comunque al palo con tutti i problemi di ieri. e di oggi.
Che amarezza !!!!
Un risultato annunciato di scelte avventate prive di un disegno strategico per il nostro domani avulse dalla realtà che una professione moderna e attenta dovrebbe avere soprattutto per i giovani.
Un segnale chiaro che un'era è finita e con essa spero non finisca anche la nostra storia professionale.
Che tristezza !!!!
Giriamo pagina, se ce ne sono ancora, e MANDIAMO A CASA QUESTA INUTILE CLASSE DIRIGENTE.
Collegi Provinciali con relativi Consigli adesso tocca a voi decidere...la realtà del dissatro è sotto gli occchi di tutti altre scappatoie non ci sono ...la responsabilità è nelle vostre mani ........ognuno assuma la propria.
SVEGLIA...SVEGLIA....... UNITI FORSE POSSIAMO FARCELA!!!!!!
I COLLEGI PROVINCIALI DELIBERINO E TRASMETTANO PER ISCRITTO LA RICHIESTA DI DIMISSIONI DEL CONSIGLIO NAZIONALE E OGNI COLLEGIO INFORMI DEL SUO OPERATO TUTTI I COLLEGI D'ITALIA.
SE CI SIETE...BATTETE UN COLPO..........AVANTI O PRODI O SI FA IL NUOVO CNPA O SI E' DI CUL........
Cordialmente
Periti AgrariLiberi
pt/2011/gmt/05
giovedì 28 aprile 2011
CONGRESSO NAZIONALE: DATECI QUALCHE NOTIZIA ????
Il Congresso Nazionale dei Periti Agrari si è aperto martedì 26 aprile a Marsala (Tp) nella bellissima Sicilia.
Un incontro di primissimo piano anche se i temi veri della categoria sono elusi salvo non ci sia qulache collega con il caraggio di intervenire e dire come stanno veramente le cose. Comunque vada vorremmo avere se possibile qualche notizia in diretta dagli amici presenti.
Buon lavoro.
PeritiAgrariLiberi
pt/2011/gmt/04
Un incontro di primissimo piano anche se i temi veri della categoria sono elusi salvo non ci sia qulache collega con il caraggio di intervenire e dire come stanno veramente le cose. Comunque vada vorremmo avere se possibile qualche notizia in diretta dagli amici presenti.
Buon lavoro.
PeritiAgrariLiberi
pt/2011/gmt/04
martedì 19 aprile 2011
CONTRIBUTO INTEGRATIVO PIU' CARO ?????
Contributo integrativo più caro per i professionisti ma l'aumento graverà sulla parcella del cliente Via libera del Senato al disegno di legge Lo Presti.
Per gli enti previdenziali che adottano il sistema di calcolo contributivo si fa sempre più concreta la possibilità di elevare il contributo integrativo fino al 5 per cento. Un aumento che peserà nelle tasche dei clienti: l'integrativo, infatti, viene loro addebitato in parcella.
Attualmente questo contributo è fermo al 2% per le casse di previdenza nate nel 1996, con il decreto legislativo 103. Si tratta degli enti previdenziali di agrotecnici, biologi, infermieri, periti agrari, periti industriali, agronomi e forestali, attuari, geologi, chimici e psicologi. La novità interessa anche dottori commercialisti e ragionieri, che attualmente applicano un integrativo pari al 4%, le uniche due casse professionali privatizzate con il decreto legislativo 509/1994 che adottano il calcolo contributivo. Una scelta fatta per garantire stabilità al sistema perché la pensione viene parametrata ai contributi versati e non alla media degli ultimi redditi percepiti come prevede, invece, il sistema retributivo. E proprio per premiare questa scelta è stato concesso a queste due categorie di portare l'integrativo al 4%, ai ragionieri in via definitiva mentre ai dottori commercialisti in via provvisoria (il ritorno al 2% è previsto per il 1° gennaio 2012).
