CAMBIO DI LINEA AD OGNI CAMBIO DI VENTO
27/07/2011
In questi giorni vanno rincorrendosi numerose iniziative congiunte fra il sistema ordinistico e le Casse di Previdenza ad esso collegate.
Il motto sembra essere: “difendersi unitariamente dagli attacchi frontali del Governo”.
Con un bliz degno delle migliori squadre d’assalto Tremonti e &. hanno cercato d’imporre un nuovo modello libero professionale, oltre all’andare all’attacco dei soliti tesoretti previdenziali.
Sin qui nulla di nuovo sotto il sole.
Le iniziative di scardinare le professioni intellettuali sono cicliche, anzi le definirei periodiche.
Ad ogni tornata elettorale, qualcuno scende dal letto dalla parte opposta col piede sbagliato e si arroga il diritto di riproporre le società di capitali soggetti gestori di servizi e prestazioni intellettuali.
Ciascuno poi lo fa a modo suo, cavalcando le condizioni congiunturali a proprio piacimento. Nessuno ha mai avanzato una qualche proposta che si fondasse su un modello di riorganizzazione delle, lo ripeto, “delle” professioni intellettuali che ne modernizzasse le gestioni, le modalità rappresentative e la solidità d’interlocuzione istituzionale. Una società moderna ha bisogno di soggetti credibili che siano interlocutori delle politiche economiche e sociali.
Questa volta l’affondo tremontiano, naufragato in una sola notte nei corridoi parlamentari, sembrava andare oltre.
Si avvertiva che il Decreto voleva non solo modificare radicalmente il sistema ordinistico italiano, ma lo voleva minare nei suoi principi fondamentali. Da questa proposta, senza alcun motivo oggettivo, salvava solo “qualcuno”.
Sin qui nulla di nuovo sotto il sole.
Quando la politica e la rappresentanza categoriale è debole, le forze avverse dilagano.
Fra un tempo e l’altro (tornata elettorale l’altra), alcuni parlamentari che sembrano usciti dal reparto di traumatologia, zoppicando hanno cercato di promuovere proposte di legge con fantasiose proposte duali, associative o altro. Meglio se condivise, ovviamente.
Intanto il problema “ordinistico” ha continuato la sua azione di strenua resistenza.
E la nostra categoria?
Tutti conosciamo la linea che ne ha caratterizzato gli ultimi vent’anni, dopo l’approvazione della legge 54/91.
Basti ripercorrere l’elenco delle nostre competenze riportato nell’art. 2 del nostro Ordinamento. Siamo ancora lì, fermi a vent’anni fa.
Come dire. La nostra azione al di la di ondivaghe e fantasiose proposte riformiste ha mirato soprattutto ad “ingessare” la categoria, lasciando che altri corressero più e meglio di noi.
Qualcuno, dal centro (nazionale), ha pensato bene di proporre una improbabile aggregazione definita con un acronimo non certo poetico Co.Ge.Pa.Pi..
Una proposta carsicamente e strumentalmente voluta e sostenuta da pochi, che continuano ad affermare che sono in molti, salvo non volere mai mettere in atto una azione di diffusa consultazione nazionale. Se si è certi delle proprie idee non si ha paura del confronto e della verifica del consenso.
E quando “qualcuno” ha creduto di immettere qualche diversa considerazione nel contesto del dibattito generale è stato deposto nel magazzino dei dimenticati. Fatto salva la circostanza che i mezzi di divulgazione non abbisognino più di “autorizzazioni” centrali e le idee e le posizioni circolano ugualmente. La “rete informatica” è certamente strumento delicato ma qualche volta determina anche rivoluzioni.
Ed è così che riapparendo all’orizzonte lo spauracchio del Genio assaltatori (il Governo) il nostro Presidente si precipita ad inseguire quello che colpevolmente il giorno prima ha voluto distruggere, l’unità delle categorie intellettuali.
Il Co.Ge.Pa.Pi. finisce, così, temporaneamente in cantina e s’affaccia, in sua sostituzione, un nuovo contenitore federato, federale.
Tutti insieme appassionatamente contro il comune nemico.
La storia insegna che l’unità, anche temporanea, determina una forza con valore aggiunto che aiuta a prevalere sull’avversario.
Ed allora questo nostro numero “uno” della nostra categoria offre al sistema ordinistico (c’era una volta il CUP, poi si pensò bene di fondare il PAT) i suoi migliori servigi.
Non si capisce bene il perché di questa cambio repentino di casacca.
Forse perché la debolezza si confonde meglio fra i forti?
O forse non sarà perché le considerazioni e gli avvertimenti che qualcuno considerava steccati difficili da superare erano motivati e concreti?
Non possiamo nasconderci che un masso non può da solo fermare una valanga, ma che più massi insieme possono costituire una resistente barriera. Ma per far ciò occorrono due condizioni che, purtroppo, non vedo nella nostra categoria:
e l’autorevolezza della rappresentanza;
e la qualità della proposta.
Tremonti e il suo decreto non sono figli del caso, o di una follia fulminante che ha colpito il Governo. E’ una precisa linea politica che attraversa tutti i partiti e che viene da lontano.
Resistere a queste frustate può, pertanto, essere fatto in duplice modo:
e mostrare i muscoli delle professioni intellettuali costituite;
e oppure avere un progetto di profonda riforma del nostro sistema ordinistico.
Noi, Periti Agrari non siamo riusciti a fare ne uno ne l’altro.
Anzi, facciamo brutta figura quando dobbiamo mostrare i muscoli. Putroppo l’attuale presidenza ci ha ridotti ad essere un corpo senza tenore muscolare (troppi anni di inattività rendono anchilosato ogni muscolo). Sulle proposte della maggioranza del CNPA il fallimento del CoGePaPi è ormai talmente evidente che ancora si ostinano a rappresentarlo come una volontà che la base vuole, soprattutto al Sud.
E’ un vero peccato che i riscontri che ho dimostrino il contrario. Quel Sud, tirato da troppi per la giacca, andrebbe ascoltato e coinvolto maggiormente. Quel Sud la pensa in larga parte come una larga parte maggioritaria del Nord e del Centro.
Il resto è propaganda ormai sbugiardata.
Ma almeno un conforto in questa condizione di difficoltà e di marginalità l’abbiamo. Le Categorie che possono fare la voce grossa, anche svolgendo azione di lobby, la stanno facendo con determinazione e questo giova per riflesso anche a noi.
Se anche dovessimo cambiare il Presidente nulla cambierebbe nel contesto di relazione fra gli Ordini e i Collegi e il Governo. Le condizioni sarebbero quelle determinate dagli … altri.
Per questo sorrido quando qualcuno afferma che non ci sono alternative all’attuale Presidente. Ma, sarà! Questa affermazione mi appare come un’offesa a tutti i colleghi che rappresentano la categoria a livello provinciale e regionale.
Ma questa diatriba dialettica è una magra consolazione perché credo che ne siamo tutti consapevoli che cosa diversa è trascinare o farsi trascinare. E’ essere locomotiva o carrozza di terza classe.
Queste elezioni saranno pertanto una irripetibile occasione per cambiare profondamente la nostra potenzialità rappresentativa. Sarà un’occasione irripetibile per tornare ad avere piena , seria, concreta e forte dignità fra le professioni e nella società. Fra le istituzioni e l’economia.
Fra i contenuti di uno sguardo che guarda orizzonti lontani e un altro, invece, che non sa far altro che guardarsi le punte dei piedi e inciampare continuamente anche nel più piccolo sasso, non ho dubbi sul cosa scegliere.
Nel frattempo partecipiamo a tutti gli incontri promossi dal CUP, dal PAT, dal CUP più il PAT. Dal CUP più le Casse, dal PAT più le rispettive Casse di Previdenza. Fra il CUP più il PAT e le rispettive Casse. Meglio essere qualitativamente presenti con il nostro progetto di Categoria Rinnovata che addormentarsi nella nostra sede nazionale.
Mario Braga
pt/2011/gmt/07
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mercoledì 27 luglio 2011
lunedì 25 luglio 2011
PAOLO BERTAZZO - CONSIGLIERE NAZIONALE: NON HO MAI APPROVATO LE DECISIONI DELLA MAGGIORANZA BOTTARIANA.
Abbiamo ricevuto una nota/commento di Paolo Bertazzo consigliere nazionale uscente che si è messo a disposizione per le prossime elezioni del CNPA ( candidato in Lombardia).
Nella nota ha chiarito " che il collega Pierini ( consigliere nazionale) si è dimesso per ragioni personali e quindi non riesco a collegare il forte segnale dato alla categoria".
Bertazzo prosegue nel suo sfogo dicenco che chi critica la poca informazione dell'operato del gruppo dissidente ( gruppo di minironza Bertazzo, Benanti e Salvan) dovrebbe provare a guardare a livello provinciale cosa è stato fatto dal Consiglio nazionale per la categoria. Dice Bertazzo " è cinque anni che si parla della riforma delle professioni, di COGEPAPI e quindi ?? solo il centro Sud ha accolto con entusiasmo la riforma COGEPAPI. ( ndr: dove poi ?????) ma ad oggi e sono passati MOLTI ANNI non si è fatto NULLA non siamo arrivati a NIENTE solo fumo e nient'altro. LA LINEA DELLA MAGGIORANZA DA NOI DISSIDENTI NON è MAI STATA AVVALORATA ED è EVIDENTE CHE SU CIRCOLARI,SITO E RIVISTA ( ndr: il PERITO AGRARIO) VADANO SCRITTE SOLO LE COSE POSITIVE LORO E GUARDA CASO CI SONO SOLO ARTICOLI LORO PER CUI....."
Prosegue Bertazzo nella sua dura repplica " credo infine, perchè non sono attaccato al cadreghino che sia bene che arrivi a fine mandato ( ndr: come richiesto dalla maggioranza dei Collegi della Lombardia) come già detto in precedenza per vigilare cosa succede".
Una dura condanna da parte di Bertazzo della inoperosità della maggiornaza del Consiglio Nazionale e tra le righe si coglie l'amarezza di chi per anni ( con altri amici: Benanti e Salvan) ha cercato di costruire un dialogo costruttivo per la categoria ma l'indifferenza e l'ostruzionismo è stata l'unica risposta avuta.
Redazionale - PeritoAgrarioLibero
pt/2011/gmt/07
Nella nota ha chiarito " che il collega Pierini ( consigliere nazionale) si è dimesso per ragioni personali e quindi non riesco a collegare il forte segnale dato alla categoria".
Bertazzo prosegue nel suo sfogo dicenco che chi critica la poca informazione dell'operato del gruppo dissidente ( gruppo di minironza Bertazzo, Benanti e Salvan) dovrebbe provare a guardare a livello provinciale cosa è stato fatto dal Consiglio nazionale per la categoria. Dice Bertazzo " è cinque anni che si parla della riforma delle professioni, di COGEPAPI e quindi ?? solo il centro Sud ha accolto con entusiasmo la riforma COGEPAPI. ( ndr: dove poi ?????) ma ad oggi e sono passati MOLTI ANNI non si è fatto NULLA non siamo arrivati a NIENTE solo fumo e nient'altro. LA LINEA DELLA MAGGIORANZA DA NOI DISSIDENTI NON è MAI STATA AVVALORATA ED è EVIDENTE CHE SU CIRCOLARI,SITO E RIVISTA ( ndr: il PERITO AGRARIO) VADANO SCRITTE SOLO LE COSE POSITIVE LORO E GUARDA CASO CI SONO SOLO ARTICOLI LORO PER CUI....."
Prosegue Bertazzo nella sua dura repplica " credo infine, perchè non sono attaccato al cadreghino che sia bene che arrivi a fine mandato ( ndr: come richiesto dalla maggioranza dei Collegi della Lombardia) come già detto in precedenza per vigilare cosa succede".
Una dura condanna da parte di Bertazzo della inoperosità della maggiornaza del Consiglio Nazionale e tra le righe si coglie l'amarezza di chi per anni ( con altri amici: Benanti e Salvan) ha cercato di costruire un dialogo costruttivo per la categoria ma l'indifferenza e l'ostruzionismo è stata l'unica risposta avuta.
Redazionale - PeritoAgrarioLibero
pt/2011/gmt/07
mercoledì 20 luglio 2011
AUTOCONVOCAZIONE GENERALE DEI PERITI AGRARI E PERITI AGRARI LAUREATI : IL NOSTRO DOMANI
CARI COLLEGHI ABBIAMO IL PIACERE DI INFORMARVI CHE E' INDETTA LA
AUTOCONVOCAZIONE GENERALE DEI PERITI AGRARI E PERITI AGRARI LAUREATI
SABATO 30 LUGLIO 2011 ALLE ORE 9.30
PRESSO L'AGRITURISMO SAN GIUSEPPE
IN VIA BERTOZZI - N. 24/26
42043 GATTATICO - (REGGIO EMILIA)
TEMA DELL'INCONTRO:
IL NOSTRO DOMANI, PROGRAMMI E INIZIATIVE IN VISTA DEL RINNOVO DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEL PROSSIMO 12/26 SETTEMBRE 2011
La partecipazione è aperta a tutti i Periti Agrari d'Italia, ai Presidenti e Consiglieri dei Collegi Provinciali , ai componenti dei Coordinamenti e/o Consigli Regionali.
Confidiamo nella Tua partecipazione.....è una grande occasione per un sereno confronto di idee e progetti per il nostro domani professionale.
n.b. pregasi confermare adesione per la prenotazione alla colazione di lavoro.
e.mail.: tiraboschi@agriconsult-bs.it cell. 335.6206335
PeritiAgrariLiberi
pt/2011/gmt/07
PROFESSIONI: IL TIROCINIO OBBLIGATORIO GODE DELL'IMPOSTA SOSTITUTIVA DEL 5%.
AGEVOLAZIONI FISCALI PER I PRATICANTI: BENE QUALCOSA DI POSITIVO PER I GIOVANI COLLEGHI
I praticanti professionisti ammessi al regime dei super minimi.
Si tratta di una apertura estremamente importante che agevola i contribeunti più giovani all'accesso alla professione : ininfluenza del periodo di praticantato obbligatorio ai fini della esclusione dal regime e durata temporale dello stesso fino al compimento del 35° anno di età.
Il regime dei super minimi sembra disegnato su misura per i futuri liberi professionisti.
Nota Redazionale
pt/2011/gmt/07
I praticanti professionisti ammessi al regime dei super minimi.
Si tratta di una apertura estremamente importante che agevola i contribeunti più giovani all'accesso alla professione : ininfluenza del periodo di praticantato obbligatorio ai fini della esclusione dal regime e durata temporale dello stesso fino al compimento del 35° anno di età.
Il regime dei super minimi sembra disegnato su misura per i futuri liberi professionisti.
Nota Redazionale
pt/2011/gmt/07
martedì 19 luglio 2011
FISSATE LE DATE PER LE ELEZIONI DEL NUOVO CONSIGLIO NAZIONALE: DAL 12 AL 26 SETTEMBRE.
ELEZIONI DEL CONSIGLIO NAZIONALE DAL 12 AL 26 SETTEMBRE 2011
La stessa circolare ha fissato il calendario delle elezioni: tra il 12 e il 26 settembre 2011. Entro quelle date dovrà essere convocato il Consiglio Provinciale per votare il candidato scelto ( momento topico!!!!!!)
Dopo la votazione il Consiglio dovrà comunicare il risultato alla Commissione elettorale ( nominata dal CNPA in carica = conflitto di interessi) presso il Ministero della Giustizia - Reparto Libere Professioni.
Importantissimo: nessuna altra conmunicazione anche a mezzo fax dovrà essre fatta e in particolare al Collegio Nazionale in scadenza.
Queste in breve le formalità che contano e come potete vedere siamo alle battute finali quindi un invito a partecipare e essere presenti nei Collegi Provinciali affinchè venga rispettato il diritto a " CAMBIARE PER ESISTERE".
DIPENDE SOLO DA VOI:
IL GIUSTO PROGRAMMA CHE VOLETE
IL GIUSTO CANDIDATO DA VOTARE.
NON RINUNCIATE A UN VOSTRO LEGITTIMO DIRITTO.
Ciao a tutti non mancate.N.B. SU QUESTO " BLOG IN DATA 01 MARZO 2011" E' STATO PUBBLICATO L'ULTIMA EDIZIONE AGGIORNATA DELLE PROPOSTE/PROGRAMMA DEI PERITI AGRARI " CAMBIARE PER ESISTERE - UNA GUARDATINA NON VI FARA' MALE !!!!....SONO SICURE CHE TANTE IDEEE SARANNO CONDIVISE, ANCHE PERCHE' IL PROGRAMMA E' STATO REALIZZATO SU QUESTO BLOG CON IL DIRETTO CONTRIBUTO DI TANTI COLLEGHI DI TUTT ' ITALIA.
Piermaria Tiraboschi
Uno dei tanti P.A.
pt/2011/gmt/07
lunedì 18 luglio 2011
MARIO BRAGA: E' GENERALIZZATA LA DOMANDA DI " CAMBIAMENTO".
pt/2011/gmt/07
Per Agr Braga Mario
Largo Piamarta, 2
25025 MANERBIO (BS)
E-Mail studiodebra@hotmail.it
Manerbio, 15/07/2011
Carissimi Colleghi
lo sappiamo tutti la campagna elettorale per il rinnovo del CNPA è entrata nel vivo del dibattito.
Nei numerosi incontri a cui partecipo trovo conforto nel verificare che le proposte che vengono avanzate da più Colleghi iscritti a più Collegi, dislocati in tutte le aree del nostro Paese, sono simili nei contenuti e uguali nello spirito di cambiamento. C’è davvero voglia di andare avanti e di cambiare l’attuale situazione. Colleghi di alta qualità professionale e rappresentativa.
I programmi, lo sanno tutti, navigano da mesi sui mezzi di comunicazione ufficiali ed ufficiosi. Tutti li conoscono.
La diffusa, quasi generalizzata, “domanda di cambiamento”, sostenuta da solide e concrete proposte innovative sia gestionali che di modifica dell’Ordinamento, è certamente l’elemento qualificante di questa stagione.
Ma vi è un motivo principale, che più di altri dovrebbe trovarci tutti concordi nel cambiare la Presidenza del CNPA. Un motivo che una signora ignara della nostra competizione ha sintetizzato con innocente espressione.
“Questo signore è lì da vent’anni? Sono troppi per qualsiasi organizzazione. Dopo vent’anni uno è come un calzino vuoto e buco. Non ha più niente da dire. E’ stato bravo? Dite che è stato bravissimo, ma dopo vent’anni uno è bene che vada a casa … propria.”
Evidenzio che la signora non era una collega e la sua osservazione nasceva dal fatto che io cercassi di spiegare a suo marito (il collega) quali fossero le ragioni di un cambiamento non più rinviabile e lei mi obbiettasse che non servono ragioni per dire a uno che siede nello steso posto per un così lungo periodo di andare a casa.
Sono rimasto senza parole di fronte a tanta determinazione e chiarezza … ma vi confesso che la condivido appieno.