L'impatto dell'integrativo sulla dote individuale può essere significativo e può rivelarsi anche una leva per spingere i neo professionisti a investire di più nella loro pensione. «A questo proposito - ricorda Antonio Pastore dell'Associazione italiana dottori commercialisti, tra i più impegnati sostenitori del disegno di legge Lo Presti - i dottori commercialisti hanno votato una delibera, ora al vaglio dei ministeri dell'Economia e del Lavoro, che premia chi sceglie di versare più del minimo richiesto». Un incentivo che può rivelarsi utile visto che attualmente sono una minoranza i professionisti che versano volontariamente contributi soggettivi superiori al minimo obbligatorio (che è pari al 10% e, nel caso dei ragionieri, all'8,5%).
Per Tomaso Zanoletti, relatore del provvedimento, l'approvazione del Ddl Lo Presti «è un passo piccolo ma significativo, che va verso una previdenza moderna e tiene conto della mutata realtà», e cioè un ingresso posticipato nel mondo del lavoro è una vita media che va allungandosi sempre di più.
Nino Lo Presti si dice soddisfatto per il bel risultato «soprattutto per le giovani generazioni» e poco preoccupato per la terza lettura alla Camera che, afferma, «dovrebbe essere un passaggio formale: il testo è praticamente uguale a quello votato a larga maggioranza un anno fa».
I giovani professionisti guardano con diffidenza alla previdenza, il cui equilibrio è stato fortemente compromesso da un sistema retributivo che, per molti anni, è stato troppo generoso verso i pensionati (quanto versato è stato restituito nei primi tre/quattro anni di pensione). E per Luigi Carunchio, presidente dell'Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti, il disegno di legge approvato ieri «è l'unico atto concreto fatto per riportare un po' di equilibrio nella previdenza delle giovani generazioni. Ora - prosegue Carunchio - spero che la Camera voti al più presto perché ogni giorno che passa si traduce in pensioni future meno adeguate».
Tratto da Il sole 24 ore del 6 aprile
pt/2011/gmt/04
Per gli enti previdenziali che adottano il sistema di calcolo contributivo si fa sempre più concreta la possibilità di elevare il contributo integrativo fino al 5 per cento. Un aumento che peserà nelle tasche dei clienti: l'integrativo, infatti, viene loro addebitato in parcella.
Attualmente questo contributo è fermo al 2% per le casse di previdenza nate nel 1996, con il decreto legislativo 103. Si tratta degli enti previdenziali di agrotecnici, biologi, infermieri, periti agrari, periti industriali, agronomi e forestali, attuari, geologi, chimici e psicologi. La novità interessa anche dottori commercialisti e ragionieri, che attualmente applicano un integrativo pari al 4%, le uniche due casse professionali privatizzate con il decreto legislativo 509/1994 che adottano il calcolo contributivo. Una scelta fatta per garantire stabilità al sistema perché la pensione viene parametrata ai contributi versati e non alla media degli ultimi redditi percepiti come prevede, invece, il sistema retributivo. E proprio per premiare questa scelta è stato concesso a queste due categorie di portare l'integrativo al 4%, ai ragionieri in via definitiva mentre ai dottori commercialisti in via provvisoria (il ritorno al 2% è previsto per il 1° gennaio 2012).
L'impatto dell'integrativo sulla dote individuale può essere significativo e può rivelarsi anche una leva per spingere i neo professionisti a investire di più nella loro pensione. «A questo proposito - ricorda Antonio Pastore dell'Associazione italiana dottori commercialisti, tra i più impegnati sostenitori del disegno di legge Lo Presti - i dottori commercialisti hanno votato una delibera, ora al vaglio dei ministeri dell'Economia e del Lavoro, che premia chi sceglie di versare più del minimo richiesto». Un incentivo che può rivelarsi utile visto che attualmente sono una minoranza i professionisti che versano volontariamente contributi soggettivi superiori al minimo obbligatorio (che è pari al 10% e, nel caso dei ragionieri, all'8,5%).
Per Tomaso Zanoletti, relatore del provvedimento, l'approvazione del Ddl Lo Presti «è un passo piccolo ma significativo, che va verso una previdenza moderna e tiene conto della mutata realtà», e cioè un ingresso posticipato nel mondo del lavoro è una vita media che va allungandosi sempre di più.
Nino Lo Presti si dice soddisfatto per il bel risultato «soprattutto per le giovani generazioni» e poco preoccupato per la terza lettura alla Camera che, afferma, «dovrebbe essere un passaggio formale: il testo è praticamente uguale a quello votato a larga maggioranza un anno fa».
I giovani professionisti guardano con diffidenza alla previdenza, il cui equilibrio è stato fortemente compromesso da un sistema retributivo che, per molti anni, è stato troppo generoso verso i pensionati (quanto versato è stato restituito nei primi tre/quattro anni di pensione). E per Luigi Carunchio, presidente dell'Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti, il disegno di legge approvato ieri «è l'unico atto concreto fatto per riportare un po' di equilibrio nella previdenza delle giovani generazioni. Ora - prosegue Carunchio - spero che la Camera voti al più presto perché ogni giorno che passa si traduce in pensioni future meno adeguate».
Tratto da Il sole 24 ore del 6 aprile
pt/2011/gmt/04
RIORDINO DELL'ORDINAMENTO PROFESSIONALE E ADEGUAMENTO DELLE TARIFFE ALLE NUOVE COMPETENZE........A CHE PUNTO SIAMO??????
Dopo ripetute promesse bottariane durante gli incontri che abbiamo avuto, ultimo quello " incandescente di Bergamo" con il Consiglio Lombardo dei Periti Agrari vorremmo essere aggiornati ( come promesso) sulla stato dell'iter delle iniziative promosse nelle istituzioni competenti.
Ordinamento e tariffe sono temi prioritari per l'attività professionale e sssendo ormai lettera morta il progetto COGEPAPI ( fusione collegi e casse) è d'obbligo affrontarli con tempestività e determinazione come hanno fatto altre professioni.
Mi rendo conto che l'interesse è centrato sul Congresso Nazionale che sta assorbendo ormai da mesi l'attività del CNPA e non poche risorse finanziarie........forse al tema del mercato l'esercizio della nostra professione meriterebbe più attenzione non credete !!!!
Su.......caro Presidente ci dia delle nuove positive una volta tanto......vista la pazienza ce le meritiamo.
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi
P.S. dimenticavo e il bilancio del CNPA........si può vedere o è ancora segretato ??????????
pt/2011/gmt/04
Ordinamento e tariffe sono temi prioritari per l'attività professionale e sssendo ormai lettera morta il progetto COGEPAPI ( fusione collegi e casse) è d'obbligo affrontarli con tempestività e determinazione come hanno fatto altre professioni.
Mi rendo conto che l'interesse è centrato sul Congresso Nazionale che sta assorbendo ormai da mesi l'attività del CNPA e non poche risorse finanziarie........forse al tema del mercato l'esercizio della nostra professione meriterebbe più attenzione non credete !!!!
Su.......caro Presidente ci dia delle nuove positive una volta tanto......vista la pazienza ce le meritiamo.
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi
P.S. dimenticavo e il bilancio del CNPA........si può vedere o è ancora segretato ??????????
pt/2011/gmt/04
AIUTI AL FOTOVOLTAICO FINO AL 2017.........
Aiuti al fotovoltaico fino al 2017, anno in cui si prevede il raggiungimento della grid parity
18/04/2011 - Il nuovo regime di incentivazione al fotovoltaico prevederà un tetto di spesa semestrale o annuale e si esaurirà nel 2017, al previsto raggiungimento della grid parity. Lo ha detto qualche giorno fa il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, al termine di un convegno.
18/04/2011 - Il nuovo regime di incentivazione al fotovoltaico prevederà un tetto di spesa semestrale o annuale e si esaurirà nel 2017, al previsto raggiungimento della grid parity. Lo ha detto qualche giorno fa il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, al termine di un convegno.
I PARCHI DELLA LOMBARDIA: NOVITA'
Ecco come cambieranno i parchi lombardi.