Visto che la necessità di cambiare deve, comunque, trovare ragioni condivise, recuperiamo i programmi che già sono in circolazione, leggiamoli, correggiamoli, condividiamoli e affidiamone l’attuazione ad una nuova espressione rappresentativa della nostra categoria. Ne abbiamo un urgente e inrinviabile bisogno.
Guardiamo avanti. Andiamo avnati .. insieme … a costruire una categoria riconosciuta dalle istituzioni, dalla politica, dalla società e dall’economia.
Mario Braga
Per Agr Braga Mario
Largo Piamarta, 2
25025 MANERBIO (BS)
E-Mail studiodebra@hotmail.it
Manerbio, 15/07/2011
Carissimi Colleghi
lo sappiamo tutti la campagna elettorale per il rinnovo del CNPA è entrata nel vivo del dibattito.
Nei numerosi incontri a cui partecipo trovo conforto nel verificare che le proposte che vengono avanzate da più Colleghi iscritti a più Collegi, dislocati in tutte le aree del nostro Paese, sono simili nei contenuti e uguali nello spirito di cambiamento. C’è davvero voglia di andare avanti e di cambiare l’attuale situazione. Colleghi di alta qualità professionale e rappresentativa.
I programmi, lo sanno tutti, navigano da mesi sui mezzi di comunicazione ufficiali ed ufficiosi. Tutti li conoscono.
La diffusa, quasi generalizzata, “domanda di cambiamento”, sostenuta da solide e concrete proposte innovative sia gestionali che di modifica dell’Ordinamento, è certamente l’elemento qualificante di questa stagione.
Ma vi è un motivo principale, che più di altri dovrebbe trovarci tutti concordi nel cambiare la Presidenza del CNPA. Un motivo che una signora ignara della nostra competizione ha sintetizzato con innocente espressione.
“Questo signore è lì da vent’anni? Sono troppi per qualsiasi organizzazione. Dopo vent’anni uno è come un calzino vuoto e buco. Non ha più niente da dire. E’ stato bravo? Dite che è stato bravissimo, ma dopo vent’anni uno è bene che vada a casa … propria.”
Evidenzio che la signora non era una collega e la sua osservazione nasceva dal fatto che io cercassi di spiegare a suo marito (il collega) quali fossero le ragioni di un cambiamento non più rinviabile e lei mi obbiettasse che non servono ragioni per dire a uno che siede nello steso posto per un così lungo periodo di andare a casa.
Sono rimasto senza parole di fronte a tanta determinazione e chiarezza … ma vi confesso che la condivido appieno.
Visto che la necessità di cambiare deve, comunque, trovare ragioni condivise, recuperiamo i programmi che già sono in circolazione, leggiamoli, correggiamoli, condividiamoli e affidiamone l’attuazione ad una nuova espressione rappresentativa della nostra categoria. Ne abbiamo un urgente e inrinviabile bisogno.
Guardiamo avanti. Andiamo avnati .. insieme … a costruire una categoria riconosciuta dalle istituzioni, dalla politica, dalla società e dall’economia.
Mario Braga
giovedì 14 luglio 2011
LIBERALIZZAZIONI DELLE PROFESSIONI: ART. 39 BIS REINTRODUCE LA LIBERALIZZAZIONE NELLA FINANZIARIA IN DISCUSSIONE OGGI.
In momenti non sospetti sono sempre stato favorevole alle " LIBERALIZZAZIONE DELLE PROFESSIONI" con l'introduzione di regimi che rispettino il principio di libertà professionale e di impresa ( sistema anglosassone).
L'art. 39 bis ieri sera ha reintrodotto nella finanziaria la liberalizzazione delle professioni, che ha colto di sorpresa tutti i big di ordini e collegi nazionali; infatti, se dovesse passare stravolgerebbe l'accesso all'esercizio di attività professionali e non solo.
Personalmente ( anche se contro corrente) ne condivido lo spirito e la portata per le novità che introdurrebbe per chi ( soprattutto i giovani) si avvicina "al lavoro" perchè questo è il vero problema; rompere i monopoli delle baronie delle caste professionali e aprire alle nuove generazioni l'opportunità di costruire il loro domani in un regime di meritocrazia nel mercato del lavoro.
Le novità introdotte dall'art. 39 bis sono state traslate dalle disposizioni comunitarie; tutto in regola con quelle che sono le proposte della C.E.
La discussione è aperta......i potenti ( notai. avvocati ecc parlamentari) sono gia sul piede di guerra compreso anche il nostro Presidente Nazionale che a Adnkronos ha dichiarato: " Siamo allibiti da questo comportamento. Cui prodest ? "
Vedremo !!!!!
Articolo-Redazionale
pt/2011/gmt/07
P.S.
Per completezza dell'informazione:
ALLE ORE 17.45 HO RICEVUTO SU QUESTO BLOG IL COMMENTO DEL PRESIDENTE NAZIONALE DEGLI AGROTECNICI ROBERTO ORLANDI CHE MI INFORMA CHE L'EMENDAMENTO ART 39 BIS DI CUI SOPRA ALLE ORE 13.30 DI QUESTA MATTINA E' STATO RITIRATO SOTTO LA PRESSIONE DELLE CATEGORIE ORDINISTICHE.
Pm Tiraboschi
L'art. 39 bis ieri sera ha reintrodotto nella finanziaria la liberalizzazione delle professioni, che ha colto di sorpresa tutti i big di ordini e collegi nazionali; infatti, se dovesse passare stravolgerebbe l'accesso all'esercizio di attività professionali e non solo.
Personalmente ( anche se contro corrente) ne condivido lo spirito e la portata per le novità che introdurrebbe per chi ( soprattutto i giovani) si avvicina "al lavoro" perchè questo è il vero problema; rompere i monopoli delle baronie delle caste professionali e aprire alle nuove generazioni l'opportunità di costruire il loro domani in un regime di meritocrazia nel mercato del lavoro.
Le novità introdotte dall'art. 39 bis sono state traslate dalle disposizioni comunitarie; tutto in regola con quelle che sono le proposte della C.E.
La discussione è aperta......i potenti ( notai. avvocati ecc parlamentari) sono gia sul piede di guerra compreso anche il nostro Presidente Nazionale che a Adnkronos ha dichiarato: " Siamo allibiti da questo comportamento. Cui prodest ? "
Vedremo !!!!!
Articolo-Redazionale
pt/2011/gmt/07
P.S.
Per completezza dell'informazione:
ALLE ORE 17.45 HO RICEVUTO SU QUESTO BLOG IL COMMENTO DEL PRESIDENTE NAZIONALE DEGLI AGROTECNICI ROBERTO ORLANDI CHE MI INFORMA CHE L'EMENDAMENTO ART 39 BIS DI CUI SOPRA ALLE ORE 13.30 DI QUESTA MATTINA E' STATO RITIRATO SOTTO LA PRESSIONE DELLE CATEGORIE ORDINISTICHE.
Pm Tiraboschi
martedì 12 luglio 2011
SEMINARIO " LA BIOLOGIA DEGLI ALBERI" di Andrea Pelegatta
Si è svolto sabato 9 luglio, nello splendido contesto di villa “La Rotonda” ad Inverigo (CO), il seminario “La Biologia degli alberi”, condotto da Marcello Parisini e Mario Carminati, agronomi ed esperti di arboricoltura e da Gabriele Dovier, perito agrario, membro EOC (European Operation Tree Climbing Commettee), tecnico istruttore certificato dalla North American Training Solution (USA) e Arborcanada (CA). Oltre 80 i partecipanti, provenienti da diverse regioni italiane e anche da Svizzera e Slovenia. Il seminario ha fatto il punto sugli studi più recenti relativi alla biologia degli alberi e sull’implicazione negli interventi di cura e manutenzione. Particolarmente interessante la sessione dedicata alle radici degli alberi in ambiente urbano. Non sono mancati i momenti di confronto tra partecipanti e relatori che hanno potuto assistere anche ad alcune dimostrazioni in campo.
Il seminario, patrocinato da Fondazione Minoprio e dal Consiglio Regionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati della Lombardia, verrà probabilmente riproposto nel corso del prossimo autunno.
Andrea Pellegatta
Perito Agrario
Il seminario, patrocinato da Fondazione Minoprio e dal Consiglio Regionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati della Lombardia, verrà probabilmente riproposto nel corso del prossimo autunno.
Andrea Pellegatta
Perito Agrario
PROGETTO "COGEPAPI" AFFOSSATO: PRESENTATA PROPOSTA DI LEGGE CHE ISTITUISCE L'ORDINE DEGLI INGEGNERI TECNICI CON LAUREA TRIENNALE.
Le bugie e le furbate hanno le gambe corte !
Cari colleghi amici e non, ecco la risposta che affossa il progetto " COGEPAPI".
L'on Mantini in data 28/04/2011( recentissima l'iniziativa) ha depositato alla Camera dei Deputati la proposta di legge n. 4321 che istituisce l'Ordine Professionale degli Ingegneri Tecnici dove potranno accedere i soggetti in possesso di titolo di studio universitario di durata triennale.
Tutti gli altri come era ovvio e prevedibile sono esclusi compresi i COGEPAPINI che restano beffati e bastonati.
Bel risultato...complimenti.
Nota Redazionale
pt/2011/gmt/07
Cari colleghi amici e non, ecco la risposta che affossa il progetto " COGEPAPI".
L'on Mantini in data 28/04/2011( recentissima l'iniziativa) ha depositato alla Camera dei Deputati la proposta di legge n. 4321 che istituisce l'Ordine Professionale degli Ingegneri Tecnici dove potranno accedere i soggetti in possesso di titolo di studio universitario di durata triennale.
Tutti gli altri come era ovvio e prevedibile sono esclusi compresi i COGEPAPINI che restano beffati e bastonati.
Bel risultato...complimenti.
Nota Redazionale
pt/2011/gmt/07
lunedì 11 luglio 2011
6° CENSIMENTO DELL'AGRICOLTURA: -32% LE AZIENDE, + 44,4 LA SAU. FAVORITA LA CONCENTRAZIONE.
6° Censimento generale dell'agricoltura: primi dati provvisori.
Si rileva un processo pluriennale di concentrazione dei terreni agricoli e degli allevamenti in un numero sensibilmente ridotto di aziende
La forte contrazione del numero di aziende agricole e zootecniche attive (-32,2%) ha fatto si che la SAU per azienda (Superficie Agricola Utilizzata) crescesse del 44,4%, cui ha fatto riscontro una diminuzione della superficie coltivata assai più contenuta (-2,3%). L’effetto delle politiche comunitarie e dell’andamento dei mercati ha determinato l’uscita di piccole aziende dal settore, favorendo la concentrazione dell’attività agricola e zootecnica in unità di maggiori dimensioni e avvicinando il nostro Paese alla struttura aziendale media europea.
Le aziende con meno di 1 ettaro di SAU diminuiscono del 50,6% e rappresentano nel 2010 il 30,9% del totale delle aziende agricole italiane, mentre erano il 42,1% nel 2000.
Con una dimensione media di 19,2 ettari di SAU per azienda, la Sardegna presenta la dimensione media aziendale maggiore, superando la Lombardia (18,4 ettari). I valori minimi si registrano in Liguria (2,1 ettari di SAU per azienda), Campania e Calabria (4), Puglia (4,7). Tutte le regioni del Sud hanno una dimensione media inferiore a quella nazionale, ad eccezione della Basilicata (9,9 ettari di SAU per azienda).
Oltre la metà delle aziende è concentrata in cinque regioni, la Puglia è quella con il maggior numero di aziende agricole (oltre 275 mila), seguita da Sicilia (219mila), Calabria (138mila), Campania (137mila) e Veneto (121mila). In queste cinque regioni opera il 54,6 per cento delle aziende agricole italiane.
Meno numerose, ma più grandi anche le aziende zootecniche: i dati provvisori segnalano una tendenza alla concentrazione degli allevamenti in un numero minore di aziende, ma di maggiori dimensioni. Le aziende zootecniche risultano equamente distribuite tra le ripartizioni geografiche anche se emergono specializzazioni regionali, con una netta prevalenza dei bovini.
Per quanto concerne le 16 regioni e province autonome ad alta partecipazione, in cui operano quasi 1,1 milioni di aziende (il 66,5% del totale), che coltivano circa 9,4 milioni di ettari di superficie agricola utilizzata (il 72,7%) e 12,6 milioni di superficie totale (il 72,9% del totale), sono evidenti alcuni segnali di cambiamento. Pur essendo ancora basata su unità aziendali di tipo individuale o familiare (96,0%), nel 95% dei casi, il conduttore gestisce direttamente l’attività agricola e nel 65,5% i terreni sono di proprietà sua o dei suoi familiari. Tuttavia, la struttura fondiaria è molto più flessibile rispetto al passato, grazie al maggior ricorso a forme diversificate di possesso dei terreni, orientate sempre più all’uso di superfici in affitto o gestite a titolo gratuito.
Sebbene si confermi l’importanza del conduttore nell’attività agricola della propria azienda, è in crescita il ricorso alla manodopera extra familiare. Infine, la quota rosa, il numero cioè di aziende condotte da donne passa dal 30,4% al 33,3%.
Aginews.infoLa Community degli Agronomi italiani
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PROFESSIONISTI: IL 50% E' SULLA SOGLIA DI POVERTA' !
pt/2011/gmt/07
(Sotto)stimati professionisti.Il 50% è sulla soglia di povertà.
Laureati, senza tutele, obbligati spesso a scegliere la libera professione pur di lavorare, quasi mai soddisfatti del loro lavoro e dei loro ordini professionali. Sono i professionisti italiani o aspiranti tali, cinque milioni e mezzo di lavoratori del nostro Paese costretti - senza grandi differenze tra autonomi e dipendenti - a fare i conti con un'economia che non riconosce competenze e compensi adeguati. E soprattutto, in tanti (i due terzi) pronti a scappare anche all'estero se questo servisse a migliorare le proprie condizioni di lavoro e di vita.
E' l'ultimo rapporto dell'Ires a delineare il quadro in chiaroscuro delle professioni in Italia, con scenari in alcuni casi inediti. Dati su dati che sovvertono il tradizionale clichet del professionista affermato (appena il 17 per cento degli intervistati si sente tale), con la maggior parte costretta a fare i conti con redditi bassi (l'83 per cento guadagna sotto i 30 mila euro all'anno) e prospettive di carriera minime quando sono alle dipendenze.
Lavoro intermittente. Nell’indagine promossa dalla Consulta delle professioni della Cgil e dalla Filcams e presentata questa mattina a Roma, si scoprono le condizioni di categorie spesso diversissime tra loro, ma assillate da identiche difficoltà e preoccupazioni: come avere compensi equi, ma soprattutto tutele sociali in caso di malattia, infortunio, maternità, disoccupazione. Tanto più, che 6 liberi professionisti su 10 dichiara di essere stato costretto ad alternare lavoro e periodi di disoccupazione anche lunghi negli ultimi cinque anni, con punte dell' 88 % tra gli operatori dello spettacolo.
La metà guadagna meno di 15 mila euro. E quando si lavora, si lavora con ritmi troppo serrati per il 66 % degli intervistati - che rendono difficile conciliare il proprio percorso esistenziale e avere figli (53,6%) - in cambio di redditi, nella maggioranza dei casi, piuttosto magri. Guadagnano meno di 15 mila euro netti annuali tra gli occupati nello spettacolo (il 64,5%), dell’informazione ed editoria (59,6%), tra i docenti e gli educatori (67,8%), i ricercatori (52,6%), anche per l'estrema difficoltà di contrattare i compensi (il 72 % degli operatori dell'informazione lo dichiara). L'auto-percezione ripropone la figura del "libero professionista senza tutele", che deve fare ricorso, di fronte a opportunità di guadagno non elevate e discontinuità occupazionale rilevante, all’aiuto dei genitori che diventano "una forma necessaria di ammortizzatore sociale" nel 53 % dei casi. Di fronte a una situazione che sembra senza via d'uscita, in molti si dichiarano pronti a cambiare città o a lasciare l'Italia (2 intervistati su 3).
I dipendenti. E anche quando il professionista lavora come dipendente, gli elementi di insoddisfazione sono molteplici. La maggior parte vede poche prospettive di carriera (l’84,1%) non è soddisfatto del trattamento economico (80,3%), delle opportunità di conciliare la vita lavorativa con quella famigliare (62,8%), del riconoscimento delle competenze (74,7%), mentre più della metà giudica poco coerente il lavoro che effettivamente svolge rispetto alla propria professione. Se questa sono le condizioni per chi lavora, accedere al mondo professionale comporta per i tirocinanti e gli stagisti una lunga attesa – tre anni per un avvocato o un consulente del lavoro – per riuscire a strappare un compenso minimo.
Ordini e Welfare. In assenza di uno stato sociale all'altezza, che dovrebbe secondo i professionisti tutelare di più malattia e infortunio, incentivare la stabilizzazione dei contratti, sostenere i disoccupati, molte aspettative sono rivolte agli ordini professionali che quando sono riconosciuti però, non tutelano – secondo gli iscritti - abbastanza la concorrenza e i giovani (più del 70 per cento lo pensa), mentre i dipendenti sono in genere poco sindacalizzati (21 per cento). Nell'85 per cento dei casi, la professione non è regolata dal contratto. "C'è molto da fare – spiega il segretario della Filcams, Franco Martini, facendo riferimento alla trattativa in corso sugli studi professionali – il contratto può essere utile per introdurre, attraverso meccanismi di bilateralità, garanzie per i lavoratori".
Fonte: L’Unità del 27 aprile 2011
(Sotto)stimati professionisti.Il 50% è sulla soglia di povertà.
Laureati, senza tutele, obbligati spesso a scegliere la libera professione pur di lavorare, quasi mai soddisfatti del loro lavoro e dei loro ordini professionali. Sono i professionisti italiani o aspiranti tali, cinque milioni e mezzo di lavoratori del nostro Paese costretti - senza grandi differenze tra autonomi e dipendenti - a fare i conti con un'economia che non riconosce competenze e compensi adeguati. E soprattutto, in tanti (i due terzi) pronti a scappare anche all'estero se questo servisse a migliorare le proprie condizioni di lavoro e di vita.
E' l'ultimo rapporto dell'Ires a delineare il quadro in chiaroscuro delle professioni in Italia, con scenari in alcuni casi inediti. Dati su dati che sovvertono il tradizionale clichet del professionista affermato (appena il 17 per cento degli intervistati si sente tale), con la maggior parte costretta a fare i conti con redditi bassi (l'83 per cento guadagna sotto i 30 mila euro all'anno) e prospettive di carriera minime quando sono alle dipendenze.
Lavoro intermittente. Nell’indagine promossa dalla Consulta delle professioni della Cgil e dalla Filcams e presentata questa mattina a Roma, si scoprono le condizioni di categorie spesso diversissime tra loro, ma assillate da identiche difficoltà e preoccupazioni: come avere compensi equi, ma soprattutto tutele sociali in caso di malattia, infortunio, maternità, disoccupazione. Tanto più, che 6 liberi professionisti su 10 dichiara di essere stato costretto ad alternare lavoro e periodi di disoccupazione anche lunghi negli ultimi cinque anni, con punte dell' 88 % tra gli operatori dello spettacolo.