Andrea Pellegatta
PDL num. 76: NUOVA ORGANIZZAZIONE DEGLI ENTI GESTORI DELLE AREE REGIONALI PROTETTE E MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 30 NOVEMBRE 1983, N. 86 (PIANO GENERALE DELLE AREE REGIONALI PROTETTE. NORME PER L'ISTITUZIONE E LA GESTIONE DELLE RISERVE, DEI PARCHI E DEI MONUMENTI NATURALI, NONCHÈ DELLE AREE DI PARTICOLARE RILEVANZA NATURALE E AMBIENTALE)
Data presentazione : 03/02/2011
Stato attuale : Preso in carico dalla commissione
1 febbraio 2011
(Ln - Milano) La Giunta regionale lombarda, su proposta del presidente Roberto Formigoni e di concerto con l'assessore ai Sistemi verdi e Paesaggio Alessandro Colucci, ha approvato il Progetto di legge che riforma l'organizzazione degli enti gestori delle aree regionali protette e modifica la vecchia legge sui Parchi. In pratica si passa dai Consorzi a nuovi più snelli Enti pubblici, con un modello gestionale più efficiente e una conseguente riduzione delle spese improduttive. Il nuovo testo sarà ora sottoposto all'approvazione del Consiglio regionale.
"E' una riforma - spiega Colucci - che rilancia e modernizza un sistema verde straordinario, che copre il 30 per cento del nostro territorio, dando forza a un comparto su cui Regione Lombardia ha puntato molto negli ultimi anni. E' assolutamente confermato il ruolo centrale degli Enti territoriali e la piena autonomia gestionale dei Parchi, con una cabina di regia regionale che ci è stata fortemente richiesta".
"Va ricordato - aggiunge l'assessore - che, anche dal punto di vista economico, vi è sempre stato un sostegno forte di Regione Lombardia, che negli ultimi dieci anni ha investito nei parchi e nelle aree protette qualcosa come 200 milioni di euro. Anche per il 2011, nonostante i pesanti tagli previsti dalla Finanziaria, sarà garantito il pieno funzionamento di queste aree".
ORGANI PIU' SNELLI - I nuovi Enti pubblici gestori dei parchi saranno costituiti con la partecipazione, anche in termini contributivi, degli Enti locali territorialmente interessati (Comuni, Province, Comunità Montane), nonché di quelli che vi aderiscono volontariamente. E' prevista poi l'istituzione della Comunità del Parco, composta da un rappresentante per ciascuno degli enti territorialmente interessati, nonché da quelli volontariamente aderenti, nella persona dei sindaci e dei presidenti delle Province e delle Comunità Montane.
Gli Enti saranno retti da un Consiglio di gestione composto da tre o cinque membri, compreso il presidente, tutti eletti dalla Comunità del Parco (uno su designazione della Giunta regionale). Il direttore, con incarico conferito dal presidente, sarà scelto dall'apposito elenco regionale in cui vengono iscritti coloro che presentano precisi requisiti di competenza e professionalità. Vi sarà infine un unico revisore dei conti, nominato dalla Comunità del Parco su designazione del Consiglio regionale.
ENTI PIU' EFFICIENTI E MENO COSTOSI - Il Testo licenziato dalla Giunta prevede anche che i nuovi Enti costino meno. I parchi potranno dunque gestire in forma associata o convenzionata funzioni legali, tecniche e di comunicazione. La legge definisce poi procedure semplificate per l'individuazione dei parchi naturali, per le rettifiche ai confini e per l'approvazione del Piano del Parco naturale.
"Questo percorso di riforma - conclude l'assessore Colucci - è stato fortemente condiviso. Fin dall'inizio della legislatura, proprio per avviare un percorso di rilancio delle aree protette, abbiamo cercato, con i presidenti dei Parchi, un rapporto di proficua e intensa collaborazione, che è stato caratterizzato, oltre che da numerosi incontri formali, anche da occasioni di visite agli stessi parchi e da contatti diretti e personali, proprio a significare l'importanza di un costante dialogo".
(Lombardia Notizie)
Testo Pdl in Commissione
Dossier
http://www.consiglio.regione.lombardia.it/web/crl/AttivitaConsiliari/LavoriCommissioni/ElencoGenerale?p_p_id=AnagraficaPDL_WAR_NavigatorePDL_INSTANCE_GE7p&p_p_action=0&p_p_state=maximized&p_p_mode=view&p_p_col_id=column-
Nota
Con la IX legislatura, Regione Lombardia ha voluto creare un nuovo assessorato interamente dedicato alle tematiche dei parchi, delle aree protette, dei sistemi verdi, delle foreste e del paesaggio. La riunione di queste competenze sotto un unico soggetto di governo è finalizzata a favorire l’integrazione delle azioni specifiche e ampliarne gli effetti complessivi nella valorizzazione di un importante patrimonio lombardo. È una scelta che permette di rafforzare la capacità di costruire sistemi verdi, per realizzare l’infrastrutturazione verde del territorio della Lombardia.
Il progetto di legge n. 76, attualmente all’esame della competente commissione consiliare, si propone di valorizzare la peculiarità del modello sovracomunale di gestione e organizzazione delle aree protette lombarde, preservarne il patrimonio e promuovere un rilancio del sistema regionale.
Le linee guida della revisione normativa sono state oggetto, fin dall’inizio della nuova legislatura, di confronto tra l’Assessorato e la Direzione generale e i Presidenti e Direttori delle aree protette, oltre che con i rappresentanti degli enti locali, delle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni agricole.
Anche gli “Stati generali”, che si sono svolti in 5 tappe intineranti sul territorio tra il 15 ottobre e il 4 novembre 2010, sono stati occasione per valorizzare le qualità e le potenzialità del sistema delle aree protette, attraverso una azione di ascolto dei bisogni, delle aspettative e delle prospettive di sviluppo dei soggetti istituzionali e locali
Rispetto a quanto evidenziato nella Mozione, si rileva che, coerentemente con il mandato ricevuto dal Consiglio regionale, il progetto di legge conferma la centralità dei comuni nella governance dei parchi lombardi e non è previsto alcun centralismo regionale della gestione dei parchi.
La trasformazione da consorzio ad ente pubblico è peraltro obbligata, a seguito dell’entrata in vigore delle disposizioni del Decreto Milleproroghe, che prevedono la soppressione dei consorzi a partire dal 1 gennaio 2012.
In ogni caso, la trasformazione non comporta in nessun modo uno sganciamento dal rapporto con i territori, che viene invece riconfermato, affidando un ruolo centrale ai sindaci, che rappresentano il proprio comune nella comunità del parco.
La trasformazione avviene mediante semplice adeguamento dell’attuale statuto del parco, e la legge stabilisce espressamente che il nuovo ente gestore continua nella titolarità di tutti i rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo al precedente consorzio.
La governance dei parchi resta quindi fortemente ancorata al territorio di appartenenza; nessuno ha infatti in mente di rivedere un sistema che ha consentito di raggiungere risultati molto apprezzati nella tutela del territorio.
pt/2011/gmt/04
Andrea Pellegatta
PDL num. 76: NUOVA ORGANIZZAZIONE DEGLI ENTI GESTORI DELLE AREE REGIONALI PROTETTE E MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 30 NOVEMBRE 1983, N. 86 (PIANO GENERALE DELLE AREE REGIONALI PROTETTE. NORME PER L'ISTITUZIONE E LA GESTIONE DELLE RISERVE, DEI PARCHI E DEI MONUMENTI NATURALI, NONCHÈ DELLE AREE DI PARTICOLARE RILEVANZA NATURALE E AMBIENTALE)
Data presentazione : 03/02/2011
Stato attuale : Preso in carico dalla commissione
1 febbraio 2011
(Ln - Milano) La Giunta regionale lombarda, su proposta del presidente Roberto Formigoni e di concerto con l'assessore ai Sistemi verdi e Paesaggio Alessandro Colucci, ha approvato il Progetto di legge che riforma l'organizzazione degli enti gestori delle aree regionali protette e modifica la vecchia legge sui Parchi. In pratica si passa dai Consorzi a nuovi più snelli Enti pubblici, con un modello gestionale più efficiente e una conseguente riduzione delle spese improduttive. Il nuovo testo sarà ora sottoposto all'approvazione del Consiglio regionale.
"E' una riforma - spiega Colucci - che rilancia e modernizza un sistema verde straordinario, che copre il 30 per cento del nostro territorio, dando forza a un comparto su cui Regione Lombardia ha puntato molto negli ultimi anni. E' assolutamente confermato il ruolo centrale degli Enti territoriali e la piena autonomia gestionale dei Parchi, con una cabina di regia regionale che ci è stata fortemente richiesta".