La metà guadagna meno di 15 mila euro. E quando si lavora, si lavora con ritmi troppo serrati per il 66 % degli intervistati - che rendono difficile conciliare il proprio percorso esistenziale e avere figli (53,6%) - in cambio di redditi, nella maggioranza dei casi, piuttosto magri. Guadagnano meno di 15 mila euro netti annuali tra gli occupati nello spettacolo (il 64,5%), dell’informazione ed editoria (59,6%), tra i docenti e gli educatori (67,8%), i ricercatori (52,6%), anche per l'estrema difficoltà di contrattare i compensi (il 72 % degli operatori dell'informazione lo dichiara). L'auto-percezione ripropone la figura del "libero professionista senza tutele", che deve fare ricorso, di fronte a opportunità di guadagno non elevate e discontinuità occupazionale rilevante, all’aiuto dei genitori che diventano "una forma necessaria di ammortizzatore sociale" nel 53 % dei casi. Di fronte a una situazione che sembra senza via d'uscita, in molti si dichiarano pronti a cambiare città o a lasciare l'Italia (2 intervistati su 3).
I dipendenti. E anche quando il professionista lavora come dipendente, gli elementi di insoddisfazione sono molteplici. La maggior parte vede poche prospettive di carriera (l’84,1%) non è soddisfatto del trattamento economico (80,3%), delle opportunità di conciliare la vita lavorativa con quella famigliare (62,8%), del riconoscimento delle competenze (74,7%), mentre più della metà giudica poco coerente il lavoro che effettivamente svolge rispetto alla propria professione. Se questa sono le condizioni per chi lavora, accedere al mondo professionale comporta per i tirocinanti e gli stagisti una lunga attesa – tre anni per un avvocato o un consulente del lavoro – per riuscire a strappare un compenso minimo.
Ordini e Welfare. In assenza di uno stato sociale all'altezza, che dovrebbe secondo i professionisti tutelare di più malattia e infortunio, incentivare la stabilizzazione dei contratti, sostenere i disoccupati, molte aspettative sono rivolte agli ordini professionali che quando sono riconosciuti però, non tutelano – secondo gli iscritti - abbastanza la concorrenza e i giovani (più del 70 per cento lo pensa), mentre i dipendenti sono in genere poco sindacalizzati (21 per cento). Nell'85 per cento dei casi, la professione non è regolata dal contratto. "C'è molto da fare – spiega il segretario della Filcams, Franco Martini, facendo riferimento alla trattativa in corso sugli studi professionali – il contratto può essere utile per introdurre, attraverso meccanismi di bilateralità, garanzie per i lavoratori".
Fonte: L’Unità del 27 aprile 2011
venerdì 8 luglio 2011
NO, CARI AMICI, AL DISFATTISMO MEGALOMANE A 360°.
C'è chi è convinto che bottariani e anti-bottariani siano la stessa cosa. (questi non hanno capito un cazzo poverini !!).
Sparano a 360° su tutti ( anche sulle loro palle ed è ovvio che sono filo-bottariani. Il loro compito è creare confusione.) e propongono da bigotti puritani di mandare a morte ( a casa) tutti senza fare distinzioni. Bravi!!!
Un pensiero anacronistico, un salto nel vuoto proprio per le ragioni che sono a monte di questa idea pilatesca che, così proposta aiuta solo i baottariani e la loro riconferma.
La categoria è quella che è: menefreghista, ricca di personalismi, di interessi di parte, di divisioni strumentali, una cultura che è stata propinata per vent'anni da chi oggi gestisce il potere e furbescamente ci sono riusciti.
Attenzione cari " pilatini e pilatoni" che le colpe sono di tutti anche e soprattutto (non va dimenticato) da chi è stato complice con questo sistema e solo oggi, cambiato il vestitino si propone come il messia che con un colpo di vento cambia tutto...in bene. Venditori di fumo ( in senso metaforico)!
Ci si dimentica, purtroppo, che tanti altri colleghi si sono sbattuti per anni e continuano a farlo anche oggi per cambiare e che alcuni cadindati al nazionale ( che oggi si sono riproposti BENANTI , BERTAZZO) sono da anni all'opposizione nel CNPA con non poche difficoltà.
Ma allora, mi chiedo e chiedo, ma gli amici del Veneto dov'erano ? Con i bottariani !!!!! capito !!!!!!
Oggi il Veneto con chi sta e chi sono i candidati ??? Fateci sapere, sarebbe ora.
Come vedete è facile, strumentale e poco corretto fare di un erba un fascio quando la realtà è ben diversa.
Con utopiche idee non andiamo da nessuna parte è meglio guardare la realtà per quello che è, contarci, fare una lista di noi, anti.bottariani e forse, se non facciamo e spariamo cazzate possiamo farcela.
Ciao a tutti.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/07
Sparano a 360° su tutti ( anche sulle loro palle ed è ovvio che sono filo-bottariani. Il loro compito è creare confusione.) e propongono da bigotti puritani di mandare a morte ( a casa) tutti senza fare distinzioni. Bravi!!!
Un pensiero anacronistico, un salto nel vuoto proprio per le ragioni che sono a monte di questa idea pilatesca che, così proposta aiuta solo i baottariani e la loro riconferma.
La categoria è quella che è: menefreghista, ricca di personalismi, di interessi di parte, di divisioni strumentali, una cultura che è stata propinata per vent'anni da chi oggi gestisce il potere e furbescamente ci sono riusciti.
Attenzione cari " pilatini e pilatoni" che le colpe sono di tutti anche e soprattutto (non va dimenticato) da chi è stato complice con questo sistema e solo oggi, cambiato il vestitino si propone come il messia che con un colpo di vento cambia tutto...in bene. Venditori di fumo ( in senso metaforico)!
Ci si dimentica, purtroppo, che tanti altri colleghi si sono sbattuti per anni e continuano a farlo anche oggi per cambiare e che alcuni cadindati al nazionale ( che oggi si sono riproposti BENANTI , BERTAZZO) sono da anni all'opposizione nel CNPA con non poche difficoltà.
Ma allora, mi chiedo e chiedo, ma gli amici del Veneto dov'erano ? Con i bottariani !!!!! capito !!!!!!
Oggi il Veneto con chi sta e chi sono i candidati ??? Fateci sapere, sarebbe ora.
Come vedete è facile, strumentale e poco corretto fare di un erba un fascio quando la realtà è ben diversa.
Con utopiche idee non andiamo da nessuna parte è meglio guardare la realtà per quello che è, contarci, fare una lista di noi, anti.bottariani e forse, se non facciamo e spariamo cazzate possiamo farcela.
Ciao a tutti.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/07
giovedì 7 luglio 2011
OHHH...RAGAZZIIII......MOOO GIOCHIAMOCI BENE LA PARTITA EHHHH !!!!!!
Ci siamo.
Il D.T. sta selezionando gli ultimi giocatori.
Manca solo da definire qualche giocatore d'area ( problemi fisici) e il gioco è fatto.
Se non facciamo pug.....alle pulci lo squadrone è fatto. Ohhh ci siamo capiti !!!!!!
Forse è la volta buona......anzi ....E' la volta buona !
L'atmosfera è coinvolgente e nei recenti incontri preparatori ( del fisico e della mente) fatti in giro per l' Italia consenso, simpatia e tifo non sono mancati.
L'onda lunga del " new day " ci sta precedendo.
Mi sento ottimista......e voi cari colleghi cosa ne pensate ( se pensate!!!!! alla partita.).
In Italia siamo tutti più o meno dei D.T. e/o allenatori e allora vi dico la mia e voi...dite la vostra.
La squadra deve essere compatta con spirito innovativo, giovane ma con qualche inserimento con esperienza. Il gioco veloce, arioso,trasparente e partecipato da tutti : in campo e sugli spalti.
Questo lo schema:
Portiere
Trnquillo, un pò orchestrale ,una roccia, ma determinato.
n. 1 Piemonte
Difensori laterali di spinta
Svelti , veloci,insistenti ,ricchi di fantasia e pronti a spingere sulle punte
n. 2 Veneto
Mediano di spinta
Freddo, cinico e spietato nel far muovere i compagni e la palla
n. 1 Lombardia
Fluidificanti sulle fascie
Mai fermi, veloci con e senza palle sempre a caccia
n. 2 Emilia Romagna
Mezza punta
Il centro campo in avanti è il suo regno. Fantasioso e imprevedibile
n. 1 Centro Italia
Punta pura
Al posto giusto al momento giusto, un felino...poi insacca e ti frega
con il massimo della goduria
n. 1 Sud Italia
A disposizione n. 3 Da definire
Lo schema non è fisso. Vige la regola dell'intercambiabilità per confondere l'avversario e questa è la parte più delicata e difficile da prepare. ( non posso rivelarvi gli schemi di gioco per il momento)
Il nostro D.T. che ha ottima esperienza e grande intelligenza di gioco si sta muovendo con molta circospezione assistito dagli osservatori di campo in incognito.
Le prove ( qualche amichevole) sono vicine.
Ci si vede sul campo e sugli spalti.
Ciao a tutti.
Piero Bala - Corrispondente Sportivo
P.S. Se qualcuno vuole giocare è pregato di segnalare la sua disponibilità. Verrà contattato dal D.T.
pt/2011/gmt/07
Il D.T. sta selezionando gli ultimi giocatori.
Manca solo da definire qualche giocatore d'area ( problemi fisici) e il gioco è fatto.
Se non facciamo pug.....alle pulci lo squadrone è fatto. Ohhh ci siamo capiti !!!!!!
Forse è la volta buona......anzi ....E' la volta buona !
L'atmosfera è coinvolgente e nei recenti incontri preparatori ( del fisico e della mente) fatti in giro per l' Italia consenso, simpatia e tifo non sono mancati.
L'onda lunga del " new day " ci sta precedendo.
Mi sento ottimista......e voi cari colleghi cosa ne pensate ( se pensate!!!!! alla partita.).
In Italia siamo tutti più o meno dei D.T. e/o allenatori e allora vi dico la mia e voi...dite la vostra.
La squadra deve essere compatta con spirito innovativo, giovane ma con qualche inserimento con esperienza. Il gioco veloce, arioso,trasparente e partecipato da tutti : in campo e sugli spalti.
Questo lo schema:
Portiere
Trnquillo, un pò orchestrale ,una roccia, ma determinato.
n. 1 Piemonte
Difensori laterali di spinta
Svelti , veloci,insistenti ,ricchi di fantasia e pronti a spingere sulle punte
n. 2 Veneto
Mediano di spinta
Freddo, cinico e spietato nel far muovere i compagni e la palla
n. 1 Lombardia
Fluidificanti sulle fascie
Mai fermi, veloci con e senza palle sempre a caccia
n. 2 Emilia Romagna
Mezza punta
Il centro campo in avanti è il suo regno. Fantasioso e imprevedibile
n. 1 Centro Italia
Punta pura
Al posto giusto al momento giusto, un felino...poi insacca e ti frega
con il massimo della goduria
n. 1 Sud Italia
A disposizione n. 3 Da definire
Lo schema non è fisso. Vige la regola dell'intercambiabilità per confondere l'avversario e questa è la parte più delicata e difficile da prepare. ( non posso rivelarvi gli schemi di gioco per il momento)
Il nostro D.T. che ha ottima esperienza e grande intelligenza di gioco si sta muovendo con molta circospezione assistito dagli osservatori di campo in incognito.
Le prove ( qualche amichevole) sono vicine.
Ci si vede sul campo e sugli spalti.
Ciao a tutti.
Piero Bala - Corrispondente Sportivo
P.S. Se qualcuno vuole giocare è pregato di segnalare la sua disponibilità. Verrà contattato dal D.T.
pt/2011/gmt/07
GIRIAMO PAGINA: SI' ALLA LIBERALIZZAZIONE DELLA PROFESSIONE !!!
Senza coraggio questo Governo !!!
Ancora una volta ha fatto marcia indietro sulle " liberalizzazioni delle professioni".
L'intervento era pronto ma poi è stato stralciato e siamo ritornati al palo.
Personalmente su questo Blog il 15 giugno 2010 ( un anno fa) ero intervenuto con una provocazione : " E SE DOVESSIMO SUPERARE ORDINI E COLLEGI". Posizione che anche oggi ripropongo ritenendola valida alternativa per il nostro domani.
A dir il vero, la nostra categoria.....i Periti Agrari di fatto è già una professione " LIBERALIZZATA".
Se ci pensate bene a cosa servono il Consiglio Nazionale e i Collegi Provinciali così come sono normati oggi ? Sono realtà antiquate, absolete, incapaci di promuovere il nostro domani. Sono organismi spendaccioni dei nostri soldini che versiamo ogni anno ( il CNPA dilapida senza farci vedere il bilancio circa 500.000,00 Euro ogni anno) senza dare una contropartita alle nostre aspettative. Ci viene propinato fumo.......fumo......( in senso metaforico).
Noi viviamo una realtà che parallelamente allo struttura ordinistica ( burocratica e elefantiaca) ha una quotidianità della Categoria che si muove in sintonia con il mondo del lavoro e il mercato, che si organizza in relazioni con le istituzioni regionali e locali, che promuove formazione, che si propone professionalmente ecc, ecc che, purtroppo, è spesso in forte contrapposizione con le scelte e le direttive del Consiglio Nazionale; si veda il progetto COGEPAPI = fusioni collegi e casse, la falsa proposta di riforma della professione e delle tariffe che da anni volutamente sono state tenute nei cassetti e guarda caso solo oggi tirata fuori con scopi propagandistici e elettorali dalla Presidenza Nazionale con un invito a Roma dei Presidenti Provinciali. Ma scusate per cinque anni ( e su questo blog è stato denunciato più volte) che cazzo hanno fatto questi burocrati romani.........dimenticavo si sono COGEPAPATI.........carina nooooo!!
Carissimi colleghi, sono vent'anni che sento queste " porcate e prese per il culo" e non riesco ad abituarmi e sono dell'opinione che è ora di finirla....basta.........la strada è la " LIBERALIZZAZIONE DELLA NOSTRA PROFESSIONE" senza l'esame di abilitazione. Così messi, forse, ci sveglieremmo!!!!
Dimenticavo!
Gia che si parla di " liberalizzare le professioni" perchè non proviamo a " liberarci" dell'attuale dirigenza nazionale nel prossimo rinnovo del CNPA........sarebbe un primo grande passo verso la " liberalizzazione" non credete ??????
Ciao a tutti
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/07
Ancora una volta ha fatto marcia indietro sulle " liberalizzazioni delle professioni".
L'intervento era pronto ma poi è stato stralciato e siamo ritornati al palo.
Personalmente su questo Blog il 15 giugno 2010 ( un anno fa) ero intervenuto con una provocazione : " E SE DOVESSIMO SUPERARE ORDINI E COLLEGI". Posizione che anche oggi ripropongo ritenendola valida alternativa per il nostro domani.
A dir il vero, la nostra categoria.....i Periti Agrari di fatto è già una professione " LIBERALIZZATA".
Se ci pensate bene a cosa servono il Consiglio Nazionale e i Collegi Provinciali così come sono normati oggi ? Sono realtà antiquate, absolete, incapaci di promuovere il nostro domani. Sono organismi spendaccioni dei nostri soldini che versiamo ogni anno ( il CNPA dilapida senza farci vedere il bilancio circa 500.000,00 Euro ogni anno) senza dare una contropartita alle nostre aspettative. Ci viene propinato fumo.......fumo......( in senso metaforico).
Noi viviamo una realtà che parallelamente allo struttura ordinistica ( burocratica e elefantiaca) ha una quotidianità della Categoria che si muove in sintonia con il mondo del lavoro e il mercato, che si organizza in relazioni con le istituzioni regionali e locali, che promuove formazione, che si propone professionalmente ecc, ecc che, purtroppo, è spesso in forte contrapposizione con le scelte e le direttive del Consiglio Nazionale; si veda il progetto COGEPAPI = fusioni collegi e casse, la falsa proposta di riforma della professione e delle tariffe che da anni volutamente sono state tenute nei cassetti e guarda caso solo oggi tirata fuori con scopi propagandistici e elettorali dalla Presidenza Nazionale con un invito a Roma dei Presidenti Provinciali. Ma scusate per cinque anni ( e su questo blog è stato denunciato più volte) che cazzo hanno fatto questi burocrati romani.........dimenticavo si sono COGEPAPATI.........carina nooooo!!
Carissimi colleghi, sono vent'anni che sento queste " porcate e prese per il culo" e non riesco ad abituarmi e sono dell'opinione che è ora di finirla....basta.........la strada è la " LIBERALIZZAZIONE DELLA NOSTRA PROFESSIONE" senza l'esame di abilitazione. Così messi, forse, ci sveglieremmo!!!!
Dimenticavo!
Gia che si parla di " liberalizzare le professioni" perchè non proviamo a " liberarci" dell'attuale dirigenza nazionale nel prossimo rinnovo del CNPA........sarebbe un primo grande passo verso la " liberalizzazione" non credete ??????
Ciao a tutti
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/07
venerdì 1 luglio 2011
INFORMAZIONE e FORMAZIONE: CAA LIBERI PROFESSIONISTI IN FRANCIACORTA PER UN AGRIMEETING
Anche la Lombardia " finalmente" ha il suo Centro Autorizzato di Assistenza Agricola - Associato a CAA LIBERI PROFESSIONISTI Srl che è stato recentemente attivato su tutto il territorio Lombardo per i buoni uffici collaborativi dei colleghi Benanti (Caa Liberi Professionisti srl) e Braga, Gariboldi, Chiminelli del CRPA.
Il 24 giugno la prima uscita ufficiale nella splendida Franciacorta con un meeting informativo e divulgativo di livello Nazionale vista la presenza di relatori di spicco del mondo agricolo nazionale e locale.
Il tema affrontato: " NUOVA PAC - UN'OCCASIONE PER LE AZIENDE AGRICOLE", non ha bisogno di presentazione.
Pm. Tiraboschi
AGRIMEETING
IL DIRETTORE DEL MINISTERO DI RUBBO INCONTRA
I CAA LIBERI PROFESSIONISTI
La riforma della PAC è ancora lontana, ma l’Europa, per la prima volta, sul processo di riforma ha inteso coinvolgere tutti gli attori che operano nel settore agricolo.
Una riforma che i 27 Paesi, padri costituenti e nuovi aderenti, nonchè, in un quadro di allargamento dell’Europa, (Croazia, Turchia, Serbia ..), dovranno scrivere e approvare insieme.
Questa Riforma, inoltre, in attuazione del Trattato di Lisbona, vede coinvolta per la prima volta non solo la Commissione Europea, ma anche il Parlamento. Non si può negare che il richiamo del Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento U.E. De Castro ad una coesione di tutti i livelli di responsabilità governativo e istituzionale nazionale europeo sia particolarmente opportuno.
I soldi si sa sono pochi e le spinte dei Paesi che ancora devono recuperare il divario di sviluppo con i “fondatori” della CEE sono particolarmente ampi.
Così come ampia e approfondita è la discussione di merito del come e dove orientare le risorse della PAC.
La condizione non è certo facile e nemmeno ci si può riferire ad esperienze di “maratone” del passato per cercare di comprendere come ci si deve “muovere” per vedere affermate richieste serie e legittime.