"Va ricordato - aggiunge l'assessore - che, anche dal punto di vista economico, vi è sempre stato un sostegno forte di Regione Lombardia, che negli ultimi dieci anni ha investito nei parchi e nelle aree protette qualcosa come 200 milioni di euro. Anche per il 2011, nonostante i pesanti tagli previsti dalla Finanziaria, sarà garantito il pieno funzionamento di queste aree".
ORGANI PIU' SNELLI - I nuovi Enti pubblici gestori dei parchi saranno costituiti con la partecipazione, anche in termini contributivi, degli Enti locali territorialmente interessati (Comuni, Province, Comunità Montane), nonché di quelli che vi aderiscono volontariamente. E' prevista poi l'istituzione della Comunità del Parco, composta da un rappresentante per ciascuno degli enti territorialmente interessati, nonché da quelli volontariamente aderenti, nella persona dei sindaci e dei presidenti delle Province e delle Comunità Montane.
Gli Enti saranno retti da un Consiglio di gestione composto da tre o cinque membri, compreso il presidente, tutti eletti dalla Comunità del Parco (uno su designazione della Giunta regionale). Il direttore, con incarico conferito dal presidente, sarà scelto dall'apposito elenco regionale in cui vengono iscritti coloro che presentano precisi requisiti di competenza e professionalità. Vi sarà infine un unico revisore dei conti, nominato dalla Comunità del Parco su designazione del Consiglio regionale.
ENTI PIU' EFFICIENTI E MENO COSTOSI - Il Testo licenziato dalla Giunta prevede anche che i nuovi Enti costino meno. I parchi potranno dunque gestire in forma associata o convenzionata funzioni legali, tecniche e di comunicazione. La legge definisce poi procedure semplificate per l'individuazione dei parchi naturali, per le rettifiche ai confini e per l'approvazione del Piano del Parco naturale.
"Questo percorso di riforma - conclude l'assessore Colucci - è stato fortemente condiviso. Fin dall'inizio della legislatura, proprio per avviare un percorso di rilancio delle aree protette, abbiamo cercato, con i presidenti dei Parchi, un rapporto di proficua e intensa collaborazione, che è stato caratterizzato, oltre che da numerosi incontri formali, anche da occasioni di visite agli stessi parchi e da contatti diretti e personali, proprio a significare l'importanza di un costante dialogo".
(Lombardia Notizie)
Testo Pdl in Commissione
Dossier
http://www.consiglio.regione.lombardia.it/web/crl/AttivitaConsiliari/LavoriCommissioni/ElencoGenerale?p_p_id=AnagraficaPDL_WAR_NavigatorePDL_INSTANCE_GE7p&p_p_action=0&p_p_state=maximized&p_p_mode=view&p_p_col_id=column-
Nota
Con la IX legislatura, Regione Lombardia ha voluto creare un nuovo assessorato interamente dedicato alle tematiche dei parchi, delle aree protette, dei sistemi verdi, delle foreste e del paesaggio. La riunione di queste competenze sotto un unico soggetto di governo è finalizzata a favorire l’integrazione delle azioni specifiche e ampliarne gli effetti complessivi nella valorizzazione di un importante patrimonio lombardo. È una scelta che permette di rafforzare la capacità di costruire sistemi verdi, per realizzare l’infrastrutturazione verde del territorio della Lombardia.
Il progetto di legge n. 76, attualmente all’esame della competente commissione consiliare, si propone di valorizzare la peculiarità del modello sovracomunale di gestione e organizzazione delle aree protette lombarde, preservarne il patrimonio e promuovere un rilancio del sistema regionale.
Le linee guida della revisione normativa sono state oggetto, fin dall’inizio della nuova legislatura, di confronto tra l’Assessorato e la Direzione generale e i Presidenti e Direttori delle aree protette, oltre che con i rappresentanti degli enti locali, delle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni agricole.
Anche gli “Stati generali”, che si sono svolti in 5 tappe intineranti sul territorio tra il 15 ottobre e il 4 novembre 2010, sono stati occasione per valorizzare le qualità e le potenzialità del sistema delle aree protette, attraverso una azione di ascolto dei bisogni, delle aspettative e delle prospettive di sviluppo dei soggetti istituzionali e locali
Rispetto a quanto evidenziato nella Mozione, si rileva che, coerentemente con il mandato ricevuto dal Consiglio regionale, il progetto di legge conferma la centralità dei comuni nella governance dei parchi lombardi e non è previsto alcun centralismo regionale della gestione dei parchi.
La trasformazione da consorzio ad ente pubblico è peraltro obbligata, a seguito dell’entrata in vigore delle disposizioni del Decreto Milleproroghe, che prevedono la soppressione dei consorzi a partire dal 1 gennaio 2012.
In ogni caso, la trasformazione non comporta in nessun modo uno sganciamento dal rapporto con i territori, che viene invece riconfermato, affidando un ruolo centrale ai sindaci, che rappresentano il proprio comune nella comunità del parco.
La trasformazione avviene mediante semplice adeguamento dell’attuale statuto del parco, e la legge stabilisce espressamente che il nuovo ente gestore continua nella titolarità di tutti i rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo al precedente consorzio.
La governance dei parchi resta quindi fortemente ancorata al territorio di appartenenza; nessuno ha infatti in mente di rivedere un sistema che ha consentito di raggiungere risultati molto apprezzati nella tutela del territorio.
pt/2011/gmt/04
giovedì 14 aprile 2011
TUTTI CONTRO TUTTI !!!!!
In questi ultimi tempi dato che siamo nel vivo della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Nazionale è tutto un movimento di incontri, riunioni, comunicati, e.mail, progetti e programmi ecc.
Una rincorsa a conquistare i consensi della dirigenza dei Collegi Provinciali, la fiducia dei voti pesanti, il tessere carbonare relazioni a colpi di promesso e/o false-promesse ( poi si vedrà!!!!).
Si teorizza l'inutilità di dotarsi di un progetto dando priorità solo ai candidati e chi invece sostiene un " buon progetto con buoni candidati" ( sostengo questa seconda ipotesi) per dare una svolta.
C'è poi l'idea di chi dà per scontato la fine della nostra storia professionale e guarda a vie alternative.......il COGEPAPI e la fusione di collegi e casse.
Non mancono poi " l'uomo qualunque" che fomenta tutti contro tutti senza nessuna concreta alternativa ma con un forte spirito ricco d'arte dionisiaca cioè di ebrezza e estasi.
Insomma sarà un bel casino......ma ci siamo!!!!!.
La competititività con un movimentismo più o meno occulto, ipocrita, perverso non manca.....finalmente siamo vivaci.....in barba ai detrattori.
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi-
pt/2011/gmt/01
Una rincorsa a conquistare i consensi della dirigenza dei Collegi Provinciali, la fiducia dei voti pesanti, il tessere carbonare relazioni a colpi di promesso e/o false-promesse ( poi si vedrà!!!!).
Si teorizza l'inutilità di dotarsi di un progetto dando priorità solo ai candidati e chi invece sostiene un " buon progetto con buoni candidati" ( sostengo questa seconda ipotesi) per dare una svolta.
C'è poi l'idea di chi dà per scontato la fine della nostra storia professionale e guarda a vie alternative.......il COGEPAPI e la fusione di collegi e casse.
Non mancono poi " l'uomo qualunque" che fomenta tutti contro tutti senza nessuna concreta alternativa ma con un forte spirito ricco d'arte dionisiaca cioè di ebrezza e estasi.
Insomma sarà un bel casino......ma ci siamo!!!!!.
La competititività con un movimentismo più o meno occulto, ipocrita, perverso non manca.....finalmente siamo vivaci.....in barba ai detrattori.
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi-
pt/2011/gmt/01
lunedì 11 aprile 2011
INCONTRO DI ROVIGO: I CANDITATI HANNO PRESENTANO LA LORO DISPONIBILITA'
Buona la partecipazione alla riunione ( mancavano solo i rappresentanti dell'Emilia Romagna impegnati venerdì nella riunione del Coordinamento con la presenza del Presidente Nazionale) il resto dell'Italia del Nord era presente.
Dibattito e confronto non è mancato che è la cosa che interessa la Categoria e alla fine si è parlato anche di candidature come era giusto che fosse.
La disponibilità dei candidati dagli stessi ufficializzate nella riunione sono:
BENATI LORENZO PIEMONTE ricandida
BERTAZZO PAOLO LOMBARDIA ricandida
SALVAN LORENZO VENETO ricandida
I giochi sono aperti ma vorremmo sapere se ci sono altri Colleghi pronti a scendere in campo......
poi saranno i Coordinamenti e i Consigli Regionali a trovare la quadratura.......almeno si spera !!!