Per questo l’impegno e l’apporto di tutti è particolarmente necessario.
Per approfondire ulteriormente i temi ispiratori e di merito della PAC, i CAA Liberi Professionisti (Attivi organizzatori sono stati i colleghi Lorenzo Bennati, Gloria Gariboldi e Angelo Chiminelli), hanno organizzato un ulteriore incontro a Brescia, presso la splendida cantina Solive a Erbusco. Dai balconi della cantina si può osservare uno dei miracoli dell’imprenditoria agricola italiana “La franciacorta” regina di quel metodo classico che nulla ha da invidiare ai migliori Champagne.
L’incontro è stato di alto livello contenutistico per la presenza del Dott. Di Rubbo (Dirigente dell’Ufficio Dirigenziale non generale POCOI IV – Direzione Generale delle Politiche Comunitarie e internazionali di mercato – MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI e FORESTALI. - MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI).
Il Direttore Di Rubbo, che partecipa al tavolo Comunitario che dovrà definire i contorni e i contenuti della nuova PAC. ha rappresentato ai Colleghi Professionisti presenti, gli scenari probabili.
Il Dott Di Rubbo ha illustrato nel dettaglio tutti gli aspetti caratterizzanti l’attuale confronto fra i Paesi U.E., ed in questo ambito, le prospettive dell’Italia nel confermare una storica centralità nelle politiche agricole e agro-alimentari.
La relazione del Dott. Di Rubbo è stata messa a disposizione di tutti i partecipanti all’incontro affinchè ne possano usufruire per divulgarla e/o elaborare proposte che ne integrino i contenuti.
Non meno apprezzata è sta la documentata relazione del Collega Piergiorgo Berto che ha presentato gli aspetti caratterizzanti “la promozione della filiera vino a livello internazionale”.
Una relazione che se fosse stata presentata in sede di Simposio Nazionale (si fatica a definirlo congresso ciò che non delibera e non vincola nessun organo della categoria nazionale) l’avrebbe certamente qualificata sia per gli aspetti metodologici che di contenuto.
Oggi, mentre stendiamo queste note, il Ministro Tremonti ha proposto prima la soppressione dell’ICE, poi il suo trasferimento alla Farnesina. Forse bisognerebbe addentrarsi un pò di più nella valutazione dei modelli di Internazionalizzazione delle nostre imprese e delle nostre INTELLEGIENZE PROFESSIONALI, per potere affrontare le ragioni di un ritardo e di una debolezza del nostro essere nel “Mondo”.
Una sola considerazione. Bravi gli organizzatori: “Iniziativa di notevole qualità”.
Questa è la nostra categoria ( QUELLA VERA!!!!).
PeritiAgrariLiberi
Redazionale
giovedì 30 giugno 2011
NASCE ALBO PROFESSIONALE DEI " COLLETTI VERDI"
Fra il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, l’AIN Associazione
Italiana Naturalisti (la principale Associazione di settore) e FIBio Federazione Italiana
Biotecnologi è stato siglato un Accordo di collaborazione in base al quale le due Associazioni
individuano come Albo di riferimento quello degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ed ivi
faranno confluire le iscrizioni dei propri associati in possesso di adeguato titolo di studio.
Nasce così il primo Albo “interdisciplinare” italiano.”
Italiana Naturalisti (la principale Associazione di settore) e FIBio Federazione Italiana
Biotecnologi è stato siglato un Accordo di collaborazione in base al quale le due Associazioni
individuano come Albo di riferimento quello degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ed ivi
faranno confluire le iscrizioni dei propri associati in possesso di adeguato titolo di studio.
Nasce così il primo Albo “interdisciplinare” italiano.”
NASCE L’ALBO PROFESSIONALE DEI “COLLETTI VERDI”
(Agrotecnici, Biotecnologi e Naturalisti si alleano)
GOVERNO DEL TERRITORIO - TAVOLO TECNICO: MARIO BRAGA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DEI PERITI AGRARI "NOMINATO COMPONENTE"
TAVOLO TECNICO DI CONFRONTO PER LO SVILUPPO DI RELAZIONI CON LE CONSULTE REGIONALI DEGLI ORDINI PROFESSIONALI IN MATERIA DI GOVERNO DEL TERRITORIO
La Direzione Generale del Territorio e Urbanistica con decreto n. 5444 del 16 giugno ha istituito il Tavolo Tecnico di confronto per lo sviluppo di relazioni con le consulte regionali degli Ordini Professionali in materia di Governo del Territorio. Per il Consiglio Regionale Lombardo dei Periti Agrari è stato nominato con il sopra citato decreto il collega Mario Braga.
Il Tavolo è costituito da:
e Direttore e direzione dell’Assessorato al Territorio e Urbanistica;
e Consulta regionale degli Ordini degli Ingegneri
e Ordine dei Geollogi (regionale)
e Consulta Regionale Lombarda degli Ordini degli Architetti;
e Consulta Regionale dei Geometri e Geometri Laureati della Lombardia;
e Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali
e Il Consiglio Regionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati;
e La Consulta Regionale degli Agrotecnici e Agrotecnici Laureati della Lombardia.
Un bel risultato che pone la nostra categoria nel quadro delle relazioni con l’Assessorato preposto alla gestione dei Piani di Governo del Territorio, Piani Casa, Norma in materia edificatorie. Pareri su VAS e VIA.
La prima seduta è stata presieduta dal Direttore Vicario Arch. Bravo.
I temi che ha posto all’attenzione dei presenti sono stati:
La limitazione di consumo di suolo, attraverso l’aggiornamento annuale e la revisione generale del Piano Territoriale Regionale (PTR);
La revisione della l.r. 12/05, attraverso una prima verifica dei PGT (Piani di Governo del territorio Approvati). Il Direttore ha definitogli attuali PGT di “Prima Generazione”
Valutare gli strumenti di valutazione delle perequazioni urbanistiche e delle compensazioni urbanistiche, senza incorrere nel rischio delle diffuse confusioni sui due termini e sui due strumenti urbanistici;
Avviare un progetto formativo orientato al personale degli enti pubblici; soprattutto per le competenze in materia di “Rapporto Ambientale” e “Parere Motivato”.
Avviare una valutazione sul processo di Semplificazione delle procedure e delle pratiche: Si procederà se le condizioni lo permetteranno di coinvolgere ARPA e ASL;
Avviare una valutazione dei Piani Paesaggistici;
Infine il Direttore Arch. Bravo ha chiesto ai presenti un particolare impegno per valutare la proposta del nuovo Piano Casa, inserito nel Decreto Sviluppo. I tempi saranno brevissimi in quanto la Legge Regionale dovrà essere approvata entro sessanta giorni.
Numerosi e tutti di particolare rilevanza gli interventi.
Il Presidente Braga ha rimarcato che per la prima volta il sistema Ordinistico Lombardo, in modo unitario, viene coinvolto quale soggetto tecnico nel processo di SCRITTURA delle norme e alla elaborazione degli atti applicativi.
Inoltre la compartecipazione alla predisposizione degli atti, che saranno approvati dagli organi istituzionali, favorirà una diffusa, razionale e armonica applicazione delle norme.
In merito alla formazione, Braga ha evidenziato che l’Assessorato potrebbe predisporre un Piano Formativo con moduli orientati ai Professionisti e moduli specifici orientati al personale degli Enti Locali. Questo favorirebbe un processo di collaborazione osmotica di rilevante importanza.
Braga ha sollecitato anche l’istituzione di un Tavolo con l’ASL e l’ARPA al fine di addivenire alla riforma del Regolamento Locale d’Igiene Tipo. Questo favorirebbe l’armonizzazione delle norme e dei ruoli dei diversi Enti che operano in materia urbanistica e di pianificazione.
Ed infine Braga, rimarcando i contenuti di qualità espressi dai Presidenti Regionali degli Ordini, che erano intervenuti precedentemente, ha evidenziato che le norme di pianificazione dovranno preventivamente definire i contorni di termini che qualificano il valore urbanistico di un Opera e/o di un Servizio: “Esogeni – Endogeni”.
Il contributo di Braga è stato accolto unanimemente, considerato per i suoi spunti “generali” coerente al ruolo e alla funzione che l’Assessorato intende riconoscere al Tavolo.
Oltre agli interventi dei Rappresentanti degli Ingegneri, Geometri, Architetti e Geologi, una nota rilevante l’ha espressa il Presidente dell’Ordine degli Agronomi e Dottori Forestali (Buizza) che ponendo l’accento sulla “questione” agricola/ ambientale, vi sta la complessità e l’articolazione dei temi in discussione ha proposto la costituzione di Commissioni ad hoc.
L’Arch. Bravo e tutto il Tavolo ha accolto unanimemente la proposta.
Infine il Direttore si è impegnato a dettagliare le proposte presentate e ad inviarle agli Ordini e ai Collegi.
La Lombardia con questa iniziativa, ancora una volta si propone motore dello sviluppo del nostro Paese.
PeritiAgrariLiberi
Redazionale
La Direzione Generale del Territorio e Urbanistica con decreto n. 5444 del 16 giugno ha istituito il Tavolo Tecnico di confronto per lo sviluppo di relazioni con le consulte regionali degli Ordini Professionali in materia di Governo del Territorio. Per il Consiglio Regionale Lombardo dei Periti Agrari è stato nominato con il sopra citato decreto il collega Mario Braga.
Il Tavolo è costituito da:
e Direttore e direzione dell’Assessorato al Territorio e Urbanistica;
e Consulta regionale degli Ordini degli Ingegneri
e Ordine dei Geollogi (regionale)
e Consulta Regionale Lombarda degli Ordini degli Architetti;
e Consulta Regionale dei Geometri e Geometri Laureati della Lombardia;
e Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali
e Il Consiglio Regionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati;
e La Consulta Regionale degli Agrotecnici e Agrotecnici Laureati della Lombardia.
Un bel risultato che pone la nostra categoria nel quadro delle relazioni con l’Assessorato preposto alla gestione dei Piani di Governo del Territorio, Piani Casa, Norma in materia edificatorie. Pareri su VAS e VIA.
La prima seduta è stata presieduta dal Direttore Vicario Arch. Bravo.
I temi che ha posto all’attenzione dei presenti sono stati:
La limitazione di consumo di suolo, attraverso l’aggiornamento annuale e la revisione generale del Piano Territoriale Regionale (PTR);
La revisione della l.r. 12/05, attraverso una prima verifica dei PGT (Piani di Governo del territorio Approvati). Il Direttore ha definitogli attuali PGT di “Prima Generazione”
Valutare gli strumenti di valutazione delle perequazioni urbanistiche e delle compensazioni urbanistiche, senza incorrere nel rischio delle diffuse confusioni sui due termini e sui due strumenti urbanistici;
Avviare un progetto formativo orientato al personale degli enti pubblici; soprattutto per le competenze in materia di “Rapporto Ambientale” e “Parere Motivato”.
Avviare una valutazione sul processo di Semplificazione delle procedure e delle pratiche: Si procederà se le condizioni lo permetteranno di coinvolgere ARPA e ASL;
Avviare una valutazione dei Piani Paesaggistici;
Infine il Direttore Arch. Bravo ha chiesto ai presenti un particolare impegno per valutare la proposta del nuovo Piano Casa, inserito nel Decreto Sviluppo. I tempi saranno brevissimi in quanto la Legge Regionale dovrà essere approvata entro sessanta giorni.
Numerosi e tutti di particolare rilevanza gli interventi.
Il Presidente Braga ha rimarcato che per la prima volta il sistema Ordinistico Lombardo, in modo unitario, viene coinvolto quale soggetto tecnico nel processo di SCRITTURA delle norme e alla elaborazione degli atti applicativi.
Inoltre la compartecipazione alla predisposizione degli atti, che saranno approvati dagli organi istituzionali, favorirà una diffusa, razionale e armonica applicazione delle norme.
In merito alla formazione, Braga ha evidenziato che l’Assessorato potrebbe predisporre un Piano Formativo con moduli orientati ai Professionisti e moduli specifici orientati al personale degli Enti Locali. Questo favorirebbe un processo di collaborazione osmotica di rilevante importanza.
Braga ha sollecitato anche l’istituzione di un Tavolo con l’ASL e l’ARPA al fine di addivenire alla riforma del Regolamento Locale d’Igiene Tipo. Questo favorirebbe l’armonizzazione delle norme e dei ruoli dei diversi Enti che operano in materia urbanistica e di pianificazione.
Ed infine Braga, rimarcando i contenuti di qualità espressi dai Presidenti Regionali degli Ordini, che erano intervenuti precedentemente, ha evidenziato che le norme di pianificazione dovranno preventivamente definire i contorni di termini che qualificano il valore urbanistico di un Opera e/o di un Servizio: “Esogeni – Endogeni”.
Il contributo di Braga è stato accolto unanimemente, considerato per i suoi spunti “generali” coerente al ruolo e alla funzione che l’Assessorato intende riconoscere al Tavolo.
Oltre agli interventi dei Rappresentanti degli Ingegneri, Geometri, Architetti e Geologi, una nota rilevante l’ha espressa il Presidente dell’Ordine degli Agronomi e Dottori Forestali (Buizza) che ponendo l’accento sulla “questione” agricola/ ambientale, vi sta la complessità e l’articolazione dei temi in discussione ha proposto la costituzione di Commissioni ad hoc.
L’Arch. Bravo e tutto il Tavolo ha accolto unanimemente la proposta.
Infine il Direttore si è impegnato a dettagliare le proposte presentate e ad inviarle agli Ordini e ai Collegi.
La Lombardia con questa iniziativa, ancora una volta si propone motore dello sviluppo del nostro Paese.
PeritiAgrariLiberi
Redazionale
martedì 21 giugno 2011
LETTERA APERTA SUL RINNOVO DEL CONSIGLIO NAZIONALE di Mario Braga
Abbiamo ricevuto dal collega Mario Braga " la lettera aperta sul rinnovo del CNPA" che di seguito con piacere pubblichiamo.
Il collega Braga non è nuovo a queste inizitive propositive di confronto e di dibattito. Uno stimolo costante nel tempo nella ricerca di essere al passo con la modernità per una professione che è in un difficile momento.
Una iniziativa che può essere condivisa o no, ma che ha di positivo nuove idee e progetti sui quali fare delle riflessioni .......dopo un ventennio oscuro e agonizzante per il nostro domani professionale.
C'è il coraggio e la forza di guardare oltre, di dire quello che si vorrebbe fare, di mettere in discussione nuovi progetti che non sono ovviamente esaustivi ma momenti di avvio di un nuovo modo di porci in futuro. E' un invito ai giovani a non demordere, a essere artefici del loro domani senza deleghe in bianco.
Come collega e amico ringrazio Braga per il suo continuo, determinato e passionale impegno e auspico che soprattutto i giovani colleghi professionisti siano attivi nel contribuire a dare la svolta definitiva.
Piermaria Tiraboschi ( un ex giovane con la passione)
LETTERA APERTA
Per Agr Mario Braga
Largo Piamarta, 2/4
25025 MANERBIO (BS)
E-Mail studiodebra@hotmail.it
Cell. 335 5954187
Manerbio, 20/06/2011
Oggetto: lettera aperta sul rinnovo del CNPA.
Cari Colleghi
dopo un lungo silenzio, che mi ero imposto, subissato dalle numerose sollecitazioni in merito alla gestione della nostra categoria, torno ad esprimere alcune miei personali considerazioni.
Innanzitutto voglio precisare che, pur fra reiterati tentativi di trascinarmi sul terreno di una faziosa, quanto inopportuna ed inutile diatriba personale col Presidente Nazionale, le mie espressioni sono libere da qualsiasi condizionamento.
Ed è una libertà, la mia, che sgombra dalla tentazione di “ritornare” nel CNPA, riesce a meglio ordinare il pensiero che vado esprimendo. Pensiero che non ha la presunzione di essere assoluto o di voler impropriamente interpretare e sintetizzare quello degli altri.
Ma da iscritto all’Albo dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati mi sento il dovere di liberare le mie considerazioni e di renderle pubbliche.
Un dovere che dovrebbe essere radicato in ciascun iscritto. Che dovrebbe, cioè, appartenere al quel principio di “partecipazione” e di “corresponsabile gestione” che sono i pilastri della solidità di ogni categoria.
Ho deciso di scrivere questa mia, quando in seno al CRPA (Consiglio regionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati della Lombardia) mi sono sentito richiamare pasati atteggiamenti strumentali, personali, non lineari e incoerenti che avrei vissuto in seno al CNPA. Atteggiamenti talmente “amorfi” che dopo un decennio ancora evocano una qualche attenzione, anche se contrastata.
Un vero peccato che tali richiami non vengano proposti portando sottobraccio i verbali, gli interventi, i documenti, i testi pubblicati e non, e la memoria di tutti quei Consiglieri che con me hanno avuto l’avventura di rappresentare, forse indignitosamente, la nostra categoria.
Ho deciso così in quella memoria così artatamente e strumentalmente deformata di “alzare” la voce affinché questi sgangherati atteggiamenti non prevalgano sull’orizzonte che appartiene al nostra categoria.
Ed allora.
Quando si legge una storia … la storia più che ventennale della nostra categoria, occorre recuperare quello “stile”, quello spessore che i “vecchi” Periti Agrari hanno dimostrato nel rappresentare la nostra categoria. Ricordo Aluisetti, il suo vice l’indimenticabile Seclì e il Segretario Parpani, e tutto il CNPA, che di fronte al pulsare di voci intraprendenti, giovani hanno pensato di farsi da parte.
Ma penso in particolare al Presidente Benvenuti una delle poche “persone” che annovero fra i “gentiluomini” che ho incontrato. Dichiarò d’essere il Presidente di transizione e così fu. Dopo un solo mandato decise di tornare a svolgere il proprio qualificato e professionale ruolo di libero professionista.
E’ da lì che è incominciata l’era dell’assistente tecnico Perito Agrario Andrea Bottaro.
Un’era tanto lunga da appartenere alla cronaca e alla storia della nostra professione.
Un ventennio che si presta alla lettura chiara e incontestabile di vittorie e sconfitte subite. Scusate ho sbagliato l’ordine … delle sconfitte subite e delle marginalissime vittorie ottenute.
Un tempo, così ampio, che ci pone comodamente di fronte ad un grande schermo a vedere ciò che è avvenuto in questo passato remoto e recente.
E la prima immagine che mi compare davanti agli occhi è la condizione costante di regressione della nostra categoria nel contesto nazionale di dinamiche di evoluzione, cambiamento e riforme dei sistemi istituzionali, scolastici, professionali ed economico sociali.
La nostra categoria ha perso terreno, pur avendo a propria disposizione condizioni particolarmente favorevoli. E questo è, a mio parere, ancor più colpevole.
Sto pensando a tutti quegli eventi che richiamano, evocano, la centralità di “qualità” del vivere che non possono prescindere dall’ambiente, dall’agricoltura e dagli alimenti. Non possono, cioè, prescindere dalla nostra professione.
Dopo vent’anni siamo ancora qui ad inseguire progetti che senza testa ne coda propongono fusioni categoriali coinvolgendo eventualmente anche le rispettive casse, lasciando fuori dalla porta l’inrinviabile e urgente azione di legittimazione e affermazione del nostro ruolo sociale, professionale ed economico.
Siamo ancora qui, nel 2011, con le stesse norme del 1991.
Siamo ancora qui incolpando caso mai il Bersani di turno di irresponsabili “lenzuolate” scagliate contro il sistema ordinistico e tariffario italico.
Fatta salva la circostanza che percorrendo il lungo e in largo questo Paese, il nostro, non ho ancora trovato un solo professionista che mi abbia spiegato quanto ha perso in termini economici con le riforme bersaniane e formigoniane.
O se davvero nell’espletamento della professione, i nostri colleghi, applicavano con qualche coerenza il tariffario sia in diminuzione che, eventualmente, in aumento.
Non è, forse, che se le categorie intellettuali si ponessero un po’ meno sulla difensiva delle proprie prerogative “pubbliche” e si proponessero più sul piano del “progetto sistemico” di un nuovo modello professionale, forse, oggi, saremmo, sarebbero, un po’ più credibili e diverremmo, diverrebbero così co-pratogonisti delle dinamiche politico istituzionali italiane.
Un salto di qualità forse troppo alto per chi anziché alzare lo sguardo lo trascina su un terreno da troppo tempo melmoso.
Ancora siamo qui con un Ordinamento, il nostro, che potrebbe essere, oggi, proposto in qualche Paese in via di sviluppo. Ma ho la certezza che anche in questi contesti di mondi diversi verrebbe velocemente riformato.
Forse, al di la dei meeting, convegni (congressi) nazionali, per il nostro CNPA il pensiero “internazionale” che ha permeato e ibridato la cultura e la civiltà del nostro Paese altro non è che un parente emigrato cinquant’anni fa in cerca d’avventura.
Non so voi, ma osservando i “lavori” dei miei colleghi, non solo del Nord, ma anche del Sud, quelli che svolgo io e quelli delle altre categorie libero professionali e leggendo l’elenco delle nostre competenze mi sento oggi più figlio di una marginalità tecnica che non di una modernità intellettuale.
Così come scorrendo l’elenco degli articoli del tariffario avverto di avere qualità esplorative limitate. Le troppe funzioni e competenze nuove non trovano nel nostro tariffario traccia, lo ripeto traccia o definizione,.
In questi vent’anni abbiamo perso il rapporto con le istituzioni sia nazionali che regionali (fatto salvo qualche caso positivo). Del resto anche le “resistenze” romane nel riconoscere i momenti decisionali diffusi e partecipati sono un fastidioso quanto nauseate ritornello.
Le Assemblee Nazionali dei Presidenti non hanno mai deliberato niente.
I Bilanci sono poco più che la sintetica somma di rendiconti associativi.( n.d.r. mai resi pubblici!!!)
I Congressi, termine improprio, non possono avere tale definizione in quanto momento non deliberante, non coinvolgente tutti gli iscritti (fatta salva la forma la sostanza è sotto gli occhi di tutti). Non determina visibilità e coinvolgimenti Istituzionali tali da renderne necessaria l’organizzazione.
I livelli regionali, che per il CNPA sono bocciofile o associazioni ludiche, da vent’anni sono in attesa che “qualcuno” le riconosca. Altri, le Regioni il riconoscimento operativo degli Ordini e dei Collegi lo hanno già fatto da tempo.
Del resto, forse un occhio più attento si sarebbe accorto che molte delle scelte che attengono all’esercizio della nostra professione “escono” proprio dalle sedi regionali.
Possiamo affermare che siamo talmente attenti agli eventi che risultiamo essere distratti perfino di fronte a Riforme Costituzionali.
Ma si sa pensare ad una categoria che è rappresentata da espressioni regionali, di tutte le Regioni, potrebbe richiedere ben altri modelli gestionali.
Così come mantenere l’attuale organizzazione dei Collegi Provinciali, anche quando le oggettive condizioni gestionali lo rendono difficile, forse serve a mantenere un modello elettorale che agevola i professionisti, con poca professione.
Va da se che anche un’autoregolamentazione di mandato a termine per le cariche di Presidenza, può essere utile alla CISL, alla CGIL, alla Confindustria, alla Confartigianato, ai sindaci e ai Presidenti delle Province, ma non alla nostra categoria.
Amo ripetere che un Presidente, io lo sono stato, diventa dopo due mandati, schiavo e padrone della situazione. Diventa cioè difficilmente amovibile. Si eternizza, oltre le età pensionistiche.
Non voglio con questo mettere in discussione lo spirito di servizio di ogni nostro Presidente e/o Consigliere. Penso solo ad un modello di ricambio che mantenga la locomotiva accelerata nella sua corsa.
Spostandomi un poco, non intendo in questa mia richiamare quanto avvenuto in sedi giudiziarie, che hanno visto la nostra categoria e la nostra sede coinvolti.
Penso però ad un Codice Deontologico che dovrebbe essere demandato nella sua piena e coerente applicazione ad un arbitro esterno (tre avvocati indicati dal Ministero competente). Forse l’arbitrarietà di valutazione, nonché, la troppa prudenza o la preoccupazione di ledere qualche collega (fors’anche amico) rende difficile, inadeguata la gestione “interna” del Codice Deontologico.
Tutti noi sappiamo che chi intacca i PRINCIPI del Codice Deontologico mina alle fondamenta la nostra professione.
Ma guadare a processi evolutivi della categoria non può limitarsi alla sola lettura dei contesti e all’adeguamento dei nostri modelli gestionali e normativi.
Volgere lo sguardo al futuro significa, anche, attrezzare una categoria affinché, nella legittima rappresentanza e nel rispetto dei recinti normativi, riesca ad offrire a ciascun iscritto supporti e servizi che lo aiutino a penetrare il suo territorio. Che lo supportino nell’affermarsi in quel quotidiano intriso di complessità e di novità.
Se mi giro un poco indietro, anche su questo tema, ritrovo ampie discussione e fiumi di proposte che sono in gran parte naufragate nei meandri di un’assoluta e inadeguata regia nazionale.
Proposte impantanate in quelle proposte e costituzione di organismi fini a se stessi (Fondazione, l’altro CAA ....n.d.r. COGEPAPI ecc.).
Su questo tema non intendo espandere la mia riflessione essendo troppo vasto.
Posso solo portare il dato di iscrizione alla nostra Cassa che fotografa puntualmente la quantità e la qualità dell’esercizio della libera professione.
Sono certo che una diversa politica categoriale porterebbe ad un aumento di iscritti e ad un aumento di fatturato degli stessi.
A questo proposito è doverosa una sottolineatura. Una diversa e più concreta azione nazionale, raccordata alle realtà regionali, avrebbe favorito un processo di promozione propedeutico all’implementazione di servizi altamente qualificati.
E con questi servizi, la categoria avrebbe avuto strumenti per affermare in tutte le sedi pubbliche e private la propria credibilità diventando, anche, interlocutrice della politica regionale e delle scelte gestionali delle Province. (luoghi di riferimento principali all’esercizio della nostra professione)
Da molto, forse troppo, continuo a ripetere che il nuovo sistema ordinistico non può limitarsi alla mera “tutela” giuridica delle nostre prerogative professionali. Lo vado ripetendo da trent’anni, anche in quelle sedi in cui ho trovato una diffusa sordità.
Il mondo procede ad una velocità elevata e questo richiede che i Collegi diventino protagonisti dei tavoli istituzionali.
Si affermerebbe così il nostro “ruolo rappresentativo, propositivo e rivendicativo”.
Potremmo diventare interlocutori di quei luoghi decisori che ogni giorno approvano leggi, norme e regole che ci coinvolgono direttamente.
Queste azioni possiamo promuoverle da soli, oppure favorire una stagione di collaborazioni con quelle categorie a noi affini.
E se qualcuno mi spiega che le condizioni lo rendono improponibile o difficile, rispondo che basta regredire di qualche mese per ritrovare azioni concertate fra il nostro Collegio e l’Ordine degli Agronomi.
Un tempo, di recente passato, forse agevolato dalla comunanza di visione fra la nostra Presidenza e la loro (rimossa).
L’autorevolezza delle interlocuzioni si costruiscono con la pazienza delle qualità che sanno affermarsi in ogni luogo nei quali si esprime.
Ed allora io credo che questo è il tempo per chiudere una stagione vissuta col freno e avviarne una dinamica col piede e sull’acceleratore.
Il mio augurio che in queste elezioni si chiuda definitivamente una stagione e se avvii una nuova, promossa da professionisti che sanno assumersi le responsabilità e i pesi di un progetto condiviso e negoziato con tutti i colleghi Periti Agrari.
Libero da ogni tentazione di occupazione della sede nazionale.
Ecco! … Su queste premesse e su questi temi sono pronto a qualsiasi confronto.
Non mi interessano le questioni personali e personalistiche di chi la nostra categoria forse la usa per propri fini.
Mi interessa un dialogo e un confronto diffuso che possa addentrarsi anche in aspetti particolari, che si affondi nei temi di merito che avvolgono il nostro operare.
Una relazione con chiunque abbia a cuore il presente e il futuro della nostra straordinaria, inimitabile e irripetibile categoria.
So che in questo sforzo non sono solo e che molti con passione vogliono offrire la propria sensibilità e professionalità per cambiare una condizione ingessata.
So che diffusamente sul territorio, proprio in questo periodo, si susseguono dibattiti ed incontri che producono documenti dai contenuti di solida qualità.
Mi auguro che questi documenti diventino il programma di chi si candiderà al cambiamento del nostro CNPA.
Se queste voci, tutte queste voci, sapranno squarciare le nubi addensatesi da vent’anni sulla nostra categoria forse riusciremo a recuperare il sorriso illuminati da qualche raggio di luce.
Se queste voci, tutte queste voci, sapranno diventare armoniche la nostra categoria potrà riavviare un percorso di valorizzazione di una modernità che assume carattere di centralità nel contesto della nostra società, italiana ed europea.
Questo è il tempo di chiudere una stagione arrivata al suo capolinea e aprirne un’altra.
Spero di trovare tutti voi e ciascuno di voi, attrezzati di moderni strumenti, in quel campo (la nostra categoria) che insieme siamo chiamati a dissodare e riseminare.
Con vive cordialità
Mario Braga
Il collega Braga non è nuovo a queste inizitive propositive di confronto e di dibattito. Uno stimolo costante nel tempo nella ricerca di essere al passo con la modernità per una professione che è in un difficile momento.
Una iniziativa che può essere condivisa o no, ma che ha di positivo nuove idee e progetti sui quali fare delle riflessioni .......dopo un ventennio oscuro e agonizzante per il nostro domani professionale.
C'è il coraggio e la forza di guardare oltre, di dire quello che si vorrebbe fare, di mettere in discussione nuovi progetti che non sono ovviamente esaustivi ma momenti di avvio di un nuovo modo di porci in futuro. E' un invito ai giovani a non demordere, a essere artefici del loro domani senza deleghe in bianco.
Come collega e amico ringrazio Braga per il suo continuo, determinato e passionale impegno e auspico che soprattutto i giovani colleghi professionisti siano attivi nel contribuire a dare la svolta definitiva.
Piermaria Tiraboschi ( un ex giovane con la passione)
LETTERA APERTA
Per Agr Mario Braga
Largo Piamarta, 2/4
25025 MANERBIO (BS)
E-Mail studiodebra@hotmail.it
Cell. 335 5954187
Manerbio, 20/06/2011
Oggetto: lettera aperta sul rinnovo del CNPA.
Cari Colleghi
dopo un lungo silenzio, che mi ero imposto, subissato dalle numerose sollecitazioni in merito alla gestione della nostra categoria, torno ad esprimere alcune miei personali considerazioni.
Innanzitutto voglio precisare che, pur fra reiterati tentativi di trascinarmi sul terreno di una faziosa, quanto inopportuna ed inutile diatriba personale col Presidente Nazionale, le mie espressioni sono libere da qualsiasi condizionamento.
Ed è una libertà, la mia, che sgombra dalla tentazione di “ritornare” nel CNPA, riesce a meglio ordinare il pensiero che vado esprimendo. Pensiero che non ha la presunzione di essere assoluto o di voler impropriamente interpretare e sintetizzare quello degli altri.
Ma da iscritto all’Albo dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati mi sento il dovere di liberare le mie considerazioni e di renderle pubbliche.
Un dovere che dovrebbe essere radicato in ciascun iscritto. Che dovrebbe, cioè, appartenere al quel principio di “partecipazione” e di “corresponsabile gestione” che sono i pilastri della solidità di ogni categoria.
Ho deciso di scrivere questa mia, quando in seno al CRPA (Consiglio regionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati della Lombardia) mi sono sentito richiamare pasati atteggiamenti strumentali, personali, non lineari e incoerenti che avrei vissuto in seno al CNPA. Atteggiamenti talmente “amorfi” che dopo un decennio ancora evocano una qualche attenzione, anche se contrastata.
Un vero peccato che tali richiami non vengano proposti portando sottobraccio i verbali, gli interventi, i documenti, i testi pubblicati e non, e la memoria di tutti quei Consiglieri che con me hanno avuto l’avventura di rappresentare, forse indignitosamente, la nostra categoria.
Ho deciso così in quella memoria così artatamente e strumentalmente deformata di “alzare” la voce affinché questi sgangherati atteggiamenti non prevalgano sull’orizzonte che appartiene al nostra categoria.
Ed allora.
Quando si legge una storia … la storia più che ventennale della nostra categoria, occorre recuperare quello “stile”, quello spessore che i “vecchi” Periti Agrari hanno dimostrato nel rappresentare la nostra categoria. Ricordo Aluisetti, il suo vice l’indimenticabile Seclì e il Segretario Parpani, e tutto il CNPA, che di fronte al pulsare di voci intraprendenti, giovani hanno pensato di farsi da parte.
Ma penso in particolare al Presidente Benvenuti una delle poche “persone” che annovero fra i “gentiluomini” che ho incontrato. Dichiarò d’essere il Presidente di transizione e così fu. Dopo un solo mandato decise di tornare a svolgere il proprio qualificato e professionale ruolo di libero professionista.
E’ da lì che è incominciata l’era dell’assistente tecnico Perito Agrario Andrea Bottaro.
Un’era tanto lunga da appartenere alla cronaca e alla storia della nostra professione.
Un ventennio che si presta alla lettura chiara e incontestabile di vittorie e sconfitte subite. Scusate ho sbagliato l’ordine … delle sconfitte subite e delle marginalissime vittorie ottenute.
Un tempo, così ampio, che ci pone comodamente di fronte ad un grande schermo a vedere ciò che è avvenuto in questo passato remoto e recente.
E la prima immagine che mi compare davanti agli occhi è la condizione costante di regressione della nostra categoria nel contesto nazionale di dinamiche di evoluzione, cambiamento e riforme dei sistemi istituzionali, scolastici, professionali ed economico sociali.
La nostra categoria ha perso terreno, pur avendo a propria disposizione condizioni particolarmente favorevoli. E questo è, a mio parere, ancor più colpevole.
Sto pensando a tutti quegli eventi che richiamano, evocano, la centralità di “qualità” del vivere che non possono prescindere dall’ambiente, dall’agricoltura e dagli alimenti. Non possono, cioè, prescindere dalla nostra professione.
Dopo vent’anni siamo ancora qui ad inseguire progetti che senza testa ne coda propongono fusioni categoriali coinvolgendo eventualmente anche le rispettive casse, lasciando fuori dalla porta l’inrinviabile e urgente azione di legittimazione e affermazione del nostro ruolo sociale, professionale ed economico.
Siamo ancora qui, nel 2011, con le stesse norme del 1991.
Siamo ancora qui incolpando caso mai il Bersani di turno di irresponsabili “lenzuolate” scagliate contro il sistema ordinistico e tariffario italico.
Fatta salva la circostanza che percorrendo il lungo e in largo questo Paese, il nostro, non ho ancora trovato un solo professionista che mi abbia spiegato quanto ha perso in termini economici con le riforme bersaniane e formigoniane.
O se davvero nell’espletamento della professione, i nostri colleghi, applicavano con qualche coerenza il tariffario sia in diminuzione che, eventualmente, in aumento.
Non è, forse, che se le categorie intellettuali si ponessero un po’ meno sulla difensiva delle proprie prerogative “pubbliche” e si proponessero più sul piano del “progetto sistemico” di un nuovo modello professionale, forse, oggi, saremmo, sarebbero, un po’ più credibili e diverremmo, diverrebbero così co-pratogonisti delle dinamiche politico istituzionali italiane.
Un salto di qualità forse troppo alto per chi anziché alzare lo sguardo lo trascina su un terreno da troppo tempo melmoso.
Ancora siamo qui con un Ordinamento, il nostro, che potrebbe essere, oggi, proposto in qualche Paese in via di sviluppo. Ma ho la certezza che anche in questi contesti di mondi diversi verrebbe velocemente riformato.
Forse, al di la dei meeting, convegni (congressi) nazionali, per il nostro CNPA il pensiero “internazionale” che ha permeato e ibridato la cultura e la civiltà del nostro Paese altro non è che un parente emigrato cinquant’anni fa in cerca d’avventura.
Non so voi, ma osservando i “lavori” dei miei colleghi, non solo del Nord, ma anche del Sud, quelli che svolgo io e quelli delle altre categorie libero professionali e leggendo l’elenco delle nostre competenze mi sento oggi più figlio di una marginalità tecnica che non di una modernità intellettuale.
Così come scorrendo l’elenco degli articoli del tariffario avverto di avere qualità esplorative limitate. Le troppe funzioni e competenze nuove non trovano nel nostro tariffario traccia, lo ripeto traccia o definizione,.
In questi vent’anni abbiamo perso il rapporto con le istituzioni sia nazionali che regionali (fatto salvo qualche caso positivo). Del resto anche le “resistenze” romane nel riconoscere i momenti decisionali diffusi e partecipati sono un fastidioso quanto nauseate ritornello.
Le Assemblee Nazionali dei Presidenti non hanno mai deliberato niente.
I Bilanci sono poco più che la sintetica somma di rendiconti associativi.( n.d.r. mai resi pubblici!!!)
I Congressi, termine improprio, non possono avere tale definizione in quanto momento non deliberante, non coinvolgente tutti gli iscritti (fatta salva la forma la sostanza è sotto gli occhi di tutti). Non determina visibilità e coinvolgimenti Istituzionali tali da renderne necessaria l’organizzazione.
I livelli regionali, che per il CNPA sono bocciofile o associazioni ludiche, da vent’anni sono in attesa che “qualcuno” le riconosca. Altri, le Regioni il riconoscimento operativo degli Ordini e dei Collegi lo hanno già fatto da tempo.
Del resto, forse un occhio più attento si sarebbe accorto che molte delle scelte che attengono all’esercizio della nostra professione “escono” proprio dalle sedi regionali.
Possiamo affermare che siamo talmente attenti agli eventi che risultiamo essere distratti perfino di fronte a Riforme Costituzionali.
Ma si sa pensare ad una categoria che è rappresentata da espressioni regionali, di tutte le Regioni, potrebbe richiedere ben altri modelli gestionali.