Buon lavoro.
PeritiAgrariLiberi
pt/2011/gmt/04
Dibattito e confronto non è mancato che è la cosa che interessa la Categoria e alla fine si è parlato anche di candidature come era giusto che fosse.
La disponibilità dei candidati dagli stessi ufficializzate nella riunione sono:
BENATI LORENZO PIEMONTE ricandida
BERTAZZO PAOLO LOMBARDIA ricandida
SALVAN LORENZO VENETO ricandida
I giochi sono aperti ma vorremmo sapere se ci sono altri Colleghi pronti a scendere in campo......
poi saranno i Coordinamenti e i Consigli Regionali a trovare la quadratura.......almeno si spera !!!
Buon lavoro.
PeritiAgrariLiberi
pt/2011/gmt/04
mercoledì 6 aprile 2011
OOOH.....RAGAZZIIII A ROVIGO SI DECIDE??????
Carissimi colleghi vicini e lontani a parte le battute ironiche che non fanno male, Sabato 9 Aprile alle ore 10 in quel di BOSARO ( prov. di Rovigo) presso il ristorante AL CAVALIERE in Via Nazionale 39 ci sarà la riunione, aperta a tutti anche se non è detto ( ospiti a coloazione.......scherzavo!!!), dei Periti Agrari del nord; cerchiamo di esserci perchè trovarci fa sempre bene ma è ovvio che non basta.....bisogna anche decidere cosa vogliamo fare da grandi visto il nostro precario futuro.
Le decisioni vertono su un interogativo chiave: siamo contenti dell'attuale situazione in cui versa la categoria????
Se sì, il problema è risolto e la nostra fine conclamata con soddisfazione dei Cogepapini.
Se no, bisogna dire cosa vogliamo fare e come.
Temi centrali:
a) la predisposizione di un programmo per il nostro futuro condiviso e innovativo ( SU QUESTO BLOG DA TEMPO E' STATA PUBBLICATA UNA BOZZA a cui hanno partecipato nella predisposizioni tanti Colleghi di tutt'Italia)
b) l'individuazione di candidature nazionali che si identifichino nel programmo e ne siano i promotori a tutti i livelli.
Su questi temi però bisogna lavorare e decidere in tempi brevi per realizzare credibilità e consenso nella Categoria per costrutire il cambiamento
Basta chiacchere ci siano dei fatti concreti, delle scelte e posizioni precise.......VOGLIAMO assunzioni di responsabilità.
I tatticismi politici e le ipocrisie non hanno più tempo......Rovigo sia la svolta.
SVEGLIA.........PERITI AGRARI LIBERI.............altrimenti ci inchiapp.....per l'ennesima volta.
Cordialmente.
Piermariua Tiraboschi
pt/2011/gmt/04
Le decisioni vertono su un interogativo chiave: siamo contenti dell'attuale situazione in cui versa la categoria????
Se sì, il problema è risolto e la nostra fine conclamata con soddisfazione dei Cogepapini.
Se no, bisogna dire cosa vogliamo fare e come.
Temi centrali:
a) la predisposizione di un programmo per il nostro futuro condiviso e innovativo ( SU QUESTO BLOG DA TEMPO E' STATA PUBBLICATA UNA BOZZA a cui hanno partecipato nella predisposizioni tanti Colleghi di tutt'Italia)
b) l'individuazione di candidature nazionali che si identifichino nel programmo e ne siano i promotori a tutti i livelli.
Su questi temi però bisogna lavorare e decidere in tempi brevi per realizzare credibilità e consenso nella Categoria per costrutire il cambiamento
Basta chiacchere ci siano dei fatti concreti, delle scelte e posizioni precise.......VOGLIAMO assunzioni di responsabilità.
I tatticismi politici e le ipocrisie non hanno più tempo......Rovigo sia la svolta.
SVEGLIA.........PERITI AGRARI LIBERI.............altrimenti ci inchiapp.....per l'ennesima volta.
Cordialmente.
Piermariua Tiraboschi
pt/2011/gmt/04
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