Così come mantenere l’attuale organizzazione dei Collegi Provinciali, anche quando le oggettive condizioni gestionali lo rendono difficile, forse serve a mantenere un modello elettorale che agevola i professionisti, con poca professione.
Va da se che anche un’autoregolamentazione di mandato a termine per le cariche di Presidenza, può essere utile alla CISL, alla CGIL, alla Confindustria, alla Confartigianato, ai sindaci e ai Presidenti delle Province, ma non alla nostra categoria.
Amo ripetere che un Presidente, io lo sono stato, diventa dopo due mandati, schiavo e padrone della situazione. Diventa cioè difficilmente amovibile. Si eternizza, oltre le età pensionistiche.
Non voglio con questo mettere in discussione lo spirito di servizio di ogni nostro Presidente e/o Consigliere. Penso solo ad un modello di ricambio che mantenga la locomotiva accelerata nella sua corsa.
Spostandomi un poco, non intendo in questa mia richiamare quanto avvenuto in sedi giudiziarie, che hanno visto la nostra categoria e la nostra sede coinvolti.
Penso però ad un Codice Deontologico che dovrebbe essere demandato nella sua piena e coerente applicazione ad un arbitro esterno (tre avvocati indicati dal Ministero competente). Forse l’arbitrarietà di valutazione, nonché, la troppa prudenza o la preoccupazione di ledere qualche collega (fors’anche amico) rende difficile, inadeguata la gestione “interna” del Codice Deontologico.
Tutti noi sappiamo che chi intacca i PRINCIPI del Codice Deontologico mina alle fondamenta la nostra professione.
Ma guadare a processi evolutivi della categoria non può limitarsi alla sola lettura dei contesti e all’adeguamento dei nostri modelli gestionali e normativi.
Volgere lo sguardo al futuro significa, anche, attrezzare una categoria affinché, nella legittima rappresentanza e nel rispetto dei recinti normativi, riesca ad offrire a ciascun iscritto supporti e servizi che lo aiutino a penetrare il suo territorio. Che lo supportino nell’affermarsi in quel quotidiano intriso di complessità e di novità.
Se mi giro un poco indietro, anche su questo tema, ritrovo ampie discussione e fiumi di proposte che sono in gran parte naufragate nei meandri di un’assoluta e inadeguata regia nazionale.
Proposte impantanate in quelle proposte e costituzione di organismi fini a se stessi (Fondazione, l’altro CAA ....n.d.r. COGEPAPI ecc.).
Su questo tema non intendo espandere la mia riflessione essendo troppo vasto.
Posso solo portare il dato di iscrizione alla nostra Cassa che fotografa puntualmente la quantità e la qualità dell’esercizio della libera professione.
Sono certo che una diversa politica categoriale porterebbe ad un aumento di iscritti e ad un aumento di fatturato degli stessi.
A questo proposito è doverosa una sottolineatura. Una diversa e più concreta azione nazionale, raccordata alle realtà regionali, avrebbe favorito un processo di promozione propedeutico all’implementazione di servizi altamente qualificati.
E con questi servizi, la categoria avrebbe avuto strumenti per affermare in tutte le sedi pubbliche e private la propria credibilità diventando, anche, interlocutrice della politica regionale e delle scelte gestionali delle Province. (luoghi di riferimento principali all’esercizio della nostra professione)
Da molto, forse troppo, continuo a ripetere che il nuovo sistema ordinistico non può limitarsi alla mera “tutela” giuridica delle nostre prerogative professionali. Lo vado ripetendo da trent’anni, anche in quelle sedi in cui ho trovato una diffusa sordità.
Il mondo procede ad una velocità elevata e questo richiede che i Collegi diventino protagonisti dei tavoli istituzionali.
Si affermerebbe così il nostro “ruolo rappresentativo, propositivo e rivendicativo”.
Potremmo diventare interlocutori di quei luoghi decisori che ogni giorno approvano leggi, norme e regole che ci coinvolgono direttamente.
Queste azioni possiamo promuoverle da soli, oppure favorire una stagione di collaborazioni con quelle categorie a noi affini.
E se qualcuno mi spiega che le condizioni lo rendono improponibile o difficile, rispondo che basta regredire di qualche mese per ritrovare azioni concertate fra il nostro Collegio e l’Ordine degli Agronomi.
Un tempo, di recente passato, forse agevolato dalla comunanza di visione fra la nostra Presidenza e la loro (rimossa).
L’autorevolezza delle interlocuzioni si costruiscono con la pazienza delle qualità che sanno affermarsi in ogni luogo nei quali si esprime.
Ed allora io credo che questo è il tempo per chiudere una stagione vissuta col freno e avviarne una dinamica col piede e sull’acceleratore.
Il mio augurio che in queste elezioni si chiuda definitivamente una stagione e se avvii una nuova, promossa da professionisti che sanno assumersi le responsabilità e i pesi di un progetto condiviso e negoziato con tutti i colleghi Periti Agrari.
Libero da ogni tentazione di occupazione della sede nazionale.
Ecco! … Su queste premesse e su questi temi sono pronto a qualsiasi confronto.
Non mi interessano le questioni personali e personalistiche di chi la nostra categoria forse la usa per propri fini.
Mi interessa un dialogo e un confronto diffuso che possa addentrarsi anche in aspetti particolari, che si affondi nei temi di merito che avvolgono il nostro operare.
Una relazione con chiunque abbia a cuore il presente e il futuro della nostra straordinaria, inimitabile e irripetibile categoria.
So che in questo sforzo non sono solo e che molti con passione vogliono offrire la propria sensibilità e professionalità per cambiare una condizione ingessata.
So che diffusamente sul territorio, proprio in questo periodo, si susseguono dibattiti ed incontri che producono documenti dai contenuti di solida qualità.
Mi auguro che questi documenti diventino il programma di chi si candiderà al cambiamento del nostro CNPA.
Se queste voci, tutte queste voci, sapranno squarciare le nubi addensatesi da vent’anni sulla nostra categoria forse riusciremo a recuperare il sorriso illuminati da qualche raggio di luce.
Se queste voci, tutte queste voci, sapranno diventare armoniche la nostra categoria potrà riavviare un percorso di valorizzazione di una modernità che assume carattere di centralità nel contesto della nostra società, italiana ed europea.
Questo è il tempo di chiudere una stagione arrivata al suo capolinea e aprirne un’altra.
Spero di trovare tutti voi e ciascuno di voi, attrezzati di moderni strumenti, in quel campo (la nostra categoria) che insieme siamo chiamati a dissodare e riseminare.
Con vive cordialità
Mario Braga
venerdì 17 giugno 2011
SEMINARIO DI STUDIO: NUOVA PAC - UN ' OCCASIONE PER LE AZIENDE AGRICOLE
CAA liberi professionisti srl
CENTRO AUTORIZZATO ASSISTENZA AGRICOLA
Lo scrivente Centro di Assistenza Agricola, nell’ambito delle attività di informazione, aggiornamento e divulgazione rivolte agli attori del mondo agricolo, organizza per il giorno
24 giugno 2011
presso la cantina Solive Loc. Bellavista di Erbusco (BS)
un Seminario dal titolo
NUOVA PAC – Un’occasione per le aziende agricole
Programma dei lavori
10,00 Apertura Lavori
Pietro Paolo Gay (CAA Liberi Professionisti)
10,15 Saluti autorità presenti
10,30 La Nuova PAC – Dopo il 2014
Giuseppe Di Rubbo (MIPAAF – Coordinamento OCM Unica e Produzioni Vegetali);
12,00 La Nuova PAC – I possibili scenari italiani.
Lorenzo Benanti (CAA Liberi Professionisti)
12,20 Le Filiere – Occasioni ed opportunità;
12,40 OCM vino – La promozione della filiera vino a livello internazionale;
Piergiorgio Berto (CAA Liberi Professionisti).
13,00 Chiusura dei lavori.
Ezio Maiolini
Vicepresidente ERSAF LOmbardia
Con il patrocinio di:
e CRPA – Consiglio Regionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati della Lombardia
e Coordinamento Regionale Collegi Provinciali Agrotecnici e Agrotecnici Laureati della Lombardia
L’incontro è riconosciuto quale attività di formazione permanente dei professionisti tecnici agricoli (Crediti Formativi)
pt/2011/gmt/06
V.A.M. ( VALORE AGRICOLO MEDIO PER GLI ESPROPRI) DICHIARATO INCOSTITUZIONALE.
Importante sentenza della CORTE COSTITUZIONALE, LA N. 181 DEL 10 GIUGNO 2011, PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE 1° S.S. N. 26 DEL 15/06/2011.
Il VAM, valore agricolo medio, criterio indennitario per le aree non edificabili in materia di esproprio per pubblica utilità - è stato dichiarato incostituzionale.
Si trattadi una sentenza " storica", destinata a mutare in profondità la procedura espropriativa e a incidere immediatamente nella progettazione e realizzazione delle opere pubbliche.
PeritiAgariLiberi
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/06
Il VAM, valore agricolo medio, criterio indennitario per le aree non edificabili in materia di esproprio per pubblica utilità - è stato dichiarato incostituzionale.
Si trattadi una sentenza " storica", destinata a mutare in profondità la procedura espropriativa e a incidere immediatamente nella progettazione e realizzazione delle opere pubbliche.
PeritiAgariLiberi
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/06
lunedì 13 giugno 2011
SEMINARIO " LA BIOLOGIA DEGLI ALBERI"
Di seguito diamo spazio ad una importante iniziativa promossa dal nostro collega del Consiglio Regionale dei Periti Agrari Andrea Pelegatta di Como.
Locandina del Seminario " La biologia degli alberi" che si terrà ad Inverigo (CO), il 9 Luglio 2011 presso Villa la Rotonda.
Il seminario, condotto da Marcello Parisini e Mario Carminati, agronomi ed esperti di arboricoltura, farà il punto sugli studi più recentisulla biologia degli alberi e sull’implicazione negli interventi di cura
e manutenzione.
TEMI TRATTATI
- biologia degli alberi ed implicazioni sulle tecniche di manutenzione
- gli alberi e i fulmini (danni, possibili interventi)
- principi sui sistemi di difesa degli alberi (modello CODIT)
- apparati radicali: valutazione, salvaguardia e cura
E’ previsto un workshop su tecniche e nuove attrezzature per il tree climbing condotto da Gabriele Dovier, istruttore di formazione 3t.
Dimostrazione sull’utilizzo di Airspade per la valutazione e trattamento degli apparati radicali (Mario Carminati e Cooperativa della Comunità, Bergamo).
Per l’iscrizione inviare una mail a info@formazione3t.it entro il 4 luglio 2011 richiedendo il modulo d’iscrizione e le modalità di pagamento.
Per una migliore comprensione degli argomenti trattati e una migliore gestione del tempo, il seminario è ristretto ad un massimo di 80 persone
Andrea Pellegatta Perito Agrario
Studio Tecnico di Arboricoltura Ornamentale e Gestione del Verde
Via Alfieri, 78 - 20833 Giussano (MB)
tel. +39 348 3392895 - fax +39 0362 310487
Email: studio@arboricoltura.info - Web: www.arboricoltura.info - Posta elettronica certificata: studio@pec.arboricoltura.info
pt/2011/gmt/06
Locandina del Seminario " La biologia degli alberi" che si terrà ad Inverigo (CO), il 9 Luglio 2011 presso Villa la Rotonda.
Il seminario, condotto da Marcello Parisini e Mario Carminati, agronomi ed esperti di arboricoltura, farà il punto sugli studi più recentisulla biologia degli alberi e sull’implicazione negli interventi di cura
e manutenzione.
TEMI TRATTATI
- biologia degli alberi ed implicazioni sulle tecniche di manutenzione
- gli alberi e i fulmini (danni, possibili interventi)
- principi sui sistemi di difesa degli alberi (modello CODIT)
- apparati radicali: valutazione, salvaguardia e cura
E’ previsto un workshop su tecniche e nuove attrezzature per il tree climbing condotto da Gabriele Dovier, istruttore di formazione 3t.
Dimostrazione sull’utilizzo di Airspade per la valutazione e trattamento degli apparati radicali (Mario Carminati e Cooperativa della Comunità, Bergamo).
Per l’iscrizione inviare una mail a info@formazione3t.it entro il 4 luglio 2011 richiedendo il modulo d’iscrizione e le modalità di pagamento.
Per una migliore comprensione degli argomenti trattati e una migliore gestione del tempo, il seminario è ristretto ad un massimo di 80 persone
Andrea Pellegatta Perito Agrario
Studio Tecnico di Arboricoltura Ornamentale e Gestione del Verde
Via Alfieri, 78 - 20833 Giussano (MB)
tel. +39 348 3392895 - fax +39 0362 310487
Email: studio@arboricoltura.info - Web: www.arboricoltura.info - Posta elettronica certificata: studio@pec.arboricoltura.info
pt/2011/gmt/06
mercoledì 8 giugno 2011
IL PRESIDENTE NAZIONALE POLEMICO CON IL COMITATO GESTORE DELLA CASSA ??????
Da il " Perito Agrario n. 2/2011" : Voci dal Congresso, edidoriale del Presidente Nazionale, mi sembra che ci sia una dura polemica nei confronti del Comitato Gestore della Cassa.
Infatti sono rimasto sorpreso nel leggere l'editoriale perchè dei temi trattati al Congresso Nazionale tenutosi nella bellissima Sicilia, il Presidente si sofferma particolarmente sulla " previdenza dei Periti Agrari - pensione" e non ci sarebbe nulla di male, se non trasparissero dal testo attribuzioni di mancanze operative nei confronti del Comitato Gestore dei rappresentanti dei Periti Agrari della Cassa.
Una critica aperta e pubblica ( a corollario di un Congresso Nazionale ???') che, se mi permettete non condivido e ritengo ingenerosa verso un gruppo di Colleghi che in questi due anni hanno cercato, anche se tra tante difficoltà, di dare una svolta nell' informazione e nella trasparenza dell'operatività stessa del comitato di gestione della cassa.
Che i temi " previdenziali della categoria" siano migliorabili e debbano essere aggiustati alcuni aspetti tecnico-finanziari non è una novità di oggi, sono problemi di ieri, ma ieri non furono mai affrontati e guarda caso emergono in un momento pre-elettorale del Consiglio Nazionanale.
Un caso...o una mera manovra strumentale di depistaggio finalizzato allo scredito al fine di spostare l'attenzione dai veri problemi che oggi abbiamo nell'inefficienza del CNPA, che in cinque anni ha fatto tanto per affossare la nostra professione??????
Della previdenza dei periti agrari, il CNPA non ha mai parlato recentemente, se non nella proposta " suicida" del COGEPAPI di " fusione...poi corretta..poi ricorretta....poi smentita ma sempre portata avanti ufficialmente.
Ma a questo punto mi sorge un dubbio....come mai i signori di " parte del CNPA" erano pronti a svenderci per una pipa di tabacco ( e questo blog ha sempre denunciato la situazione) oggi si ergono a censori esperti di Colleghi che hanno dimostrato capacità e impegno nel loro operare con positivi risultati di gestione della Cassa.????
Qui c'è qualcosa che non quadra !!!! e che non convince o no ???
Per cortesia, qualcuno mi aiuti a capire !!!
Grazie e un cordiale saluto.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/06
Infatti sono rimasto sorpreso nel leggere l'editoriale perchè dei temi trattati al Congresso Nazionale tenutosi nella bellissima Sicilia, il Presidente si sofferma particolarmente sulla " previdenza dei Periti Agrari - pensione" e non ci sarebbe nulla di male, se non trasparissero dal testo attribuzioni di mancanze operative nei confronti del Comitato Gestore dei rappresentanti dei Periti Agrari della Cassa.
Una critica aperta e pubblica ( a corollario di un Congresso Nazionale ???') che, se mi permettete non condivido e ritengo ingenerosa verso un gruppo di Colleghi che in questi due anni hanno cercato, anche se tra tante difficoltà, di dare una svolta nell' informazione e nella trasparenza dell'operatività stessa del comitato di gestione della cassa.
Che i temi " previdenziali della categoria" siano migliorabili e debbano essere aggiustati alcuni aspetti tecnico-finanziari non è una novità di oggi, sono problemi di ieri, ma ieri non furono mai affrontati e guarda caso emergono in un momento pre-elettorale del Consiglio Nazionanale.
Un caso...o una mera manovra strumentale di depistaggio finalizzato allo scredito al fine di spostare l'attenzione dai veri problemi che oggi abbiamo nell'inefficienza del CNPA, che in cinque anni ha fatto tanto per affossare la nostra professione??????
Della previdenza dei periti agrari, il CNPA non ha mai parlato recentemente, se non nella proposta " suicida" del COGEPAPI di " fusione...poi corretta..poi ricorretta....poi smentita ma sempre portata avanti ufficialmente.
Ma a questo punto mi sorge un dubbio....come mai i signori di " parte del CNPA" erano pronti a svenderci per una pipa di tabacco ( e questo blog ha sempre denunciato la situazione) oggi si ergono a censori esperti di Colleghi che hanno dimostrato capacità e impegno nel loro operare con positivi risultati di gestione della Cassa.????
Qui c'è qualcosa che non quadra !!!! e che non convince o no ???
Per cortesia, qualcuno mi aiuti a capire !!!
Grazie e un cordiale saluto.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/06
mercoledì 1 giugno 2011
IL " PERITO AGRARIO 2/2011...." CI RISIAMO ....." DI ANDREA TADDEI.
Mi scuso con i Colleghi, ma non avendo accesso alla nostra pubblicazione il " Perito Agrario" in quanto soggetto non gradito e al bando ( non sono parte della rosa zerbinata) e conoscendo la linea editoriale bulgara non aperta al dialogo, al confronto e al contradditorio, mi limito a intervenire dal mio piccolo ma seguito Blog ( come è mia consuetudine) per fare alcune precisazioni sull'intervento del collega Taddei sul " Perito Agrario" che mi sembra pecchi di male - informazione su un tema di primo piano e delicatissimo quale: " l'ipotesi di fusione delle casse nel progetto COGEPAPI" di cui il CNPA ne è parte sostanziale.
Non entro nel merito delle contumelie con gli agrotecnici perchè non vedo il problema....anzi è un falso problema confezionato ad arte per creare contrapposizioni che sono più personali ( tra i presidenti e qualche consigliere nazionale) che categoriale.
Ma a parte questa opinione personale mi interessa smentire le affermazioni aggiustate del Taddei quando dice che "non è vero" che il COGEPAPI non ha mai avuto interesse a portare alla fusione la Cassa dei Periti Agrari con quella dei Geometri ( che se non sbaglio mi sembra un pò bolsa) e quella dei Periti Industriali.
Ora, lei sig. Taddei sa benissimo e se non lo sa è meglio che si informi ( se vuole Le mando il documento) che ben quattro componenti del vecchio comitato gestore della cassa ( poi rinnovato ) firmò un atto proposto dalla troica del COGEPAPI ( di cui il CNPA ne fa parte.....ricordiamolo ogni tanto !!!!) che fu presentato nelle sedi istituzionali competenti dove si ribadiva la conferma e il pieno assenso al processo di fusione sia dei Collegi che delle rispettive Casse. Un atto formale di precisa volontà politica sul quale il collega Moretti componente del nord del comitato si dissociò, non firmò e polemizzò.
Questo per precisare che se non ci fosse stato il rinnovò del comitato di gestione della Cassa presso l'Enpaia ( entrò Braga e fu riconfermato con un voto plebiscitario Moretti per il Nord Italia) che ribadì fermamente l'autonomia della stessa dal sodalizio CNPA/COGEPAPI e la non percorribilità del processo di fusione preconizzato con l'accordo-impegno sottoscritto, ci sarebbe gia stato il via con il placet del CNPA ( ovviamente il tutto nella massima discrezione) al " processo politico" della fusione.
Oggi convengo con il sig. Taddei che il vento è cambiato ( ma che fatica !!!!!) e che non ci sono pecoroni al seguito del COGEPAPI. Infatti i periti agrari iscritti alla cassa rifuggono dalla proposta " suicida" del COGEPAPI e chi ha avuto quella malaugurata idea dovrebbe avere l'onesta intellettuale di mettersi da parte, mentre ai nostri rappresentanti ( Braga e Moretti) , che hanno portato trasparenza e informazione va il nostro plauso per l'ottimo lavoro che poi ha coinvolto tutto il comitato di gestione in scelte univoche.
Debbo dire che sono altresì soddisfatto, che il CNPA abbia capito (??) e fatto marcia indietro ( almeno ufficialmente) ricollocandosi nela sua funzione istituzionale di promotore di iniziative per la Categoria rinunciando all'ambito ruolo , peraltro non corretto, di decidere scelte che non gli competono. ( SONO GLI ISCRITTI ALLA CASSA CHE DEVONO DECIDERE...I SOLDI SONO I LORO.......CAPITO!!!!).
Un buon avvio a quello che dovrebbe essere quel rinnovamento e quella trasparenza che da un ventennio auspichiamo.
Purtroppo non è così per quanto riguarda " la pubblicità del bilancio del CNPA".
Ricordo al Consiglio Nazionale e a tutti i colleghi, è una mia consuetudine che ripeto da anni" che siamo sempre in attesa dell'invio o della pubblicazione sul Perito Agrario del bilancio del Collegio Nazionale.
Sono anni che aspettiamo, fate meno dietrologia e oscurantismo nelle riunioni e decidetevi a dare il via alla " pubblicità di sto famigerato bilancio del CNPA.
Diamine....cosa ci sarà di tanto occulto da non renderlo di dominio pubblico ?????. Non credete che l'interrogativo sia lecito carissimi colleghi ?????
Concludo rivolgendomi al Presidente Bottaro correggendo alcune sue informazioni errate date in sede di riunione del Consiglio Nazionale:
- il sottoscritto ( nell'incontro di Bergamo) non ha mai detto che il " Perito Agrario" costa 200.000 Euro, ma che era il costo del consiglio nazionale ( per gettoni e rimborsi);
- le illazioni e le cattive fantasie sul bilancio nascono dalla segretazione dello stesso. Se fossimo informati potremmo essere d'accordo o criticarlo ma difficilmente potremmo fare della dietrologia;
- nella riunione di Bergamo Lei ha accusato i consiglieri nazionali di scarso impegno nel non aver informato il territorio sul bilancio essendone autorizzati. Ma se gli stessi hanno detto che non sono autorizzati e il bilancio è segretato e logica conseguenza la notizia non deve essere portata all'esterno.......
A questo punto chì è che la conta giusta....???????????????
Chiariteci il dilemma...... della balla.....????
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/06
Non entro nel merito delle contumelie con gli agrotecnici perchè non vedo il problema....anzi è un falso problema confezionato ad arte per creare contrapposizioni che sono più personali ( tra i presidenti e qualche consigliere nazionale) che categoriale.
Ma a parte questa opinione personale mi interessa smentire le affermazioni aggiustate del Taddei quando dice che "non è vero" che il COGEPAPI non ha mai avuto interesse a portare alla fusione la Cassa dei Periti Agrari con quella dei Geometri ( che se non sbaglio mi sembra un pò bolsa) e quella dei Periti Industriali.
Ora, lei sig. Taddei sa benissimo e se non lo sa è meglio che si informi ( se vuole Le mando il documento) che ben quattro componenti del vecchio comitato gestore della cassa ( poi rinnovato ) firmò un atto proposto dalla troica del COGEPAPI ( di cui il CNPA ne fa parte.....ricordiamolo ogni tanto !!!!) che fu presentato nelle sedi istituzionali competenti dove si ribadiva la conferma e il pieno assenso al processo di fusione sia dei Collegi che delle rispettive Casse. Un atto formale di precisa volontà politica sul quale il collega Moretti componente del nord del comitato si dissociò, non firmò e polemizzò.
Questo per precisare che se non ci fosse stato il rinnovò del comitato di gestione della Cassa presso l'Enpaia ( entrò Braga e fu riconfermato con un voto plebiscitario Moretti per il Nord Italia) che ribadì fermamente l'autonomia della stessa dal sodalizio CNPA/COGEPAPI e la non percorribilità del processo di fusione preconizzato con l'accordo-impegno sottoscritto, ci sarebbe gia stato il via con il placet del CNPA ( ovviamente il tutto nella massima discrezione) al " processo politico" della fusione.
Oggi convengo con il sig. Taddei che il vento è cambiato ( ma che fatica !!!!!) e che non ci sono pecoroni al seguito del COGEPAPI. Infatti i periti agrari iscritti alla cassa rifuggono dalla proposta " suicida" del COGEPAPI e chi ha avuto quella malaugurata idea dovrebbe avere l'onesta intellettuale di mettersi da parte, mentre ai nostri rappresentanti ( Braga e Moretti) , che hanno portato trasparenza e informazione va il nostro plauso per l'ottimo lavoro che poi ha coinvolto tutto il comitato di gestione in scelte univoche.
Debbo dire che sono altresì soddisfatto, che il CNPA abbia capito (??) e fatto marcia indietro ( almeno ufficialmente) ricollocandosi nela sua funzione istituzionale di promotore di iniziative per la Categoria rinunciando all'ambito ruolo , peraltro non corretto, di decidere scelte che non gli competono. ( SONO GLI ISCRITTI ALLA CASSA CHE DEVONO DECIDERE...I SOLDI SONO I LORO.......CAPITO!!!!).
Un buon avvio a quello che dovrebbe essere quel rinnovamento e quella trasparenza che da un ventennio auspichiamo.
Purtroppo non è così per quanto riguarda " la pubblicità del bilancio del CNPA".
Ricordo al Consiglio Nazionale e a tutti i colleghi, è una mia consuetudine che ripeto da anni" che siamo sempre in attesa dell'invio o della pubblicazione sul Perito Agrario del bilancio del Collegio Nazionale.
Sono anni che aspettiamo, fate meno dietrologia e oscurantismo nelle riunioni e decidetevi a dare il via alla " pubblicità di sto famigerato bilancio del CNPA.
Diamine....cosa ci sarà di tanto occulto da non renderlo di dominio pubblico ?????. Non credete che l'interrogativo sia lecito carissimi colleghi ?????
Concludo rivolgendomi al Presidente Bottaro correggendo alcune sue informazioni errate date in sede di riunione del Consiglio Nazionale:
- il sottoscritto ( nell'incontro di Bergamo) non ha mai detto che il " Perito Agrario" costa 200.000 Euro, ma che era il costo del consiglio nazionale ( per gettoni e rimborsi);
- le illazioni e le cattive fantasie sul bilancio nascono dalla segretazione dello stesso. Se fossimo informati potremmo essere d'accordo o criticarlo ma difficilmente potremmo fare della dietrologia;
- nella riunione di Bergamo Lei ha accusato i consiglieri nazionali di scarso impegno nel non aver informato il territorio sul bilancio essendone autorizzati. Ma se gli stessi hanno detto che non sono autorizzati e il bilancio è segretato e logica conseguenza la notizia non deve essere portata all'esterno.......
A questo punto chì è che la conta giusta....???????????????
Chiariteci il dilemma...... della balla.....????
Cordialmente
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/06
mercoledì 25 maggio 2011
CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO: OTTIMO LOVARO......FATTI NON PAROLE!
Sabato 21 maggio c.a. si è tenuta la riunione del Consiglio Regionale Lombardo dei Periti Agrari in provincia di Lodi con un nutrito ordine del giorno.
Dopo l'introduzione del Vice-Presidnete Veneri ha preso la parola il Presidente Braga che ha spiegato ai presenti le ragioni della sua autosospensione, dopo le dichiarazioni del Presidente Nazionale Bottaro in quel di Bergamo, che è stata respinta all'unanimità con la non accettazione da parte dei presenti che hanno ribadito stima e fiducia all'operato del Presidente Braga e alle altre cariche istituzionali che sono state riconfermate.
Il Vice-Presidente Veneri è entrato nel merito dei lavori sollecitando una maggiore partecipazione della categoria auspicando una struttura organizzativa snella è presente nelle varie istituzioni sul territorio in particolare a livello Regionale.
Braga, Rossi, Bertazzo, Possenti, Tiraboschi sono stati promotori dell'organizzazione di Commissioni/Dipartimenti di PeritiAgrari specializzati nei vari settori di intervento:
Agrcioltura
Sistemi verdi e paesaggio
Territorio e urbanistica
Semplificazione e modernizzazione della burocrazia
Sanità - Alimenti e Allevamenti
Ambiente e ernergia da fonti rinnovabili
Formazione e istruzione.
Le Commissioni/Dipartimento sono in fase di completamento e i Collegi Provinciali sono pregati di segnalare Colleghi professionalmente specializzati disponibili a partecipare ai lavori formativi e di incontro ai tavoli regionali.
Il Presidente Braga ha illustrato ai presenti i lavori attivati ai tavoli tecnici presso la Regione Lombardia dove la presenza dei periti agrari è un ricoscimento del sapiente lavoro fatto in questo ultimo anno di relazioni e partecipazione.
Possenti e il Consigliere Nazionale Bertazzo hanno proposto di attivare un corso formativo per conciliatori in Lombardia. Unanime è stata l'approvazione del Consiglio Regionale che si farà promotore di segnalare l'iniziativa ai Collegi Provinciali per raccoglire le adesioni ( minimo trenta) per organizzare il Corso.
E' stato altresì affrontato il tema dei rapporti con il CNPA che dopo l'incontro di Bergamo e il Congresso Nazionale non ha raccolto molti consensi anzi critiche e in alcuni casi forti dissensi salvo la posizione filo.bottariana del collega Possenti di Bergamo che non ha escluso la possibilità di candidarsi a Consigliere Nazionale e ha auspicato di costruire posive relazioni con il CNPA.
Unanime è stato invece l'apprezzamento per l'operato del Consigliere Nazionale Paolo Bertazzo che aveva ufficializzato la sua candidatura al Consiglio Nazionale nella riunione interegionale di Rovigo.
A chiusura dei lavori il Presidente Regionale, Braga il Vice.Presidente Veneri e i consiglieri Rossi, Rancati, Baronchelli hanno aupicato che la Lombardia trovi attraverso il confronto le ragioni dii essere unità sui programmi e sulle condidature.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/05
Dopo l'introduzione del Vice-Presidnete Veneri ha preso la parola il Presidente Braga che ha spiegato ai presenti le ragioni della sua autosospensione, dopo le dichiarazioni del Presidente Nazionale Bottaro in quel di Bergamo, che è stata respinta all'unanimità con la non accettazione da parte dei presenti che hanno ribadito stima e fiducia all'operato del Presidente Braga e alle altre cariche istituzionali che sono state riconfermate.
Il Vice-Presidente Veneri è entrato nel merito dei lavori sollecitando una maggiore partecipazione della categoria auspicando una struttura organizzativa snella è presente nelle varie istituzioni sul territorio in particolare a livello Regionale.
Braga, Rossi, Bertazzo, Possenti, Tiraboschi sono stati promotori dell'organizzazione di Commissioni/Dipartimenti di PeritiAgrari specializzati nei vari settori di intervento:
Agrcioltura
Sistemi verdi e paesaggio
Territorio e urbanistica
Semplificazione e modernizzazione della burocrazia
Sanità - Alimenti e Allevamenti
Ambiente e ernergia da fonti rinnovabili
Formazione e istruzione.
Le Commissioni/Dipartimento sono in fase di completamento e i Collegi Provinciali sono pregati di segnalare Colleghi professionalmente specializzati disponibili a partecipare ai lavori formativi e di incontro ai tavoli regionali.
Il Presidente Braga ha illustrato ai presenti i lavori attivati ai tavoli tecnici presso la Regione Lombardia dove la presenza dei periti agrari è un ricoscimento del sapiente lavoro fatto in questo ultimo anno di relazioni e partecipazione.
Possenti e il Consigliere Nazionale Bertazzo hanno proposto di attivare un corso formativo per conciliatori in Lombardia. Unanime è stata l'approvazione del Consiglio Regionale che si farà promotore di segnalare l'iniziativa ai Collegi Provinciali per raccoglire le adesioni ( minimo trenta) per organizzare il Corso.
E' stato altresì affrontato il tema dei rapporti con il CNPA che dopo l'incontro di Bergamo e il Congresso Nazionale non ha raccolto molti consensi anzi critiche e in alcuni casi forti dissensi salvo la posizione filo.bottariana del collega Possenti di Bergamo che non ha escluso la possibilità di candidarsi a Consigliere Nazionale e ha auspicato di costruire posive relazioni con il CNPA.
Unanime è stato invece l'apprezzamento per l'operato del Consigliere Nazionale Paolo Bertazzo che aveva ufficializzato la sua candidatura al Consiglio Nazionale nella riunione interegionale di Rovigo.
A chiusura dei lavori il Presidente Regionale, Braga il Vice.Presidente Veneri e i consiglieri Rossi, Rancati, Baronchelli hanno aupicato che la Lombardia trovi attraverso il confronto le ragioni dii essere unità sui programmi e sulle condidature.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/05
venerdì 20 maggio 2011
CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA DEI PERITI AGRARI: IN RIUNIONE SABATO 21 MAGGIO 2011 A S. ANGELO LODIGIANO (LO)
Con un nutrito ordine del giorno sabato 21 maggio c.a. alle ore dieci si riunisce il Consiglio Regionale dei Periti Agrari della Lombardia.
Tema centrale dell'incontro la pianificazione e l'organizzazione delle attività relazionali e operative dell'Associazione per migliorare l'attività e la presenza della professione sul territorio.
Nello spirito della riforma del Federalismo con il decentramento delle competenze in capo alle Regioni il Consiglio Lombardo si farà promotore ( come peraltro sta' gia facendo in questi ultimi tempi con ottimi risultati raggiunti) di concretizzare una maggiore presenza negli organismi Regionali attraverso accordi di programma e convenzioni collaborative in sintonia con il Centro di Assitenza Agricola recentemente attivato anche in Lombardia.
Ovviamente l'iniziativa avrà successo nella misura in cui ci sarà partecipazione e assunzione di responsabilità operative di Colleghi disponibili soprattutto, e questo è un sollecito ,di giovani Periti Agrari.
Alle inconcludenti e onerose iniziative del CNPA che sono sotto gli occhi di tutti ( non ultimo il Congresso Nazionale) la Lombardia punta a costruire una propria autonomia professionale e territoriale che sia sempre più aperta a relazioni interprofessionali e in linea con le moderne dinamiche dello sviluppo delle professioni stesse.
All'autanasia della professione proposta dal COGEPAPI si contrappone identità professionale e autonomia intellettuale ma soprattutto " cambiare per esistere".
Cordiali saluti.
Piermaria Tiraboschi.
pt/2011/gmt/05
Tema centrale dell'incontro la pianificazione e l'organizzazione delle attività relazionali e operative dell'Associazione per migliorare l'attività e la presenza della professione sul territorio.
Nello spirito della riforma del Federalismo con il decentramento delle competenze in capo alle Regioni il Consiglio Lombardo si farà promotore ( come peraltro sta' gia facendo in questi ultimi tempi con ottimi risultati raggiunti) di concretizzare una maggiore presenza negli organismi Regionali attraverso accordi di programma e convenzioni collaborative in sintonia con il Centro di Assitenza Agricola recentemente attivato anche in Lombardia.
Ovviamente l'iniziativa avrà successo nella misura in cui ci sarà partecipazione e assunzione di responsabilità operative di Colleghi disponibili soprattutto, e questo è un sollecito ,di giovani Periti Agrari.
Alle inconcludenti e onerose iniziative del CNPA che sono sotto gli occhi di tutti ( non ultimo il Congresso Nazionale) la Lombardia punta a costruire una propria autonomia professionale e territoriale che sia sempre più aperta a relazioni interprofessionali e in linea con le moderne dinamiche dello sviluppo delle professioni stesse.
All'autanasia della professione proposta dal COGEPAPI si contrappone identità professionale e autonomia intellettuale ma soprattutto " cambiare per esistere".
Cordiali saluti.
Piermaria Tiraboschi.
pt/2011/gmt/05
lunedì 16 maggio 2011
CAMPAGNA ELEZIONI CONSIGLIO NAZIONALE: NEI CORRIDOI SI DICE.............E NON SI DICE !!!!!
Le notizie, le non notizie, le bufale viaggiano velocissime e anche noi siamo stati coinvolti e curiosi come siamo stiamo al gioco con ironia e senza prendere tutto per oro colato, ma se le campane suonano, suoneran ben per qualcosa....o nooooo!!!!
E allora diciamo queste bricconate; chi sa che non ci facciano un pò sorridere.....che fa sembre bene.
Si dice.......si dice...... che il Presidente Nazionale non si ricandiderà ( calma) alla Presdienza anche se ovviamente è scontata la sua corsa per essere consigliere nazionale. Pazienza che vi spiego il perchè....curiosoniiiii.
Ora se è vero ( ne dubito!!!) che rinuncia alla presidenza ma resta consigliere nazionale cosa cambia???
Chi sarà il futuro Presidente, Vice Presidente, Segretario, Tesoriere.?
Ecco a voi ( si dice) il giro di giostra e tutto è fatto....come prima.
Il nostro Presidentone tirerà la campagna elettorale al fedelissimo numero due Vice-Presidente Nazionale, potentissimo uomo del Veneto e poi ecco la chicca assumerà la carica di Eminentissimo Segretario Nazionale con ampi e variegati poteri......e il giochino è fatto ( quello delle tre carte). Contenti pecoroni ??????
E le altre cariche ?
Gia tutto fatto, le spartizioni di rito si stanno concludendo in quello spirito democratico di costruttiva collaborazione che è il sale dell'attività della Categoria.
Come vedete la storiella è nuova ma non è cambiato niente questa è la furbata.
Una rimescolatina alla ribollita e tutto è..........come primaaaaaa....e più di prima.!
Un pecoronissimo...cordiale saluto.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/05
E allora diciamo queste bricconate; chi sa che non ci facciano un pò sorridere.....che fa sembre bene.
Si dice.......si dice...... che il Presidente Nazionale non si ricandiderà ( calma) alla Presdienza anche se ovviamente è scontata la sua corsa per essere consigliere nazionale. Pazienza che vi spiego il perchè....curiosoniiiii.
Ora se è vero ( ne dubito!!!) che rinuncia alla presidenza ma resta consigliere nazionale cosa cambia???
Chi sarà il futuro Presidente, Vice Presidente, Segretario, Tesoriere.?
Ecco a voi ( si dice) il giro di giostra e tutto è fatto....come prima.
Il nostro Presidentone tirerà la campagna elettorale al fedelissimo numero due Vice-Presidente Nazionale, potentissimo uomo del Veneto e poi ecco la chicca assumerà la carica di Eminentissimo Segretario Nazionale con ampi e variegati poteri......e il giochino è fatto ( quello delle tre carte). Contenti pecoroni ??????
E le altre cariche ?
Gia tutto fatto, le spartizioni di rito si stanno concludendo in quello spirito democratico di costruttiva collaborazione che è il sale dell'attività della Categoria.
Come vedete la storiella è nuova ma non è cambiato niente questa è la furbata.
Una rimescolatina alla ribollita e tutto è..........come primaaaaaa....e più di prima.!
Un pecoronissimo...cordiale saluto.
Piermaria Tiraboschi
pt/2011/gmt/05
martedì 3 maggio 2011
ORDINE DEL GIORNO DEL CONGRESSO NAZIONALE:non vi sembra un deliberato di una Organizzazione Professionale Agricola.....e la PROFESSIONE DI PERITO AGRARIO !!!!!!
Di seguito per correttezza di informazione pubblichiamo parte della circolare del CNPA in merito al Congresso Nazionale tenutosi a Marsala il 27 - 28 Aprile c.a.
Alcune nostre opinioni sono state espresse con la massima trasparenza e crediamo sia legittimo aprire un confronto e un dibattito in vista della prossima scadenza elettorale di ottobre per il rinnovo del Consiglio nazionale perchè così è impensabile andare avanti........se ci interessa la professione altrimenti..........a voi la conclusione..
CIRCOLARE DEL COLLEGIO NAZIONALEOGGETTO :circ. 13/2011
Si porta a conoscenza dei Collegi in indirizzo che in merito a:
1. Celebrazione del XVII Congresso Nazionale della Categoria – Marsala (Tp) – 27-
28 aprile 2011 : si è concluso il Congresso che, a detta dei partecipanti Congressisti,
Relatori ed Ospiti è stato di grande importanza sia per la tematica discussa che per lo
spessore delle relazioni ufficiali e degli interventi programmati.
In attesa di poter utilizzare il materiale a disposizione, dopo aver ringraziato coloro che
hanno reso possibile la celebrazione congressuale – e primo tra questi il Consiglio del
Collegio di Trapani, in allegato trasmettiamo l’Ordine del Giorno approvato dalla Assemblea
Congressuale.
2. omissis
Cordiali saluti
Il Segretario Il Presidente
(D.Di Biase) (A. Bottaro)
I Periti Agrari e i Periti Agrari Laureati d’Italia continuando nell’azione tecnico culturale già da
decenni intrapresa hanno celebrato il loro 17° congresso nazionale di categoria nei giorni 27 e 28
aprile 2011 nella bella e accogliente città di Marsala ricca di storia e di tradizioni agricole e là ove
150 anni fa partì l’azione che ha portato a l’Unità d’Italia.
Il tema “la globalizzazione dei mercati dieci anni dopo” per la sua attualità, importanza e valenza è
stato affrontato nella trattazione con argomentazioni tali da sviscerarlo in maniera approfondita al di
là di ogni aspettativa.
Dopo la ricca e interessante relazione del Presidente nazionale Andrea Bottaro si sono alternati
valenti relatori che con argomentazioni nutrite e dati hanno valorizzato il dibattito congressuale,
arricchito successivamente da relazioni specifiche esposte con competenza da illustri relatori e da
esperti colleghi su tematiche specifiche che hanno incrementato i contenuti congressuali.
Quanto emerso nel corso del ricco dibattito congressuale ed in specie su quanto argomentato in
merito allo stato di sofferenza come l’agricoltura italiana allo stato vive ha illustrato le
problematiche che generano la crisi che sono chiaramente emerse in una diagnosi acuta rilevatasi
esaustiva ed inopinabile.
E’ stato preso atto che la globalizzazione è ormai vissuta ovunque, e che questa ha prodotto nei suoi
vari, vasti ed interdipendenti aspetti, che non solo hanno investito il settore produttivo agricolo ma
l’intera società ne è rimasta coinvolta.
Si è considerato che il fenomeno globalizzazione, accelerandosi in questi ultimi anni nel settore
agroalimentare, ha aumentato il divario sui problemi inerenti la fame nel mondo esistente tra i PVS
e quelli industrializzati.
Si è visto che la delocalizzazione dei centri di produzione agro-zootecnica in altri paesi ove i salari
sono più bassi, ha determinato costi di produzione inferiori a quelli delle nostre imprese con la
conseguenza di destare maggiore interesse dell’industria di trasformazione e del commercio interno,
mettendo così fuori mercato l’impresa agricola italiana costringendola in molti casi a cessare
l’attività.
A fronte di questi effetti negativi subiti nel settore agricolo si è pervenuti nella dissertazione
congressuale a ricercare terapie che di seguito indichiamo:
A) tutti i Paesi che producono devono vendere. Ciò evidenzia che certe barriere esistenti nella
PAC attuale devono cadere e quindi diventa necessaria l’esigenza di una riforma. La nuova
PAC dovrà cambiare le regole che tengano conto che la competizione con i PVS non è
affrontabile in un mercato aperto e globalizzato. Sarà quindi necessario utilizzare al meglio
il fondo in dotazione trasferendo a tutti i comparti agricoli, non escludendo l’ambiente, gli
stessi aiuti adottando particolari criteri per evitare storture.
B) nel Paese preso atto che le aziende agricole sono stabili o in decrescenza è emerso con la
stessa inconfutabile chiarezza la necessità di una profonda ristrutturazione e
riorganizzazione delle aziende agricole italiane non trascurando le dimensioni di queste in
modo da renderle idonee a competere sul mercato globale.
Formare aziende agricole che immettano sul mercato prodotti diversi sotto il profilo della
qualità e della salubrità e quindi più appetibili sui mercati internazionali. Preso atto di
un’agricoltura vulnerabile contrassegnata da debolezze strutturali e dall’aumento della
volatilità dei prezzi si è evidenziata la necessità di un’evoluzione culturale dell’agricoltore.
Questi deve essere pronto e preparato al confronto globale e idoneo a introdurre sui mercati
le peculiarità dei propri prodotti. Che sia in grado, inoltre, di sapere interpretare normative e
direttive in modo da prevenire situazioni difficili o di emergenza.
Il congresso non ha trascurato l’esame di attuali e importanti tematiche interessanti ed apprezzabili
nella loro valenza tecnica ed informativa quali: la formazione dei professionisti; la professione del
Perito Agrario al servizio dell’energie alternative rinnovabili; la fiscalità in agricoltura; gli effetti
della globalizzazione nel settore viti-vinicolo; le principali sfide dell’agricoltura e
dell’alimentazione globalizzata; sostenibilità e multifunzionalità dell’agricoltura; il lavoro, dialogo
sociale nella filiera agro alimentare.
A fronte delle considerevoli e complesse problematiche emerse dalle esposizioni congressuali i
Periti Agrari e i Periti Agrari Laureati si propongono di:
a) impegnarsi a mantenere quel doveroso aggiornamento che li caratterizza
professionalmente conferendogli le competenze per la consulenza all’agricoltore con il
ruolo di accompagnatore per la nuova formazione culturale dello stesso non escludendo
iniziative progettuali in rapporto a nuove esigenze e all’innovazione tecnologica;
b) fare da tramite tra mondo politico, enti, organizzazioni di settore al fine di operare
congiuntamente per una più evoluta e moderna imprenditorialità agricola;
c) promuovere con una azione professionale di eccellenza il coinvolgimento delle nuove
generazioni dei tecnici affinché questi si affaccino sul mercato del lavoro con
un’adeguata preparazione e il necessario impegno ad affrontare con competenza i
problemi del settore che si presentano con l’evolversi dei tempi.
Concludendo, i Periti Agrari e i Periti Agrari Laureati ritengono di avere contribuito con questo loro
messaggio espresso ad alta voce in questa sede congressuale a fornire elementi tali da far auspicare
che questi debbano essere presi in seria considerazione nelle opportune sedi politiche e da enti e
organizzazioni del settore e da questi sviluppati nell’imminente futuro nei modi più consoni per il
progredire dell’agricoltura e della società.
Marsala, 28 aprile 2011
pt/2011/gmt/04
Alcune nostre opinioni sono state espresse con la massima trasparenza e crediamo sia legittimo aprire un confronto e un dibattito in vista della prossima scadenza elettorale di ottobre per il rinnovo del Consiglio nazionale perchè così è impensabile andare avanti........se ci interessa la professione altrimenti..........a voi la conclusione..
CIRCOLARE DEL COLLEGIO NAZIONALEOGGETTO :circ. 13/2011
Si porta a conoscenza dei Collegi in indirizzo che in merito a:
1. Celebrazione del XVII Congresso Nazionale della Categoria – Marsala (Tp) – 27-
28 aprile 2011 : si è concluso il Congresso che, a detta dei partecipanti Congressisti,
Relatori ed Ospiti è stato di grande importanza sia per la tematica discussa che per lo
spessore delle relazioni ufficiali e degli interventi programmati.
In attesa di poter utilizzare il materiale a disposizione, dopo aver ringraziato coloro che
hanno reso possibile la celebrazione congressuale – e primo tra questi il Consiglio del
Collegio di Trapani, in allegato trasmettiamo l’Ordine del Giorno approvato dalla Assemblea
Congressuale.
2. omissis
Cordiali saluti
Il Segretario Il Presidente
(D.Di Biase) (A. Bottaro)
Collegio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati
presso il Ministero della Giustizia
LA GLOBALIZZAZIONE 10 ANNI DOPO
Il contributo dei Periti Agrari
Ordine del giorno
I Periti Agrari e i Periti Agrari Laureati d’Italia continuando nell’azione tecnico culturale già da
decenni intrapresa hanno celebrato il loro 17° congresso nazionale di categoria nei giorni 27 e 28
aprile 2011 nella bella e accogliente città di Marsala ricca di storia e di tradizioni agricole e là ove
150 anni fa partì l’azione che ha portato a l’Unità d’Italia.
Il tema “la globalizzazione dei mercati dieci anni dopo” per la sua attualità, importanza e valenza è
stato affrontato nella trattazione con argomentazioni tali da sviscerarlo in maniera approfondita al di
là di ogni aspettativa.
Dopo la ricca e interessante relazione del Presidente nazionale Andrea Bottaro si sono alternati
valenti relatori che con argomentazioni nutrite e dati hanno valorizzato il dibattito congressuale,
arricchito successivamente da relazioni specifiche esposte con competenza da illustri relatori e da
esperti colleghi su tematiche specifiche che hanno incrementato i contenuti congressuali.
Quanto emerso nel corso del ricco dibattito congressuale ed in specie su quanto argomentato in
merito allo stato di sofferenza come l’agricoltura italiana allo stato vive ha illustrato le
problematiche che generano la crisi che sono chiaramente emerse in una diagnosi acuta rilevatasi
esaustiva ed inopinabile.
E’ stato preso atto che la globalizzazione è ormai vissuta ovunque, e che questa ha prodotto nei suoi
vari, vasti ed interdipendenti aspetti, che non solo hanno investito il settore produttivo agricolo ma
l’intera società ne è rimasta coinvolta.
Si è considerato che il fenomeno globalizzazione, accelerandosi in questi ultimi anni nel settore
agroalimentare, ha aumentato il divario sui problemi inerenti la fame nel mondo esistente tra i PVS
e quelli industrializzati.
Si è visto che la delocalizzazione dei centri di produzione agro-zootecnica in altri paesi ove i salari
sono più bassi, ha determinato costi di produzione inferiori a quelli delle nostre imprese con la
conseguenza di destare maggiore interesse dell’industria di trasformazione e del commercio interno,
mettendo così fuori mercato l’impresa agricola italiana costringendola in molti casi a cessare
l’attività.
A fronte di questi effetti negativi subiti nel settore agricolo si è pervenuti nella dissertazione
congressuale a ricercare terapie che di seguito indichiamo:
A) tutti i Paesi che producono devono vendere. Ciò evidenzia che certe barriere esistenti nella
PAC attuale devono cadere e quindi diventa necessaria l’esigenza di una riforma. La nuova
PAC dovrà cambiare le regole che tengano conto che la competizione con i PVS non è
affrontabile in un mercato aperto e globalizzato. Sarà quindi necessario utilizzare al meglio
il fondo in dotazione trasferendo a tutti i comparti agricoli, non escludendo l’ambiente, gli
stessi aiuti adottando particolari criteri per evitare storture.
B) nel Paese preso atto che le aziende agricole sono stabili o in decrescenza è emerso con la
stessa inconfutabile chiarezza la necessità di una profonda ristrutturazione e
riorganizzazione delle aziende agricole italiane non trascurando le dimensioni di queste in
modo da renderle idonee a competere sul mercato globale.
Formare aziende agricole che immettano sul mercato prodotti diversi sotto il profilo della
qualità e della salubrità e quindi più appetibili sui mercati internazionali. Preso atto di
un’agricoltura vulnerabile contrassegnata da debolezze strutturali e dall’aumento della
volatilità dei prezzi si è evidenziata la necessità di un’evoluzione culturale dell’agricoltore.
Questi deve essere pronto e preparato al confronto globale e idoneo a introdurre sui mercati
le peculiarità dei propri prodotti. Che sia in grado, inoltre, di sapere interpretare normative e
direttive in modo da prevenire situazioni difficili o di emergenza.
Il congresso non ha trascurato l’esame di attuali e importanti tematiche interessanti ed apprezzabili
nella loro valenza tecnica ed informativa quali: la formazione dei professionisti; la professione del
Perito Agrario al servizio dell’energie alternative rinnovabili; la fiscalità in agricoltura; gli effetti
della globalizzazione nel settore viti-vinicolo; le principali sfide dell’agricoltura e
dell’alimentazione globalizzata; sostenibilità e multifunzionalità dell’agricoltura; il lavoro, dialogo
sociale nella filiera agro alimentare.
A fronte delle considerevoli e complesse problematiche emerse dalle esposizioni congressuali i
Periti Agrari e i Periti Agrari Laureati si propongono di:
a) impegnarsi a mantenere quel doveroso aggiornamento che li caratterizza
professionalmente conferendogli le competenze per la consulenza all’agricoltore con il
ruolo di accompagnatore per la nuova formazione culturale dello stesso non escludendo
iniziative progettuali in rapporto a nuove esigenze e all’innovazione tecnologica;
b) fare da tramite tra mondo politico, enti, organizzazioni di settore al fine di operare
congiuntamente per una più evoluta e moderna imprenditorialità agricola;
c) promuovere con una azione professionale di eccellenza il coinvolgimento delle nuove
generazioni dei tecnici affinché questi si affaccino sul mercato del lavoro con
un’adeguata preparazione e il necessario impegno ad affrontare con competenza i
problemi del settore che si presentano con l’evolversi dei tempi.
Concludendo, i Periti Agrari e i Periti Agrari Laureati ritengono di avere contribuito con questo loro
messaggio espresso ad alta voce in questa sede congressuale a fornire elementi tali da far auspicare
che questi debbano essere presi in seria considerazione nelle opportune sedi politiche e da enti e
organizzazioni del settore e da questi sviluppati nell’imminente futuro nei modi più consoni per il
progredire dell’agricoltura e della società.
Marsala, 28 aprile 2011
pt/2011/gmt/04
lunedì 2 maggio 2011
CONGRESSO NAZIONALE: UN FLOP... che disastro!!!!!
Purtroppo come avevamo previsto sulle pagine di questo blog il Congresso Nazionale è stato un flop.
Si sentiva nell'aria, nel tema affrontato lontano dai veri problemi della categoria, nei silenzi di tanti che poi non hanno partecipato, nel distacco che sempre di più c'è tra gli iscritti e il CNPA. Si sono spesi soldi e tempo senza un concreto riscontro per la categoria che resta comunque al palo con tutti i problemi di ieri. e di oggi.
Che amarezza !!!!
Un risultato annunciato di scelte avventate prive di un disegno strategico per il nostro domani avulse dalla realtà che una professione moderna e attenta dovrebbe avere soprattutto per i giovani.
Un segnale chiaro che un'era è finita e con essa spero non finisca anche la nostra storia professionale.
Che tristezza !!!!
Giriamo pagina, se ce ne sono ancora, e MANDIAMO A CASA QUESTA INUTILE CLASSE DIRIGENTE.
Collegi Provinciali con relativi Consigli adesso tocca a voi decidere...la realtà del dissatro è sotto gli occchi di tutti altre scappatoie non ci sono ...la responsabilità è nelle vostre mani ........ognuno assuma la propria.
SVEGLIA...SVEGLIA....... UNITI FORSE POSSIAMO FARCELA!!!!!!
I COLLEGI PROVINCIALI DELIBERINO E TRASMETTANO PER ISCRITTO LA RICHIESTA DI DIMISSIONI DEL CONSIGLIO NAZIONALE E OGNI COLLEGIO INFORMI DEL SUO OPERATO TUTTI I COLLEGI D'ITALIA.
SE CI SIETE...BATTETE UN COLPO..........AVANTI O PRODI O SI FA IL NUOVO CNPA O SI E' DI CUL........
Cordialmente
Periti AgrariLiberi
pt/2011/gmt/05
Si sentiva nell'aria, nel tema affrontato lontano dai veri problemi della categoria, nei silenzi di tanti che poi non hanno partecipato, nel distacco che sempre di più c'è tra gli iscritti e il CNPA. Si sono spesi soldi e tempo senza un concreto riscontro per la categoria che resta comunque al palo con tutti i problemi di ieri. e di oggi.
Che amarezza !!!!
Un risultato annunciato di scelte avventate prive di un disegno strategico per il nostro domani avulse dalla realtà che una professione moderna e attenta dovrebbe avere soprattutto per i giovani.
Un segnale chiaro che un'era è finita e con essa spero non finisca anche la nostra storia professionale.
Che tristezza !!!!
Giriamo pagina, se ce ne sono ancora, e MANDIAMO A CASA QUESTA INUTILE CLASSE DIRIGENTE.
Collegi Provinciali con relativi Consigli adesso tocca a voi decidere...la realtà del dissatro è sotto gli occchi di tutti altre scappatoie non ci sono ...la responsabilità è nelle vostre mani ........ognuno assuma la propria.
SVEGLIA...SVEGLIA....... UNITI FORSE POSSIAMO FARCELA!!!!!!
I COLLEGI PROVINCIALI DELIBERINO E TRASMETTANO PER ISCRITTO LA RICHIESTA DI DIMISSIONI DEL CONSIGLIO NAZIONALE E OGNI COLLEGIO INFORMI DEL SUO OPERATO TUTTI I COLLEGI D'ITALIA.
SE CI SIETE...BATTETE UN COLPO..........AVANTI O PRODI O SI FA IL NUOVO CNPA O SI E' DI CUL........
Cordialmente
Periti AgrariLiberi
pt/2011/gmt/05
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